Lettere di Aldo Moro dalla “Prigione del Popolo” /13

Il memoriale Aldo Moro

61) A Anna Maria Moro e M. Giordano

(non recapitata)

Carissimi Anna e Mario, casa
nel dubbio che una mia precedente non sia stata recapitata per sequestro, desidero dirvi alla meno peggio, e per quando questa carta vi perverrà, tutto il mio profondo attaccamento, tutto il mio amore per voi, tutta la dolce attesa e curiosità per la vostra creatura. Tu sai, Annina, quanto ti ho amata sempre e condotta con la tua cuffietta, seria seria, per strada. Ti sono stato sempre vicino, partecipe della tua ansia, pronto a consolarti. Poi Mario è venuto dolcemente a rilevarmi in parte delle mie funzioni. Ma tu sei sempre rimasta la piccolina del tuo papà, sulla mia gamba destra, a cavallo. Così ti ricordo e ti ricorderò, anche se il ricordo si prolunga fino al Liceo, all’Università, alla Laurea e via. Se c’è stato qualche momento difficile esso è superato. Siate uniti come non mai in questo momento, che la tua creatura nasca tra gente che la ama. E noi tutti l’amiamo. Vi sentiremo vicini vi siamo vicini. Siate retti, operosi, buoni, come sempre. Questa brutta vicenda vi farà ancora più seri.

Sentitemi sempre con voi e ricordatemi rispettosamente alla famiglia di Mario. Vi benedico dal profondo del cuore, vi abbraccio forte forte, vi stringo a me con la piccolissima. Che Iddio vi aiuti nella pur difficile vita che vi aspetta.
Papà


62) A Luca Bonini
(non recapitata)

Mio carissimo Luca, casa
non so chi e quando ti leggerà questa lettera del tuo caro nonnetto. Potrai capire che tu sei stato e resti per lui la cosa più importante della vita. Vedrai quanto sono preziosi i tuoi riccioli, i tuoi occhietti arguti e pieni di memoria, la tua inesauribile energia. Saprai così che tutti ti abbiamo voluto un gran bene ed il nonno, forse, appena un po’ più degli altri. Per quel poco che è durato sei stato tutta la sua vita.
Ed ora il nonno Aldo, che è costretto ad allontanarsi un poco, ti ridice tutto il suo infinito affetto ed afferma che vuole restarti vicino. Tu non mi vedrai, forse, ma io ti seguirò nei tuoi saltelli con la palla, nella tua corsa al [… ] nel guizzare nell’acqua, nel tirare la corda al motore. Io sarò là e ti accarezzerò, come sempre ti ho accarezzato, dolcemente il visino e le mani. Ti sarò accanto la notte, per cogliere l’ora giusta della pipì, e farti poi dolcemente riaddormentare. E la mattina portarti la vestaglietta, magari con le scarpette pronte in mano in attesa della pizza o del pane fresco. Queste sono state le grandi gioie di nonno e, per quanto è possibile lo resteranno. Cresci buono, forte, allegro serio. Il nonno ti abbraccia forte forte, ti benedice con tutto il cuore, spera sia in mezzo a gente che ti vuol bene e che forma anche la tua psiche.
Con tanto amore
il nonno


63) A Giovanni Moro
(non recapitata)

Mio Carissimo Giovanni, casa
credevo di avere scritto una lettera di amore e di ricordo per ciascuno di voi. Ed ora mi viene l’assurda (ma reale) preoccupazione che tutto sia andato disperso in perquisizioni giudiziarie o di polizia. Mi affretto perciò a scrivertene un’altra, sperando che, restando in deposito qualche tempo sia più fortunata. Voglio dire a te ed Emma tutto l’amore e la fiducia che vi porto e l’angoscia che mi prende nel dovervi lasciare soli così giovani. Ma siete di buona tempra e di grande serietà. Non perciò il dolore è meno grande. Giovanni caro, io ti ricordo piccolissimo, ti ho seguito con tutto l’amore, ti ho dato la gioia del gioco e della compagnia. Ho rispettato il momento nel quale cercavi la tua autonomia, ma mi sono allietato tanto, quando tu, proprio tu, sei tornato qualche volta a carezzarmi come da piccolo. Ammiro il tuo impegno nello studio (ma […] qualche esame in più) e rispetto la tua vocazione. Ma la politica ha delle irrazionalità per cui non conviene restarvi al di la dell’età dell’esperienza umana. Non far mancare neppure tu a Luca l’affetto e la compagnia di cui ha tanto bisogno. Avrei voluto assicurarglieli io. Come si fa? Non è male se resti un po’ di più in casa. Anche lo spirito è più sereno.
Ti stringo con Emma in un grande abbraccio nel quale mi pare di trovare la tua dolce infanzia. Che Iddio ti benedica, t’illumini, ti aiuti, ti ridia poco a poco, non la dimenticanza ma la serenità. E siate tutti uniti, ch’è l’unica cosa che conta.
Con Emma ti abbraccio forte forte
il tuo papà


64) A Agnese Moro
(non recapitata)

Mia dolcissima Agnese, casa
mi viene l’atroce dubbio che le mie lettere siano state tutte o quasi sequestrate. Capisco così certi vuoti angosciosi e temo che si siano disperse alcune lettere di addio che vi avevo indirizzato. Le rifarò ora male, purtroppo, sperando che questa resti in deposito fin quando non possa esserti sicuramente consegnata. Volevo dirti Agnesina (e lo faccio tanto male) tutto il mio amore e l’angoscia di doverti lasciare. Ricordo la tua dolce faccina (campagna, fiori e altre cose).
Ti sono stato sempre vicino con tutto il cuore, anche se posso avere sbagliato, posso non averti capito e soddisfatto. Di qui qualche breve strillotto. Ma poi subito dopo il sorriso, l’abbraccio, la richiesta affettuosa. E l’attesa la sera, angosciata, finché non fossi tornata. Il tuo saltellare sulla gamba del cuore. E starti dietro per la scuola, la tua esperienza e il tuo lavoro (nel quale devi perseverare) distante nella forma, vicinissimo nella sostanza. Ora sei più sola, ma hai carattere forte e serio e camminerai nella vita sulla tua strada. Non dimenticare, come mi promettesti d’estate, e non far dimenticare l’amatissimo Luca. La mia tremenda angoscia si attenua, se penso a te, che ci sei, che sei al mio posto nel letto, che controlli la porta ed il gas chiusi. Lasciami pensare che sarà così fin quando sarà necessario.
Ricordati che a Bellamonte c’è una tua carissima lettera a me da Helsinki. Non ricordo se nell’armadio della matrimoniale o in un mio pulloverino. Mi è cara. Tienila. Ti stringo forte forte in un abbraccio pieno di amore e di augurio. Che Iddio ti benedica, ti dia la tua gioia, ti conforti nell’amore, ti faccia sentire vicino vicino, giorno e notte il tuo amato
papà


65) A Sereno Freato
(non recapitata)

Dott. Sereno Freato
Via San Valentino 21

Carissimo Freato,
non so, se scrivo o riscrivo, perché molte cose devono essere state sequestrate e non si è certi di niente. In questa vicenda allucinante ho pensato spesso a noi ed anche agli errori delle nostre scelte. Desidero ridirLe, dopo tanti anni di collaborazione, quanto le voglia bene e Le sia grato di tutto. Per noi è oscuro d’ora in avanti. Una sola cosa è chiara: Le affido i miei carissimi con la collaborazione di Rana; Le affido Luca mio amore. Mi ricordi ai Suoi, mi ricordi agli amici. Non voglio, lasciando dire niente di cattivo, anche se ci sarebbe da dire e da stupire di fronte al poco che è stato fatto per me. Domani magari si pentiranno.
Con tanta amicizia ed amarezza l’abbraccio con tutto il cuore affidandomi a Lei
Suo
Aldo Moro

Dott. Sereno Freato
Via S. Valentino 21 Roma

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