L’insostenibile pesantezza di Baricco

Penso che un po’ tutti, chi più, chi meno, abbiamo la nostra fissazione.
Chi blatera tutto il giorno di limette per le unghie, chi sfralloppa i maroni da mane a sera con diquisizioni sui feed rss…cose così, insomma.
Ebbene, io ho una fissa (come dice mia sorella, che è gggiovane e parla gggiovane – e, nella fattispecie, è quella che blatera tutto il giorno di limette per le unghie) per l’architettura.

(Piccolo esempio di monotematicità: lo sapevate che Norman Foster s’è messo a fare cetriolini? Oppure che Brad Pitt vuol fare l’architetto?…sapevàtelo!)

E quindi, nel momento in cui scopro che Alessandro Baricco ha scritto un articolo sulla Morgan Library integrata e riprogettata da Renzo Piano, decido di leggere anche quell’articolo.
Ma sì, dai, cosa vuoi che sia, l’argomento m’interessa, fa niente che l’abbia scritto Baricco, non bisogna avere pregiudizi…

Ci sono state veramente poche, pochissime altre volte in cui mi sono annoiata così tanto leggendo di architettura, giuro.

(Visited 34 times, 1 visits today)

18 Comments

  1. io invece non sarei mai riuscita a leggere un articolo di architettura se non fosse stato scritto in questo modo. Grazie per la segnalazione;-)

  2. Embè Baricco è uno trendy ora come ora,come tanti altri del resto,e infatti non vale una cippa.

  3. Giulia per par condicio dovresti linkarci un pezzo sulla Morgan che invece ti è piaciuto.
    Voi che vi siete studiati meglio la cosa, ci sono analogie con il rifacimento della Scala? Mi sembra di capire che in questo caso l’edificio principale e originario, la “palazzina in stile rinascimentale”, è stata conservata interamente. Esatto?

  4. Baricco è veramente un poser, una nullità romanzata, coltissimo. Penso che non ce lo toglieremo dalle scatole prima del 2064.

  5. antonio – non so con chi ce l’hai quando ti rivolgi a “giulia”…comunque, il “pezzo” migliore sulla Morgan library che si possa scrivere è quello sul sito del RPBW, che ho linkato: niente di trascententale, semplicemente dettagli, disegni e note tecniche, che, finché l’edificio non sarà ultimato, dovrebbero, almeno secondo me, fugare pippe mentali à la Baricco.

  6. baricco mi sta sulle palle da quando si è lamentato perché gli hanno vietato di andare in macchina in via cesare battisti a torino. Però quell’articolo che citi non mi è dispiaciuto.

  7. Spiacente, ma a me l’articolo è piaciuto! L’unica cosa è che rosico un po’ a vedere che a Baricco basta una telefonata per parlare con Renzo Piano e io mi devo accontentare di guardare sui libri edifici che non riusicrò mai a vedere “dal vivo”!
    :-(

  8. Non so se dipende più dal fatto che sono architetto come Giorgia, o se dal fatto che sono torinese come .mau. o da entrambe le cose, ma confesso di avere sempre avuto una repulsione viscerale per Baricco e per il suo stile di scrittura (e non parliamo dei suoi epigoni, quelli che hanno frequentato i corsi della Scuola Holden…), sta di fatto che nella fattispecie sono del tutto d’accordo con Giorgia: quell’articolo su Piano è una mappazza.

  9. a me è piaciuto… ma non mi stupisco dei commenti negativi, è noto che gli architetti non capiscono un cazzo, fanno solo bei disegnini che qualcuno con un po’ di competenza rende realizzabili facendolgli credere che è merito loro

  10. Gio’, sono d’accordo con te. È lo stile di un certo giornalismo italiano alla “adesso te lo spiego io dove abiti”: un po’ di frasi ad effetto, due-tre cose giuste e un mare di commenti personali mooolto interessanti, ma mooooolto.
    A me capita, ogni volta che leggo un articolo su un aromento di cui sono appassionato o sul quale ho conoscenze professionali di pensare la stessa cosa. Raramente arrivo in fondo all’articolo.
    Gli unici articoli che non mi fanno addormentare sono quelli tipo questo:
    http://www.ilfoglio.it/uploads/camillo/cattelan.html

  11. outsider – esattamente. *non* parla d’architettura. e, se ci pensi, è una gran “paraculata” (pardon my french…) *non* parlare di architettura quando si parla di architettura.

  12. L’articolo invece è davvero bello, Baricco è riuscito a rendere interessante un argomento di per sè piuttosto noiosetto. Grazie per la segnalazione.
    Franco Cardini

  13. il prof ci ha letto in classe un brano di oceano mare. che noia – noia – !
    non ho mai sentito niente di più incomprensibile…
    tutte parole messe lì a caso, qualcuno sostiene “seguendo un ordine melodico, perchè è più un maestro di musica che altro”. quando leggo un libro, deve sapermi coinvolgere, e farmi capire quello che c’è scritto… bene, Baricco non fa nessuna delle due cose.
    mi auguro di non dover più essere costretta a leggere simili obbrobri

Rispondi