23:33 – Al Jazira: Baldoni è stato ucciso.
(Corriere della Sera)
“Un uomo della sua età, moglie e due figli a carico, avrebbe fatto meglio a farsi consigliare da Alpitour, anziché dal Diario, la località dove trascorrere vacanze sia pure estreme”
(Vittorio Feltri, Libero, 26 agosto 2004)
“Libero”, purtroppo, da stasera torna ad essere soltanto il nome di uno squallido quotidiano che gioca a far di conto tra presunti morti “nostri” e i morti “loro”.
A me, ora come ora, viene solo da dire che se fossi Vittorio Feltri non avrei bisogno né di Alpitour né del Diario per avere consigli su dove andare.
Da Learning circuits (il grassetto è mio):
In summer 2004, the BBC detailed its plans to open up its archive of audio and video clips for use by U.K. citizens, who will be able to edit them and use them in their own non-commercial creative works. Allowing access to the archives is part of the BBC’s charter, says Wired News; the material is considered public, as everyone with a television must pay a BBC fee.
Per i non anglofoni:
“Nell’estate del 2004, la BBC ha illustrato i suoi progetti di apertura del suo archivio di audio e video clip, ad uso dei cittadini britannici, che avranno la possibilità di modificarli ed utilizzarli per opere creative e non commerciali. La possibilità di accedere all’archivio è parte del regolamento della BBC, dice Wired News; il materiale è considerato pubblico, dato che chiunque possieda un televisore deve pagare il canone.”
Bellissimo l’articolo di Merlo su Baldoni:
..E se si imbatte in un burqa non parla dell’antifemminismo del Corano ma di un espediente per mostrare “al primo colpo di vento sbarazzino uno chignon biondo, una camicetta civettuola, il trillo di una risata”. E così conclude: “C’è figa a Bagdad”..
Il blogger Gabriele no-tu-no ha deciso di lasciare il ridente quartiere romano, lo stesso dove abita il sottoscritto, per trasferisi nella mirabilante vita universitaria bolognese. Adesso cerca disperatamente casa. E spera che, una volta tanto, la blogosfera possa combinare qualcosa di utile. Con spavaldo uso privatistico del mezzo, ecco il suo annuncio urgente.
I blog d’agosto vanno praticamente tutti in ferie. I post seriosi e professionali scarseggiano, anche la fuffa di qualità se ne sta tutto il mese ad abbrustolirsi le chiappe su qualche spiaggia. Così in questo periodo di stanca mi è venuta un’idea. Ho pensato che almeno una volta i blog possono fare davvero qualcosa d’importante, risolvere un problema vero, uno di quelli vicini alla gente, tipo il “caro euro” o la bandana di Silvio: i blog possono trovarmi una casa.
Sono uno studente, mi trasferisco da Roma a Bologna e cerco una singola dentro le mura, che di mezzi di trasporto ho giusto i miei piedi e mi son scoperto ambientalista integralista, non voglio inquinare nemmeno con gli autobus. Il prezzo lo fa la stanza (il mio limite è di 400 euro al mese), ma certo una topaia non la vorrei pagare come una suite, fatto salvo che nella topaia potrei anche andarci ad abitare, in caso di necessità.
Poi sono un tipo tranquillo, tant’è che mi vanno bene case miste, con fumatori, senza fumatori, con erasmus, con animali (ma sotto i 60 kg, così che in caso di scontro fisico io possa prevalere sulla bestia), con gay e anche con berlusconiani. Ovviamente sarebbe preferibile avere la possibilità di condividere o di attivare una connessione con Fastweb o almeno una adsl con la telecom.
Ritenetela la vostra buona azione annuale, datemi una mano.
simak11@gmail.com
3281889027
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Enzo libero.
Ok, va bene. Io sono un paranoico, ma. Diciamolo ora, scriviamolo ora, che tutti quanti noi possiamo ancora leggerlo nei primi dispacci delle agenzie. Dai due aerei caduti in Russia, mancano all’appello sei persone.
Poi magari non se ne fa nulla, ma chissà perché io credo che non ne sentiremo più parlare. Spero proprio d’essere smentito. Intendo: l’ultima volta che mi è capitato di leggere una cosa della quale poi non s’è mai più parlato era l’11 settembre 2001 alle 18.30. E trattava di due F16 della marina statunitense che avevano abbattuto un aereo a missilate. Com’è come non è dentro quel veivolo si scoprì poi che c’erano un sacco di boyscout con il pelo sullo stomaco che organizzarono una sorta di rivolta contro i dirottatori e per questo vengono oggi ricordati quali eroi d’altri tempi. A me nessuno mi toglie l’idea che quel robo l’hanno tirato giù, punto e basta. E fra parentesi sarebbe stato molto difficile prendere una decisione differente, ma non entro nel merito.
Torniamo ai nostri sei fantasmi. Si registrano al check-in, gli vengono caricati i bagagli ma loro non salgono. Mettiamola così: diciamo che non hanno ancora trovato i loro corpi, perché non mi risulta che vi sia una telecamera sulle scalette. Ma se i corpi non si ritrovassero mai più allora ci resterebbero in mano tre ipotesi:
1) non sono saliti (perché? si sono registrati no? trovateli e chiedeteglielo)
2) sono morti dilaniati dall’eventuale esplosione (quale esplosione?)
3) sono scesi (come, ma soprattutto quando?)
Se il terzo punto avesse una minima credibilità sarebbe corretto da parte nostra prendere in considerazione determinati scenari? Tipo..
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Troppo tranquilla questa estate blogger, lo dicevo io.
Succede così che, come già altre volte, Macchianera vi racconta una storia. Una brutta storia.
Voce narrante è Lello Voce, con il destino scritto nel nome, Emcee di Poetry Slam, nonché colui che ha diffuso lo Slam in Italia. Il vero slam.
Mettetevi comodi, e leggete.
“Io sono contrario al copyright. Lo aborro. Ciò non toglie che pensi che chiunque copi le idee altrui, o si impossessi degli scritti degli altri, delle loro iniziative, in modo fraudolento, distorcendole e infangandole, sia un pessimo soggetto. E’ falso ed ipocrita, per dirla con evangelica litote.
Per questo, dopo molti mesi di pazienza, ho deciso che era arrivato il momento di dire basta.
Signori di Interrete giù le zampe dal Poetry Slam! E giù le zampe da ciò che scrivo!
Ma vi faccio un sunto dell’intera faccenda, prima di proseguire…
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Per chi segue le Olimpiadi su Raidue, imperdibile la rubrica paraolimpica “Profilo Greco” del corsivista Rino Icardi, programma di prosa e grande comicità. Comicità involontaria, però.
[via radiopop]
Un contributo ferragostano di Delio.
Chi di voi frequenta con regolarità dei tedeschi, magari in estate, sa forse che la cosa che piú li fa scompisciare, degli italiani, è la fobia assoluta verso i bagni a stomaco pieno. Avete presente la regoletta delle due ore da far passare tra pasto (che si tratti di sorbetto o piuttosto di timballo con melanzane e polpettine) e il primo piedino infilato nell’acqua a temperatura brodosa di ferragosto (secondo gli ortodossi, persino una doccia può essere fatale)?
Beh, quegli impertinenti dei tedeschi non solo non l’hanno mai sentita, ma anzi ogni tanto chiedono anche: “sì, ma chi l’ha detto che fa male, che è pericoloso?”. e gli italiani lì a cercare di rispondere: “mah, non lo so, la scuola, la tv [sorriso sarcastico del tedesco di turno], la mamma [il sorriso diventa ghigno], tutti“.
Ed è questo il punto: in effetti, è una certezza diffusa, tramandata da generazioni, infissa nella coscienza collettiva da Trento a Lampedusa, da Cecina a Porto Recanati; ma se dovessi spiegarne il perché, le origini, le dimostrazioni di pericolosità, non saprei da dove iniziare. E allora arriva il colpo di grazia: “d’accordo, magari non proprio un bagno nell’acqua gelida dopo aver mangiato ad un pranzo di nozze, però in germania dopo un panino il bagno ce lo si fa eccome…”.E tu fremi, vorresti urlare “gne-gne-gne” per non sentire, senti che sta arrivando – “…e nessuno si è mai fatto niente”.
E ti indicano stuoli di biondi bimbi tedeschi che sono ancora vivi vegeti e sorridenti, mentre tu hai sprecato i migliori pomeriggi della tua infanzia sotto l’ombrellone.
Sottotitolo: ‘stu cess’ ‘e tren’…
Psicodramma in un atto unico.
Personaggi:
Pendolare #1
Pendolare #2
Altri viaggiatori
Stazione di Napoli centrale, interno (del treno) giorno. Il pendolare #1 sale sul vagone e vede un suo conoscente, il pendolare #2.
pendolare #1: [urlando] Uéééé, Sergio, eccomm’va?? tuttappost?
pendolare #2: [tono di voce normale] Ué, ciao, tutto bene, grazie, e tu?
pendolare #1: [urlando] ‘Stu cess’ ‘e tren’…ma quann’ part’?
pendolare #2: Eh, vabbuò, doveva partire alle 14.48, sono solo le 15.03…si è preso il quarto d’ora accademico [ride]…
pendolare #1: [urlando] Eh, ‘o quart’ ‘r’or’…’stu cess’ ‘e tren’…
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Due giorni dopo ferragosto, a Milano. Gli affamatori se ne vanno, gli affamati restano. Io sto nel mezzo: sono appena tornato. Pur senza avvalermi delle magìe Bilboa, sono abbronzato come Emilio Fede, ma a un’indagine superficiale si vede che non guadagno come lui. Perciò, solcando stradoni degni di Bucarest sotto una canicola degna di Brazzaville, grazie al cinquantino ammiro tendoni verdi da balcone ormai color Fassino, tapparelle in tinta Cavalli (la di lui epidermide, intendo), Eugenio Finardi che cammina solingo in corso Europa, copie invendute di Willy Pasini, mi accade di sentirmi Dacia Valent. Mi si affianca un’auto della pula: “Ueh, Abdùl, ce l’hai il permesso?”, mi fa il baffo a sinistra. Ovviamente ho fatto cenno che no: in effetti, io non dispongo di alcun permesso. Fermato, ispezionato, mandato a casa con patente invidia per la mia percentuale di melatonina. Adesso scrivo a Repubblica: se mi pubblicano, attendo spettacolari reazioni da parte di quello che tutto il dì guarda i sigilli, non riuscendo a capacitarsi del fatto che esistano sigilli.
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No, dico, ve lo ricordate vero, quello a sinistra? Adesso che sono cresciuto, con quello a destra mi verrebbe da passare dalla finzione alla realtà, visto che la realtà stessa ha fatto un passo nella medesima direzione…
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Eppure ci deve essere una squadra di Strateghi dell’Immagine e della
Comunicazione che lo consigliano anche sull’abbigliamento
da indossare quando appare in tv. Tutto
questo deve avere un significato, un senso, un messaggio…
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