Tutorial: come possono votare i fuori sede

Chi il 12-13 giugno, per ragioni di studio, lavoro, amore, vacanza, si trovasse lontano dalla propria residenza può comunque esercitare il diritto di voto. Vediamo come.

Premessa.
Diversamente da gli altri tipi di elezione, per il referendum non esistono collegi elettorali su base provinciale, ma un unico collegio nazionale. Quindi i componenti del seggio possono teoricamente essere iscritti alle liste elettorali di qualsiasi comune d’Italia.
Secondo la legge, in ogni seggio possono votare: gli iscritti nelle liste di quella sezione, alcune particolare categorie di elettori, e i membri del seggio (presidente, segretario, scrutatori e rappresentanti di lista). Avrete già capito: per votare lontano da casa occorre fare il rappresentante di lista.

Cosa occorre:

  1. documento di identità
  2. tessera elettorale
  3. delega-nomina a rappresentante di lista

Sul punto 3:
la legge dice che possono nominare rappresentanti per il referendum i comitati promotori e qualsiasi partito rappresentato in Parlamento.
Tra i secondi occorre levare quindi i Radicali, che non siedono in Parlamento, anche se potrebbero avere deleghe dei comitati, e i partiti che boicottano i referendum, che verosimilmente non delegheranno nessuno.

Cosa fare in pratica:
andare in un comitato per il SI della città in cui risiedete o nella sede di un partito referendario, spiegare la situazione, concordare un seggio comodo per voi e non già assegnato ad altro rappresentante, ritirare la delega.
La delega, con gli altri documenti sempre con sè, va consegnata al Presidente del seggio scelto o:

  1. sabato 11 durante le operazioni di allestimento del seggio, diciamo dalle 16 alle 18-19
  2. la domenica prima dell’inizio delle operazioni di voto, cioè prima delle 8.

E’ consigliabile la 1 per ovvie ragioni, tuttavia se la lista dei rappresentanti fosse presentata per tempo non sarebbe nemmeno necessario presentarsi prima, ma semplicemente andare a votare nel seggio prescelto.

Una volta identificati siete membri del seggio e potete restare lì durante le operazioni di voto, andare e tornare o presentarvi solo per votare, a seconda dei vostri impegni e delle vostre intenzioni. Essendo in ballo solo il quorum e non il risultato, la vostra presenza è assolutamente inutile e superflua persino durante lo spoglio.
Se lavorate avete diritto ad astenervi dal lavoro e al riposo compensativo, purché in questo caso vi facciate vedere al seggio.

Infine, un elenco di contatti per individuare il comitato di riferimento nella vostra zona.
Ovviamente, per tutti la libertà/invito a riportare questo testo ovunque vogliate.

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37 Comments

  1. @qwerty
    Alleluiah sorella! siamo finalmente arrivati ad un punto comune (chi se ne importa della chiesa!).
    Ripartiamo da questo.
    Mi sembra di capire che tu non sia contraria all’aborto, considerandolo un “male minore”, e da questo dovrebbe discendere che ritieni prioritaria la vita e la salute della madre rispetto a quelle del feto.
    Questo dovrebbe assumere una certa rilevanza, ad esempio, in relazione al 2° quesito referendario, (volto ad abolire il divieto di diagnosi pre-impianto, il divieto di congelamento, l’obbligo di impianto e il divieto di accesso alle tecniche di fecondazione assistita alle coppie portatrici di malattie genetiche ma non sterili).
    Qui mi fermo (sono già stato sin troppo saccente!) e vi lascio.
    Arrivederci!

  2. @Querty
    ehm.. come fai a essere sicura di quello che pensano migliaia di persone rispetto al loro embrione????

    Uno puo considerare benissimo un embrione una condizione ante-persona, anche se desidera che quel grumo di cellule si trasformi in un bambino.
    dove sta la contradizione????

  3. Vuol dire che c’è una esigenza e c’è, da parte di questa esigenza, una proposta di soluzione. Ma la soluzione proposta contraddice l’esigenza.

    Vuol dire, cioè, che non voto in base al fatto che mi piace di più il rosso del giallo, ma voto in base a una questione di forma logica del problema.

    Qwerty

  4. No! Io non sono a favore dell’aborto per questioni teoriche. Anche lì è dura, da un punto di vista etico. Io sono a favore dell’aborto perchè, senza legge, gli aborti verrebbero fatti lo stesso come si sono sempre fatti e però un sacco di donne rischierebbero di morire. E’ diverso.
    Mi sa che vado anche io che mi aspettano. Grazie tutti, comunque.
    Qwerty

  5. C&F: io credo sia naturale per un aspirante genitore vedere così un embrione. Questa è definibile come “mia opionione”, ma pensaci, immedesimati, e te ne convinci.
    Qwerty

  6. Intendevo “male minore” in concreto (nella sua accezione più cruda= meglio in ospedale piuttosto che con un ferro da calza in un seminterrato), non questioni teoriche.

  7. Nessuno può dire con certezza: l’embrione è già persona. Ma altresì nessuno può dire con certezza: l’embrione è un animale o perfino un oggetto totalmente indifferente dal punto di vista emotivo. Gettarlo o congelarlo vuol dire: è un oggetto, un animale utilizzabile per i nostri fini, maiale per fare il prosciutto. In breve, ci sono persone come me che, sebbene non sostengano che l’embrione sia persona, d’altro canto non se la sentono di considerarlo un animale o un oggetto. Non è persona, non è oggetto, non è animale, non so cosa sia. Nel dubbio scelgo di non toccarlo. Voterei per non toccarlo. Che poi non è vero, visto che i 30.000 embrioni congelati saranno utilizzati. Poi, se perdo, certo non scateno la rivoluzione.

  8. dici “Cioè dico che loro, loro che si aspettano un figlio da quel coso, lo vedono già come persona, lo interpretano, lo credono, lo desiderano, probabilmente in certi momenti di attesa lo venerano come fosse una persona.”

    Io ho l’abitudine di lasciare ai diretti interessati di avere le proprie idee e di decidere come la vedono, senza decidere io per loro quali siano più opportune. Oltrettutto l’opinione di migliaia di persone, magari avranno anche idee diverse… magari eh.

    Altrimenti posso decidere io cosa ne pensi tu, a te sta bene?

    O stai dando degli psicopatici a queste persone o gli stai dando degli assassini, visto che secondo te votano SI pur considerando quell’embrione una persona.
    Non sono hanno la sfiga della sterilità, ci mancava anche la schizofrenia, poracci…

  9. Comunque devo darti atto che tra le motivazioni per il NO è la più originale: voto NO perché le persone che vogliano un figlio e votano SI in realtà si sono confuse.
    :D

  10. Chi non vota è figlio di papa

    Stavo strappandomi per diletto i peli del naso quando ratto mi ha colpita un pensiero: e se facessi un post socialmente utile? Toh. Domenica 12 giugno e lunedì 13 giugno l’Italia si desta e va a votare il referendum riguardo…

  11. Chi non vota è figlio di papa

    Stavo strappandomi per diletto i peli del naso quando ratto e inaspettato mi ha colpita un pensiero: e se facessi un post socialmente utile? Toh. Domenica 12 giugno e lunedì 13 giugno l’Italia si desta e va a votare il…

  12. Modestamente parlando, Skid, la mia è la motivazione più intelligente. E, invece, dire sì in nome della libertà di azione è la posizione più facile del mondo. E’ un bel modo per lavarsene le mani e non cercare di capire quello che c’è dietro. E credo che le mie conclusioni siano molto terrene e concrete. Perchè occhio che in quel caso non è in ballo quel che gli aspiranti genitori pensano, ma quel che sentono. Di fronte al desiderio (così combattuto, tra l’altro) di avere un figlio, come di fronte alla morte, i sentimenti sono quasi universali, io credo.
    Comunque ho l’impressione che tu non appartenga neanche per sbaglio al mio pianeta. Mi sa che non troveremo mai neanche il terreno comune di discussione.

    A Ste65: Ok, ho capito quello che intendevi. Che dirti: il quesito 2 è più bastardo perchè tende al patetico. In senso buono eh. Però ci mette dentro il dolore della madre, il problema delle malattie genetiche etc. E’ un bel trabocchetto. Cioè, potrei avere qualcosa da ridire sul modo in cui sono stati raggruppati i quesiti, ma non ho voglia di fare della polemichina. Diciamo che non mi pare paragonabile a un aborto clandestino. Comunque è difficile. Ovvio che lo è.
    Qwerty

  13. Quindi non solo tu sai quello che questi genitori pensano, ma anche quello che sentono.

    D’altronde se la tua è la motivazione più intelligente, è normale che tu ne sappia più di loro.

    Ah, non mi pare che i quesiti vengano “raggruppati” in base ai desideri di qualcuno. Ci sono 4 referendum per abrogare altrettanti articoli di legge.

  14. Grazie per la dritta!

    mi sono permesso di inviare il post per email a tutta la mia rubrica naturalmente includendo la url e l’autore.

  15. In effetti i referendum sono così non tanto per motivazioni “opportunistiche”, quanto per motivazioni “tecniche” (giuridiche) legate al giudizio di ammissibilità a suo tempo svolto dalla Corte Costituzionale (sent. n.46/05).
    Se interessa dare un’occhiata in dettaglio a come sono fatti:

    Per la decisione della Corte http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/procreazione_referendum/sentenzaCC46_2005.pdf

    Per il testo ufficiale dei referendum http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/procreazione_referendum/

    Per una buona analisi testuale (nel sito di un comitato per il SI)
    http://www.uaar.it/documenti/laicita/06h.html#02

  16. @Querty
    Piu parli piu le tue opinioni mi sembrano paradossali.Votare no per proteggere quelli che vorrebbero il si.Ripeto: Come puoi sapere cosa prova un genitore durante una fecondazione assistita??Hai una sfera di cristallo?? Io quelli che generallizzano proprio non gli sopporto :)
    Sicuramente non la pensano come te le tremila e rotte famiglie che hanno intrapreso i viaggi della speranza. Quindi smetti di affermare che voti no per proteggere loro. Non sta in piedi.

    E poi cosa centra il pietismo??? La legge è scritta cosi……

    E poi: “. E, invece, dire sì in nome della libertà di azione è la posizione più facile del mondo. E’ un bel modo per lavarsene le mani e non cercare di capire quello che c’è dietro”. Perche votare NO??? Hai un improvisa illuminazione???

    Qui non si parla di capire o non capire.Certo principi della legge ( come lo status di eprsona dell’embrione) sono puramente filosofici e si possono condividere o no.

    Voto no se condivido i principi di questa legge.
    Voto Si se le miei idee sono inconciliabili con quella legge.Punto.Tutto il resto è fuffa

  17. Per tutti gli anconetani in ascolto vorrei ricordarvi che il 12 in concomitanza con questo referendum si vota anche per il referendum per la costruzione di un albergo nel bellissimo parco del Cardeto, che ovviamente nessuno vuole! Accorrete numerosi la motivazione e’ doppia!

  18. Skid, la pianti? Sei un pessimo padrone di casa. Taci, se proprio non hai di meglio da fare che insultare.

    Ste65: non mi intendo di queste cose. Vuoi dire che gli articoli e annessi comma citati nel quesito 2, ovvero:

    Volete voi che sia abrogata la legge 19 febbraio 2004, n. 40, avente a oggetto Norme in materia di procreazione medicalmente assistita, limitatamente alle seguenti parti:

    o Articolo 1, comma 1, limitatamente alle parole: «Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana»;

    o Articolo 1, comma 1, limitatamente alle parole: «Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana»;

    o Articolo 1, comma 2: «Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità»;

    o Articolo 4, comma 1: «Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l’impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico»;

    o Articolo 4, comma 2, lettera a), limitatamente alle parole: «gradualità, al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasività tecnico e psicologico più gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della»;

    o Articolo 5, comma 1, limitatamente alle parole: «Fermo restando quanto stabilito dall’articolo 4, comma 1,»;

    o Articolo 6, comma 3, limitatamente alle parole: «fino al momento della fecondazione dell’ovulo»;

    o Articolo 13, comma 3, lettera b), limitatamente alle parole: «, di cui al comma 2 del presente articolo»;

    o Articolo 14, comma 2, limitatamente alle parole: «a un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre»;

    o Articolo 14, comma 3, limitatamente alle parole: «per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione», nonché alle parole: «fino alla data del trasferimento, da realizzare non appena possibile»?

    si tengono tutti insieme e si implicano a vicenda e che se ne fai cadere uno cadono tutti? Sicuro?

    Comunque, l’ho detto, non è un discorso che mi interessa, questo. Lo chiedo più per curiosità che altro.
    ‘Giorno, Qwerty

  19. mi lascia dubbiosa il ragionamento secondo il quale la macchina referendaria appare mossa da “chi ne ha bisogno”. In fondo tutto l’ordinamento giuridico nasce per un “bisogno”: di ordine, di convivenza, di cibo, di turismo, di lavoro, di pace e così via. Ogni voto in Parlamento – così come ogni voto in un referendum – serve a comporre, scegliere, contemperare interessi che possono più o meno toccare ciascun parlamentare o ciascun elettore.

    semmai tale mobilitazione significa che, al di là dello specifico bisogno individuale, una notevole fetta dell’opinione pubblica reputa scottante il problema.

    off topic: l’attribuzione di diritti soggettivi all’embrione sconvolge molti punti-cardine del sistema, ben oltre le conseguenze che la communis opinio s’immagina.

    al di là delle – numerose – ragioni di carattere personale, voterò sì soprattutto perché personalmente reputo incoerente un provvedimento che consente la fecondazione, ma la centellina (tre embrioni, tre pacchi, tre stelline e tre cuoricini…); che si propone di tutelare il concepito, ma di fatto costringe la donna a sottoporsi a cure mortificanti nel corpo e nell’animo; che vieta l’eterologa, però non prevede conseguenze sanzionatorie per la coppia che la effettua altrove (solo per la struttura sanitaria che la pratica nel territorio dello Stato); che vieta la diagnosi pre-impianto e che, coordinata con la 194, consente poi di ricorrere all’interruzione terapeutica della gravidanza. Correggetemi se sbaglio.

    la maggiore disinformazione – e questo fa paura – riguarda poi le conseguenze dell’ipotetica vittoria del sì. Si paventa un quadro terrificante, con genitori che scelgono il colore degli occhi dei bambini, che clonano all’infinito il proprio figlio, che scambiano gli embrioni come se fossero figurine.

    niente far west, signori, ma non QUESTA LEGGE. Attribuendo tanti e tali diritti all’embrione si rischia, IMHO, di ridurre la donna a muta incubatrice ambulante.

    (just my tuppence)

  20. Bel servizio, molto utile, anche se purtroppo io non posso usufruirne, essendo domiciliato (non residente, attenzione!) all’estero…
    Ma e’ davvero cosi’ semplice essere rappresentante di lista? E se sto consiglio iniziano a seguirlo in tanti, sara’ cmq fattibile?

    Piuttosto, colgo l’occasione per dire come mi sembri assurdo che anche per i Referendum si debba (generalmente) votare nel proprio seggio nel Comune di residenza, non ha senso. Si dovrebbe poter votare in tutta liberta’ ovunque in Italia, con la tessera elettorale.
    Anzi, sarebbe ormai ora che avessimo tutti una PASSWORD ELETTORALE e si potesse votare dal pc a casa senza romperci i coglioni a tornare magari nelle scuole elementari del Comune di residenza, costringendo gli Italiani ad assurdi e lunghi spostamenti che ricordano tanto Bianco Rosso Verdone.

    saluti

  21. Nel merito del Referendum, visto che vedo nei commenti si parla di quello, io ho molti dubbi sull’eterologa, sinceramente. (E tra l’altro quello non e’ un quesito su cui la scienza ha particolarmente a che fare, quindi tutti possono avere piu’ facilmente la loro opinione…)
    L’argomentazione (praticamente l’unica usata) che se si continua a vietare l’eterologa la gente continua ad andare all’estero (quindi solo chi se lo puo’ permettere) non regge nemmeno un minuto. Se mettiamo non sono d’accordo con una cosa, non e’ che il fatto che all’estero sia permessa mi deve convincere ad attuarla anche da noi, semmai a sanzionare chi la fa altrove.

  22. Elenco* di Querty (*dal greco “èlenchos”, confutazione)

    Noto che madame querty prova a motivare le sue affermazioni in materia referendaria allungandosi verso alcune considerazioni filosofiche che io considero impostate in maniera errata. Le espongo brevemente:

    1)Considerare l’embrione come “figlio in potenza”: è inifluente che lo creda tu o che pensi che lo creda (o lo speri) chi vota sì, il punto è solo quello, a mio parere. Bisogna stare attenti: non si può applicare al concetto di potenza, che potrebbe essere equiparato in questo caso a quello di probabilità o possibilità, una previsione di successo aprioristica.
    Nello specifico l’embrione potrebbe diventare vita, ma potrebbe anche non diventarlo: non si può usare un’asserzione probabilistica come asserzione principale e derivarne una conclusione certa, come mi sembra tenda a fare il tuo discorso.
    La contraddizione che rilevi è quindi minata alla base da questa confusione. Tralascerei da queste discussione l’essere per la morte di stampo heideggeriano, ci porterebbe troppo lontano.

    2) La discussione in materia bioetica sull’inizio della vita si concentra su tre caratteristiche biologiche dello sviluppo embrionale: la coordinazione, la continuità e la gradualità. Basta che una di queste tre (ad es. la continuità) venga messa in discussione e l’unico anello che secondo una certa corrente interpretativa si innesca tra fecondazione e individuo viene spezzato.

    3)Esistono, anche in bioetica, considerazioni che non possono essere avallate o confutate definitivamente dalla scienza: una di queste riguarda l’attimo in cui si diventa persona. La nozione di persona non è parte del linguaggio di una qualsiasi scienza naturale, ma è piuttosto una nozione che rientra nell’universo di discorso della metafisica e dell’etica. Quindi non è accettabile un’impostazione che si avvicini a quest’ordine di questioni bioetiche ritenendo che il punto decisivo possa essere rintracciato attraverso una ricerca empirica sul fatto se l’embrione sia o no una persona fin dal concepimento.Questa è una considerazione specificatamente etica, e nell’ambito etico deve rimanere.

    Un saluto a tutti

  23. Io invece ti ringrazio per l’informazione, che cercherò di diffondere il più possibile e mi farò anche io spedire la tessera elettorale da casa.

    Mentre a ASDFGH, pardon QWERTY, volevo far notare che non c’è nulla di insultante nell’intervento di SkidX: far notare a qualcuno il fatto che è supponente rimarcando l’inconsistenza e la capziosità degli argomenti portati può essere considerato un insulto solo se si è coscienti di esserlo (supponenti e capziosi) e avendo un chilometro circa di coda di paglia.

    Entrando invece nel merito del ragionamento e dei “dubbi” espressi (e fatta salva la buona fede):
    l’attuale legge, così com’è formulata, porta a casi estremi come quelli riportati recentemente da alcuni quotidiani: l’impianto contemporaneo di tre embrioni vitali in una 27enne, dato che tutti e tre gli ovuli sono risultati fecondati, nonostante si sapesse a priori che le possibilità di portare a termine con successo una gravidanza trigemina, dato il quadro clinico, erano minime; conseguenza: uno dei tre embrioni impiantati non è sopravvissuto oltre la dodicesima settimana e l’infezione risultante ha causato la morte anche degli altri due.
    O l’altro caso, con parto prematuro alla ventiseiesima settimana: i due gemellini, battezzati nell’incubatrice Salvatore e Rosa, non sono sopravvissuti che qualche giorno.
    Al funerale il prete, durante l’omelia, s’è scagliato contro la madre, rea di essersi ribellata alla volontà divina, che ha avuto un malore.

    E questa sarebbe la cultura della vita?

    Che dubbi possono esserci di fronte a queste conseguenze? È etico e morale stabilire che si deve impiantare un embrione affetto da malattia ereditaria, tanto lo si può poi abortire?

    L’eugenetica è un’altra cosa.

    E se ci si vuole astenere in maniera eticamente valida, si va a votare e si vota scheda bianca, non si cerca di far fallire il referendum sommando l’astensione tattica a quella per assenza di senso civico.

    Qui si ci vorrebbe la vergogna equa e solidale.

  24. Votare fuori sede

    Molti degli amici che leggono questo forum sono studenti o lavoratori fuori sede. riporto quindi una notizia presa da Macchianera: è possibile votare per il referendum lontani dalla propria città.
    Qui i dettagli.

  25. -quote-
    Mi permetterei di andare leggermente OT per chiedervi, a voi che siete di sinistra, qual è la ragione filosofica, qual è il sostrato umano-teorico che fa sì che la sinistra scelga compatta di tifare per il sì.
    -=-=-=-=-

    l’anti-clericalismo?

  26. Prometeo: guardiamoci in faccia, anche se non mi aspetto che mi diate ragione pubblicamente. L’embrione E’ vita, non vita in potenza o probabile vita. Vita (e non probabile vita) sono pure i batteri e su questo non c’è alcun dubbio, casomai è persona e essere umano in potenza.

    Parliamoci chiaro. L’unica posizione moralmente ineccepibile, perché ispirata dal principio di prudenza, vorrebbe che, visto che NON sappiamo SE esiste un momento in cui lo zigote passa da NON PERSONA a PERSONA, e anche SE esistesse NON sappiamo QUANDO questo avvenga, non facessimo nulla di nulla di fronte ad una gravidanza o di fronte ai casi in cui si dovrebbe ricorrere alle tecniche di cui parla la legge. No, neanche abortire.

    Il fatto è che tali principi morali astratti non interessano veramente nessuno, e queste dispute filosofiche accessorie servono sono a mascherare altri criteri di scelta per non far sentire le persone troppo in colpa e non chiamare le cose con il loro nome.
    Tali criteri sono il buon senso realista nel migliore dei casi (ad es. gli aborti succederanno sempre comunque, tanto vale inquadrarli in una legge che protegga almeno la donna), il pelosissimo scientismo cripto-eugenetista (per un bambino malato sarebbe meglio non essere mai nato, e soprattutto per i suoi genitori) nel peggiore. Però bisogna avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome: morale relativa all’utile (sociale o personale) momentaneo. Come tale discutibile in ogni momento, e filosoficamente debolissima. Tutto il resto sono chiacchiere per chi non ha quel coraggio.

    E’ chiaro che qui siamo chiamati a votare una legge, a tranciare con l’accetta su questioni che vorrebbero il bisturi e soprattutto il silenzio di scelte talvolta drammatiche. Però mi si risparmino le impiallacciature filosofiche autoconsolatorie, io sono passato attraverso tutto questo nella mia coppia e chiamo le cose con il loro nome.

    Quel prete ha fatto malissimo ad attaccare pubblicamente la donna, ammesso che lo abbia fatto. Detto questo la loro è la sola posizione filosoficamente coerente: se non ci si sporca le mani manipolando la vita, ma chiamandola vita dal primo momento in cui quella vita comincia a svilupparsi (concepimento) non si incorre in tali tragedie. Il compito della medicina è di salvare o migliorare vite umane, ma non a discapito di altre (embrione). Amen.

  27. Prometeo: Per rispondere alle tue repliche, comincerò con il dire che, pur con tutto il rispetto possibile per Platone e Aristotele, visto che siamo nel 2005 tenderei a essere – almeno – un po’ più postkantiana. La tua impostazione filosofica del discorso, che dovrebbe essere un’interpretazione del mio pensiero, è quanto di più metafisico ci sia. Ma io ho fatto più che altro dell’ermeneutica. E mi scoppi il monitor in faccia perché l’ho detto. Dell’ermeneutichina, diciamo :D

    Gilgamesh: o dentro o fuori. Ti interessa parlare con me o pensi che io sia guidata da chissà quale malafede? Scegli e poi ne discutiamo. Le concessioni non mi interessano.

    AKemi: Non il laicismo. Proprio l’anticlericalismo. Ammazza, questa sì che si chiama strumentalizzazione ; )

    Qwerty

  28. Prometeo: Per rispondere alle tue repliche, comincerò con il dire che, pur con tutto il rispetto possibile per Platone e Aristotele, visto che siamo nel 2005 tenderei a essere – almeno – un po’ più postkantiana. La tua impostazione filosofica del discorso, che dovrebbe essere un’interpretazione del mio pensiero, è quanto di più metafisico ci sia. Ma io ho fatto più che altro dell’ermeneutica. E mi scoppi il monitor in faccia perché l’ho detto. Dell’ermeneutichina, diciamo :D

    Gilgamesh: o dentro o fuori. Ti interessa parlare con me o pensi che io sia guidata da chissà quale malafede? Scegli e poi ne discutiamo. Le concessioni non mi interessano.
    Insultami a più non posso e la facciamo finita, dai.

    AKemi: Non il laicismo. Proprio l’anticlericalismo. Ammazza, questa sì che si chiama strumentalizzazione ; )

    Qwerty

  29. Difficile dire quando un embrione diventa essere umano.
    Ma credo che in questo caso non interessi. Un embrione non impiantato NON puo’ diventare un essere umano, visto che non e’ nelle condizioni di poter crescere finche’ non si trova nell’utero.
    E’ vero che e’ praticamente impossibile che due embrioni portino lo stesso codice genetico, quindi si puo’ affermare che un embrione e’ unico e irripetibile, ma lo e’ praticamente, non in linea teorica, a guardar bene. E poi voler affidare la sua natura di persona a questa unicita’ e irripetibilita’ vuol dire affidare la natura umana al solo DNA.
    E’ una posizione legittima, ma e’ bene sapere che di questo si tratta :)
    Essere umano = portatore di DNA umano
    (anima, cervello, ecc… non ci interessano, solo le basi azotate contano)

    La fecondazione eterologa, poi… non capisco che problemi etici ci siano. Mi sembra una cretinata (se devo avere un figlio non mio a questo punto lo adotto), ma non ne vedo il crimine insito.

  30. Qwerty, hai cominciato a rispondere, ok, ma hai anche intenzione di finire entrando nel merito? Guarda che rischi che le tue argomentazioni diventino vecchie come le mie, e poi ci tocca passare dalla legge 40 alla legge Basaglia.

    Saluti a tutti

  31. Tutorial: come possono votare i fuori sede

    Un piccolo post di servizio a favore dei referendum che si terranno la prossima settimana: qui trovate un tutorial che spiega come possano votare anche i “fuori sede” (nella speranza di far raggiungere il quorum richiesto).

    Tutto questo è tratto d…

  32. “Un embrione non impiantato NON puo’ diventare un essere umano, visto che non e’ nelle condizioni di poter crescere finche’ non si trova nell’utero.”
    Ma che cazzo vuol dire? Anche gli ammalati non sopravvivono senza le adeguate terapie, anch’io smetto di crescere se vengo sottratto alle “naturali” condizioni di vita!
    Rileggetevi Pasolini e riflettete.

  33. Qwerty, o comunque tu preferisca farti chiamare, andava meglio la prima versione, quella senza la postilla masochista.

    Penso sia abbastanza evidente che se rispondo a quello che scrivi è perché cerco il confronto e non per insultarti. E sei la sola ad aver colto provocazioni e “insulti” in un semplice tentativo di confronto dialettico.

    Però, vedi, come metodo io apprezzo maggiormente l’epistemologia e talvolta diffido dell’ermeneutica, vista la sua diretta discendenza dall’esegesi. Analizzando l’evolversi dei tuoi interventi si notano quelle che tecnicamente si chiamano contraddizioni controfattuali.

    Parti dalla posizione di chi esprime dei dubbi, ma leggendoti viene il dubbio – perdona il bisticcio – che tu abbia solo certezze e che voglia semmai indurre al dubbio chi ti legge: affermi che voterai 4 no perché ti paiono deliranti le posizioni di chi brama un bambino e vuole modificare questa legge.

    Ma non hai dato nessuna risposta chiara a chi ti chiedeva perché pensi che questa legge sia da lasciare intatta: ogni volta che ti si muovono appunti precisi o si portano argomentazioni che vanno contro le tue convinzioni, ti rifugi appunto richiamando dilemmi interpretativi o affermando di essere stata provocata o insultata.

    Io ho portato esempi concreti, e tratti dalla cronaca di questi giorni, delle conseguenze della legislatura attuale. Il fatto che Ultimo si domanda se sia davvero successo è riportato da quotidiani nazionali e da agenzie di stampa: il prete nell’omelia ha attaccato la madre accusandola di essere indirettamente l’assassina dei due gemellini, in maniera tanto più vigliacca considerato che la donna era cattolica praticante, al punto che i bimbi prematuri erano stati battezzati nell’incubatrice.

    Sono d’accordo con chi afferma che l’embrione è vita. Anzi, vado oltre, ritengo che anche l’ovulo fecondato, o zigote, lo sia. “Persona” è un concetto vago, diciamo che è un essere umano in potenza. Ma se si porta alle estreme conseguenze logiche il concetto che “la vita è sacra”, qualunque vita, si arriva ai paradossi dei gainisti, che non prendono antibiotici per non uccidere i batteri quando si ammalano.

    E dopotutto anche un ovulo non fecondato e uno spermatozoo sono un essere umano in potenza: nel mondo si consumano stragi di potenziali esseri umani a ogni fase lunare e ogni volta che si usa un profilattico e lo si getta via.

    Ma arrivare a legiferare sui pretesi “diritti inalienabili” dell’embrione e farli prevalere su quelli dei genitori è una forzatura non da poco.

    Le restrizioni che questa legge pone limitano di fatto le probabilità che la fecondazione assistita abbia successo, e nemmeno di poco. Obbligano la donna a sottoporsi ripetutamente a procedure umilianti e psicologicamente devastanti, quando basterebbe poco per rendere meno traumatica l’esperienza.

    La trafila resa necessaria da questa legge ricorda sinistramente la posizione di quei medici che negano alle partorienti che la chiedono l’anestesia peridurale perché nella Bibbia c’é scritto “Tu partorirai con dolore”.

    Io non sono anticlericale, e nemmeno considero negativamente la Chiesa Cattolica nel suo complesso, ma spesso in passato mi sono trovato in disaccordo con le posizioni espresse dalle sue gerarchie, e spesso non condivise da larga parte del clero, quella più a contatto con i fedeli e con gli umili.

    Il “comitato per la vita” accusa gli oppositori di coltivare una “cultura della morte”, e qui davvero si nota una bella contraddizione, visto che la legge che vogliono difendere di fatto impedisce o rende meno probabile la creazione di nuova vita.

    Trovo poi eticamente deprecabile chi fa campagna per l’astensione: affermano che questa legge è voluta dalla maggioranza del paese e che i contrari sono solo le “poche centinaia di migliaia di persone che hanno firmato per il referendum” e poi, con grande coerenza, paventando la sconfitta in caso di confronto, mirano a sommare il 30% che sperano aderisca all’invito al 20% di italiani che non va MAI a votare per le più disparate ragioni, in modo da impedire il raggiungimento del quorum,

    In Svizzera ad esempio i referendum non hanno quorum: il cittadino elvetico che non vota è considerato un menefreghista che si dovrà rassegnare a subire le decisioni della maggioranza sul suo futuro. Wunderbar, hein?

  34. E’ molto più semplice votare il 12 e il 13 giugno per i FUORI SEDE. Basta fare così:

    1- fatevi spedire da casa la vostra scheda elettorale (se non l’avete con voi);

    2- in settimana recatevi alla circoscrizione comunale più vicina alla vostra abitazione e chiedete di farvi affidare un seggio;

    3- presentatevi giorno 12 e 13 giugno nel luogo dove si terranno le elezioni della vostra circoscrizione e ESERCITATE IL VOSTRO DIRITTO AL VOTO!!!

  35. MESSAGGIO LUNGHINO, MI DISPIACE.

    Non ci capiamo. Mi pare abbiate delle difficoltà a intendere quello che ho detto e vorrei tanto sapere se è colpa mia o se c’è qualcuno che ha capito. Non ci capiamo, e la dimostrazione sta nel fatto che mi parlate di bioetica, preti ed epistemologia con l’intenzione di trascinarmi su un tipo di terreno che è precisamente quello che con la mia impostazione intendo evitare perché non porta da nessuna parte.
    Con la mia impostazione diciamo ermeneutica non siamo nel campo dell’esegesi, siamo nel campo dell’umano ossia del limitato per cui siamo con tutti e due i piedi dentro il terreno della discussione che, proprio perché è limitata, non mette tutti d’accordo.

    Ma mettiamo da parte quello che ho detto finora. Provo in un altro modo che forse vi soddisfa di più.
    Io capisco quello che volete dire: perché l’uomo non può sostituirsi alla natura laddove la natura non fa quello che dovrebbe fare? È un po’, per rimanere in tema, come il parto cesareo.

    Secondo me una posizione come questa, che equipara la fecondazione assistita bla bla bla al parto cesareo o a una qualsiasi malattia da curare, può reggere solo se si implica che l’uomo è anch’esso natura e quindi non è che l’uomo, come fosse dio, si sostituisce alla natura bensì in quanto natura interviene. Ed è una posizione più che plausibile. La vita è davvero una serie di problemi concreti quanto un pugno in faccia e quindi, giustamente, voi opponete soluzioni altrettanto concrete. L’essere umano deve sopravvivere, questo è il suo compito, per cui avete ragione voi. E’ legittimo adottare una posizione pragmatica di fronte al problema.
    Solo se ragionate così, potete tenere le fila del discorso.

    Però non è vero che l’uomo fa esattamente le veci della natura.
    Quello che è del tutto sbagliato in questo discorso è il concetto di probabilità: è vero che da un embrione non discende necessariamente un uomo, ma questa è un tipo diverso di probabilità rispetto al prendere 3, 8, 20, 100 embrioni dei quali uno diventerà uomo. Se si ritiene che questi due tipi di probabilità siano uguali si va a fare Ciao Darwin insieme a Bonolis che trasforma probabilità orizzontali in probabilità verticali.
    La natura mette alla prova un embrione alla volta no?, e allora mettiamo che un embrione abbia 1 probabilità su 20 di diventare uomo. Il far discendere da ciò l’autorizzazione a usare 20 embrioni perché così lì in mezzo ce ne sarà uno che funziona è un’inferenza del tutto autonoma che voi fate per comodità. È un passaggio illegittimo che fa sì che non sia vero che l’uomo si sostituisce alla natura ma fa qualcosa di diverso. È come fanno gli americani che per colpire un obiettivo radono tutto al suolo e il paragone è da assumere in senso probabilistico non in senso umano. È come dare l’ergastolo a un omicida perché potrebbe farlo di nuovo. È come un ragionamento nient’affatto garantista (in senso lato. Non in senso giuridico, visto che non sappiamo se l’embrione è uomo o no), per dirla in altre parole. Questa, a mio avviso, è manipolazione. Fatela pure perché ne avete tutte le ragioni, ma che questo sia un balzello a lato lo dovete ammettere.

    Ciao, Qwerty

    (sul quorum dei referendum in tutta franchezza non sono così d’accordo. L’eliminazione del quorum può essere ammissibile in quesiti di tipo diverso, come quello del divorzio, per cui o era sì o era no. Ma in questo caso sono più che plausibili una serie di alternative sia a questa legge sia alla variante proposta e senza quorum si si imporrebbe un aut-aut troppo restrittivo rispetto alle forme che la legge può assumere. Credo)

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  1. lainaa

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