11 Comments

  1. luca sofri, col suo fulminante “Se spagliate, fi koricerò” ha preceduto Biani di qualche ora.
    Bella anche: “resti di stucco, è un papa crucco” letta, insieme ad altre amenità a volte divertenti, sull’ormai celebre – e frequentatissimo – sito ratzingeriano

  2. Di quante ore di preciso? Perché anche io me ne sono uscito immediatamente dopo l’elezione con la stessa cosa, in versione leggermente diversa “Se spaliate fi coreccerò”.

    Cmq non è questo che al popolo. Al popolo interessa sapere in cosa Ratzinger assomiglierebbe a Dandyna. L’unica cosa che mi pare plausibile così sue due piedi è: rompipalle? :D

  3. vabbé se sbagliate fi korigerò é la più ovvia delle battute, sarà venuta ad un altro milione di persone come minimo :D
    Io invece notavo somiglianze con un certo personaggio Kubrickiano.. ;)

  4. dracula cha cha cha

    Ratzingà Ratzingà Rra (cha cha cha)
    Papa dal rosso mantello
    di norme tu copri anche il collo
    alle donne di giovane età.

    Ratzingà Ratzingà Rra (cha cha cha)
    coi precetti della tua dottrina
    tu fai spaventar la bambina
    le mamme i gay e i papà.

    Ah! non far più il rigoroso
    qualcuno può arrabbiarsi e fare uno scismone.
    Ah! il tuo dire oscuro religioso
    potrebbe far venire un’infezione.

    Ratzingà Ratzingà Rra (cha cha cha)
    sei forte sei papa sei bello
    perchè non scrivi un bel giallo
    e lasci noialtri campar.

    Ratzingà Ratzingà Rra (cha cha cha)
    (ad libitum)

  5. La devastante consapevolezza che nulla cambierà se non
    in peggio si impossessa di chi ha assistito attonito
    alla proclamazione in pieno stile concerto-evento del
    nuovo papa, immediatamente e giustamente ridifinito il
    “Pastore Tedesco”.
    La stessa comunità cattolica internazionale ha
    espresso perpessità poco celate sull’opportunità di
    una scelta così tremendamente arroccata in difesa di
    valori antisociali e fortemente anacronistici, quando
    non apertamente preconciliari.
    Poteva, nei limiti del possibile, essere l’occasione
    per un’apertura della chiesa di roma verso le istanze
    che la contemporaneità richiede da almeno un secolo e
    che potevano essere promosse sull’onda, seppur ferale,
    dell’entusiasmo calcistico che ha caratterizzato le
    ultime settimane. Invece niente. Si è preferito il
    solito affare intra moenia, il classico chiudere ogni
    possiblità di dialogo.
    Il pericolo del relativismo è la prima summa teologica
    del nuovo comandante. Davvero attuale. Complimenti.
    E i complimenti vanno anche a tutta la comunità
    giornalistica, prostrata a reti totalmente unificate
    ad adorare qualunque oggetto del desiderio fosse
    esposto al pubblico diletto. Per uno scontato Bruno
    Vespa in imbarazzante sollucchero sessuale, da notare
    anche una redazione del TG3 assolutamente incapace di
    sviluppare una benchè minima intenzione critica, o
    almeno giornalistica, preservando il diritto
    inalienabile ad un’informazione corretta.
    Invito tutti partecipanti a leggere l’articolo di Hans
    Kung apparso sul numero di martedì 19 aprile di
    Repubblica dal titolo “Alla Chiesa serve un pastore
    non un Pontefice mediatico”. Splendido.
    Credo che si stia aprendo un periodo ancora più buio
    di quello non certamente luminoso appena conclusosi.
    Che porterà ulteriori sofferenze in primis a chi, con
    questa faccenda, non vorrebbe mescolarsi ma in
    secundis anche a tutti coloro che credono davvero in
    una necessità di entrare finalmente nel nuovo corso
    della chiesa e che vedranno frustrare ferocemente le
    proprie eretiche illusioni. Vedremo.

    Tommaso Gavioli

    cafki@yahoo.com

Rispondi