Libero Stato d’Isteria

In uno Stato non dico normale, no, in uno Stato appena appena ragionevole, un giorno al Parlamento scappa votata una legge ottusa e oscurantista sulla fecondazione assistita. Cose che capitano, per carità! nelle migliori repubbliche.

Ma per fortuna c’è un’Opposizione compatta e ragionevole, guidata dai migliori cervelli della nazione, che nottetempo si riuniscono e decidono il da farsi.
Per prima cosa, si conviene di non calcare i toni. Non è il caso di spaventare le anime belle, angioletti russoviani che vedono l’eugenetica dietro ogni angolo: quarant’anni fa avrebbero abrogato il parto cesareo, due secoli fa scomunicavano il vaccino del vaiolo. Rispettiamo il loro candore: è cosa sacra.


Quanto alla maggioranza, quella va bollita nel suo brodo. Quanti anni restano? Due? Tre? Aspettiamo. Aspettiamo un bel crollo degli indici di natalità. Aspettiamo il conto degli aborti terapeutici, causati dai bizantinismi sull’impianto degli embrioni. Ci vorrà cinismo, ma noi siamo politici, aspiranti statisti: cresciuti a cinismo e pane. Sediamoci sulla riva e aspettiamo di vedere il leghista, il postfascista, che fa la coda per adottare qualche cuccioletto albanese o nigeriano. Aspettiamo.

E poi, quand’è ora, colpiamo. A sei mesi dal voto vero. Con tutta la forza che abbiamo, e su tutti i fronti, perché noi parliamo a tutti i cittadini, mica solo al nostro solito bacino elettorale. Elettori di destra, azzurrini e un po’ nazionalisti: siete contenti, ché il vostro Paese non fa più figli, e deve ricorrere a manodopera straniera? Elettori del nord, ringhiosi e cazzuti: vi trovate bene con figli adottati dal DNA terrone? Elettori cattolici, anime sante: lo sapete che il vostro governo ha varato una legge che sta aumentato sensibilmente gli assassini, pardon, aborti terapeutici? Elettori liberali e moderati: siete soddisfatti di una legge liberticida e ipocrita, che drena un altro po’ di ricerca scientifica all’estero? E via che si va. Con un fronte di argomenti come questo si va al voto, la maggioranza diventa minoranza, l’ex opposizione va al governo, e un mese dopo la brutta legge non c’è più. Le cose, in uno Stato appena appena ragionevole, andrebbero così. Almeno immagino.

In un Libero Stato d’Isteria, un giorno al Parlamento scappa votata una legge ottusa e oscurantista sulla fecondazione assistita. E tatràc!, è il finimondo.
Innanzitutto non c’è dubbio che sia uno sporco complotto. Dei vescovi. Che sono forti, fortissimi. E così, preso atto dell’invincibile potere di coercizione della Chiesa, i leader dell’Opposizione si riuniscono nottetempo e decidono di parlar d’altro. Di leader, liste, listini, ce n’è da parlare per… quanti anni restano? Due? Tre?
Per fortuna che dal nulla emerge il solito gruppo di giustizieri liberati, liberisti, libertini. Sono pochi, sì, ma il loro cuore è grande (la loro banca-dati-sensibili, poi, enorme). Toccherà a loro, come sempre, salvare la faccia del libero Stato d’Isteria. Mano alla penna, e favorisca carta d’identità! Ché qui si muore, o si fa il referendum.

“No, scusate, io non firmo più. Sarà da dieci anni che non si arriva a un quorum “.
“Maledetto oscurantista!”
“È un boomerang, a loro basta astenersi per vincere, la prendiamo nel culo come con l’Articolo 18″.
“Che non ti fidi di noi? Brutto stronzo cattolico comunista di merda, non capisci un cazzo, con le tue arie da fighetto non capisci che noi sappiamo parlare dritto al cuore della gente”.

Ed è così, con la forza d’aggregazione e l’entusiasmo che solo questi integerrimi paladini della libertà sanno suscitare, che la gloriosa macchina referendaria arriva dopo qualche mese sbuffando all’alta Corte. Passano quattro quesiti, quattro gloriosi Paletti della Libertà. No pasaran! Che la campagna referendaria cominci!
Sì, ma la strategia?
Facile: basta imbavagliarsi e digiunare finché non ci verranno concessi gli stessi spazi televisivi che il Governo concederà alla Chiesa Cattolica.
Nel frattempo, per un particolare effetto speculare tipico solo del Libero Stato d’Isteria anche la Chiesa Cattolica inizia a farsela in mano. Però, ‘sti referendari, che organizzazione! E se vincono loro? Qui perdiamo la faccia e l’otto per mille. Tocca mobilitarci con le nostre forze. Poca cosa, deh, giusto un prete ogni tremila abitanti. E l’otto per mille, per l’appunto. Possiamo fare… cosa? Mah, un paio di omelie, due manifestini. Meglio evitare lo scontro diretto, comunque, Capezzone potrebbe annichilirci. Invitiamo all’astensione, che è meglio. Con un bello slogan: l’embrione è già Vita.
Forse che non lo è?
Gli scienziati, interrogati, ribattono: mah, è un problema linguistico. I linguisti, interpellati: eh? Cos’è un embrione? C’è chi scomoda la fisica quantistica, che fa spallucce: non scomodatemi per queste cazzate, per me una cellula viva ha la stessa conformazione atomica di una cellula morta. Vedi com’è la scienza: ti dà tante risposte, salvo quella che ti serve.
La teologia, invece, è una riserva inesauribile di risposte pronte all’uso. Fratelli, d’ora in poi la vita comincia con l’embrione. Amen.
“Ma San Tommaso…”
“Ssst! Niente eresie”.

A questo punto, capirete, è lo scontro di civiltà. Intervengono tutti, tranne gli embrioni. Si spacca il governo. Si spacca l’opposizione. Ognuno ne approfitta per riposizionarsi.
“Io, che da 15 anni sono leader dello stesso partito di destra che non cresce mai, e so benissimo che l’astensione vincerà, faccio un paio di moine al SI’, e mi rifaccio un’immagine moderna e laica”.
“Io, che invece sarei una seconda fila di centro-sinistra, ne approfitto per smarcarmi: mi metto con gli astensionisti e poi rivendico il successo. Che fine stratega, aho’!”
Nel frattempo, nelle strade e nelle piazze, la lotta continua. Eugenisti contro Figli dell’embrione, a colpi di SMS, di blog, ad oltranza. La legge è sviscerata punto per punto. Tutti sanno tutto. Eterologhe, ovociti, impianti… il dibattito tocca cime di rara intensità dialettica.
“Io c’ho l’anemia, il diabete, l’artrite, il gomito del tennista e mi puzza il fiato! Se fossi un embrione, oggi non nascerei!”
“Magari nasceresti meno stronzo”.
Fino al giorno fatidico del voto: quando, miseria! Disdetta! Ma chi se lo aspettava! I cittadini del libero Stato d’Isteria disertano le urne. Tutti al mare… Porci maledetti! Possiate essere sterili fino alla settima generazione!
Noi qui a farci un culo così, a raccogliere firme, a montare un dibattito, a piantare paletti, e voi ve ne fregate! Ah, ma basta, non giochiamo più. Voi non ci meritate, è questo il problema.

Accendi la tv, c’è il capo dei Vescovi che detta la linea al governo: “Sono molto soddisfatto per la maturità dei nostri bagnanti. Adesso questa legge la mandiamo avanti così e così”.
Ma brutta faccia di cartapecora da culo, ma chi gliel’ha dato tutto quel potere a lui, eh?
(Già, chi?)

(Vita.it, 16/6/05).

40 Responses to “Libero Stato d’Isteria”
  1. Francesco De Collibus 16 giugno 2005
  2. .mau. 16 giugno 2005
  3. Carlo 16 giugno 2005
  4. miic 16 giugno 2005
  5. cazzulati 16 giugno 2005
  6. pce 16 giugno 2005
  7. Zephyr 16 giugno 2005
  8. roberto cadeddu 16 giugno 2005
  9. Heimdall 16 giugno 2005
  10. Heimdall 16 giugno 2005
  11. Francesco Minciotti 16 giugno 2005
  12. Antonio 16 giugno 2005
  13. hiddoush 16 giugno 2005
  14. Francesco Minciotti 16 giugno 2005
  15. siempre 16 giugno 2005
  16. V. 16 giugno 2005
  17. E[X] 16 giugno 2005
  18. Dumkymuss 16 giugno 2005
  19. michele 16 giugno 2005
  20. Simone 16 giugno 2005
  21. kousin_jerry 16 giugno 2005
  22. Heimdall 16 giugno 2005
  23. Zephyr 16 giugno 2005
  24. cadmio 16 giugno 2005
  25. poldo 16 giugno 2005
  26. poldo 16 giugno 2005
  27. Hop 16 giugno 2005
  28. Hop 16 giugno 2005
  29. poldo 16 giugno 2005
  30. ernie 16 giugno 2005
  31. simone 16 giugno 2005
  32. leo 16 giugno 2005
  33. Zephyr 16 giugno 2005
  34. b.georg 16 giugno 2005
  35. Pattinando 16 giugno 2005
  36. Simone 16 giugno 2005
  37. siempre 16 giugno 2005
  38. Gianni Lauri 16 giugno 2005
  39. Gianni Lauri 16 giugno 2005

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