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Archivio per settembre, 2004

BlogBar: versione 4.0

set 02 2004 Inviato da nella categoria Tech

ico-blogbar40.gifE’ uscita la versione 4.0 della BlogBar: sembra uguale, ma è tutta diversa! Ecco le novità: è stata implementata la funzione che visualizza il “PageRank™” del sito che si sta visionando, esattamente come accade sulla Toolbar di Google; è stato parecchio snellito il codice; sono state modificate le librerie che fanno da supporto al programma; è stato implementato il set di caratteri “Unicode”, per cui si possono finalmente inserire lettere accentate nel campo di ricerca; è stato coretto un piccolo baco che impediva di fare l’highlight sulle parole cercate nel caso in cui una o più di queste fossero tra virgolette; la funzione del blocco dei Pop-Up consente ora di permettere le finestre esterne per un determinato sito, ricordando l’impostazione. Infine, ovviamente, è stata aggiornata la lista dei blog.

A questo proposito, una prece: parecchie persone chiedono come si fa ad inserire il proprio blog nella BlogBar. Beh, non si può. La scelta dei blog presenti è fatta secondo una modalità che ha due definizioni: “a furor di popolo”, secondo alcuni, “alla cazzo di cane” per altri.
Tutto questo per dire che i suggerimenti ricevuti sono importanti. Utilizzate i commenti di questo post per segnalare i blog che vi piacerebbe fossero sulla Blogbar, tenendo conto di alcuni fattori: 1) non si accettano autocandidature, per cui il blog suggerito non può essere il vostro; 2) deve essere di interesse generale (che a voi poi piaccia è un altro discorso); 3) deve avere contenuti originali; 4) deve essere costantemente aggiornato; 5) dovete spiegare il motivo per cui vi piace.

Detto questo, godetevi la nuova BlogBar che, inutile dirlo, è ovviamente gratis.
Chi aveva installato le versioni precedenti dovrebbe aver già ricevuto la richiesta di aggiornamento automatico.
Chi desidera installarla via web non deve fare altro che cliccare qui.
Chi, invece, preferisce scaricare un file eseguibile, può cliccare qui.


AVVERTENZE: La BlogBar non contiene AdWare o SpyWare e, ad ogni modo, non installa niente oltre a sé stessa. La BlogBar non colleziona alcun tipo di dato personale dell’utente, non tiene traccia degli indirizzi IP o delle pagine visualizzate da chi la utilizza. L’installazione della BlogBar è gratuita e pertanto non prevede alcun tipo di supporto tecnico: la responsabilità dell’eventuale installazione è esclusivamente dell’utente. Google Toolbar™ e PageRank™ sono marchi registrati di Google, Inc. Esclusi Macchianera e BlogNation, la BlogBar non è affiliata ad alcuno dei siti, ai servizi o ai motori di ricerca di cui riporta i link.

63 commenti

Tanto va la gatta al Pappalardo…

set 02 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Giada Pappalardo su Google AdsCe n’era ancora uno a piede libero, o si tratta – spudoratamente – di bigamia?

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Brittany Murphy /5-6

set 02 2004 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

Clicca qui per aprire il wallpaper,
poi tieni premuto il tasto destro del mouse
e scegli “Salva immagine con nome…”
quando appare l’immagine.
(Formato .jpg – 1600 x 1200)
Info: IMDB
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That’s what I call a genius

set 01 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

C’è un film, chiamato “The Brown Bunny“, che è stato presentato al Festival di Cannes dello scorso anno, ma che in America non è ancora uscito. Debutterà nelle sale venerdì. Il motivo del ritardo è piuttosto semplice: problemi di censura. La scena finale consiste in tre minuti di pompino girato dal vero (che verrà naturalmente estirpato nella versione in distribuzione negli USA). Nella parte del ricevente, Vincent Gallo, il regista e sceneggiatore; in quella della donatrice, Chloë Sevigny, l’attrice protagonista.

La Sevigny, come spesso accade alle attrici, si è lasciata soggiogare dal carisma del regista e nei giorni scorsi, nell’imminenza della prima, ha dichiarato ai giornalisti:

Chloe Sevigny

“E’ stata una scena molto difficile da girare, per me. La più difficile della mia vita. Quella in cui ho dovuto mettere tutta me stessa. Quel film è pura arte. Non dovrebbe essere proiettato nei cinema: dovrebbe essere visto in un museo.”


E chi ha trascorso la post-adolescenza a tentare di convincere la malcapitata di turno che in realtà era cosa buona e giusta già qui intravede la maestria. Ma – attenzione – il vero genio sta nella successiva dichiarazione di Vincent Gallo:

Vincent Gallo

“E’ vero, è stata una fase molto difficile della lavorazione. Eravamo io e lei soli, in una stanza, con la sola compagnia di una videocamera. Per girare la scena ci sono voluti tre giorni.”


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Io confesso

set 01 2004 Inviato da nella categoria Personale

Esistono vari motivi per cui una persona può confessare qualcosa. Il mio è che il segreto non è affatto in mani sicure: dei fatti che vado a raccontarvi è a conoscenza una persona cui devo ancora inviare il DVD della puntata del Jay Leno registrata al Central Perk con tutti gli attori di Friends come ospiti e che, non vedendolo arrivare, potrebbe optare per la rappresaglia. Prevenzione, in pratica.

Ebbene, giungo al dunque e inizio col meno peggio: io odio i villaggi turistici. Li odio per una ragione: che ci sono gli animatori. Più che gli animatori dei villaggi turistici odio solo i commessi, quelli che ti chiedono “Desidera?” (certo che desidero qualcosa, testa di cazzo: sono entrato, un motivo devo pur avercelo).
Orbene, si dà il caso – anche se probabilmente lo saprete già, dal momento che ne ho accennato qualche tempo fa – che nelle immediate vicinanze del luogo un tempo pacifico e quasi irraggiungibile presso cui trascorro le vacanze sia nato un villaggio turistico. Di quelli con gli animatori. Di quelli che alle nove del mattino pompano “le sigle”: roba molto Club Med tipo “Follow the leada” o altre puttanate latine con dentro la parola “Fiesta”. Di quelli con il braccialetto d’ordinanza, i corsi di spinning, il risveglio muscolare, la ginnastica acquatica, le gare di canoa, di tiro con l’arco e di windsurf. Di quelli, insomma.

Col tempo ho imparato prima a sopportare poi addirittura ad apprezzare questa vicinanza, e ho scoperto che gli animatori sono in fondo dei poveracci sottopagati che si fanno un mazzo tanto dalle sette del mattino alle due di notte per sollazzare annoiati vacanzieri nordici e con prole dal pannolino smerdato a carico (al primo che mi parla di crescita zero lo strozzo con un Pampers: mai visti tanti neonati tutti assieme; il futuro del turismo di massa sta nella mente di chi creerà una catena chiamata “Villaggi Erode”) che nemmeno si accorgono che l’attenzione che viene loro dedicata, tutta quella simpatia e quei sorrisi a palate, sono finti. Sono a pagamento. Sono una meritatissima presa per i fondelli.
Dicevo, insomma, che ho imparato ad apprezzare la vicinanza del villaggio vacanze: in fondo è comodo avere a 50 metri un tabaccaio, una piscina, un minimarket, un ristorante e un bar dove portare sul tardi gli amici che ti vengono a trovare per andare a bere qualcosa quando, prima, il primo esercizio commerciale era a tre chilometri di distanza. Dopo una strada sterrata. E non era nemmeno detto che fosse aperto.

Vengo al dunque e alla prima ammissione: sollecitato dalla quasi noveenne a carico e dalla di lei madre che si erano iscritte ad una squadra partecipante alle olimpiadi del villaggio, ho scritto un testo comico per uno sketch che è stato recitato nel corso dello show della serata finale. Considerando l’audience media, ho utilizzato il più trito dei canovacci e i più insopportabili luoghi comuni. E’ piaciuto. Alcuni degli animatori l’hanno fotocopiato per usarlo in altri villaggi, i prossimi anni. Per questo, come protagonista, ho messo il nome di una persona che mi sta sulle palle.
In ogni caso siamo arrivati secondi: il canovaccio e i luoghi comuni di quelli che sono arrivati primi erano ancora più triti e insopportabili. E Battisti (quello che se ne è già andato, non quello che non torna) mi perdonerà se ho usato come spunto “Pensieri e Parole”.

Ora viene il peggio: qualche giorno dopo, pregato da un’animatrice cui era stato consigliato di non perdersi la scena, ho partecipato – fuori gara, sia chiaro, a premiazioni fatte e quando la maggior parte della gente se ne era già andata – al Karaoke. Credo ci siano in giro anche delle foto che testimoniano la cosa. Comunque: ho cantato “Autogrill”. Io avevo proposto “Io vagabondo”: mica per altro, solo mi sembrava facesse più karaoke, ma il tastierista si era stufato di suonarla e ha fatto partire a tradimento una tra le mie canzoni preferite.
Mi conforta solo un fatto: si narra che qualche anno fa, in un bar di Alassio, Francesco Guccini, implorato dalla figlia allora ancora minorenne, sia stato costretto ad intonare in pubblico, tutta intera, “Pensiero” dei Pooh.

Ecco, sto meglio. Mi sono tolto un peso.

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Il nostro giornalismo e il loro

set 01 2004 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

Tanto per abbaiareBaldoni era un giornalista? Sì, forse ora che è morto magari sì. E Feltri è un giornalista? Non c’è dubbio: ha il tesserino dell’Ordine. Ma se Feltri è giornalista, evidentemente Baldoni non lo è. E viceversa.

Enzo Baldoni, Vittorio Feltri, Renato FarinaGiornalismo. Che differenza c’è fra il giornalismo – per esempio – di Feltri e quello – per esempio – di Baldoni? Non parlo di differenze “politiche”. Da un punto di vista tecnico, voglio dire.

La differenza è che Feltri grida, mentre Baldoni parla a bassa voce. Non è una novità: anche Appelius gridava (“Il generale Badoglio è entrato ieri ad Addis Abeba”) e anche Hemingway (“Vecchio al ponte”) parlava a bassa voce. Destra e sinistra dunque, attraverso le generazioni? Non solo. C’è qualcosa di più, che attiene proprio alle radici profonde del mestiere.

Il giornalismo di Feltri nasce in un mondo sostanzialmente povero di notizie. Un mondo in cui ciò che succede accade lontano, arriva tardi, e incide relativamente poco sulla vita quotidiana. Quest’ultima, a sua volta, è una vita “normale”. Di una normalità che nessuno mette in discussione. “Il generale è entrato ad Addis Abeba”? E che ce ne frega. Non ha importanza, poi, sapere che cosa ne pensa il barbiere di Addis Abeba. Tanto non lo incontreremo mai – il mondo in cui viviamo non ha nulla a che vedere col suo.

Da questo discendono subito due cose. La prima è che la notizia coincide con lo scoop, deve avere un “effetto” traumatico immediato e dev’essere gridata. La seconda è che il gestore di questa notizia, essendo uno dei pochissimi autorizzati a gestirla, è una persona importante. Poiché non mette assolutamente in discussione (e perché dovrebbe?) la “normalità” del sistema, e poiché questo sistema è basato su una gerarchia – ristretta e distinguibile – di piccole e grandi Autorità locali, di notabili insomma, ecco che il giornalista diventa un notabile anche lui. Feltri, e Appelius, in fondo non sono dei giornalisti “fascisti”. Sono semplicemente dei gerarchi, dei notabili, esattamente come il sottosegretario dei trasporti o il podestà di Ravanusa. In più, hanno il bisogno fisiologico di “alzare” emotivamente le “notizie” che danno (“il Negus è semianalfabeta”, Baldoni è d’accordo coi terroristi”) perché il valore delle loro notizie dipende principalmente dall’emotività che veicolano qui e ora.

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Ahi, Settembre / porterai / una nuova versione / di Movable Type

set 01 2004 Inviato da nella categoria Tech

Movable Type 3.1Giusto in tempo per evitare la fuga di cervelli verso il concorrente WordPress (e, soprattutto, per accontentare tutti i fanatici di php che immotivatamente preferiscono la pubblicazione dinamica delle pagine – quella che avviene nel momento in cui l’utente le richiede, insomma – al posto di quella statica) esce una nuova versione di Movable Type, la 3.1, la prima espressamente dedicata agli utenti finali e non agli sviluppatori e, di conseguenza, la prima con una documentazione degna di questo nome dai tempi del temutosuicidiodel programma più versatile programma per aggiornare blog.

Innumerevoli le novità: possibilità di scelta tra creazione di pagine statiche e dinamiche (o di un mix di entrambe, a seconda del tipo di pagina o di archivio); implementazione delle sottocategorie; opportunità di rimandare la pubblicazione di un determinato post ad una data prestabilita nel futuro e, infine, un pacco di plugin che comprende il famigerato MT-Blacklist, l’agognata soluzione per i tenutari di blog che, seppur subissati dallo spam, non hanno intenzione di cedere alla registrazione obbligatoria per i commentatori o alla moderazione degli interventi.

I gestori di weblog ospitati su BlogNation saranno felici di apprendere che la nuova versione (comprensiva di MT-Blacklist) è già stata installata sul server ed è perfettamente funzionante.

(Tra le novità più apprezzate, almeno dal sottoscritto: la pubblicazione di un post è diventata un lampo. Mentre Movable Type crea le pagine non ti lascia lì ad aspettare che abbia finito. Questo è il motivo per cui i post vanno in linea dopo qualche minuto, quindi non spaventatevi).

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Brittany Murphy /3-4

set 01 2004 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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