«…um-dois-três, Italia me perceba?»

Luiz Inacio da Silva – detto Lula – è una brava persona, uno di quelli che servirebbe piazzare alla guida d’ogni santissimo Palazzo. Ma oggi, lo sapete, le brave persone non si mettono a fare politica rischiando di sputtanare una vita quantomeno dignitosa per cercare il dialogo e l’accordo con degli emeriti cretini. Una brava persona non corre il rischio di rovinarsi la vita mangiando tutti i giorni con i georgebush, quelli sparsi nei parlamenti d’ogni dove e pure nei consigli comunali. Una brava persona tende a stare lontano da quelli che «…per l’Africa ho fatto abbastanza», salvo poi scendere in piazza e manifestare il proprio “no”. Una brava persona è questo.
Lula non è un salvatore, tantomeno un santo: la riforma agraria, in un paese nel quale il problema della terra è una questione atavica, non è mai realmente decollata cosicché i grandi latifondisti brasiliani (pochi, e con il vizietto dell’omicidio di braccianti) si giocano a carte lande improduttive grandi come il Lazio mentre milioni di famiglie sono costrette alla fame. In due anni poco è cambiato ed il movimento contadino “Sem Terra” (Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra, MST) continua a vedere umiliati i propri diritti oggi come ieri. Il Brasile rimane questo.
Luiz Inacio da Silva – detto Lula – è una brava persona, ma in questo mondo il problema di tutte le poche brave persone è proprio che sono poche e non abbastanza per forgiare un “partito dell’etica”. Scrive Beppe: «la politica attrae ormai solo i cinici e gli incoscienti»; Lula è stato un incosciente, un ingenuo.
Così sembrerebbe che ministri e quartieri alti del PT (Partito dei Lavoratori) giocassero al gioco della corruzione rendendo oggi necessaria una riedizione brasiliana di Mani Pulite: Roberto Jefferson, José Genoino, Silvio Pereira, Delubio Soares, José Dirceu e tanti altri, come Mario Chiesa, Bettino Craxi, Carlo Bernini, Severino Citaristi, Gianni De Michelis e tanti altri. Ecco, in Italia – nonostante Mani Pulite – la storia è sempre quella, sempre peggio.
Boa sorte Lula. Buona fortuna Mondo Nuovo.

…Non sapremo perché e come / siamo di un’era in transizione / fra una civiltà quasi finita / ed una nuova inconcepita / e quasi nessuno ormai più crede / quale mai sarà la nuova fede / quali mai saran le nuove mete / che spegneranno la nostra eterna sete / di poter essere sé…
(Francesco Guccini, “Mondo Nuovo”)


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12 Comments

  1. Ma tutto questo non è semplicemente la cara vecchia e consumata politica di governo? Bello (e comodo) fare i puri quando non si hanno responsabilità dirette. Anche il Brasile, come l’Italia, è una nazione piena di Commissari Tecnici?

  2. Se invece si smettesse di considerare Lula una brava persona?
    Doveva essere la speranza del popolo e in questi anni non ha combinato nulla. Esce uno scandalo ogni giorno e lui non ne sa mai nulla. Si è circondato di malfattori e non si è accorto di nulla. Il PT ha una storia importante e ora che è finalmente al potere sembra peggiore e più corrotto degli altri. Se essere una brava persona significa questo… O Lula è un idiota o è un disonesto, e il Brasile sicuramente non ha bisogno di una figura del genere.

  3. Quando mi si parla di brave persone, come anche di gentiluomini, non posso fare a meno di avvertirlo come una diminuzione del destinatario di questo tipo di apprezzamenti. Da chi ricopre posizioni di responsabilità mi aspetto ben di più che essere brave persone, mentre invece se si parla del vicino o del lattaio sotto casa può in effetti essere una qualità rassicurante.

    Un politico deve essere essenzialmente un bravo mediatore e uno che sa immaginare, perorare e mettere in piedi soluzioni efficaci a problemi complessi. Il Brasile è contemporaneamente la dodicesima economia mondiale e un paese di materie prime, grandi metropoli da una parte e foresta vergine dall’altra, industria e agricoltura e via elencando coppie di opposti. Forse una delle situazioni più difficili in assoluto da amministrare. Senza contare il passato di violenza e corruzione, di pesanti intromissioni estere che si portano in eredità.

    Spero proprio che ci sia ben di più che una brava persona a gestire tutto ciò. Il pericolo di affondare nelle contraddizioni e di mutarsi in un clone dei suoi predecessori c’è. Io per ora mi acccontento di questa fase di primavera di un suramerica che rialza la testa e in cui nonostante tutto il Brasile gioca un ruolo centrale.

    E quella della politica che attrae solo cinici e ingenui scusami ma è una cazzata, come lo era quando l’ha detta Grillo. Il quale sostiene anche, come altri peraltro, che il vero potere risiede nel mondo economico-finanziario. La dose di cinismo e di degradazione presente nella classe politica è in media la stessa che si è diffusa in tutta la società (basta guardarsi intorno): ritenere che il problema si limiti a quell’ambito e questo sì un modo ingenuo di consegnare arrendevolmente ai potentati di cui prima le chiavi di ogni decisione (invece che reagire). Non è un caso che un post di Grillo sia spesso in contraddizione col successivo se non addirittura un paragrafo con l’altro: a volte capire come spera di dare una svolta alle cose è un vero mistero.

    ciao

  4. Caro ANTONIO, la mia accezione (forte) di “brava persona” è in realtà un debito nei confronti del Giorgio Gaber che cantava «…Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona».

    Se parlo di un politico in questi termini, va da sé che implichi onestà umana (e basterebbe da sola a cambiare le cose) ma anche brillantezza, capacità di sintesi e mediazione.

    Sulla tua critica a Grillo non sono d’accordo perché ritengo falso il detto secondo il quale “la politica è lo specchio di una società”. Il fatto che in questa fase gran parte della classe politica (proveniente o collegata, come sostiene Grillo, dal mondo economico-finanziario) coincida con una società generalmente mediocre, manifesta una nota disfunzione del “sistema”. E non è una realtà solo italiana o dell’area sudamericana.
    Credo che la politica debba essere qualcosa in più che un riflesso della società (cinica ed in degrado, concordo con te); credo che la politica debba risolvere le disfunzioni, non rappresentarle; credo che le cose non cambieranno fintantoché il mondo economico-finanziaro giocherà a fare politica.

    PATTY, non ritengo sia così vero che Lula “in questi anni non ha combinato nulla”. Benché diffidi dalle guide governative, ti passo questo link che ben riassume il lavoro di Lula in due anni di governo:

    http://www.pt.org.br/site/outros/25meses_lula.asp

    Poteva fare di più, poteva rispettare le promesse che lo hanno portato al governo (mi riferisco alla riforma agraria, come ho già detto), ma gli scandali ed i malfattori sono un retaggio ancora vivo di quello che il Brasile era qualche anno fa ed è, solo in parte, ancora oggi. Non credo bastino poche brave persone – in tempi compressi – per cambiare un sistema che impedisce necessariamente a qualsiasi partito di conquistare la maggioranza. Non a caso l’accusatore Roberto Jefferson è il presidente del Partito laburista brasiliano, formazione di destra con la quale Lula è stato costretto ad allearsi.

    Boa sorte, Lula.

  5. Notizia di oggi: fermata alla frontiera una brava persona appartenente al governo Lula. IL motivo? migliaia di dollari di onesti contribuenti nascosti nelle mutande!!!

  6. Per Gianfilippo, per la cronaca: il tipo non era alla frontiera, era semplicemente all’aeroporto di Congonhas diretto ad un altro stato del Brasile. Non appartiene al governo Lula, ma è il segretario di un deputato dello stato del Cearà che è fratello del presidente del Partido dos Trabalhadores José Genoino (ormai ex, sostituito da Tarso Genro). Aveva 200.000 real in una valigia e 100.000 dollari nelle mutande. Il dollaro non è la moneta brasiliana, quindi non ha senso dire “soldi di onesti contribuenti”. E’ stato fermato perché non si può trasportare tanta valuta estera nel paese senza una giustificazione. Per assurdo, se avesse avuto solo i 200.000 real, pur essendo molto sospetto, non sarebbe successo nulla. La sua giustificazione: soldi da un commercio di verdure. E’ evidente che andare in giro con tanti soldi nascosti non depone a favore della liceità della cosa. Dopo tanti scandali, ora in Brasile si dice che i petisti pur essendo corrotti come tutti gli altri, non sanno nemmeno rubare perché li pizzicano sempre.
    A Diego: leggere il rapporto di due anni di governo Lula scritto dal PT, assomiglia troppo ai “successi” del governo Berlusconi scritti da lui medesimo…
    Conosco tanti brasiliani che avevano riposto molte speranze in Lula e ora sono completamente sfiduciati.

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    Foto di Robson Oliveira Sono 4.133 gli schiavi del Brasile liberati nello scorso 2005 in 81 operazioni volute dal Ministero del Lavoro: spesso analfabeti e costretti a lavorare in numerosi latifondi del paese (gli interventi hanno riguardato le fazenda…

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