14 Comments

  1. le parole di un cazzeggione che, bello bello, senza un motivo al mondo, se ne va in Iraq

    dispiace, un simpatico cazzeggione morto, dispiace veramente

  2. Hai ragione, M, chiunque tu sia: andare in Iraq a portare cibo e medicinali con la Croce Rossa, sventolando il bandierone a ogni incrocio per evitare che i tank americani magari sparino, non è un buon motivo, non è sufficiente.
    Meglio andarci come personale di sicurezza di un’azienda privata, a difendere gli interessi di qualche multinazionale, quello è un buon motivo.
    O ad integrare il magro stipendio da sottufficiale di carriera con l’indennità di rischio, che lo triplica, anche quello è un ottimo motivo.
    O meglio ancora fare come fai tu, tenere le palle al sicuro, comprare Libero ogni mattina, magari, e fare un po’ di sarcasmo gratuito alle spalle di qualcuno che non c’è più, ma almeno si può dire che ha vissuto.
    Ma tu non sei un cazzeggione, giusto? E nemmeno simpatico, a quanto pare.

  3. “M” ha lasciato lo stesso tipo di commento anche da runrig, dove s’è incartato un po’, per poi concludere che, in fondo, pure a lui dispiace…

  4. certo che mi dispiace, e molto

    come mi dispiace quando la sinistra mi fa incazzare piu’ della destra

    Feltri e coloro che oggi si indignano per Baldoni dopo aver quasi giustificato l’assassinio di Quattrocchi sono uguali. Su fronti opposti, ma uguali.

    L’uno non ha trovato possibile rinunciare al sarcasmo su un bamba che va in vacanza umanitaria, in ferie col brivido, gli altri non hanno resistito al sarcasmo su un poveraccio che per guadagnarsi la pagnotta fa il bodyguard in un teatro di guerra.

    stessa logica malata

  5. senti, non voglio entrare in un loop senza senso, mi dispiace che l’abbiano ucciso indipendentemente dalla sua personalita’

    quello che trovo orrendo e’ il piagnisteo della stessa gente che pochi mesi fa giustificava l’uccisione di Quattrocchi proprio in base al suo mestiere e alla sua personalita’

    schifi come Feltri, pure di piu’ perche’ tutti compresi nel loro essere buoni progressisti

  6. M, rovesciando il discorso, si potrebbe dire che TU con quello che hai scritto all’inizio, ti metti sullo stesso piano di chi ha fatto sarcasmo sulla morte di Fabrizio Quattrocchi. Opposto ma uguale.

    A me è dispiaciuto, quando ne hanno annunciato la tragica morte, e non c’ho fatto del sarcasmo sopra. Ho rispettato il dolore della famiglia, semmai m’ha lasciato perplesso la retorica di chi avrebbe voluto farne un eroe per la frase pronunciata in punto di morte, e le strumentalizzazioni che ne son seguite.

    Ti si chiede semplicemente lo stesso rispetto che avresti voluto per il poveraccio morto per guadagnarsi un buon companatico in un teatro di guerra. Chiamarlo bamba e dire che la sua era una “vacanza umanitaria” è molto al di sotto del minimo di rispetto richiesto per chi muore in quel modo.

    Quanto alle motivazioni per cui l’uno e l’altro erano là, c’è una profonda differenza.

    Enzo G. Baldoni era là per aiutare e per capire, e ha concretamente portato aiuto sotto forma di cibo e medicinali, sventolando la bandiera della croce rossa a ogni incrocio di Najaf per evitare che magari qualcuno sparasse sul convoglio, e ci vogliono palle ferme per farlo.

    Le affermazioni di Vittorio Feltri e di altri giornalisti di Libero sono indegne di persone civili, becere e meschine.

    Se vuoi farti un’idea di com’era Zonker, vai a dare un’occhiata a questa foto:

    http://www.pinoscaccia.rai.it/torre/archives/enzo-mohamed.jpg

    Lo ritrae con Mohamed, un iracheno rimasto senza gambe perchè l’ambulanza che lo trasportava, a sirene spiegate, insieme alla moglie in procinto di partorire, è stata colpita da un tank americano. Se non fosse stato sequestrato, l’ultimo compito di Enzo prima di lasciare l’Iraq sarebbe stato accompagnarlo in un ospedale di Khabul.

  7. Basta, altrimenti questa storia diventa la solita partita di calcio all’italiana: la partita è truccata e 60 milioni di coglioni sugli spalti a tifarsi contro. Non dirò mai che Quattrocchi e Baldoni in vita fossero uguali: sarebbe un insulto alla verità e quindi anche alla loro memoria, perché la memoria è verità. Dico solo che da morti meritano entrambi il nostro rispetto e il nostro silenzio. Il rispetto che nessuna strumentalizzazione di nessuna parte può garantire. Fine delle (mie) trasmissioni.

  8. scusa, la retorica non serve a un cazzo

    le sue stesse parole, parlano di un cazzeggione di gran cuore che parlava pure di piscine, costumi rossi di Ferre’, figa a Bagdad

    e gente che pare lo abbia conosciuto (vedi ThePetunias) cosi’ lo definisce: un cazzeggione

    cio’ non ha nulla a che fare con il sarcasmo, e neppure con il fatto che lo abbiano ucciso

    c’e una guerra, sbagliata, e tutti lo sanno

  9. Riepiloghiamo. Come primo commento a questo post hai scritto:

    “le parole di un cazzeggione che, bello bello, senza un motivo al mondo, se ne va in Iraq

    dispiace, un simpatico cazzeggione morto, dispiace veramente”

    A me sembrano parole superficiali e sarcastiche. Poi, può darsi che come scrive Giorgia, tu ti sia incartato e non fosse quello il concetto che volevi esprimere. Solo che ora lo ribadisci.

    Credo che non stia a te decidere se Zonker aveva o meno dei buoni motivi per andare in Iraq.

    E cazzeggione magari può definirlo chi l’ha conosciuto, e quindi era suo amico. Tu no. Le stesse cose che si accettano dagli amici non si accettano dagli estranei, cambiano di significato, diventano una mancanza di rispetto, un eccesso di confidenza. Ti è chiaro almeno questo?

    Poi, fa come vuoi, io ho scritto tutto quel che avevo da scrivere, e mi fermo qua.

    Salaam Alèikum.

  10. i figli di Baldoni testimoniano i valori del padre. basta questo per capire che tipo era.

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