Ustica – Un caso ancora aperto /1

“…E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: Noi ricordiamo. Ecco dove alla lunga avremo vinto noi. E verrà il giorno in cui saremo in grado di ricordare una tal quantità di cose che potremo costruire la più grande scavatrice meccanica della storia e scavare, in tal modo, la più grande fossa di tutti i tempi, nella quale sotterrare la guerra.”

Sono le ultime parole di “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury e quelle che aprono questo spazio su Macchianera: un ripassino – utile a tutti – della storia recente italiana. Nella speranza che la storia sopravviva alla riscrittura, non fosse altro che perché noi ricordiamo.

Dopo “Il caso Moro” e “Sua Emittenza – Biografia non autorizzata di Silvio Berlusconi“, la Banca dati della Memoria di Macchianera si arricchisce con la pubblicazione – sempre un capitolo al giorno – del libro “Ustica – Un caso ancora aperto”, di Annibale Paloscia, ancora più attuale oggi, in seguito alla notizia che a buttare giù il DC9 dell’Itavia non è stato nessuno.

Ustica - Un caso ancora aperto (di Annibale Paloscia)Un aereo civile abbattuto in una serata di giugno. E subito un cumulo di omissioni, di bugie, di manipolazioni, di depistaggi. E’ il mistero di Ustica, che Annibale Paloscia ricostruisce minuziosamente attraverso i documenti, le perizie, le voci attraverso l’etere registrate sui nastri. Perché i militari hanno mentito? E perché i politici li hanno coperti? Ormai l’inchiesta – anche grazie alla tenacia dei familiari delle vittime e di chi con loro ha combattuto – ha acquistato sufficienti elementi per approssimarsi alla verità.


Annibale Paloscia, giornalista dell’Ansa, è autore, tra l’altro, di un romanzo-verità su Ustica (“Uccidete Gheddafi”) e de “I Segreti del Viminale”.
(Pubblicato da “Avvenimenti” l’11/3/1992)

1 – LAGGIÙ SONO RIMASTI DUE MISSILI

La mattina del 22 maggio 1988 il “Nautile” esplora le profondità del Tirreno alla ricerca dei pezzi del DC9 dell’Itavia precipitato otto anni prima per un misterioso incidente avvenuto mentre percorreva la rotta Ponza-Palermo.
Sul piccolo sommergibile sono imbarcati due operatori dell’Ifremer, la società francese che ha avuto l’incarico di procedere al recupero dei resti dell’aereo. L’area in cui è stato individuato il relitto è a 3600 metri di profondità. I fari del sommergibile illuminano il fondo che si intravede come una massa grigio brillante nelle immagini trasmesse in superficie alla nave appoggio Nadir. Gli operatori sono immersi in un mondo silenzioso dove sentono solo il ronzio della macchina da ripresa e le loro parole. Alle 11,58 appare sul fondo una forma particolare, che potrebbe essere il corpo di un missile. Uno dei due operatori scandisce la parola: “missile”. Dalla registrazione si sente chiaramente la pronuncia francese: “misil”. L’immagine scompare dopo qualche secondo. Continua la monotona visione del fondo marino sabbioso. D’improvviso il nastro si divora una manciata di minuti. Qualcosa è stato tagliato: immagini o parole?


L’esplorazione continua. Alle 13,53 s’intravede un’altra classica forma di missile, un trapezio isoscele con un corpo allungato. Alle 14,34 sul nastro scorre l’immagine dello stesso oggetto da un’altra angolazione. Le ricerche dell’Ifremer vengono sospese tre giorni dopo. Il 26 giugno si fa una verifica sul fondo per prendere nota della quantità di reperti non recuperati. Il direttore tecnico dell’Ifremer, l’ing. Roux, rivela in un’intervista che lo stop è stato dato dall’ing. Blasi, il perito incaricato dai giudici di supervisionare le operazioni di recupero.
I reperti tirati su sono concentrati in un hangar dell’aeroporto di Capodichino. La tecnica più avanzata per risalire alla causa di un disastro aviatorio è quella di costruire una sagoma di legno dell’aereo perduto e di far combaciare i pezzi recuperati. Se questo si fosse fatto probabilmente si sarebbe notata la corrispondenza tra due fori di forma trapezoidale, come se il tratto motore di un missile avesse attraversato l’aereo da parte a parte.
I pezzi del DC9 recuperati sono rimasti ammucchiati alla rinfusa. Delle due sagome di missili, viste durante le riprese del 22 maggio nell’area in cui si trovava il relitto, non c’è traccia fra i rottami. Né vengono fuori tra quelli portati su durante la seconda operazione di recupero, affidata ad una società inglese dopo che si sono scoperti i legami dell’Ifremer con i servizi segreti francesi. Passano tre anni prima che i periti di parte abbiano la possibilità di esaminare i nastri dell’operazione Ifremer: è in questa fase che si notano le due sagome di missili sul fondo marino. Secondo un primo sommario tentativo di identificazione si tratta di un Matra R 530 di fabbricazione francese e di uno Shafrir israeliano. Quel tipo di Matra è lungo 3,28 metri, ha un diametro di 26 centimetri, con ingombro alare di 110, pesa 195 chili: è munito di una testata a frammentazione e può colpire il bersaglio a tre chilometri di distanza con la guida a raggi infrarossi e a 15 chilometri con la guida radar semiattiva. L’altro tipo di missile è lungo 2,5 metri, ha 16 centimetri di diametro e 52 di apertura alare, pesa 93 chili e ha una gittata di 5 chilometri. Entrambi sono missili usati per la dotazione dei caccia da paesi occidentali e arabi.
Sono passati undici anni dalla strage nel cielo di Ustica. Forse la sera di quel 27 giugno 1980 uno di quei due missili che sono ancora in fondo al Tirreno è stato lanciato contro il Dc9 dell’Itavia e l’ha passato da parte a parte come un panetto di burro. Le ultime scoperte dei periti di parte civile hanno confermato definitivamente che il DC9 è stato abbattuto da un missile. La prova è costituita da 31 sferule d’acciaio trovate in un foro vicino all’attacco del flap con la fusoliera dell’aereo. Il flap è il congegno che consente di aumentare la superficie dell’ala durante le manovre di decollo e atterraggio per far fronte alla riduzione di velocità. Nel foro non si era mai guardato. Per la curiosità di un perito recentemente si è frugato all’interno e in una delle cellette rettangolari che costituiscono la travatura del flap sono spuntate le 31 sferule del diametro di tre millimetri. La loro presenza può essere spiegata con l’esplosione vicino alla parte anteriore dell’aereo della testata a frammentazione di un missile.
Il getto violentissimo di un anello di sferule di acciaio è il caratteristico effetto di una testata a frammentazione che esplode a distanza ravvicinata. Dall’esame di due fori sulla fusoliera e di alcune deformazioni dell’arredo interno del DC9 alcuni periti hanno anche tratto la convinzione che dopo l’esplosione della testata di un missile del tipo descritto, il tratto contenente il motore abbia attraversato da parte a parte l’aereo. Il mancato recupero dal fondo del Tirreno delle due sagome somiglianti ai vettori dello Shafrir e del Matra ha impedito di fare una verifica probabilmente essenziale per scrivere l’ultimo capitolo del mistero di Ustica.

(di Annibale Paloscia)
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37 Comments

  1. Guarda, tutta la storia delle sferule penso che si accordi pienamente con la teoria della cometa. Forse le sagome trovate sul fondo del mare sono anch’esse pezzi della Wild 3.

  2. Non per fare lo sborone, ma conosco piuttosto bene sia il professor Tartaglia che il prof. Algostino, sia per essere stati miei docenti al poli, sia per aver commissionato loro alcune perizie tecniche di parte, più recentemente.
    Entrambi hanno fatto parte di una delle più prestigiose (dal punto di vista tecnico) commissioni peritali incaricate di svolgere un’inchiesta sulle cause che avrebbero abbattuto l’aereo.
    Una sera, a cena con quello meno formale e paludato dei due, dopo che molto vino aveva contribuito con successo ad eliminare anche il mio più piccolo imbarazzo nei suoi confronti, ho cercato di portare la discussione su Ustica.
    Molto correttamente, il professore mi ha dichiarato di non poter scendere nei particolari, dato che stavano ancora redigendo la perizia, ma ha comunque espresso un concetto che mi ha colpito come una randellata: che solo una persona – od un gruppo di persone – in malafede avrebbe potuto sostenere che l’aereo era esploso a causa di una bomba posta all’interno. E non per i motivi legati all’innesco (a tempo? No, il volo era in ritardo. Altimetrico? No, l’aereo era in fase di discesa, dunque era già passato una volta per quella quota) quanto per alcune evidenze relative allo stato delle lamiere e dei rivestimenti coibentati della fusoliera. E dato che almeno una commissione, in precedenza, aveva sposato la teoria della bomba nel vano bagagli (avendo gli stessi identici elementi a disposizione), significava che a quella commissione le conclusioni della perizia che avrebbero dovuto produrre, erano state consegnate contestualmente all’incarico e che tutto il lavoro peritale era stato sviluppato in modo da confutare qualsiasi altro risultato che non fosse la bomba. A tale soluzione, infatti, si arrivò per esclusione di tutte le altre possibilità.
    Io non so se tutta la gente morta nel post di qualche giorno fa – quello di “Aldo Vincent” – faccia parte di un programma di sfoltimento di testimoni o rientri semplicemente nelle normali statistiche.
    Però di una cosa sono sicuro: che molta, moltissima tra la gente che ha lavorato intorno a quel maledetto DC 9 era venduta o comunque troppo spaventata per dire la verità.

    I media (molti media) per anni ci hanno addomesticato, ci hanno insegnato ad “assumere” le notizie, senza la necessità di ulteriori elaborazioni e/o ragionamenti da parte nostra. Prova ne sia che molti di “noi” sono finiti a considerare la cosa più normale del mondo che Costantino ed Alessandra abbiano una storia, dato che ce l’ha detto la televisione.

  3. Finisco (il copia/incolla che ho fatto prima era parziale): dicevo dei media e delle notizie. Se si potesse dedicare del tempo a studiare le informazioni che girano – perchè girano, cazzo se girano! – al di fuori dei canali ufficiali, se potessimo compararle, verificarle ed integrarle, credo che guadagneremmo molto, in termini di consapevolezza di ciò che ci accade intorno. E non sarebbe tempo sprecato. Non più di quello che passiamo davanti al Maurizio Costanzo Sciò.

  4. lo spettacolo di marco paolini “ITAVIA-canto notturno” o qualcosa del genere, è molto bello anche se mi sembra ke non parli di sagome di missili sul fondo ma della cabina di un mig recuperata in quelli stessi giorni…

  5. “D’improvviso il nastro si divora una manciata di minuti. Qualcosa è stato tagliato: immagini o parole?”

    In quel caso non so cosa sia stato tagliato…
    Qui, a me, n. 4 post. Ma fa nulla. Asdarosda tovarisc

  6. E’ successo anche a me the wall,ma non mi ha sconvolto:non lo sapevi che macchianera è un blog assolutamente democratico in quanto comunista?

  7. E per essere precisi,se non si crede che le BR erano fascisti,che il DC9 l’hanno abbattuto gli americani,che Gladio era un’associazione criminale e che Selen è una donna profondamente ascetica,si viene semplicemente cancellati.

  8. ….e che la gladio rossa era un’associazione culturale non a fini di lucro, off course…
    Non toccare selen! santa donna!

    IL BLOG DI GOMMA

  9. …e le registrazioni al Bar Mandara erano, quelle si, perfettamente integre, il cd originale l’ha rubato la CIA per ordine di Bush, per fare un favore all’amico Silvio, mentre la copia del cd, non si è rotta tra le ginocchia di un poliziotto, ma per sbaglio, è stato rimasterizzato, inserendovi i primi 10 episodi dei Puffi, per il figlioletto del poliziotto medesimo, la Melandri è una statista, Prodi è bello e scopa tre volte al giorno. Certo.

  10. Per The Wall: non era + semplice postare il tuo messaggio originale per la 5 volta per farci leggere quanto di preziosissimo e inedito avevi da dire invece che tutta ‘sta solfa alla “Fede”?

  11. x bea

    Guarda che stavo solo cazzeggiando, non mi sono arrabbiato per i tagli, e non penso proprio di aver fatto capire che gli stessi contenessero concetti anche solo interessanti e lo puoi verificare da te. Non sono così presuntuoso da pensare che la Censura si scomodi per me.

    Non mi è stato tagliato 1 post 4 volte, ma 4 post diversi.

    Non li riscrivo perchè non penso interessino a qualcuno.

    Anzi, non interessa a nessuno la vicenda Ustica e tantomeno lo scambio di opinioni su cosa possa essere accaduto, su cosa ci hanno propinato governi, media ecc. ecc.: non vedi che sono tutti interessati alle cazzate di casa Brontolo e qui non scrive nessuno?

    Direi che è un pò la caratteristica di questo blog: è difficile trovare un batti e ribatti tra due o più postatori (su cose serie dico, perche sulle cazzate tipo la raccolta per il barbone di Brontolo la litania è stata lunghissima) che duri più di tre post. Spesso c’è la pisciatina in ogni articolo giusto per segnare il territorio e poi via.

    Saluti

  12. Forse non ti sei mai fermato a riflettere che per le cazzate della “Famiglia Brontolo” bastano meno di 2 nano-secondi per poter rispondere a tono, mantre per il Caso Ustica ancora non bastano 24 anni!
    A volte si legge e non si risponde. Ma non rispondere non vuol dire che poi uno non ci rifletta un po’ sopra, no?
    Io il post di Ustica l’ho letto, ma se non fosse stata per la tua Sbrodolata polemica (perchè quello era e voleva essere!) non avrei risposto per nulla!

    Besos

  13. caro the wall hai proprio ragione, non frega niente a nessuno, purtroppo…le persone sono solo ineressate alla propria squadretta del cuore, al cellulare “ultimo modello”, addirittura ai blogs di Brontolo, come ci siamo ridotti, nel frattempo i politici si divertono…come dicevano gli antichi romani panem et circensem? che bello essere ipnotizzati giornalmente, quanto è dolce e soave la propaganda governativa…

  14. caro the wall hai proprio ragione, non frega niente a nessuno, purtroppo…le persone sono solo ineressate alla propria squadretta del cuore, al cellulare “ultimo modello”, addirittura ai blogs di Brontolo, come ci siamo ridotti, nel frattempo i politici si divertono…come dicevano gli antichi romani panem et circensem? che bello essere ipnotizzati giornalmente, quanto è dolce e soave la propaganda governativa…

  15. Gentile Macchianera, ho inviato il messaggio allegato al blog di Sabelli Fioretti che, non è la prima volta, mi ha cestinato (per insulsaggine? Offensività? E’ forse più garbato discettare del prezzo del caffè?).
    A me il vostro richiamo al caso Ustica non sembra corretto per le ragioni sintetizzate nel messaggio. Ne vogliamo parlare?
    Saluti
    Francesco

    Caro CSF, citi la banca dati della memoria di Macchianera nella quale però si ricicla, paradossalmente definendolo “attuale”, un articolo del 1992, grondante “obbiettività” nei toni (“Le ultime scoperte dei periti di parte civile hanno confermato definitivamente che il DC9 è stato abbattuto da un missile”) ed il cui contenuto è platealmente smentito dagli esiti dell’inchiesta ventennale. In breve: il relitto è stato recuperato quasi per intero e la sua superficie non presenta nemmeno una scheggia da missile; si può quindi affermare, con ragionevole certezza, che il DC 9 non sia caduto per via di un missile.

    L’inchiesta, costata 300 miliardi, ha raggiunto questo verdetto, che oggi appare ovvio, evidente a tutti quelli che vogliano vederlo. Prevedo bastonate.

  16. Caro Francesco grazie, perchè pensavo di essere l’unico ad aver trovato patetico (per non dire altro) il pubblicare un articolo del 92, superato da tutto, persino dal PM, che in fase processuale non ha sostenuto l’ipotesi del missile; patetico anche perchè non si da nessun conto, di quello che si è “ipotizzato” in questi D O D I C I anni D O D I C I di ulteriori perizie ed inchieste.

    Poi però ho visitato il sito di Purgatori, un altro sito dove si vede il “B U C O” fatto dal missile nella fusoliera, ed ho concluso che il signor Macchianera è stato di una correttezza esemplare.
    Saluti

  17. Io non conosco bene le ultime evoluzioni dell’inchiesta, ma secondo voi com’è caduto questo aereo?
    O è stato un missile o un cannoncino di un caccia…
    vi consiglio questo link: http://www.abramo.it/Ustica/autore.html

    Per THE WALL, puoi mettere il link di Purgatori per favore?

  18. Per Carlo. Il giudice Priore si è formato la convinzione che l’aereo sia precipitato per una “quasi collisione”: c’erano un paio di caccia nascosti sotto al DC9 che lo hanno sfiorato creando un vuoto d’aria che ha disarticolato la struttura dell’aereo. Ci sono perizie che confermano questa possibilità. Naturalmente si tratta di uno scenario che appare – almeno a prima vista – inverosimile.

    Soprattutto per la velocità con la quale si sarebbe distrutto l’aereo – poche frazioni di secondo – e l’assenza di segnali d’allarme da parte dei due piloti del DC9 (che avrebbero dovuto avere il tempo di notare quel movimento attorno all’aereo e gridare qualcosa nei microfoni prima del black out elettrico).

    Niente missile: perchè funziona esplodendo nei pressi dell’aereo e danneggiandolo con il suo sciame di schegge. E sul DC9 di schegge da missile (lo hanno accertato fior di perizie chimico/frattoligiche) non c’è nemmeno l’ombra.

    Niente bomba: perchè chi parla di bomba (anche periti di livello, come Frank Taylor) la colloca nella toilette. Ma nel bagno del DC9 qui non ci sono tracce chimiche dell’esplosione da bomba, nè le deformazioni dei vari oggetti (lavandino, tubi, wc, porta carta igienica, ecc.)sono compatibili con l’esplosione (infatti Taylor afferma che un’esplosione può non lasciare tracce, far cadere l’aereo e deformare un oggetto lontano lasciando intatto l’oggetto più vicino). Ci sono modeste tracce di T4 (esplosivo militare) in cabina e su di un bagaglio: ma nessuno sostiene che la bomba sia stata collocata lì e Priore ha concluso che si tratta di contaminazione (volontaria o involontaria) avvenuta durante le operazioni di recupero.

    Insomma niente bomba e niente missile.

    La quasi collisione, dal canto suo, appare improbabile: ma era improbabile anche pensare il cavo d’acciao di una funivia potesse essere tranciato dalla coda di un caccia americano guidato da un cogl….che volava radente il suolo (ricordi la strage del Cermis?).

    Ti ho riassunto in poche righe 20 anni di inchiesta: anch’io ho una mia idea che preferisco tenere per me.

    A proposito, il sito dell’avv. Brogneri lascialo perdere chè sostiene tesi assurde sulle quali non vale la pena di dilungarsi.

    Saluti da Francesco

  19. no ragazzi, mi spiace ma il problema non mi sembra così semplice. secondo le vostre fonti il cesso del dc9 sarebbe intatto,ma secondo altre -es. consulenza Bazzocchi del 1984- recherebbe invece chiare deformazioni da esplosione. Io il relitto non lo ho visto -come nessuno di voi, credo- e non so chi abbia ragione, ma è una parola contro un’ altra. Le sferette nel flap non sono di metalli pesanti, materiali che costituiscono i “pallini” delle testate dei missili aria-aria: abbiate pazienza, potrebbero benissimo essere dei cuscinetti a sfera dei meccanismi dell’ ala, o delle gocce di saldatura.
    A me risulta che i due oggetti sul fondo scambiati per missili siano stati essere identificati poi con certezza uno come una parte del dc9, l’altro come una boa acustica (sono di aspetto effettivamente simili ad un missile)sganciata da un velivolo da pattugliamento antisommergibile; é stato anche ritrovato nei pressi del relitto un serbatoio supplementare sganciabile di un aereo da combattimento: questo ha destato molti sospetti, ma in realtà si tratta del tank di un A7 corsair o di un A6 intruder, velivoli da bombardameto -NON CACCIA, è impensabile che siano stati impiegati per intercettare un mig libico od altro-, e comunque nulla prova che sia stato sganciato il 26 giugno 1980. Mig libico della Sila: niente indica che sia caduto venti giorni prima di quanto è caduto, al contrario ci sono molti indizi che indicano che il pilota volesse semplicemente disertare: altri 2 mig disertarono a creta nei giorni seguenti, il pilota del mig silano aveva conseguito il brevetto militare in italia, al 61° stormo (come tanti altri piloti stranieri)etc. etc. l’autopsia dice che alcune parti del corpo erano in putrefazione avanzata:ragazzi,io sono un medico (dico sul serio), e di autopsie e cadaveri ne ho visti abbastanza (purtroppo); avete idea di come si può ridurre un corpo in 24 ore di permanenza sotto il sole, in calabria, A META’ LUGLIO? Tranquilli, vi risparmio la descrizione. La storiella che i Mig libici negli anni 70 si nascondevano sotto il pancino dei Jet di linea colui che l’ha tirata fuori la racconti a qualcun’ altro: è una “leggenda” metropolitana che circolava negli aereoclub 20 o 30 anni fa, ma è appunto, una storiella, come quella del motociclista che si è tolto il casco al bar dopo un incidente e la testa gli si è aperta in due.
    Del resto, amici, mi pare che il giudice non ritenga probabile il missile, quanto una fantomatica QUASI collisione con un altro aereo che ha fatto collassare il dc9; ipotesi che mi sembra allo stesso tempo ridicola e molto comoda, essendo indimostrata ed indimostrabile -una quasi collisione per definizione non può lasciare tracce, così io ho tirato fuori l’ipotesi ad effetto, faccio la bella figura del giudice coraggioso che si batte contro i poteri occulti, nessuno può smentirmi e adesso sono cavoli degli altri che devono trovare delle prove contarie alle mie (che, essendo nulle, non ammettono il loro contrario…). MI dispiace. Mi dispiace perchè intanto non si sa e non si verrà mai a sapere di chi è la colpa per la morte di quei poveracci (avete mai pensato che SE PER CASO è stata davvero una bomba il bastardo che l’ha messa, chinque sia, a tutt’ oggi è pacifico e contento perchè sa che nessuno oserà mai indagare in quel senso? secondo voi non varrebbe la pena di provarci, almeno?) e perchè, al giorno d’ oggi,c’è qualcuno che considera utili quei morti in fondo al mare. Bah,così va il mondo. Non vogliatemene ,amici, in fondo siamo qui solo per esprimere le nostre opinoni. Ciao

  20. no ragazzi, mi spiace ma il problema non mi sembra così semplice. secondo le vostre fonti il cesso del dc9 sarebbe intatto,ma secondo altre -es. consulenza Bazzocchi del 1994- recherebbe invece chiare deformazioni da esplosione. Io il relitto non lo ho visto -come nessuno di voi, credo- e non so chi abbia ragione, ma è una parola contro un’ altra. Le sferette nel flap non sono di metalli pesanti, materiali che costituiscono i “pallini” delle testate dei missili aria-aria: abbiate pazienza, potrebbero benissimo essere dei cuscinetti a sfera dei meccanismi dell’ ala, o delle gocce di saldatura.
    A me risulta che i due oggetti sul fondo scambiati per missili siano stati essere identificati poi con certezza uno come una parte del dc9, l’altro come una boa acustica (sono di aspetto effettivamente simili ad un missile)sganciata da un velivolo da pattugliamento antisommergibile; é stato anche ritrovato nei pressi del relitto un serbatoio supplementare sganciabile di un aereo da combattimento: questo ha destato molti sospetti, ma in realtà si tratta del tank di un A7 corsair o di un A6 intruder, velivoli da bombardameto -NON CACCIA, è impensabile che siano stati impiegati per intercettare un mig libico od altro-, e comunque nulla prova che sia stato sganciato il 26 giugno 1980. Mig libico della Sila: niente indica che sia caduto venti giorni prima di quanto è caduto, al contrario ci sono molti indizi che indicano che il pilota volesse semplicemente disertare: altri 2 mig disertarono a creta nei giorni seguenti, il pilota del mig silano aveva conseguito il brevetto militare in italia, al 61° stormo (come tanti altri piloti stranieri)etc. etc. l’autopsia dice che alcune parti del corpo erano in putrefazione avanzata:ragazzi,io sono un medico (dico sul serio), e di autopsie e cadaveri ne ho visti abbastanza (purtroppo); avete idea di come si può ridurre un corpo in 24 ore di permanenza sotto il sole, in calabria, A META’ LUGLIO? Tranquilli, vi risparmio la descrizione. La storiella che i Mig libici negli anni 70 si nascondevano sotto il pancino dei Jet di linea colui che l’ha tirata fuori la racconti a qualcun’ altro: è una “leggenda” metropolitana che circolava negli aereoclub 20 o 30 anni fa, ma è appunto, una storiella, come quella del motociclista che si è tolto il casco al bar dopo un incidente e la testa gli si è aperta in due.
    Del resto, amici, mi pare che il giudice non ritenga probabile il missile, quanto una fantomatica QUASI collisione con un altro aereo che ha fatto collassare il dc9; ipotesi che mi sembra allo stesso tempo ridicola e molto comoda, essendo indimostrata ed indimostrabile -una quasi collisione per definizione non può lasciare tracce, così io ho tirato fuori l’ipotesi ad effetto, faccio la bella figura del giudice coraggioso che si batte contro i poteri occulti, nessuno può smentirmi e adesso sono cavoli degli altri che devono trovare delle prove contarie alle mie (che, essendo nulle, non ammettono il loro contrario…). MI dispiace. Mi dispiace perchè intanto non si sa e non si verrà mai a sapere di chi è la colpa per la morte di quei poveracci (avete mai pensato che SE PER CASO è stata davvero una bomba il bastardo che l’ha messa, chinque sia, a tutt’ oggi è pacifico e contento perchè sa che nessuno oserà mai indagare in quel senso? secondo voi non varrebbe la pena di provarci, almeno?) e perchè, al giorno d’ oggi,c’è qualcuno che considera utili quei morti in fondo al mare. Bah,così va il mondo. Non vogliatemene ,amici, in fondo siamo qui solo per esprimere le nostre opinoni. Ciao

  21. Se la consulenza alla quale ti riferisci è effettivamente del 1984, beh a quel tempo l’aereo giaceva ancora a 3.600 sotto il mar tirreno. Comunque più di un perito è per la bomba: ma la questione delle deformazioni (prove di esplosione in laboratorio che non hanno mai deformato gli oggetti come quelli orginali) è pacifica tanto è vero che Taylor l’ha ammessa, pur non ritenedola rilevante.

  22. No Francesco, ho sbagliato a scrivere la data: la consulenza è del 1994, non dell’ 84. Me ne sono accorto quando avevo già spedito la lettera, e come puoi vedere, ne ho spedito un’ altra subito dopo corretta. Il fatto è che la tesi del missile si basa unicamente su alcune perizie che avrebbero indicato alcune lesioni della fusoliera come causate da un missile. A parte che tali segni sono stati indicati da perizie posteriori come sicuramente causate dall’ impatto col mare, non so quanti di questi esperti abbiano realmente visto prima un aereo abbattuto da un missile (nemmeno io, certo, ma io infatti non mi dichiaro esperto di missili); comunque alcuni indicano come causa dei danni il missile basandosi su aspetti confutabili (perchè dati inconfutabili come eventuali pallini da missile, danni ai motori imputabili a missili a guida IR etc.NON ci sono)mentre altri dicono che la causa di questi segni assolutamente non è un missile. Quindi o gli uni o gli altri, non so bene chi, non sanno bene il loro mestiere; teniamo però presente che la maggioranza dei tecnici propende per la seconda ipotesi. Possono essere tutti stati comprati dalla CIA, certo, ma questa è una spiegazione che secondo me salta fuori troppo spesso. Oltre a questi aspetti la tesi missile si basa in realtà solo su illazioni (un amico al bar in confidenza mi ha detto di sapere chi ha tirato giù il DC9) che in 24 anni non si sono mai rivelate niente di concreto, e su dati che sono stati abbondantemente smentiti, ma che molti si ostinano a ritenere validi contro ogni evidenza, vedi Mig libico od altro. Il fatto sempre riportato che ci fosse dell’attività aerea sul Tirreno è irrilevante: ci troviamo nel 1980, in piena guerra fredda, e i reparti da caccia all’ epoca avevano un’ attività volativa assai + intensa di quella attuale, che comunque non è male.In ogni caso questi fantomatici caccia fantasma si trovavano tutti a distanze piuttosto gradi dal DC9, a quanto risulta dagli stessi tracciati radar menzionati dalla tesi pro abbattimento. La portata precisa del radar dell’ F104S, caccia italiano dell’ epoca, è un dato tuttora classificato (che cosa ridicola)ma era comunque attorno ai 25 km circa, e i suoi missili (all’ epoca erano gli AIM9B e AIM7E, pasticconi antidiluviani già durante la guerra del vietnam)era di 4 e 20 km circa. I Phantom americani facevano di meglio, ma non molto, mentre gli F14A potevano colpire al max fino a 120 km coll’ AIM54, un bestione che lascerebbe segni ben evidenti, probabilmente.Qualcuno ha tirato fuori anche i due piloti poi morti a Ramstein nell’ incidente delle frecce tricolori (incidente secondo alcuni sospetto) che si trovavano in volo di addestramento al largo di Grosseto (!) su un TF104G, velivolo da scuola caccia disarmato e con un radar ancora peggiore di quello dell’ F104S. Non vedo proprio come possano aver visto cosa accadeva su Ustica. (anche se ho elencato diversi dati tecnici su velivili militari, credetemi, non sono un militare, sono un medico con la passione della montagna e dell’ aeronautica) Comunque ragazzi ricordiamo che neanche il giudice sostiene la tesi del missile, sapendo bene che non è sostenibile; anche se finisce per inventare poi la quasi collisione,veramente ridicola: almeno quella del missile mi sembrava un ‘idea seria, che poi alla prova dei fatti non ha retto. Mi farebbe piacere se mi rispondessi, Francesco: dalle altre tue lettere mi sembri un tipo intelligente e parlare con le persone intelligenti è sempre un piacere, anche se non hanno le tue opinioni. Ciao!

  23. Francesco, non ti andrebbe di esporre la tua idea, che dici di preferire rimanga tua? ciao di nuovo

  24. Già lupo, l’unico a poter colpire da quella distanza poteva essere un F14 con un phoenix, ma come giustamente dici, avrebbe fatto un danno ben diverso. Oppure..potrebbe essere stata la “traccia AJ 450” (KA 011?) se trattavasi di caccia mimetizzato con “guerra elettronica” e con missile a guida semiattiva di vecchia concezione, che “buchi” la fusoliera. Non è una mia tesi, l’ ho solamente trovata plausibile. Pare che la traccia AJ 450 se empiricamente ampliata, incroci la rotta del DC9 nel punto di scomparsa… mah.

  25. I missili a medio raggio in servizio all’ epoca erano tutti a guida semiattiva, e nessuno di essi era particolarmente affidabile: quelli italiani peggio degli altri, ma non è che quelli americani fossero molto meglio. Il punto è che nessuno di loro era concepito per colpire direttamente il bersaglio: avevano -tutti- una spoletta di prossimità che faceva esplodere la testata quando il missile passava ad una certa distanza -40 o 50 metri, più o meno- dall’ obbiettivo, abbattendolo grazie all’ onda d’urto e alla rosa di pallini che avrebbero ridotto il tutto ad una groviera. Tieni presente che già così l’ AIM7E durante la guerra del Vietnam (allora era in dotazione all’USAF) dimostrò un’ efficacia del 7-10% circa. Questo per dirti che è estremamente difficile che un AIM7 abbia bucato la fusoliera del DC9, per di + senza esplodere e senza lasciare altra traccia che un foro irregolare. Per fare un paragone, fare centro perfetto con uno di quei missili sarebbe come beccare un passerotto che sta volando a 100 metri da te con un fucile a pallottola singola (difatti si usano i fucili a pallettoni, povere bestie).Per quanto riguarda la traiettoria AJ450 ritengo che ognuno, ampliandola empiricamente (che vuol dire,poi?)o riducendola, sia in grado di dimostrare tutto ed il contrario di tutto. Un po’ come è successo nel processo Marta Russo. Comunque mi pare che troppa gente cerchi di forzare e manipolare dati variamente interpretabili per adattarli alla proprie verità, invece di attenersi prima ai dati oggettivi esistenti. Così, invece di esaminare SERIAMENTE il relitto -o invece di partire dai risultati emersi da un suo esame serio, se questo è stato fatto-, si inizia l’indagine “ampliando empiricamente” tracce, inventandosi scenari ad hoc -caccia che volevano abbattere gheddafi, caccia che volevano abbattere un carico di uranio per israele, caccia italiani che volevano difendere da caccia americani un caccia libico partito da grosseto (ho letto pure questa) Che dire poi dell’ “esperto” che ha sostenuto che ha elegantemente dribblato l’ assenza di segni del missile sostenendo che sia stata appositamente usata una testata inerte da esercitazione per non lasciare tracce del misfatto?. A ciò si aggiungano, caro Wall, giornalisti -e giudici, perchè no?- a caccia di fama che ci propinano pasticci incredibili senza sapere neanche cosa tsanno scrivendo. Logico che non ci capiamo + niente, ti pare? Personalmente CREDO che sia stata una bomba, perchè è l’ipotesi che mi pare + verosimile dai dati emersi dal relitto. Non c’è una rivendicazione, è vero, ma mi sembra che non ci sia neanche per la bomba, poche settimane dopo, alla stazione di bologna, città di partenza del volo (coincidenza? chissà…) Temo però che ormai sia passato troppo tempo, e che la verità definitiva non verrà mai fuori; ognuno di noi resterà con la propria idea (non certezza) e l’ unica cosa che possiamo fare è parlarne così, tra amici. Magra soddisfazione!

  26. Caro lupo sono praticamente d’accordo con tutto quello che dici. Vedo che sei molto informato sull’aeronautica.

    Chiedo scusa per quanto riportato riguardo alla traccia AJ 450: mi sono espresso male io; non è stata “ampliata” bensì “scalata” di un fattore pari a 6.5. L’empiricità sta proprio nel fattore di scala. Certo che se l’operazione è corretta (fattore a parte), il risultato desta una certa impressione.

    Riguardo alla bomba, ne ero convinto anch’io, ma alcune obiezioni di Francesco che vedo molto informato e che trovo corrette (ma il mio “timbro” non vale nulla), mi hanno fatto sorgere più di un dubbio.

    Sottolineo quanto tu dici a proposito di giornalisti, che se hai potuto vedere in altri post, sono un pò il mio cruccio e che per anni mi hanno “costretto” a far parte del partito del missile e del mig coinvolto nell’attacco.

    Dopo tante critiche a macchianera per queste pubblicazioni datate, un grazie per aver offerto un’occasione per ricordare, per dibattere e per conoscere persone che ragionano con la propria testa….purchè in un prossimo futuro non inizi la pubblicazione di un libro inedito sulla teoria Tolemaica.
    Un saluto.

  27. Sai, Wall, anch’io avevo visto JFK quando ero un ragazzino -adesso ho 28 anni- ed ero sicuro che il povero Oswold passasse di lì per caso, e non riuscivo a capire come tutto il resto del mondo fosse così stupido da non credere a quello che un regista aveva DIMOSTRATO con un film… il fatto è che spesso dimentichiamo che, come JFK era un bel film, certo, ma solo un film fatto da un regista che ci aveva messo dentro solo quello che voleva, la stessa cosa accade tutti i giorni con i servizi di tanti giornalisti; ma in fondo loro fanno il loro mestiere, spesso la colpa è nostra che accettiamo tutto quello che leggiamo senza usare il nostro cervello, o usandolo per sostenere sempre idee di destra o di sinistra -che poi equivale a non usarlo-.E spesso ci fidiamo troppo dei professoroni,che a volte sono solo degli imbecilli diventati professoroni grazie a qualche santolo.Prendi i prof. Tartaglia e il prof. Agostino sopra nominati: escludono la bomba perchè…(andate + sopra a leggere, non mi va di riportare tutto). Alchè io dico: la bomba ad innesco altimetrico fa bum quando il suo altimetro indica una certa quota. Ok. Come sappiamo un altimetro funziona misurando la pressione atmosferica, che varia in base alla quota. Ok. I superprofessori dimenticano però che gli aerei di linea da 60 anni in qua hanno la cabina pressurizzata, e la press. dentro resta + o – costante tra il decollo e la quota di crociera; in altre parole la bomba probabilmente non si “accorgerebbe” di salire di quota, pertanto questo sistema non mi sembrerebbe molto affidabile se volessi far saltare un aereo con un ordigno in cabina. Molto meglio la bomba col timer, che però, secondo i dotti in questo caso è da escludere, perchè -udite udite- l’aereo era in ritardo, e i terroristi non potevano saperlo. Evidentemente i due prof. non sono mai stati in aereo, perchè purtroppo i voli di linea già oggi partono quasi sempre in ritardo, anche pesante -figuriamoci nel 1980- e per il bombarolo non dovrebbe essere stato troppo difficile pensare “è meglio posticipare il timer, che sennò il petardo mi scoppia sul muso mentre l’aereo è ancora parcheggiato”.
    ti dico la verità, caro Wall: a me fin’ ora è interessato + che altro smontare la favoletta del DC9 abbattuto dal caccia americano (ma perchè proprio americano poi, che ne sapete?)nero e cattivo, pilotato da un fesso che -come tutti gli americani- oltre ad essere bieco ed imperialista è pure così stupido da scambiare il povero itavia per un caccia libico; ma non mi sono preoccupato + di tanto di approfondire molto possibilità alternative alla bomba( che non siano le quasi collisioni). ritengo ancora la bomba la causa + probabile, ma con qualche certezza in meno, ti confesso. Un po’ per le cose che ha detto Francesco, e un po’ perchè non mi torna tanto la bomba nascosta nel cesso. Non ho mai visto il bagno di un DC9, ma non credo che sia così grande e ricco di nascondigli… Eppoi: il terrorista sarebbe dovuto salire in precedenza, lasciare il pacco ed andarsene. Ma il pacco non avrebbe corso un rischio di essere scoperto prima del decollo troppo grande? Non sarebbe stato mooolto + semplice metterlo in una valigia da mandare all’ imbarco nel bagagliaio? ma taylor dice che la bomba era in cabina. Oddio, potrebbe anche sbagliarsi, e l’ordigno avrebbe potuto essere un paio di metri + sotto della toilette, ma… Io credo che Francesco pensi ad un fatto di per sè stupido e banale, che però ha avuto conseguenze terribili. fatto accaduto per colpa o stupidità o di chi era a bordo, o che ne so, di chi curava la manutenzione, per esempio. Il che spiegherebbe anche il preferir tacere, per rispetto di qualcuno che forse ha già pagato abbondantemente. Solo fantasie? può darsi, ma lasciatemi ricordare qualche fatto, che non c’entra nulla, ma… Una decina di anni fa a Salgareda (TV) un Su27 russo (un magnifico caccia) precipitò durante un’ esibizione; morirono il pilota e uno spettatore. Poi non se ne parlò + molto sui mass media (ma sulla stampa specializzata sì), un po’ perchè la cosa non interessava, ma forse anche perchè testimoni dissero che avevano visto l’ufficiale bere parecchio a Rivolto, prima del decollo, e l’autopsia rivelò che il pilota era sbronzo. Qualche anno fa un treno -non mi ricordo bene dove- deragliò, con dei morti.L’inchiesta disse che non c’erano cause tecniche, e l’autopsia rivelò -ancora- un tasso alcoolico dei macchinisti piuttosto altino. i sindacati dissero che i due erano stati investiti dal vino che una cameriera stava portando loro su un vassoio e che si versò in seguito al botto, e tutti, dopo pochi giorni, tacquero imbarazzati. Per me resta però un mistero come un po’ di vino che cade su una persona già morta o che sarebbe morta da lì a due secondi possa passare nel circolo sanguigno , diffondersi nel corpo ed essere ritrovata all’ autopsia. E ricordate l’Airbus caduto 3 o 4 anni fa in Siberia perchè il pilota aveva fatto provare a pilotarlo al suo figlioletto?Incredibile, ma è successo. Potrei proseguire, ma fermiamoci, perchè sono -appunto- argomenti imbarazzanti per la memoria di gente che non c’è più. Non sto dicendo che i piloti erano ubriachi, mi sto solo chiedendo se Francesco e Wall pensano a qualche evento un po’ assurdo come questi (che tuttavia sono realissimi) e che comunque non sarebbero molto più fantasiosi degli scenari inventati fin’ora su Ustica. Caro Wall, anch’io sono contento di aver conosciuto gente che ragiona e che non fa sempre la pecora; a presto

  28. Beh, ragazzi mi fate arrossire….grazie della stima, anch’io sono molto contento dell’incontro e apprezzo i vostri argomenti.

    Sapevo che Neri in realtà avrebbe fatto un bel servizio al caso Ustica, troppo facile massacrare quella robaccia, però immaginate se quel romanzetto fosse passato così, inosservato….
    Forse sarebbe stato corretto segnalare per bene ai lettori l’obsolescenza della pubblicazione e sollecitare un dibattito senza pregiudizi nel blog: ma questa è fantascienza.
    Comunque i nostri sforzi sono vani perché, se chiedete in giro, il 90% dei nostri connazionali sono arciconvinti che sia stato un missile (e ti passano sotto voce la leccornia del MIG, sai che non è caduto il 18 luglio ma 22 giorni prima?). In un blog, di recente, un tipo mi ha apostrofato duramente – mentre io facevo valere pacatamente la mia opinione – dicendo che “il sig. Francesco forse non sa che i missili prima forano la carlinga poi esplodono seminando le schegge dentro l’aereo”: non l’ho sbugiardato solo perché so bene che è una vittima, che certamente non è colpa sua.

    Lupo è un altro tipo sveglio e ha capito – nella sostanza – quello che penso (per quel poco che vale il mio pensiero).

    Posso solo aggiungere che i dubbi sulla bomba restano (solo per eccesso di sintesi ho detto niente bomba, l’argomento è più complesso ci sono anche elementi ulteriori dei quali non abbiamo parlato) e che, ma qui passiamo al chiacchiericcio lieve, alle supposizioni fantasiose, è più importante capire lo scenario rispetto alla causa diretta del disastro: anche perché sono elementi speculari.
    Grazie per le discussioni.
    Saluti
    Francesco

  29. Se ci fate caso i commenti a questo articolo sono iniziati come al solito: toccatine e fuga.
    La battutina sulla cometa, evitando accuratamente di dire qualcosa di pertinente, i complimenti a Neri, poi l’esibizione di scienza e “conoscenza” evitando come la peste il seppur minimo argomento contrario (Perizie sul pilota del Mig, effetti del missile, aerei che non ci sono..ecc.), per finire con l’apoteosi: una chiusura al post che riporto integralmente per non sbagliare: “I media (molti media) per anni ci hanno addomesticato, ci hanno insegnato ad “assumere” le notizie, senza la necessità di ulteriori elaborazioni e/o ragionamenti da parte nostra. Prova ne sia che molti di “noi” sono finiti a considerare la cosa più normale del mondo che Costantino ed Alessandra abbiano una storia, dato che ce l’ha detto la televisione.”

    Bene, d’accordo sui media, ma in questo caso, la parte lesa saranno mica loro del missile eh? No perché come dice Francesco, se chiedi in giro il 90% della gente pensa al missile (americano, possibilmente) ai testimoni eliminati, ecc.. E queste cose sono scritte su giornali, libri e blog (indovinate quali), dette da teatranti, politici, teatranti-politici e politici-teatranti. Non sarà mica una “ulteriore elaborazione e/o ragionamento” parlare delle comete o riportare pari pari un dubbio espresso da un perito di parte mentre toglieva le lische alla spigola, fresco fresco di perizia sulla “carta dei vini”, circa l’azionamento della possibile bomba, confutato benissimo dal punto di vista tecnico da Lupo, che è medico, oltrechè dal punto di vista delle possibili strategie degli attentatori, non necessariamente interessati all’esplosione in volo. Non sarà mica una “ulteriore elaborazione e/o ragionamento” commentare uno scritto del 92 ignorando tutto ciò che è emerso fino ad oggi eh?

    Non è meno grave pensare che Costantino e (chissenefrega) Alessandra, abbiano una storia, piuttosto che pensare che il Dc 9, colpito da un missile, sia ammarato ed i passeggeri, in attesa dei soccorsi, con i piedi ammollo nell’acqua mentre imprecavano per il ritardo con cui sarebbero arrivati a Palermo, siano stati uccisi con raffiche di mitra e l’aereo fatto affondare negli abissi con una carica esplosiva?

    Bene, dopo cotanto inizio, tutti zitti, Neri compreso. Non un commento, un vaffanculo, un macchestaiaddì, un “non è vero che il dott. Zurlo ha ammesso di aver voluto aiutare l’amico” , al limite un “ma non sai che i missili esplodono dentro?” (vero Francesco? Eh eh eh). Nulla.

    X Lupo
    Grande caccia il Sukoi 27!!! E’ un pò che non seguo l’argomento, ma Pugaev va ancora in giro a fare il “cobra” o è in pensione? (A proposito, quale caccia trovi migliore oggi e nel recente passato?)
    Forse caro Lupo, l’evento che ha causato la tragedia è veramente banale, ma, da incompetente mi chiedo cosa possa aver causato un evento così improvviso (ed incoffessabile), quantomeno nell’interrompere le comunicazioni e le registrazioni e pare il distacco dei motori oltre al collasso della struttura.
    Dici bene: perchè proprio un caccia americano? Io ho letto di un’ipotesi, quella di cui ho accennato nei giorni scorsi, secondo la quale il caccia era libico, basato in Sardegna, equipaggiato per la guerra elettronica con sistemi made in Italy, che aveva come obiettivo il volo successivo al Dc9, diretto a Malta. La vergogna ed i conseguenti depistaggi, sarebbe stata costituita dall’addestramento di piloti libici in Italia, dal dare ospitalità ai loro aerei e soprattutto, dall’aver venduto tecnologia militare agli stessi. Però si parla sempre di americani, o in subordine, italiani o francesi quest’ultimi anche con un sommergibile. Restano da trovare le tracce dei missili, le prove che la traccia AJ 450 non era un pallone bensì un caccia mascherato…scusa se è poco!
    Sono d’accordissimo sui “professoroni”. Li vedi pontificare in TV, ieratici, sicuri di sè, poi a volte capita che vadano ad assumere incarichi pubblici, e fanno letteralmente pena.

    Recentemente mi è capitato di leggere le perizie riguardanti il delitto di Cogne. Erano allegate a Panorama e se non ricordo male, erano mancanti solo delle parti più scabrose, ma quello pubblicato dovrebbe essere la copia fedele. Io continuo a sperare di aver capito male e di aver letto un semplice riassunto fatto dal giornalista, perchè ho trovato una tale castroneria sulla perizia del Ris, confutata dai periti di parte (di fama internazionale va da sé), con una castroneria ancora più grossa! Avendo prestato il tutto ad un amico per dimostrargli appunto come lavorano i pool di geni, non voglio scendere nei particolari per non essere impreciso a mia volta.

    X Francesco

    Davvero non sapevi che i missili esplodono dentro? Tu eri rimasto ai missili intelligenti eh? Quel gentile signore invece è al corrente che, già negli anni 80, c’erano i missili ben educati, poco intelligenti, ma con molto tatto: bussavano, entravano e, solo dopo essersi presentati eseguivano il loro compito.

    Tu sei troppo gentile, io non avrei mancato di dirgli che il missile a cui si riferiva l’informato signore, a guida semiattiva ed a ricerca di calore (umano), a corto, medio e luuungo raggio, entrava si, esplodeva si, seminava si, ma non schegge, bensì esserini con la coda e che se non fosse stato attento, un giorno o l’altro avrebbe potuto farne la lieta conoscenza. Da dietro. E probabilmente gli sarebbe pure piaciuto.
    Ciao a tutti.

  30. Ma sai Wall che anche io mi chiedevo che fine hanno fatto tutti quelli che all’ inizio del blog lasciavano il loro interventino tronfio e politically correct per dire che la colpa di tutti i guai del mondo, compresi ustica e la torta bruciata l’altro giorno da mia mamma, è -of course- degli americani, ma grazieaddio in Italia ci sono loro che vigilano e vegliano su noi piccoli reazionari che ci ostiniamo a non usare quella cosa che abbiamo sopra le spalle come ornamento? No, ragazzi, non sono un vanesio, credetemi: è che su questo argomento mi sono beccato diversi impropreri da gente che dice solo stupidaggini, e che quando tu, pacatamente, provi a ragionare con loro spiegandoti che 1+1 fa 2 e non 3, loro, non sapendo più cosa inventarsi, ti danno dell’ imbecille (solo 1 coglione può non sapere che il DC9 l’hanno tirato giù gli yankee)e del fascista ( io alle ultime elezioni veramente ho votato Rutelli -anche se turandomi il naso, come diceva il grande Indro-, alle prossime non voterò nessuno, credo); siccome mi sono stufato di sentirmi dare del deficiente da gente che non sa neanche quello che dice ho iniziato ad andarci giù pesante pure io. Finito lo sfogo. E’ vero, Neri, indirettamente ha fatto un servizio utile alla verità, speriamo che almeno 2 o 3 persone, dopo aver letto il blog, comincino ad avere qualche dubbio sulla panzana del missile. anche io ,Wall, avevo letto non so dove la storia del mig decollato dall’ Italia, e ho riso per una settimana; poi però mi ha preso l’angoscia, ma vi rendete conto di come siamo ridotti, ragazzi? In Parlamento e nelle redazioni dei grossi giornali c’è gente che dice di aver visto un elefante che vola e buona parte degli italiani ci crede senza riserve! roba da pazzi… Per Francesco: sono d’accordo, la situazione è ormai troppo ingarbugliata, e l’accertamento dell’ evento preciso, oltre che essere ormai impossibile (anche per il clima avvelenato sull’argomento) forse non è nemmeno così importante; di sicuro c’è tanta gente a cui non farebbe comodo. Tra l’altro non capisco perchè non si parli assolutamente più di una “semplice” avaria, visto che di fatto non è mai stata fatta, credo, un’ indagine seria per escluderla. Esempio. Vi ricordate del volo TWA 800, esploso sopra la baia di New York nel ’96? subito tutta l’america si mise a strillare “l’attentato, l’attentato”; il relitto venne recuperato SUBITO, e non dopo 10 anni; l’aereo era ridotto veramente a pezzettini, ma una perizia SERIA (sul relitto, e non sui discorsi registrati davanti ad una birra in un pub)identificò come causa il surriscaldamento di una pompa della climatizzazione che a sua volta fece esplodere un serbatoio alare; questo perchè negli USA ad occuparsi dei disastri aerei sono tecnici di enti appositi e, soprattutto, preparati; non mi risulta che qui da noi per ustica si sia fatto qualcosa di lontanamente paragonabile.
    Per Wall: non so se Pugachev svolazzi ancora sul Flanker, lasciando basiti tutti quelli che lo vedono; però recentemente ho visto l’esibizione di un typhoon e ti assicuro che non è niente male… Caccia ottimi ce n’è stati tanti, ma il buon vecchio Phantom secondo me era il compromesso migliore. Ti confesso però che secondo me il tanto bistrattato F104, pur con i suoi limiti avesse un fascino fenomenale. Hai saputo che ieri è stato ufficialmente (e finalmente) radiato dall’ Aeronautica Militare? Cari Franceso e Wall, mi farebbe piacere mailare con voi, ma non mi fido a lasciare qui la mia mail, magari la CIA mi spedisce un virus. se passate per le splendide montagne del friuli fate un fischio.

  31. Esatto Lupo, il problema è che da noi non esiste un ente serio preposto per tali eventi tragici; da noi ci pensano i tuttologi, i politici, che trasformano ogni evento in una questione destra-sinistra.

    In effetti ho saputo che l’F104 è adorato da chi lo ha pilotato.

    Io trovo che l’F15 sia eccellente in ogni aspetto (radar, manovrabilità,versatilità, armi, autonomia, potenza). Ricordo una visita con l’AAA agli stabilimenti Alenia a Torino (avemmo la fortuna di vedere da 10 mt l’EFA, rullaggio, decollo, manovre ed atterraggio super impennato) , durante la quale ci fornirono di un opuscolo dove veniva fatta una classifica dei migliori aerei col criterio della “probabile sopravvivenza del pilota in un dogfight” (o dell’aereo non ricordo bene). Primo l’F22, secondi a pari merito l’F15 e l’EFA, il Flanker era, credo, 4°.
    Un saluto

  32. Ho letto tutto d’un fiato il libro di Luigi DI Stefano “IL BUCO” e non riesco a capire perche’ non si e’ approfondito il caso dei due caccia intercettori, che la sera del disastro si levano in volo dalla base di poggio ballone e cliccano allarme (tecnicamente non so’ definirlo) ma vengono fatti rientrare alla base. I due piloti inoltre, vanno ad aggiungersi alle numerose “morti strane” dell’enigma Ustica, in quanto periscono a Ramstein pilotando due aerei delle Frecce Tricolori. I loro nomi sono Naldini e Nutarelli.

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