That’s what I call a genius

C’è un film, chiamato “The Brown Bunny“, che è stato presentato al Festival di Cannes dello scorso anno, ma che in America non è ancora uscito. Debutterà nelle sale venerdì. Il motivo del ritardo è piuttosto semplice: problemi di censura. La scena finale consiste in tre minuti di pompino girato dal vero (che verrà naturalmente estirpato nella versione in distribuzione negli USA). Nella parte del ricevente, Vincent Gallo, il regista e sceneggiatore; in quella della donatrice, Chloë Sevigny, l’attrice protagonista.

La Sevigny, come spesso accade alle attrici, si è lasciata soggiogare dal carisma del regista e nei giorni scorsi, nell’imminenza della prima, ha dichiarato ai giornalisti:

Chloe Sevigny

“E’ stata una scena molto difficile da girare, per me. La più difficile della mia vita. Quella in cui ho dovuto mettere tutta me stessa. Quel film è pura arte. Non dovrebbe essere proiettato nei cinema: dovrebbe essere visto in un museo.”


E chi ha trascorso la post-adolescenza a tentare di convincere la malcapitata di turno che in realtà era cosa buona e giusta già qui intravede la maestria. Ma – attenzione – il vero genio sta nella successiva dichiarazione di Vincent Gallo:

Vincent Gallo

“E’ vero, è stata una fase molto difficile della lavorazione. Eravamo io e lei soli, in una stanza, con la sola compagnia di una videocamera. Per girare la scena ci sono voluti tre giorni.”


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34 Comments

  1. Forse il cinema è morto, ma i geni ancora no!

    Zio bono, tre giorni di prova microfono neanche Boncompagni.

  2. mi è venuto in mente quando per far rastrellare la ghiaia del giardino a mia figlia, le dico che è un’operazione molto delicata.
    forse un po’ bastardi inside si nasce….

  3. ricordo che il bolognese “soccia” è la versione corta e castigata di “socmèl bàn in pònta par un quart d’òra”

    Eh, ma qui si esagera persino

  4. “E chi ha trascorso la post-adolescenza a tentare di convincere la malcapitata di turno che in realtà era cosa buona e giusta…”

    Magari, se uno non se le sceglieva proprio tra le orsoline, un po’ di fatica in meno la faceva, eh.

  5. Tra l’altro il film consiste in novanta minuti di Vincent Gallo che gira in moto le strade semi deserte del sud degli Stati Uniti seguito da tergo da una telecamera. Poi stacco e sei minuti sei di pompino dalla cretina della Sevigny. Comunque lei una scena uguale ma più corta la girò anche per Kids di Larry Clark, che poi venne tagliata e stampata quasi fotogramma per fotogramma nell’omonimo libro. Credo quindi che siano solo dichiarazioni a scopo pubblicitario.

  6. chloe sevigny da brava eroin chic dubito che abbia un ragazzo. Mi sa che é una di quelle creature che dedica la propria vita alla felicità sessuale altrui.

    Santa donna.

  7. TRE GIORNI????
    Sai che palle…

    (lo so lo so che è becera, ma io al contrario di gallo io non resisto dall’eiaculare cazzate o altro. O almeno non tre giorni)

  8. TRE GIORNI????
    Sai che palle…

    (lo so lo so che è becera, ma io al contrario di gallo io non resisto dall’eiaculare cazzate o altro. O almeno non tre giorni)

  9. …e, facendo parte del villaggio turistico di cui ho raccontato, poteva essere protagonista del post precedente (così, tanto per specificare che – in fondo – non siamo off-topic).

  10. Approposito, ma chi sei stakanov?!
    Se mi dici che hai messo su la nuova blogbar con il qtek, seduto sotto al “Goldrake Esiste” ti prendo per il culo, sei avvertito ;)

  11. Ah ok :)
    Quando ieri la barra mi ha chiesto di aggiornarsi ti ho subito visualizzato sulla spiaggia a scrivere codice :)

    Tornando in topic: ma voi il Macellaio ve lo ricordate?

  12. Oppure, Viscontessa, è un po’ come quando Tom Sawyer convince gli amici a dipingere lo steccato al posto suo, facendogli credere che è compito importante e prestigioso…

  13. si Ilde, secondo me Gallo da piccolo convinceva gli amichetti a fargli i compiti promettendogli, in cambio, di tenergli lontane le ragazzine che, si sa, sono noiose e rompiballe.

  14. E’ UNA SCENA PORNO, CON TANTO DI EIACULAZIONE E INGOIO. E LORO LA CHIAMANO ARTE.

    ALLORA ROCCO SIFFREDI E’ MEGLIO DI LEONARDO DA VINCI !

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