Mauro Repetto /1: Un quattrocentoquarantuno e mezzo

«Qual è la domanda che mi fanno più di frequente in assoluto? “Che fine ha fatto Mauro Repetto“.
Anzi: “che fine ha fatto il biondino che ballava negli 883“».

(Max Pezzali, dal podcast del proprio sito)


Mauro RepettoMax Pezzali e Mauro RepettoVe lo dice Macchianera, che fine ha fatto Mauro Repetto. Non che lo si sia scoperto oggi, ma fino a questo momento l’informazione è stata appannaggio esclusivo degli ascoltatori di MacchiaRadio. E’ giunta l’ora che tutti sappiano.
Una sola avvertenza: preparate i fazzoletti, perché al confronto della storia del più grande genio incompreso dei nostri tempi quelle di Remì, Peline, Candy Candy e Bess de “Le onde del destino” di Lars Von Trier infondono una smisurata allegria.

Partiamo dal principio. La versione ufficiale vuole Max Pezzali e Mauro Repetto, compagni di banco al liceo scientifico di una piccola città che, tra la via Emilia e il West, ha scelto il West: Pavia. Bighellonano in una versione tutta pezzaliana e repettiana di altri luoghi di ritrovo cantati, come il Bar Mario di Ligabue, l’Osteria delle Dame di Guccini, o dell’ancora più celebre Roxy Bar di Vasco: il Bar Dante.
Uno se li immagina, nel 1989, seduti al tavolino del bar che dà sulla strada, sotto i tabelloni dei ghiaccioli Eldorado e dei cornetti Algida, sognare l’America. Che poi l’America è a due passi, se non ci devi andare in motorino: è a Milano, in via Massena 2.
Dopo aver soltanto sfiorato Claudio Cecchetto, registrando da comparse una puntata di “1-2-3 Jovanotti!“, si prendono un anno di tempo per buttare giù due canzoni, allestiscono un piccolo studio nella cantina del negozio del padre di Pezzali, poi si armano di coraggio e lasciano nella portineria del palazzo in cui si trova Radio Deejay un’audiocassetta contenente due canzoni, “Non me la menare” e “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”.
Di Claudio Cecchetto si dicono tante cose. Una di queste è che ascolti tutto, ma proprio tutto quello che gli arriva. E a quei tempi si diceva anche – se ricordate – che tutto ciò che toccava diventava oro: Sandy Marton, Taffy, Tracy Spencer, i Tipinifini, Sabrina Salerno, i Via Verdi, i Toy Boys, Fiorello, Jovanotti.
Insomma, mister Gioca Jouer nasa il genio e li convoca immediatamente (qualcuno sostiene addirittura il giorno dopo) a Milano, nel quartier generale della radio di cui allora era direttore. L’impressione è che in quei primi testi banali, ma chiari e diretti, si possa riconoscere “la mano” di Repetto. Ora che il nostro ha abbandonato gli 883 e lasciato Max Pezzali a scrivere da solo i propri brani, non possiamo dire con certezza chi abbia avuto le intuizioni più singolari o chi fosse, tra i due, a nutrire un’insana passione per i suoni onomatopeici, vedi “Non me la menare” (“io quando esco sono una bomba / che esplode e che fa BOOM”) o “Hanno ucciso l’Uomo Ragno” (“Tutto ad un tratto / la porta fa slam / il guercio entra di corsa / con una novità / dritta sicura / si mormora che / i cannoni hanno fatto / BANG!”)?

Cecchetto non ne sbaglia una, iniziando dal nome del gruppo. Max e Mauro avevano pensato ad uno sciapito “I Pop“; Re Mida lo cambia in “883“, ispirandosi al modello di una delle più popolari Harley Davidson, marchio ammiccante ai ggiovani ribbelli, target che i due ambiranno ad affascinare, senza mai riuscirci. Passo successivo: partecipazione del festival di Castrocaro. Il risultato è imprevedibile: vincono. Proprio con “Non me la menare”.

Non me la menare / non capisco cosa vuoi
tanto lo sapevi / che non ero come voi
a me piaccion le birre scure / e le moto da James Dean
non quelle stronzate / che si dicono nei film

Capita forse una volta nella vita, ma quando capita è destabilizzante: la botta di culo che ti catapulta dal fancazzismo in compagnia dell’amico Cisco del Bar Dante di Pavia (“Si alza dalla sedia del bar chiuso / lentamente Cisco e all’improvviso / dice / «Voi / non capite un cazzo / è un po’ / come nel calcio: / È la dura legge del gol») su su verso un album d’esordio che vende 600.000 copie e scala l’hit parade fino a raggiungere la prima posizione.
E il 1992, e gli 883 sono sulla bocca di tutti, se non altro perché il singolo “Hanno ucciso l’Uomo Ragno” ha un testo trascurabile, ma entra in testa come un trapano. Un po’ tutti pensano al “gruppo usa e getta” capace di sfornare un buon 45 giri (come si diceva ancora allora) ed incartarsi sul secondo. Merito non si sa di chi, ma non sarà così.


Arrivata l’estate vincono “Vota la Voce“, un festival organizzato da TV Sorrisi e Canzoni e trasmesso da Italia 1, la cui classifica finale vorrebbe essere, nelle intenzioni, il risultato di un referendum tra i lettori del settimanale.
A quel punto è chiaro un po’ a tutti, ma soprattutto a Claudio Cecchetto, che le uova della gallina saranno pure d’oro, ma vanno consumate fresche. Così, a ruota, la premiata ditta PezzaliRepetto sforna un brano nuovo di zecca, “Sei un mito”, che anticipa il secondo album.
E’ il 1993: l’LP “Nord Sud Ovest Est” contiene parecchie delle canzoni del calibro di “Come mai”, che ancora oggi Pezzali ripropone sul palco in solitaria, e vende più del doppio del precedente. Testi e musiche sono ancora firmati a due mani.
Forti di 1.300.000 copie piazzate, gli 883 trionfano al FestivalBar. Poi Canale 5 decide di inventarsi un festival tutto suo, da far condurre a Mike Bongiorno e da contrapporre a Sanremo. Con quei tipici sforzi di fantasia che non mancano dalle parti di Milano 2 (si vedano “Il Giornale“, “Forza Italia“, ecc…), decide di chiamarlo “Festival Italiano“. E’ la prima edizione. Sarà anche l’ultima. Ma gli 883 si presentano sul palco in compagnia di Fiorello e propongono una particolarissima versione di “Come mai” nella quale l’ex re del karaoke canta le varie strofe imitando le voci di Ruggeri, Baglioni, Guccini, Battiato, Vasco, e stravincono anche quella.

Per Mauro Repetto è l’inizio della fine dell’esperienza degli 883. La riedizione di “Come mai” contenente le imitazioni del nuovo bolide della scuderia riscontra un tale successo che viene girato anche un video, e già lì si capisce che qualcosa non va: Max Pezzali e Fiorello cantano la canzone dal palco; Repetto è in platea, in compagnia delle ancora sconosciute Paola e Chiara, intento a far tesoro dei consigli dei due cantanti per fare colpo su una ragazza.
La fine del 1993 è lo spartiacque: accantonati vittorie e successi, Cecchetto decide che è venuta l’ora per il gruppo di affrontare i propri fan “de visu”, e spedisce i due in giro per discoteche con l’“883 Disco Tour”. Non è un bello spettacolo, in tutti i sensi: Pezzali canta dal vivo sulle basi registrate dei primi due album e alle sue spalle Repetto, non cantando, non suonando e non sapendo bene cos’altro fare, sceglie di ballare e muoversi come un invasato. Si chiama “effetto Pet Shop Boys: nel pubblico sorge spontanea la domanda “Sì, ma se quello bruno coi denti storti canta e il biondino dietro non fa niente… il biondino che cazzo ci sta a fare?”.
Se lo chiede lo stesso Repetto, dal momento che la presa per i fondelli nei suoi confronti diventa un tormentone, tanto che ci si mettono anche i “Fichi d’India”, sulla Rai, con una parodia nella quale quello tra i due che fa il cantante è infastidito dai movimenti inconsulti del partner nullafacente.
La crisi del “biondino che ballava” si legge anche tra le righe di un reperto recuperato sulla rete e datato 15 gennaio 1994: la scaletta di una storica puntata del Roxy Bar di Red Ronnie.
Nessuno ancora lo sa, ma sarà l’ultima apparizione pubblica di Max Pezzali e Mauro Repetto assieme.
Man mano che la trasmissione va avanti ci si rende conto che a Mauro è stato definitivamente assegnato il ruolo di lumicino di coda: Red Ronnie presenta Caterina, una cantante del gruppo Cecchetto, la quale si esibisce in compagnia del solo Pezzali con la canzone “Aeroplano”. Poi Caterina rivela di avere un sogno: accompagnare al piano Max Pezzali. Potrebbe passare nella testa di Red Ronnie l’idea di non sfruttare l’assist? Non sia mai. E quindi Caterina picchietta a capo chino sui tasti del pianoforte, in onore dell’amico celebre.
In tutto questo, Mauro Repetto, che pure è presente, se ne sta di lato, in disparte, sostanzialmente inutile, al punto che dopo le esibizioni in scaletta c’è scritto chiaro e tondo: “Red chiede dov’è Mauro”.
Se lo sono pure perso.

(1/ continua…)

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48 Comments

  1. MAURO REPETTO:un nome,un mito!Forse e’ bene che ci si renda conto che l’autoesilio impostosi da questo autentico GENIO(sui generis)della musica italiana altro non e’ che il risultato della nostra stronzaggine,poiche’abbiamo per anni deriso e snobbato questo artista e adesso che non c’e’ piu’ siamo tutti dispiaciuti e preoccupati per le sue condizioni di vita e professionali.SVEGLIAAAA!!SONO PASSATI PIU’ DI 10 ANNI!!!La colpa e’ nostra!avrei voluto vedere voi al suo posto!E’ il piu’ merdoso di tutti e’ proprio il suo ex socio Pezzali,bell’amico!!Lui adesso fa i miliardi e se ne fotte,ma caro Max ricordati che i testi dei primi album(tra l’altro i migliori)sono suoi.Ricordati quando eravate 2 sfigati alla pari marrano traditore…

  2. Ma come vi permettete di insultare delle persone pubblicamente?
    Se si riuscisse a risalire alla vostra identità potrebbe scattare una denuncia!
    Come vi permettete di dare del”merdoso” a Max Pezzali!!!!
    La sua musica potrà non piacervi, lui potrà (nn capisco xche poi) esservi antipatico ma non mi sembra il caso di insultare la gente così!!

  3. lo sapevate che il prossimo album di max pezzali sarà fatto in collaborazione proprio con Mauro Repetto?
    Incredibbbile!

  4. caro Juan, non e’ Max Pezzali che ho insultato ma il suo comportamento,dato che egli MOOOOLTO opportunamente ha preferito seguire non la sua coscienza ma cio’che il suo pigmalione Cecchetto gli ordinava di fare.Quindi non fare l’avvocato del diavolo se non sai cio’ che c’e’ dietro alle cose…e rispetta le opinioni degli altri tu e la tua denuncia…

  5. COMPRATE IL CD DI MAURO REPETTO “ZUCCHERO FILATO NERO”!!!L’HO ASCOLTATO PER LA PRIMA VOLTA 2 GIORNI FA E NE SONO RIMASTO SCONVOLTO!E’ ALLUCINANTE, UNICO,VISSUTO,NESSUNO E’ COME MAURO,CREDETEMI…NON CAPISCO XCHE’NON ABBIA AVUTO SUCCESSO.LA CANZONE “BRANDY’S SMILE” E’ BELLISSIMA.E’ 1 ALBUM AUTOBIOGRAFICO CHE SONO SICURO DIVENTERA’ UN CULT.L’HO TROVATO A FATICA TRAMITE UN COMMERCIANTE DI CD,MA SI TROVA ANCHE IN INTERNET…COMPRATELO XCHE’NE VALE LA PENA.

  6. Fazio legge Macchianera?

    Gran parte dell’intervista di Fazio a Pezzali nella puntata di stasera di “Che tempo Che fa?” ricalcava fedelmente questo post e relativi commenti.
    Talmente fedelmente che sembrava preparata, da tutti e due.

  7. GRANDE MAURO REPETTO!!!Ciao a tutti, sono sempre stata una grande fan di Mauro e mi e’ dispiaciuto tantissimo il suo abbandono delle scene anche perche’ io sono tra quelle che ha comprato subito il suo album (BELLISSIMO,SBALORDITIVO!)e purtroppo ha aspettato invano il secondo…TORNA MAURO,ci manchi tantissimo,eri bravissimo e sono sicura che in italia ti vogliono ancora tutti bene.Sono cresciuta con te e Max e le vostre canzoni…ho bellissimi ricordi!CIAO MAURO 6 GRANDE!

  8. Mauro 6 grandissimo,il tuo album mi piace troppo son contenta d averti rivisto 6 1 grande!!!!
    Mi piacerebbe tornassi nelle scene!!
    GRANDE MAURO

  9. Ciao Mauro,

    come stai?spero tu stia bene..Anche se e’ da tanto che tu manchi dalle scene
    italiane il tuo ricordo e’ sempre vivo in ognuno di noi..ah dimenticavo,mi
    sto facendo portavoce di un gruppo di persone tue fans accanite e il mio
    nome e’ Marcello.Scusa se ci siamo permessi di utilizzare la e-mail di tua
    moglie ma grande era il desiderio di contattarti e di farti sentire quanto
    ti stiamo vicini anche se tu sei cosi’ lontano da tutto….Ti facciamo anzitutto
    presente che il tuo bellissimo album da solista e’ stato acquistato da ognuno
    di noi(siamo una quarantina) e naturalmente apprezziamo tantissimo tutto
    il tuo passato lavoro con l’amico(o ex) Max con cui hai dato vita a bellissime
    canzoni ben lungi per testi e musiche(con tutto rispetto per Max)da quelle
    attuali degli 883. Ci sono centinaia di cose che vorremmo chiederti ma una
    fra tutte e’ questa:ci sara’ una possibilita’ imminente o in un prossimo
    futuro che tu possa tornare sulle scene musicali?te lo chiediamo con tanta
    nostalgia perche’ praticamente il nostro gruppo(l’eta’ media e’ 30 anni)
    e’ cresciuto con le canzoni dei primi 883,con i vostri concerti,il tuo album,i
    tuoi modi di dire e di fare e in pratica…ci manchi tantissimo! Sappiamo
    che ti sei sposato e che hai 2 bambini,un nuovo lavoro,una nuova citta’,ma
    non ti abbiamo scordato lo stesso.In internet si trovano tantissimi blog
    a te dedicati da parte di tuoi fans che ti ammirano e ancora ti aspettano,ci
    sono dediche bellissime,saluti,richieste di informazioni,e tante preghiere
    perche’ tu torni….insomma ci sono una marea di persone che ti vogliono
    ancora bene e che hanno voglia di ascoltarti!!Il tuo album “zucchero filato…”
    e’ stato molto rivalutato dalla critica(meglio tardi che mai) ed e’ tuttora
    richiestissimo tanto che non si trova piu’ da nessuna parte(tutti dicono
    che e’ fuori catalogo) e qualcuno in internet sta facendo affari d’oro(sulle
    aste tipo e-bay) vendendo le copie come rare e introvabili!!Un nostro amico
    pur di avere il tuo cd originale ha sborsato ben 34 euro ad un asta all’ultimo
    sangue! un tuo GRANDE RIENTRO sarebbe quindi piu’ che gradito,credimi.Non
    e’ mai troppo tardi Mauro,pensaci….Da parte di tutti noi un saluto caloroso
    e sincero.Ti ammiriamo e ammiriamo il tuo genio e la tua musica.A presto
    CIAO!!!

  10. Ciao Marcello mi aggiungo alla quarantina di persone fans di Mauro, pure io ho orignale il suo disco da solista “zucchero filato nero”, sia in cd, sia in cassetta. La mia passione x gli 883 è nata nel 92 e continua tuttora x Max Pezzali infatti gestico un sito dedicato a lui http://www.ilmondodimax.it, nella sezione 883 non ancora disponibile del mio sito in futuro metterò una parte totalmente dedicata a Mauro Repetto e inserirò i testi del suo album da solista. Mauro non si può dimenticare e pure io sarei felice vederlo ritornare sulla scena musicale anche se penso che però sia difficile, non credo che ha lui interessi, in questo e altri blog ho letto che si è sposato che ha avuto dei figli e che ha aperto un’impresa di degign e per questo sono felice x lui. Marcello tu hai scritto che sei il portavoce di un gruppo di fans di Mauro, sarei interessato a far parte di questo gruppo aspetto tue novità ciao.

  11. Mauro Repetto 6 fantastico!!!Ricordo sempre la tua voglia di far casino e le tue bellissime coreografie!il tuo album lo ascolto sempre e il mio desiderio e’ che tu torni a far musica con Max o da solo, basta che torni perche’ c’e’ qualcosa che vale in te e non puoi negarcelo.Fregatene di quegli stronzi che parlano male di te, evidentemente non hanno altro da fare x occupare il tempo….
    tuo superfan Pierpa.

  12. Cacchio,ma ve lo immaginate un RITORNO del grande Mauro Repetto dopo dieci anni con un album nuovo?? Vi giuro saro’ il primo a comprarlo!!Dieci anni di cose da raccontare attraverso le sue canzoni…ho scoperto il suo album primo soltanto due anni fa comprandolo per caso,adesso ce l’ho in macchina,a casa,al lavoro,sempre e non mi stanco mai di ascoltarlo perche’ e’ troppo figo…..GRANDE MAURO!!!!

  13. persona + triste e sfigata di lui, credo nn ci sia!! mi fa così pena che nn c’è gusto prenderlo in giro, xò cm si fa a restare seri leggendo i testi delle sue canzoni?!?!?! ma l’avete sentita qual capolavoro di ignoranza che è “ma mi caghi”??

  14. ho comprato l’album.E’ BELLISSIMO!!Mi piace un casino e i testi sn cosi’ xrche’ e’ giusto che sia cosi’…un po’ strani ma e’ il tipo di canzoni che lo richiede!Nessuno aveva mai osato tanto…GRANDISSIMO MAURO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  15. Inutile perdere tempo a insultare degli stronzi che insultano Max…anche a me piacerebbe 1 ritorno di Mauro, ma non mi permetto di insultare max, anche xkè è il mio cantante preferito!

  16. VOGLIAMO MAURO REPETTO!VOGLIAMVOGLIAMO MAURO REPETTO!VOGLIAMO MAURO REPETTO!OVOGLIAMO MAURO REPETTO!VOGLIAMO MAURO REPETTO! MVOGLIAMO MAURO REPETTO!VOGLIAMO MAURO REPETTO!AUROVOGLIAMO MAURO REPETTO!VOGLIAMO MAURO REPEVOGLIAMO MAURO REPETTO!VOGLIAMO MAURO REPETTO!VOGLIAMO MAURO VOGLIAMO MAURO REPETTO!VOGLIAMO MAURO REPETTO!VOGLIAMO MAURO REPETTO!VOGLIAMO MAURO REPETTO!REPETTO!VOGLIAMO MAURO REPETTO!TTO!VOGLIAMO MAURO REPETTO!VOGLIAMO MAURO REPETTO!VOGLIAMO VOGLIAMO MAURO REPETTO!VOGLIAMO MAURO REPETTO!VOGLIAMO MAURO REPETTO!VOGLIAMO MAURO REPETTO!MAURO REPETTO!VOGLIAMO MAURO REPETTO! REPETTO!VOGLIAMO MAURO REPETTO!VOGLIAMO MAURO REPETTO!VOGLIAMO MAURO REPETTO!VOGLIAMO MAURO REPETTO!

  17. Gianluca Neri hai rotto il cazzo!!!La vuoi pubblicare questa cazzo di seconda parte si’o no? Sono mesi che stiamo aspettando e ci siamo rotti i coglioni,hai capito?

  18. Marcello voglio far parte anche io di questo gruppo di fan di Repetto.. Sono un grandissimo fan dei veri leggendari 883: Max e Mauro. Gli unici nella storia della musica italiana che hanno saputo raccontare con una straordinaria semplicità, attraverso testi diretti e toccanti.. Io sono davvero “cresciuto” con loro,con le “loro” canzoni..ognuna di loro mi lega ad un ricordo,un emozione,un amore,una stronzata con gli amici.. sono stati e sono tutt ora la Colonna sonora della mia vita.
    Ho il disco di Repetto da quasi un anno, e devo ammettere che appena l’ho finito di ascoltare la mia stima per Pezzali è molto diminuita a discapita di Repetto: come si fa a non restare senza fiato di fronte a quel capolavoro?
    E’ così che capisci che quel “biondino che ballava sul palco”, deriso da tutto e tutti all epoca, era la vera mente ,il vero motore degli883..Colui che ha buttato giù testi di canzoni indescrivibili (a parte le conosciute,avete mai ascoltato gli inediti degli 883,quelli mai pubblicati? Fantastici..), e inspiegabilmente il solo Max ha raccolto i frutti di questi capolavori. Ora che pian piano si scoprono gli altarini sulla separazione tra i due, c’è ancora più nostalgia, per aver perso un grande artista..
    Consapevoli e incazzati neri perchè il più grande genio della musica italiana anni ’90 ora è in Francia a fare il cretino ad Eurodisney…

    E’ ora di vergognarvi, Cecchetto e Max Pezzali, per non averlo trattenuto nel gruppo.

    E’ ora di vergognarvi,critici musicali che avete deriso del suo album Zucchero Filato Nero all’epoca della sua uscita

    ma soprattutto…E’ ora di rimboccarsi le maniche per restituire a Mauro il posto che si spetta nel panorama musicale italiano

  19. Ragazzi incredibile… ho scritto all’indirizzo e-mail trovato sul sito di immobiliari della moglie Josephine e Mauro mi ha risposto (anche se brevemente..)!!!!!

    Ecco le sue parole:

    “Caro Gaetano, ti ringrazio molto per la tua e-mail ma ormai mi occupo solo della mia famiglia, e sono veramente lontano da una qualsiasi scena italiana.
    Mauro ”

    Che peccato.cmq la speranza è l’ultima a morire! Ciao ragazi aspetto la seconda puntata con impazienza!

  20. Un artista completo, che farebbe rabbrividire tanti pupazzi lanciati sulla scena al giorno d’oggi. Un album poliedrico come Zucchero Filato Nero merita di sicuro di più di quanto ha avuto. Un compositore proteiforme, sia dal punto di vista musicale che da quello lirico. Ci lascia un ritratto di sè sfaccettato, che divaga dai toni ironici di Baciami qui alle intimistiche atmosfere di Brandi’s Smile, fino a giungere alla finale (un caso?) Fiori o formiche, un’implorazione alle stelle che si perde nella melodia di un fischio.
    Hasta Repetto, siempre!

  21. Ho ricontattato mauro..cercando di battere il ferro finchè caldo,chiedendogli disperatamente di rivelarmi il motivo REALE dell’abbandono agli 883, ma niente.. forse ho osato troppo… CMQ Mauro 4 ever!!!

  22. dopo settimane e settimane di ricerca sfrenata sono riuscito alfine a trovare il cd originale di Mauro..una fatica che non vi dico e mi e’ costato la bella cifra di 28 euro ma vi assicuro che sono stati spesi bene!!Una figata!!!a furia di ascoltarlo sto imparando a memoria tutte le canzoni una +bella dell’altra…ma come cavolo ho fatto a non accorgermi di lui prima??!!Adesso pero’ì Mauro facci un bel regalo:TORNA e sforna un nuovo album perche’ 6 troppo grande!!!

  23. Cari di Macchiaradio e caro Gianluca Neri,pensavate di aver creato un blog per prendere per il culo Mauro Repetto invece avete trovato solo delle persone che lo stimano e gli vogliono bene nonostante tutto e desiderano che lui ritorni..Alla gente non gli fotte un cavolo se lavora a eurodisney o a new york se ballava o se saltava…non vedete che tutti lo rivogliono e lo cercano perche’ in fondo e’ veramente un Genio!Mauro io sono con te..e mi dissocio da chi ha creato questo spazio per deriderti e schernirti!!Tanto come vedi nn ci sono riusciti e penso che se ne siano accorti anche loro dato che sono mesi e mesi che devo pubblicare la seconda parte del blog e nn lo fanno…forse per scrupolo di coscienza e perche’ hanno fatto una figuraccia e ci sono rimasti male.Mauro sei grande!!C’e’ tanta gente su cui puoi contare..

  24. Mauro Repetto e’ uno degli artisti piu’ rappresentativi degli anni ’90 non solo x il suo contributo determinante con gli 883 ma anche,per chi lo ha saputo apprezzare,per aver dato luce ad un tipo di musica e canzoni che fino ad allora nessuno aveva mai osato intraprendere..ha solo avuto la sfortuna di essere stato il primo e poi subito bastonato dalla critica e dai filopezziani.Da quando Mauro non e’ piu’ 883 il livello delle canzoni di Max (ed anche l’indice di gradimento)e’ calato album dopo album sempre di piu’.Basti guardare il risultato delle vendite dei cd per rendersi conto di quanto fosse importante “la mano di Repetto” nella stesura di testi e musica.Max Pezzali pur essendo un disceto artista non riuscira’ mai ad eguagliare il successo dei primi 3 album perche’ il tipo di musica che fa e’ sostanzialmente diverso..piu’ mielosa,caramellosa,ruffiana,dolciastra,insomma le classiche canzoncine ritmate per adolescenti distratte.Non piu’trasgressione,non piu’ parolacce,non piu’ situazioni fighe tra amici ma solo canzoni d’amore sfigate e languide e crisi depressive ante 40 anni che ti fanno venire il latte alle palle.Per cui si puo’ concludere senza ombra di dubbio che Mauro Repetto e’stato vittima di una ingiusta e che il suo nome ed il suo onore vanno assolutamente riscattati.FORZA MAURO!!”blu,blu,dammi la forza di guardare giu'”

  25. APRIAMO UN FAN-CLUB O MEGLIO UN SITO WEB IN ONORE DI MAURO.. che ne dite? se pò fà..è il minimo che si può fare per ringraziarlo di averci accompagnato durante l’adolescenza con le sue canzoni (883 e sue)..

  26. IL RITORNO DI MAURO REPETTO NEGLI 883….SAREBBE L’EVENTO MUSICALE DELL’ANNO!!! e farebbe felici tanti trentenni nostalgici che nn hanno mai dimenticato quel ragazzo simpatico vittima di un’italia ingrata!Mauro x me resti il n°1!!!testi e musiche sono incomparabili;hai avuto 1 po’ di sfortuna ma 6 indubbiamente 1 figo! Ti aspetto….

  27. MAURO REPETTO E MAX PEZZALI DI NUOVO INSIEME!!!I MITICI 883 RIUNITI DOPO 10 ANNI!!Ma ve lo immaginate che figata rivedere insieme questi pezzi di storia della musica italiana?Mister G perche’ non apri una sezione nel tuo sito dedicata a mauro repetto?Ognuno di noi potrebbe fornire del materiale o altro tipo di aiuto..poi possiamo contattare mauro e darli la bella notizia…sono sicuro che gli fara’ parecchio piacere..

  28. GIANLUCA NERI COSA STAI ASPETTANDO A PUBBLICARE LA SECONDA PARTE DEL BLOG SU MAURO REPETTO?SON PASSATI MESI… PERCHE’ NON CONCLUDI LE COSE CHE COMINCI? FAI TANTO IL FIGO A PAROLE MA POI NON PORTI A TERMINE NULLA!! SBRIGATI C’E’ UN CULO DI GENTE CHE STA ASPETTANDO,CAPITO?

  29. Mauro Repetto BEST OF THE BEST!!Ho acquistato il suo album usato in un mercatino..Questi manco sapevano chi era per fortuna mia!!L’ho pagato solo 5 euro..peccato che abbia 1 graffio e salti in un punto..ma x il resto e’ ok!Le canzoni sono divertenti,alcune commoventi,altre comiche ma nel complesso il cd merita xche’ 1 tipo di musica cosi’ nn la si sente da nessuna parte..Quindi…GRANDE MAURO & IL MIGLIORE!!!

  30. Gianluca Neri la vuoi smettere di passarti e pubblichi la seconda parte del blog di Mauro Repetto!!!C’e’ circa un centinaio di persone che stanno aspettando da tempo immemorabile.Complimenti x la professionalita’!!Per sparar cazzate da comunista antiberlusconiano 6 il n°1 ma x concludere le cose che cominci 6 l’ultimo ruotino del carro…

  31. MAURO REPETTO E IL SUO ALBUM “ZUCCHERO FILATO NERO” PROMOSSI A PIENI VOTI SULLA AUTOREVOLE RIVISTA MUSICALE BLOW UP…

  32. he si’,Mauro Repetto x noi 30enni era proprio un mito!Nei miei diari ho ripescato foto,testi e articoli su Mauro e ricordo qnd usci’ il cd solista lo comprai subito..e mi era piaciuto molto,nonostante si differenziasse parecchio dagli 883.Max pezzali da solo ha avuto coraggio e fortuna ma nn e’ + la stessa cosa..Diciamo che Mauro nei testi era 1 po’ scalmanato e disinibito ma c’era li’ dolce-Max a frenarlo quel tanto che bastava xche’ alla fine il risultato fosse perfetto e fantastico.Max da solo e’ troppo languido,romantico e giggione.Mauro da solo e’ troppo sboccato,disinibito e inconsapevolmente irresponsabile.Soltanto il mix dei due dava 1 prodotto giusto,che poi ha fatto la fortuna del duo…quindi Mauro se torni devi x forza riunirti a Max e sn sicura che sara’ un successone!

  33. Qualcuno, forse ignaro, potrebbe non capire la passione che nel forum è nata per un Artista, e per un Disco.
    Ingiustamente archiviato nei meandri dei “prendeteveli, non sappiamo dove metterli” dei supermarket, “Zucchero filato nero” di Mauro Repetto è il disco che tutti noi avremmo voluto fare, ma che per imbarazzo e rispetto per noi stessi non abbiamo mai avuto il coraggio di dare alle stampe.
    Nei 53 minuti del CD, l’Artista si mette a nudo, e ammette quello che è in realtà. Non un filosofo della Bassa come Ligabue, non un tuttologo come Battiato, non un disperato come Masini. No, Repetto è uno sfigato, e lo vuole gridare a tutti noi. Nei suoi brani c’è il sunto della gioventù annoiata della provincia. Figa, f**a, f**a. E’ questo che grida Repetto. Ma, a differenza di altri, lui non cela i due di picche. Ecco quindi capolavori come “Voglia di cosce e di sigarette” o “Porno a Las Vegas”, dove ammette che c’è sempre qualcuno più furbo e più “in” di te, che alla fine ti porta via quelle gambe che “sono ascensore per il paradiso”.
    Ma lui non si pone problemi. Lui è come Noi, è uno che prima dell’Incontro è “Nervoso”, che non mette borotalco, e che se non arriva la Bionda va bene la Mora. Basta che si trombi.
    Ma c’è anche poesia, nell’autobiografica “Brandi’s smile”. Dove lascia Max e Cecchetto per il suo Sogno. Andare in America, e trombarsi Brandi con la scusa di essere un regista. Ma nessuno, ahinoi, vuole mettere soldi per produrre il film. E lui torna a casa, triste, ma orgoglioso di avere buttato le sue fiches sul tavolo della vita.
    Ma la vita non è solo gnocca. Lui vuole una donna che lo ami, non solo “una p*****a in aereo” o una “cameriera cerbiatta p*****a”, con cui magari fare figli. E a questi è dedicata la meravigliosa “Baciami qui”. Perchè va bene la f**a, ma la vita è anche responsabilità. La paura delle tasse da pagare per il figlio, o di chissà con chi esce la figlia.
    Repetto è trasparente e sincero, l’amico che tutti noi avremmo voluto avere. Quello che in “Però dai sì” consiglia alla sua corista (Francesca Tourè) di darla al dj. Quello che in “Ma mi caghi” fa dire ad una strafiga quello che forse tutti voi, superficialmente, pensate: “quello lì è un cesso”. Canzone che è anche un disperato grido contro la difficoltà di comunicazione tra uomo e donna. Lui si propone, ma lei “non si capisce niente, boh”. Fino allo straziante, reiterato, inascoltato appello: “MA MI CAGHI?”. Perchè negarlo? L’Artista non è solo un piedistallo. L’Artista è un uomo. Con i suoi alti e bassi, il suo bene e il suo male. Le sue manie e le sue sconfitte. Artista con il coraggio di chiederci anche scusa per le sue canzoni, come in “Nual”, dedicata ad una prostituta di Bahia che non pensa più a lui, solo, a Pavia.
    E poi, alla fine, ecco la perla. “Fiori, o formiche?”. Chi siamo noi, per le Stelle del cielo? Chi è Dio? “Un bambino che gioca a subbuteo”, sunto della filosofia minimalista e pragmatica di cui tutto il disco è impregnato.
    Siamo tutti un pò Repetto.

    Firmato: GENTLEMOCCHI

  34. MAURO REPETTO/Zucchero Filato Nero I lettori più avveduti si chiederanno: perché una recensione di un disco già uscito da un bel po’‚ e da un bel po’‚ finito nei cassettoni di plastica delle occasioni a prezzo stracciato negli ipermercati? La risposta è semplice, ci sono delle volte in cui un uomo sente il dovere morale impellente di mettere una pezza alle altrui malefatte, così come Nanni Moretti si vergogna di vivere in un paese guidato da un lestofante io mi vergogno di vivere in un paese che ha dimenticato, sfottuto, deriso in maniera snob e superficiale un disco come questo. Lo dico subito: raramente negli ultimi anni un disco mi aveva emozionato come questo “zucchero filato nero”. Repetto nella memoria di noi trentenni del cavolo è semplicemente il biondino che si dimenava metronomico dietro alle spalle dell’esordiente Max Pezzali/883. Poi un giorno un amico attento ti masterizza il suo cd d’esordio solista e tu capisci subito di trovarti davanti ad una piccola, preziosa perla. E’ facile per me pensare a Truffaut, al suo continuo, disperato tentativo di raccontarsi, mistificarsi, nascondersi, esaltarsi attraverso il suo cinema, con malinconia e pudore. Si possono scrivere canzoni per provocare, punire, spingere alla rivolta ma raramente succede di imbattersi in un così commovente tentativo di mettersi autenticamente a nudo. Repetto avrebbe potuto facilmente scimmiottare Pezzali ed invece inanella una sequenza di 12 canzoni confuse, allucinate, che girano come vortici intorno alle proprie ossessioni, forse nella speranza di esorcizzarle o semplicemente di comunicarle. Figa, frustrazione, scazzo giovanile, genuine turbe psichiche. Chi avrà la bontà di procurarsi questo disco avrà l’occasione di commuoversi davanti alla dolcezza di Brandi’s Smile, una sorta di felliniano 8 e mezzo: un’occasione fallita, un film mai girato, un uomo inghiottito dalla sua avventura americana, un corpo sognato e mai stretto. Il mio attento amico mi aveva parlato di una versione barrettiana degli 883 e cavolo se aveva ragione! Ascoltate “Un grande si” o “Voglia di cosce e di sigarette”, inni sbagliati, sbilenchi, ubriachi, un uomo solo con la sua chitarra incerta e ancora ossessioni: f**a, f**a, f**a, corpi che sfuggono, amarezza, assoluta mancanza di misura e senso del pudore. Mauro Repetto è definitivamente l’uomo nero, una macchia di unto impossibile da lavare nella storia della discografia italiana degli anni 90. Un corpo troppo fragile per reggere il peso del successo. E’ come se i miti della gioventù, le troppe musiche digerite esplodessero e si disponessero su un tavolo: un cavolo di puzzle con un pezzo in meno. Nessuna ironia su questo disco, ti viene da ridere ma ti passa subito la voglia: Cronenberg al cinema, Mauro Repetto nello stereo di casa. di Anonimo Fanfarello

  35. MAURO REPETTO ( Da Blow up di Luglio/Agosto 2005 )

    di Christian Zingales

    Il culto invisibile. Il vuoto a perdere. La meteora bionda. I’m a loser baby so why don’t you kill me. Il mio regno per una vagina. Mr. pussy power. Lacrime di coccodrillo e occhi bagnati di luce. Sparizione annunciazione. L’accensione. Il corpo fuori. Più hardcore di Alberto Camerini. Astro lucente della perdita di sè. Autismo situazionismo. Più fottuto di testa e “out there” di Juri Camisasca, più trash di Totò Cutugno. Un enigma tra Bugo e Pupo. Il Beck italiano, con un cuore pulsante al posto della robotica (il Kurt Cobain italiano, con il baratro al posto della bara). Il ridicolo come segno di incontrovertibile superiorità. Un uomo libero. Il vero, unico simbolo generazionale partorito dall’Italia dei ’90, pronto a sacrificarsi in nome degli ’80 per gli anni Zero. Uno che ovunque sia adesso, di sicuro sta alla grande. E’ il 1992 quando con l’album “Hanno ucciso l’uomo ragno” esplode la macchina 883. Teenage Rock con grooves, una comunicatività Pop violentemente diretta e testi che centrano l’immaginario medio della post-adolescenza italiana, tra diaristica metropolitana spicciola, sogni televisivi e una corposa innocenza piccolo borghese. Dalle onde di una sempre più ascendente Radio Deejay la voce di Max Pezzali, tagliente e grave, arriva al cuore di una nazione: è successo istantaneo. La televisione il passo successivo. E’ lì che il duo irrompe nella sua spiazzante flagranza. Il moro Pezzali canta con una schiettezza timida e una faciloneria di ragazzo adulto che conquista. Intorno a lui piroetta uno che apparentemente sembra il perfetto contraltare vacuo alla sua solidità, Mauro Repetto: l’altro, quello biondo con i capelli lunghi, coautore dei pezzi e sporadicamente seconda voce, uno come ne incontri tanti sulle Golf di quei primi ’90 e che balla come deve ballare un figlio dei primi ’90, con uno stile un po’ ravey che però è mixato a memorie della grande dance televisiva anni ’80, da Truciolo alla Parisi. Il joker perfetto. Una sorta di Bez nostrano. Solo che guardando la sua scintillante ebetitudine (non) capisco che rispetto a Bez dentro ha tutto un mondo. Nel primo album Repetto canta da solo un unico pezzo, Te la tiri, con un’interpretazione di netto più traballante rispetto al subito autorevole Pezzali. Nel secondo “Nord Sud Ovest Est” del ’93, non una sola canzone.

    I due album, realizzati via Cecchetto, sono maturati, scritti e respirati dal talentuoso duo. Sull’innovazione Pop e i meriti linguistici di Pezzali sono state fatte tesi di laurea e si è parlato a lungo. Solo che c’è un pezzo che manca. La coscienza. Quella che inizia a covare, agitata dall’ambizione, dentro Mauro Repetto. Pezzali è vulcanico e il suo talento si espande irrefrenabile nel secondo album. I due fanno in tempo a scrivere la struggente Aeroplano per una ragazza che si chiama Caterina, e si dividono. O meglio, Repetto lascia e va negli Stati Uniti con un sogno folle, fare un film con una modella chiamata Brandi di cui si era innamorato e intitolarlo “Brandi’s smile”. Anni dopo Pezzali interpreterà così l’abbandono del partner: “Finchè scrivevamo canzoni in cantina andava tutto bene. Il problema secondo me iniziò con i concerti dal vivo, durante i quali io cantavo e lui no. Certo, Mauro ballava, ma faticava a trovare una sua dimensione sul palco. Credo che alla lunga sia stato questo non sentirsi a proprio agio in scena il vero problema”. Ma non era una questione di ego. Mauro aveva delle cose da dire. Cose che non riuscirà a raccontare nel film, che non riesce a realizzare, con tutte le porte americane a cui bussa che gli si chiudono davanti, tra le quali quella della Brandi che gli aveva fatto perdere la testa. Ma quel viaggio negli Stati Uniti non era stato inutile. Era stato anche un viaggio verso la fine dell’adolescenza e del suo post, uno sputnik lanciato verso la crisi, fantasmi della maturità tutt’intorno. Repetto prende la chitarra e si mette a nudo. Cecchetto avalla, e ne esce un disco. Scioccante, purissimo. Doloroso. Ridicolo. Di una bellezza che abbaglia. Di una trashitudine che spaventa. Un disco “basso” come nessun altro nella storia della canzone italiana. E “alto” come nessun altro. Senza baricentro. E dove il baricentro affiora, in qual magma psicoticamente funky, toglie il respiro. Registrato nei Power Station Studios newyorchesi, realizzato insieme a Jeffrey M. Alexander e St. Martin Bertrand, con Michele Chieppi alla chitarra acustica (i tre si spartiscono le musiche) e una vocalist eccellente come Francesca Touré, “Zucchero Filato Nero” esce nel 1995 e sarà l’ultimo segnale di vita riconosciuto di Mauro Repetto. Immaginate lo spettro di Syd Barrett che scompagina l’immaginario degli 883, in un suono che unisce hip hop primi ’90 e sketches acustici lo-fi come un Beck maturo, tagliando il tutto con cascami FM ’80, e avrete un’idea. Shakerando e allucindando la poetica fumettisca degli 883, in una dialettica fatta di fighe da sogno e fighe di legno, America e Italia, due di picche e televisioni, guasconismo e esistenzialismo, sogno e realtà, psicosi e ordinarietà, in questa cornice dove lo zucchero filato nero del titolo è il pelo femminile, incorniciato in copertina e leit motiv ossessivo del disco, in mezzo a tutto questo prende forma l’imprevisto. Un viaggio dove l’inesauribile fame di f**a fa pendant con il sogno di una famiglia, della donna della vita, di una figlia, di uno straccio di serenità, oscurato dalle nubi dell’instabilità mentale, scortate da una violenta serenità di fondo. My love prende di petto il problema: rime sciorinate con piglio rocky e venature rap, un’effervescente immediatezza melodica, l’interpretazione che declina verso una naturalezza claudicante. La title-track è già persa tra luci, “Stereo di mani su di te”, a metà tra taglio r’n’b americano e un ideale melodico immateriale. Con Baciami qui non si torna più indietro. E’ il singolo, di cui ai tempi c’è anche un video che fatica ad attecchire, con il rap demente di Repetto (che immagina i tragitti di una futura figlia) in un corpo a corpo con un desolato controcanto deepsoul tutto pad malinconici e Francesca Touré manovre. Nervoso rappa in una sorta di versione trash dell’appuntamento battistiano di Dio mio no. E Un grande sì è il momento della verità, quando si capisce che quello a cui si sta assistendo è veramente qualcosa di così abbandonato. “Giorni di ghiaccio e di cacca/mi sembra di essere una candela nel vento/e vorrei solo chiedere al cielo una donna/che ami me” sciorina spiritato l’uomo in una stanza acustica, con un piede che affonda nell’abisso. E l’abisso ha il nome di Brandi’s Smile, quando le emozioni balenano in un antro di morte. Con il titolo del film tanto sognato e mai realizzato, Brandi’s Smile, voce, archi sintetici e un sax sullo sfondo, pulsa maligna e blocca il respiro in gola. Repetto, con la voce precipita in un paradiso, insegue rassegnato, oltre il fallimento del suo film, il film del suo fallimento. Le immagini scorrono al rallentatore, e un clima di inesorabilità si impossessa della scena. E’ un momento di una purezza che fa male, un’oasi di candore brutalmente senza sovrastrutture. Musicalmente, qualcosa come un blues di plastica. “Ora volo giù nella mia nostalgia/Max era l’amico il successo l’allegria/ora atterro qui nella mia follia/Brandi’s smile… sono sempre mio papà e Claudio Cecchetto/che si preoccupano per me che io abbia perso il mio rispetto/mi dicono di non buttare via al vento troppi soldi/e di stare molto attento a New York a chi frequento”.

    Come in tutto l’album, la narrazione sfiora il ridicolo ma è un ridicolo sublimato da una sorta di onestà visionaria (la voce di Repetto è allucinata e spiazzante, come fosse sempre in acido), da una bontà strutturale, e da un senso musicale che lascia a bocca aperta. La testa è in fiamme. Voglia di cosce e sigarette, Bugo un bel po’ di anni prima, è uno stomp kamikaze chitarra e voce, lo slancio suicida siglato da ululati, l’inseguimento dell’abbruttimento massimo, della ricompensa masochistica, voglia di sesso a LA: Voglia di cosce e di sigarette/più che mangiare respiro la gente/ste cameriere cerbiatte puttane/del loro volto inquadro le labbra/e dagli specchi il corpo dall’alto…vedo tre x e le scale in discesa/giù coreane che ballano in pista/non è il mio target riesco su in strada/buio e coriandoli di calze e tacchi/donne e stivali che battono il tempo/Michi il mio amico senza vino s’angoscia/come i giocattoli ci piacciono tutte£”. Un climax nevrotico. E’ a questo punto che sfila la seconda parte del disco. Due fumetti funky come Però dai sì, disegnato attorno a Francesca Touré (“Su va da lui Francè”), e Porno a Las Vegas, con la sarabanda di due di picche che si conclude con la Pay TV in hotel. Per poi aprire vertiginosamente ai tre capolavori finali. La sospesa bossa brasiliana di Nual. L’ultima convulsa, psicotica, scena di caccia di Ma mi caghi?, con sporchi hip-hop grooves accelerati, pompa urbana e la voce di Repetto mai così abbandonata e in fuga, inseguita da un sax in febbre free. E la conclusiva Fiori o formiche?, chitarra e voce, un quadretto di una purezza toccante che suona come un testamento perfetto, catturato nel cuore della vita, e sigilla un lavoro immacolato, non solo generazionale, che trascende quello status da culto trash che lo ha accompagnato in questi anni per spiegarsi semplicemente come uno dei più importanti dischi della storia della canzone italiana: “Dio sarà un mattino/boom di luce tra mare e sabbia/Dio è un bambino che sta giocando a Subbuteo/blu blu dammi la forza di guardare giù/blu blu dammi la forza di guardare giù/Dio sarà mia moglie e le sue calze e il suo reggiseno/Dio è una sbronza cazzo oggi se ho lavorato /stelle: fiori o formiche cosa siamo/stelle: fiori o formiche cosa siamo/Dio sarà un anello di mia figlia al suo matrimonio/Dio è quel momento che ho già visto in un’altra vita/blu blu dammi la forza di guardare giù/blu blu dammi la forza di guardare giù/Dio sarà una cena con mio padre e il bene che gli voglio/Dio è il profumo di mia sorella al primo dormo fuori/stelle: fiori o formiche cosa siamo/stelle: fiori o formiche cosa siamo”.
    Subito dopo “Brandi’s Smile”, che è un flop totale, sembra che Mauro Repetto si sia trasferito a Parigi, dove è diventato responsabile marketing di Eurodisney. Residente a Mareuil Les Meaux, “vive d’arte e d’amore”: si è sposato con una designer e ha realizzato un cortometraggio intitolato “Point Mort”.

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