La Radio delle Ragazze

ATTENZIONE: In linea con un computer di fortuna giusto per comunicare che, a causa della morte improvvisa e definitiva del controller dei dischi del PC/server che gestisce la radio, la trasmissione prevista per stasera è purtroppo rinviata a data da definire. Le scuse vanno alle ospiti della serata, sperando che comprendano la tragedia: per fare un paragone, è come se tutti i modelli di scarpe che possiedono si fossero ridotti improvvisamente in cenere per autocombustione. (G.N.)


MacchiaRadioVi porgiamo in coro i nostri auguri per la Festa della Donna. Lo facciamo a voce: mercoledì 8 marzo dalle ore 21.15 dalla web radio più libera e ospitale della rete.

Il salotto radiofonico di Macchiaradio viene occupato dalle ragazze del nuovo Grazia e tenuto sotto assedio per tutta la sera. Gianluca Neri, noto blogger e autore televisivo, sarà nostro galante ospite.
A dire il vero lo si direbbe terrorizzato all’idea di essere invaso da un pollaio tutto al femminile.
A dire il vero ha tutti i motivi per temere il peggio.

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21 Comments

  1. Ecco si,ditec quanti soldi vi dànno gli sponsors che avete cme ad esepmio la RegionePulgia,ke casualmente appare sempre qndo iio mi conetto?????E come fa Gogle Asense a sapere ke io sono pugliese(efiero di esserlol)ditelo ke mettete in mezzo anke la donne ma almeno abiate la degnezza di scrivere qnti soldi vi danno!!!!Almeno!!!!!!!!!!!!11

  2. HO LA DIMOSTRAZIONE KE è VERO!!! CERcate su gogole “google adsense per fare sacco di soldi introiti lucro” ke cosè il primo risultstato?La Veritààààààà ti fa maleeeeee lo saaaaaaaaai!!?!?!?

  3. Alè stasera si festeggia! mi sono giunte voci dalla blogsfera che il Neri e il Facci faranno lo spogliarello per festeggiare l’otto marzo e rendere omaggio alle ragazze di Grazia…. ma è vero?

  4. Oggi è il 9 Marzo, nell’ordine:

    1) Festa degli uomini che sono sopravvissuti alla festa della donne;

    2) Festa delle donne che sono sopravvissute ai penosi festeggiamenti degli uomini;

    3) Festa delle donne che hanno tirato dritto e non hanno perso un solo minuto a credersi migliori o peggiori di chicchessia.

    Anselma Dall’Olio, femminista storica, ha scritto quel che c’era da dire sul settimanale Grazia: ha spiegato che le donne statunitensi sono assai più emancipate di quelle europee e però assai meno tutelate, che negli Usa ci sono meno asili nido, meno congedi per maternità, in generale meno assistenza statale per l’infanzia, e c’è, per contro, una cultura lavorativa più competitiva della nostra con donne piazzate ai vertici delle professioni. In Europa, viceversa, le donne hanno congedi di maternità che durano anche tre anni, ci sono persino i congedi di paternità, ci sono assessori delegati alla protezione della donna a spese dei datori di lavoro, poi c’è il part-time, in sostanza c’è tutto quanto produce, di fatto, una differenziazione della donna che equivale a un suo penalizzarla e lasciarla indietro, dunque precluderle la corsa fingendo di rendergliela più agevole. Queste politiche protettive peraltro hanno portato alla famosa crescita zero.
    Ergo, ancor oggi, niente di strano se in Europa si preferisce assumere uomini.

  5. Oltre il 50% della popolazione mondiale è “femmina”, essere femmina significa essere mensilmente affetti da un ciclo mestruale, da repentini cambi di umore, da due protuberanze che spuntano improvvisamente sul petto e da molti altri disturbi che compromettono pesantemente l’attività degli uomini che si trovano nella condizione di femmina.

    Per questo l’otto marzo è la giornata dedicata alla condizione femminile, perché la ricerca può fare molto per debellare questa triste condizione ed è per questo che abbiamo bisogno anche di te.

    In 2.500 piazze d’italia, oggi, puoi trovare “la mimosa della donna” .

    Acquistala e il tuo piccolo contributo servirà a sostenere la ricerca che ci aiuterà a conoscere e debellare la condizione femminile.

    La prevenzione può fare molto, una diagnosi precoce si rivela nella maggior parte dei casi efficace, ma dobbiamo fare di più.

    Aiutaci con il tuo contributo.

    Se in questa giornata particolare potessi trovarmi una collocazione diversa, mi trasformerei in un bacillo per sistemarmi comodamente dentro al polmone di qualcuno e farmi soffiare via con il primo starnuto.

    Di sicuro non vorrei essere donna e neanche uomo prediligendo, magari, l’ermafroditismo come condizione ideale dell’essere umano.

    Fatto sta che la condizione femminile oggi, è una condizione piuttosto imbarazzante di cui farei volentieri a meno, sarà perché superata l’età in cui il riconoscimento floreale del proprio compagno è un simbolo d’amore, non resta che la triste constatazione di una condizione che solo ad esser chiamata condizione fa pensare ad un malato grave, uno di quelli al cui capezzale si sussurrano frasi di circostanza.

    Simbolo di una lotta che a suo tempo aveva un vigore perduto nel tempo, quest’oggi la festa della donna appare come una vecchia imbellettata che nel giorno dell’anniversario del suo fiorire decide di ricordare i vecchi fasti di un seno poderoso, mostrando le pere rinsecchite tenute su da un push- up di ultima generazione e se non fosse che la polemica diventerebbe impossibile da sostenere, ci sarebbe di che fingere stupore ad ogni augurio ricevuto.

    D’altra parte il ruolo della donna oggi non conosce vie di mezzo, aderisci entusiasticamente alla giornata e la concludi con il tormentato piacere per uno spogliarello maschile oppure mostri quello snobistico disinteresse di cui molti sorrideranno con malcelata derisione.

    (Facci, ne deduco che non ti spoglierai per noi)

  6. tuttavia, essendo uomo e assunto, hai la malattia pagata e nessuno ti rompe i coglioni su quanto i giornalisti americani siano più stoici di te.

  7. Facci, grazie al cazzo, a spogliarsi senza gesso è bravo anche il mio macellaio ma da te ci aspettiamo qualcosa di più!
    Come direbbero in Maremma il gesso vuol vedere l’uomo in faccia…più o meno…

  8. Facci, grazie al cazzo, a spogliarsi senza gesso è bravo anche il mio macellaio ma da te ci aspettiamo qualcosa di più!
    Come direbbero in Maremma il gesso vuol vedere l’uomo in faccia…più o meno…

  9. “Come direbbero in Maremma il gesso vuol vedere l’uomo in faccia…più o meno…”

    …. in effetti lo ripeto continuamente, si può dire che è il mio cavallo di battaglia.

  10. Facci, di congedi di maternità protratti fino al compimento del terzo anno del figlio ne ho sentito parlare, con mio grande stupore, solo dalla mia amica svedese. Bisognerà che le chieda quanto sono penalizzate le carriere delle sue connazionali. Detto questo, il suo ragionamento suggerisce un rapporto di causa-effetto del tutto arbitrario. Se non capisco male, il discorso è: dato che sulla carta (ma bisogna verificare quanto poi sia vero nei fatti, aggiungo io) sono riconosciuti a voi donne alcuni diritti che discendono dalla vostra specificità di genere, ergo questo fa di voi delle discriminate. Non solo. Queste politiche protettive, lei dice, hanno portato alla crescita zero. Guardi, il nesso contorto tra premesse e conclusioni temo pure di averlo capito: i maschi europei non so, ma quelli italioti sono decisamente degli inguaribili stronzi. Il peggior cretino che sta inutilmente a scaccolarsi in ufficio oltre l’orario e che non si assenta per qualche mese a cambiar pannolini è sempre preferibile alla più intelligente delle donne. Ogni scusa è buona per illudersi di averlo più lungo.

  11. punto primo Conosco un’amica di un’amica che gli toglierebbe via a morsini il gesso.
    punto secondo Comunque Neri, era solo una mezza marchetta, sarebbe dovuto esploderti giusto la metà del sistema.

  12. Shangri-La, il mondo del lavoro è modellato da secoli sulle esigenze maschili e non quelle femmnili, alle donne, purtroppo, non è rimasto che adeguarcisi e fino a quando non sarà il modello ad essere messo in discussione e non i diritti concessi alle donne per assolvere il ruolo che la natura le ha assegnato,non ci sarà nessuna concreta possibilità di riscatto.
    L’essere in grado fare qualcosa in più rispetto ai maschi, resta, in questo moondo di uomini, una discriminante e non un’aggiunta.
    Come quando non voglio laureati per lavori troppo umili.

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