Il solito ignoto

La notizia non è ancora stata battuta da nessuna agenzia, ma anche quando succederà a pochi si fermerà, per un attimo, il cuore. Perché esiste, oggi, una classe anagrafica e culturale di italiani, senza dubbio sfortunati, che non sa che quest’uomo, insieme al suo socio, ha fatto l’Italia del Novecento.
Altro che De Gasperi.

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24 Comments

  1. Anche Divorzio all’italiana! Anche Straziami ma di baci saziami! E tutti i film di Totò… gira la testa. Quante espressioni di uso corrente dobbiamo a lui? Forse dovremmo fare la lista.
    R.I.P.

  2. “Perché esiste, oggi, una classe anagrafica e culturale di italiani, senza dubbio sfortunati, che non sa…”

    Quando si dice snobismo culturale.

  3. ha fatto la storia, e anche la letteratura. io credo che se cerchiamo i grandi scrittori italiani del novecento li troviamo proprio in quella straordinaria generazione di sceneggiatori, di cui age è uno dei più grandi rappresentanti, più che nelle biblioteche o nelle antologie scoloastiche. bellissimo post, bisogna ricordarlo per bene, e ricordarci di quanto è stato straordinario il cinema italiano quando a farlo erano davvero i migliori.

  4. Agenore Incrocci – Detto Age

    Non è esattamente un post da TvBlog, ma il fatto che oggi ci abbia lasciato Agenore Incrocci, detto Age, alla veneranda età di 91 anni e con una filmografia alle spalle che ha dell’impressionante, è una notizia che merita almeno qualche riga,…

  5. A proposito di ignoti… che l’abbozzate di trapanarci i coglioni ad azzerarci l’indicizzazione su google! Non siete i padroni della rete!!! Banda di merde romane!

  6. Sbaglio o il socio di quest’uomo figura nell’elenco di razzisti pubblicato di recente dall’esimio dott. Neri?

  7. Max Fresco:

    1) nel 1938 il Furio Scarpelli che dico io aveva 19 anni scarsi. A quell’epoca più che altro andava a puttane. Non era ancora una personalità esimia al punto da firmare manifesti.
    2) Stiamo parlando di Age, non di Scarpelli. E nella fattispecie, i due hanno firmato la gran parte dei film che verranno ricordati nei seicento anni a venire come racconti-esempio di lotta contro fascismo e razzismo (si veda persino il recente, non riuscitissimo, Concorrenza Sleale, peraltro del solo Scarpelli: ti pare l’opera di un ex-aderente al manifesto della razza?).
    3) Cos’è tutto questo desiderio di pescare nel torbido, di godere nel giocare a sporcare i pochissimi capisaldi in nostro possesso? Da quale oscura frustrazione proviene?

  8. … C’eravamo tanto amati, In nome del popolo italiano, Divorzio all’italiana, Vogliamo i colonnelli, Totò e Peppino divisi a Berlino, La Banda degli onesti, La Grande Guerra, I Soliti Ignoti, La donna della domenica, Sedotta e abbandonata, I mostri, Tutti a casa, Il Maestro di Vigevano Don Camillo e l’onorevole Peppone, 47 morto che parla. E il mio cult, L’Armata Brancaleone. Basterebbero questi titoli.
    Di Age adoro in particolare il sodalizio con Monicelli, Scola e Zampa.

    Onore a un grande: se proiettassero nelle scuole i suoi film, i ragazzini imparerebbero molto meglio e con meno fatica la storia recente. Abbiamo perso tutti qualcosa: la capacità di raccontarci con ironia, senza volgarità e, sì, un po’d’innocenza.

  9. Un gigante. Sulla Stampa oggi sottolineano una cosa a cui non avevo mai pensato: “Riusciranno i nostri eroi…” con Sordi e Manfredi era una rilettura di Cuore di tenebra di Conrad. Questa elasticità mentale e culturale è il patrimonio che non bisogna perdere.

  10. Ecco, uno fa una domanda e subito si becca del frustrato (il che può anche essere vero, ma non è questo il punto, ché qui stiamo parlando di Age, non del sottoscritto)…
    Comunque mi bastava un semplice “trattasi di un banalissimo caso di omonimia”… Non era mica necessario pescare nel torbido delle mie oscure e personalissime frustrazioni….

  11. “Ho scelto Pescasseroli (nda – provincia L’Aquila) come luogo di sepoltura poiché la gente semplice del posto non farà mai mancare un fiore sulla mia tomba”. Riposa adesso Age vicino alla moglie Odette e al figlio Alessandro, deceduti per malattia in precedenza. E’ andato via con la stessa discrezione che lo ha contraddistinto nella vita, in punta di piedi e senza sfarzo. In un angolo quasi nascosto del cimitero riposa la ‘penna’ che ha saputo raccontare l’Italia al mondo, esaltandone pregi e difetti.

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