La Difesa della Razza

Tanto per abbaiareRazzismo in libreria: razze superiori e inferiori, “identità” bianche da difendere e simile mercanzia. Ma siamo nel Duemila o negli Anni Trenta?

Oriana FallaciDifesa della Razza 1. L’Eurabia, secondo la scrittrice americana Oriana Fallaci, è quella striscia di territorio che si stende fra l’Alentejo e la Galizia, abitata prevalentemente da ariani bianchi e cristiani ma inquinata purtroppo da una percentuale non piccola di razze inferiori. Queste ultime, penetrate in Europa per la colpevole indifferenza – e diciamolo pure, vigliaccheria – dei cittadini, se ne sono alla fine impadronite. Pertanto, l’Eurabia è una regione dell’Islam, nonostante i governi bianchi che ipocritamente sostengono di governarla. A tale deplorevole situazione si porrà rimedio se e quando gli europei bianchi ariani si decideranno finalmente a tirar fuori gli attributi, a combattere “virilmente” contro i non-ariani e a smascherare anzitutto i peggiori nemici dell’Europa pura, i rinnegati del carolingianesimo, i “primi responsabili della catastrofe che stiamo vivendo”. E questi sono i preti cattolici, vescovi e papa in testa, che aumma aumma si sono lasciati comprare da Maometto. “Io mi pento soltanto di aver detto meno di quanto avrei dovuto, e d’aver chiamato semplicemente cicale coloro che oggi chiamo collaborazionisti. Cioè traditori”.
Da tutti questi argomenti (vicini a quanto già sosteneva un giovane austriaco di belle speranze, componendo trattati analoghi nella Germania weimariana) il principale gruppo editoriale italiano, il Rizzoli-Corriere, ha cavato un pamphlet di successo, propagandandolo con ogni mezzo, esattamente come faceva negli anni Trenta. Appelius, Interlandi, Pitigrilli e Fallaci.

Difesa della Razza 2. “La sfida più seria ed immediata alla tradizionale identità americana proviene dall’immigrazione dall’America Latina, specialmente dal Messico. Messicani e altri latinos hanno formato le loro enclavi politiche e linguistiche, da Los Angeles a Miami, respingendo i valori anglo-protestanti che hanno costruito il sogno americano. Gli Stati Uniti ignorano la sfida insita in questo pericolo”. Questo invece è Samuel Huntington, quello dello “scontro di civiltà”. Il suo ultimo libro è “Chi siamo: le sfide all’identità nazionale americana” e stavolta lo scontro di civiltà è direttamente dentro gli Stati Uniti, fra wasp e latinos. E’ stato recensito sull’organo dei neo-cons, Foreign Policy, che accanto alla recensione ha pubblicato un appello – sempre di Huntington – per “Un’organizzazione nazionale che promuova gli interessi dei bianchi”. Sentiamo cosa dice l’appello: “Una reazione plausibile ai cambiamenti demografici in corso negli Stati Uniti potrebbe essere l’insorgere di un movimento anti-ispanico, anti-negro, anti-immigrante composto soprattutto di maschi bianchi, lavoratori e classi medie, che protestano perché il posto di lavoro viene loro sottratto dagli immigranti e da paesi straneri, e protestano contro l’imbastardimento della propria cultura e della propria lingua. Un movimento del genere si potrebbe chiamare nativismo bianco”.


Difesa della razza 3. Carol Swain, “Il nuovo nazionalismo bianco in America”. “E’ la prossima fase logica della politica dell’identità in America”. Ecc. ecc.

Marco wrote:

“Appello ai giovani di Karol Woytila: Fate l’amore, non fate la guerra, con distribuzione gratuita di contraccettivi in piazza san Pietro…”. Sarà la sensibilità… però, l’uscitina “make love not war”, kekké skerzassi, amico mio, mi sa di fuori luogo. Di consumismo… Don’t You? Ma mi vien di “perdonarti” con facilità, x un’analoga battuta, ma di segno inverso, letta dopo… Quella dell’astinenza da tirare ai talebani.. Posto ke, xsonalmente, da cattolico non proporrei di certo questo valore (questa esperienza!) con le tesserine. A chi chiede a me e a Mari del perché della rinuncia ai rapporti pre, io parlo della nostra libertà… tuo Marco.

Caro Marco, è difficile parlare di queste cose, lo è – almeno – nella nostra società. L’amore fisico fra gli esseri umani è una cosa bella, luminosa e lieve, e non parlo del matrimonio o della riproduzione ma proprio del piacere che due persone possono darsi e ricevere senza far male a nessuno. Quando a questo piacere si accompagna anche un sentimento d’affetto… beh, non esiste forma di comunicazione più totale e profonda fra due creature. È più veloce persino dell’internet! In tutte le società naturali, questo concetto è tanto ovvio da non essere messo in discussione: nè gli indigeni della Polinesia nè i ragazzi di una comune anni sessanta erano meno buoni o meno “innocenti” per questo. Appena una società comincia ad avere dei capi – e questi capi sono sempre dei maschi adulti o dei vecchi, non delle donne o dei ragazzi senza-potere – ecco che questo mezzo di comunicazione diventa subito “sporco” e sospetto. Perché è talmente intimo, non programmabile e sincero da non essere controllabile da nessuno: e questo, in una società con dei capi, non è ammesso. Due ragazzi che si amano sono una piccola isola indipendente, per un’intera vita o per un’ora: nessuno può dargli ordini, nessuno può intromettersi fra loro. Ed ecco che qui arrivano le regole, più o meno oppressive, con cui i capibranco cercano di controllare questa indipendenza.

Le organizzazioni religiose, storicamente, non sfuggono a questo genere di capi. Così, nel giro di appena una generazione, un giovane mite e gentile come Gesù (assolutamente senza-potere, e profondamente amico delle donne) viene “reinterpretato” da estranei – come san Paolo – complessati e sospettosi. E così nasce il “peccato”. Tutte le religioni, in quanto organizzazioni, hanno attraversato questa fase. I talebani, prima di essere terroristi o integralisti o quant’altro, sono dei maschi adulti che hanno paura delle donne e del sesso. E rozzamente s’inventano leggi sante e profeti per riportare al controllo ciò di cui hanno paura.

È facile schernire i talebani, naturalmente. Ma fra i cattolici (e i protestanti) il talebanismo era common sense fino a poche generazioni fa. Ne sono usciti non grazie a un maggiore approfondimento dei sacri testi, ma semplicemente recependo – dapprima senza volerlo, e poi sempre più consciamente – gli influssi dei comportamenti popolari, fisiologici, degli uomini e delle donne comuni. Il boy-scout che va a messa e l’ascolta devotamente, impara probabilmente qualcosa dalla chiesa (civilizzazione, senso del mondo, ecc.) ma contemporaneamente anche le insegna qualcosa. Secondo me, insegna più di quanto riceve. Ed ecco che la suorina sorride, che il ragazzo si apparta con la sua ragazzina ai margini del raduno papale, che nessuno si sogna più di bruciar vive (come insegnavano i dottori) due ragazze che si sono scambiate un bacio in bocca. Tutto ciò, secondo me, è profondamente cristiano. Ammetto che la mia autorità in questo campo, non essendo io cristiano, non è grande. Però è bello lo stesso.

E sarebbe anche bello – non lo vedrò io, ma tu e Mari forse sì – che un un giorno un papa, affacciandosi al balcone del palazzo (ma forse allora non ci saranno più balconi e palazzi, e i papi parleranno in mezzo a tutte le altre persone, in piazza o in discoteca) possa dire tranquillamente: “Fate l’amore, che è bello, e non la guerra che è sporca e vile”. Non credo che quel giorno qualcuno confonderà queste parole con le pubblicità delle aziende, che utilizzano (sempre da capibranco) il sesso per venderti le loro mercanzie. Perché sorriderà, dicendo questo. “È semplice – dirà quel sorriso – è naturale. Fate ciò che vi piace, non fate del male a nessuno, vivete felici e utili e quando ne avrete voglia, se avete tempo, magari fatevi vedere un attimo anche in moschea o in sinagoga o in chiesa”.

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26 Comments

  1. Qualche volta, rifugiandoci nella banalità, si coglie l’essenza stessa dell’essere..userò anch’io questa tana sicura per esprimere quello che penso…la Fallaci parla così, da nazista, perchè scopa poco o niente..

  2. Non credo che il problema della Fallaci sia non scopare, come dice Prez. Credo che sia una cosa molto più seria: la Fallaci parla così perchè ci sono tanti che la leggono, che pensano le stesse cose e hanno bisogno di chi le scriva “bene”, di chi trovi parole nuove, gradevoli, eccitanti, per la loro fame di torture, di sangue, di violenza, di crudeltà.
    C’è molto nazismo nella società italiana e occidentale, oggi. Basta vedere le torture sistematiche ai prigionieri iracheni. Siamo stati noi, a farle.

  3. P.G. credo che tu abbia colto perfettamente il problema. La Fallaci è pienamente consapevole delle bestialità che scrive. Non lo è chi la legge e le crede.

  4. Mamma mia Huntington!!Quando preparavo sociologia solo leggere il nome mi faceva venire la convulsioni!
    La Fallaci..niente..mi vengono solo insulti,e non è il caso..

  5. Trovo improprio (o astuto) accostare il testo della Fallaci a quello di Huntington (sul quale nulla posso dire visto che non ho letto nulla di suo). La Fallaci non parla mai di “razze” inferiori o superiori, ma di ideologie e sistemi culturali: nel suo caso, l’Islam, inteso come religione, sistema di valori, paradigma culturale. La sua tesi è ovviamente che l’Islam, in toto, è una nefandezza. Si può essere d’accordo oppure no. Ma quanti dei presenti considererebbero l’affermazione “il Nazismo e’ un’ideologia odiosa e i suoi principi dovrebbero essere combattuti in ogni modo”, come istigazione all’odio verso l'”etnia” tedesca?

  6. l’islam c’era molto tempo prima della fallaci e non risulta avesse mai partorito mostri

  7. x Frenchman. Il razzismo contemporaneo non si rifà più al dato biologico, al concetto letterale di “razza”, che è ormai sputtanato sotto ogni punto di vista. Nessun razzista, a parte i nazisti più estremi, ammetterà mai di parlare di razze inferiori. Il razzismo contemporaneo traccia le sue linee discriminanti secondo criteri “culturali”, si traveste da “differenzialismo identitario”, dice: le culture sono diverse, quindi ognuno stia a casa sua. Ci sono fior di studi su questo travestimento, soprattutto di francesi come Galissot e Balibar. I loro libri permettono di disinnescare discorsi di odio come quelli della Fallaci o di Huntington.

  8. x Frenchman. Il razzismo contemporaneo non si rifà più al dato biologico, al concetto letterale di “razza”, che è ormai sputtanato sotto ogni punto di vista. Nessun razzista, a parte i nazisti più estremi, ammetterà mai di parlare di razze inferiori. Il razzismo contemporaneo traccia le sue linee discriminanti secondo criteri “culturali”, si traveste da “differenzialismo identitario”, dice: le culture sono diverse, quindi ognuno stia a casa sua. Ci sono fior di studi su questo travestimento, soprattutto di francesi come Galissot e Balibar. I loro libri permettono di disinnescare discorsi di odio come quelli della Fallaci o di Huntington.

  9. x Frenchman. Il razzismo contemporaneo non si rifà più al dato biologico, al concetto letterale di “razza”, che è ormai sputtanato sotto ogni punto di vista. Nessun razzista, a parte i nazisti più estremi, ammetterà mai di parlare di razze inferiori. Il razzismo contemporaneo traccia le sue linee discriminanti secondo criteri “culturali”, si traveste da “differenzialismo identitario”, dice: le culture sono diverse, quindi ognuno stia a casa sua. Ci sono fior di studi su questo travestimento, soprattutto di francesi come Galissot e Balibar. I loro libri permettono di disinnescare discorsi di odio come quelli della Fallaci o di Huntington.

  10. x Frenchman. Il razzismo contemporaneo non si rifà più al dato biologico, al concetto letterale di “razza”, che è ormai sputtanato sotto ogni punto di vista. Nessun razzista, a parte i nazisti più estremi, ammetterà mai di parlare di razze inferiori. Il razzismo contemporaneo traccia le sue linee discriminanti secondo criteri “culturali”, si traveste da “differenzialismo identitario”, dice: le culture sono diverse, quindi ognuno stia a casa sua. Ci sono fior di studi su questo travestimento, soprattutto di francesi come Galissot e Balibar. I loro libri permettono di disinnescare discorsi di odio come quelli della Fallaci o di Huntington.

  11. x Franco. D’accordo, ma che vogliamo fare? Impedire a qualcuno di dire “l’ideologia/sistema culturale X è nefando” perché questo farebbe del “differenzialismo identitario”? Trovo che cucire addosso l’etichetta di razzista sia una scappatoia troppo facile e troppo frequente per evitare l’unico modo sensato per reagire a delle idee diverse: argomentare, smentire, provare che X non è così ma colà, mostrare che il ragionamento è superficiale, etc.
    Che poi i razzisti si servano di tali argomenti per (sotterraneamente) suffragare il loro odio etnico-biologico, questo è un altro discorso. A me piace chiamare le cose con il loro nome, e credo che si abbia il diritto odiare e disprezzare (a torto o a ragione) un’ideologia, un’insieme di idee, e non una “razza”. Per la buona ragione che le ideologie esistono, le razze no.

  12. x tutti: scusate, si scrive “un insieme” e non “un’insieme” come ho fatto in chiusura del mio post precedente.

  13. Huntington ritengo sia letto prevalentemente in America. Fallaci è letta sopratutto in Europa. L’Europa è l’unica antagonista dell’America. Fallaci fa più danni perché l’Europa è più contaminata dall’Islam (“contaminata” non è da intendersi in senso dispregiativo). Disinteressiamoci di Huntington e preoccupiamoci di ciò che scrive Fallaci e di ciò che dice il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana (“la nostra superiore civiltà ….”).

  14. Considerate anche l’operazione di marketing, col suo primo libro ha capito che l’odio si vende bene, e via col secondo.

  15. Io ho letto gli ultimi due libri della Fallaci – a differenza, mi par di capire, di alcuni ospiti del forum – e ne ho tratto l’impressione che, pur contenendo un errore di fondo, colgano una serie di problemi concreti che prima o poi dovremmo affrontare.
    Provo a sintetizzare:
    1. nel primo libro l’autrice ha scritto, in epoca non sospetta, che in Italia c’erano diversi Imam che al venerdì intrattenevano nelle moschee un folto pubblico inneggiando alla guerra santa e all’eliminazione del nemico occidentale. Non a Ramal, a Riad o in una scuola coranica dell’Afghanistan: ciò accadeva a Roma, Milano, Cremona, Genova, Bari…insomma a casa nostra. Confesso di non aver creduto a questa storia: poi Magdì Allam, per “La Repubblica”, ha assistito alla funzione “religiosa” nella moschea di Roma riferendo che, in effetti, si discuteva dell’eliminazione dei “cani occidentali”. Sono partite varie inchieste in tutta Italia e si è scoperto che la coltivazione dell’odio per gli occidentali costituiva pratica diffusa in diverse moschee. Oggi qualche Imam è stato spedito altrove, alcune moschee sono state chiuse, c’è finalmente un controllo più attento. Dunque Oriana ha sollevato un problema vero, sconosciuto ai più, ma che qualcuno ha volutamente trascurato fino all’11 settembre 2001.
    La Fallaci non ha incitato all’odio, ci ha solo informati dell’odio che già ci circondava.
    2. Ha poi scritto della condizione della donna mussulmana, dicendo cose sacrosante: se ci si indigna per la violazione dei diritti elementari della donna nel mondo arabo, è incredibile che non si persegua con assoluto rigore chi pretenda di riproporre quei comportamenti incivili (infibulazione, segregazione, violenza, poligamia, ecc.) anche nel nostro paese, dove sono vietati dalla legge.
    3. Più in generale, la civiltà occidentale – come quella orientale – fonda su alcune regole condivise che devono essere rispettate da tutti, immigrati compresi: non è razzismo, è rispetto dell’identità culturale-sociale-religiosa del popolo “ospitante”.
    4. Oggi Oriana scrive che, a fronte di una classe dirigente (politici, intellettuali, chiesa, ecc.) che confonde l’accantonamento forzoso della propria cultura con la tolleranza (assumendo atteggiamenti che nulla hanno a che fare con la filantropia o l’integrazione tra popoli, essendo motivati da mero tornaconto politico, leggi voti e consenso), c’è una regia che guida l’immigrazione mussulmana tendente alla lenta ma inesorabile conquista dell’occidente: il Corano, infatti, vieta al mussulmano di integrarsi con i cattolici o i protestanti, obbligandoli al contrario a sopraffare il “nemico”.
    Noi – voi di Macchianera – vogliamo accogliere il mussulmano a braccia aperte, mostrandogli la nostra meravigliosa tolleranza; lui vuole farsi abbracciare per insegnarci come si vive.
    5. Si tratta di un discorso – che a me sembra nel complesso sbagliato – che però ha un fondo di verità. Un esempio: avete notato che la legge francese che vieta l’esibizione di simboli religiosi troppo visibili in luoghi non appropriati, è automaticamente diventata per i mass media la legge contro il velo mussulmano? In realtà riguarda anche il crocifisso, ma nessuno lo sa perché la chiesa ha tollerato, i mussulmani no. Tolleranza giusta fino a che non c’è qualcuno che voglia importi di nascondere il crocefisso (quel cadaverino triste, lo chiamano) per rinfacciarti il suo velo.
    Ma le “uscite” assurde degli Imam e di alcune comunità mussulmane sono all’ordine del giorno, sicché non mi dilungo.
    6. Veniamo all’errore di fondo: Oriana non coglie le differenze tra la lobby mussulmana che effettivamente spinge per un’integrazione alla rovescia (volendo imporci il loro astio per il nostro mondo) e che ci deve trovare fermi nella difesa della nostra cultura e dei suoi simboli; il terrorismo mussulmano, che è un residuo medievale che va combattuto realizzando la massima coesione tra gli Stati; infine, le centinaia di migliaia di mussulmani che conoscono (o annusano, come alcuni popoli dell’Africa del nord) il nostro mondo, se ne innamorano, e vogliono integrarsi senza rinnegare le loro origini o il Corano. Quasi tutti gli albanesi, molti marocchini, molti iraniani, somali, eritrei, non ci impongono nulla, vogliono realizzarsi come persone libere qui da noi.
    (L’altro errore contenuto nell’ultimo libro riguarda l’arte mussulmana, che ci ha dato tanto: quando i normanni in Sicilia o in Puglia volevano realizzare qualcosa di prezioso, ricorrevano ai maestri mussulmani, alla loro classe pura; per tacere della cassata, della pastiera ecc.ecc.).
    Insomma il problema non è ciò che è scritto nel Corano (perché anche la Bibbia ha le sue pagine grondanti violenza, ricordate Pulp Fiction?), semmai l’intepretazione medievale che ne offrono alcune teste calde per orientare i disperati contro l’occidente.

    Porte aperte a chi ci vuole bene e ci rispetta. Un muro invalicabile per gli altri.

    6. Dovremmo dunque essere grati alla Fallaci che ci ha aperto gli occhi su un problema reale che nulla ha a che fare con l’odio razziale e che riguarda semmai le radici della nostra cultura che dovremmo conoscere per bene e difendere dalle aggressioni. Qualche anno fa mi indignai -con tutti gli italiani uniti in un coro belante – per le affermazioni del Cardinale Ruini (se l’immigrazione deve essere contingentata per legge, sarebbe opportuno che si consentisse l’ingresso in Italia di un maggior numero di cattolici rispetto ai mussulmani perché l’identità di radici culturali crea minori problemi di integrazione). Era, viceversa, un’osservazione giusta, anzi ovvia.

    7. Infine, lo dico per i più giovani, dovremmo essere grati alla Fallaci perché è una donna che è stata ed è massacrata (le hanno dato anche dell’assassina) da sinistra e da destra solo perché ha sempre cercato di trasmettere la (sua) verità, fottendosene degli schieramenti politici, della diplomazia e delle versioni compiacenti.

    Bastonare i nemici e gli amici, a destra e a sinistra, per rispetto ed amore della verità, è un modo d’essere che in Italia semplicemente non esiste, non leggerete mai niente del genere (non a caso lei vive in America). Leggete, dunque, un libro di Oriana, quella che ha dato dell’idiota a Kissinger quand’era l’uomo più potente del mondo, quella che ha descritto lo schifo della guerra del Vietnam e di quanto fossero merde gli americani e i comunisti in egual misura, quella che non ama i detrattori di Berlusconi pur ritenendolo del tutto inadeguato, quella che definisce Fini un comunista togliattiano.
    Non indugiate al commento facile, non fatevi infinocchiare dal giornalista di turno.
    E tu, che osi parlare delle mancate scopate della Fallaci, sappi che se tu oggi scopi liberamente, un po’ lo devi anche a lei. Amala, dunque.

    Saluti da Francesco

  16. chissa xke tutti questi coommenti su una qualsiasi fallace di origine mussulmana, non andate a farli li in un paese mussulmano poi tornate qui a raccontarmelo se ci riuscite. e forse tanti commenti non proprio eleganti sulla fallace non ne fareste piu’ ciao francesco non ti conosco ma viaggiamo sullu stesso binario

  17. chissa xke tutti questi coommenti su una qualsiasi fallace di origine mussulmana, non andate a farli li in un paese mussulmano poi tornate qui a raccontarmelo se ci riuscite. e forse tanti commenti non proprio eleganti sulla fallace non ne fareste piu’ ciao francesco non ti conosco ma viaggiamo sullu stesso binario

  18. Perchè crocifiggete la Fallaci? non vi rendete conto di quanto sia stato strumentalizzato il suo libro? di come sono sempre strumentalizzati i suoi libri? strumentalizzati e inondati del solito coro razzista razzista…
    non credo che lei abbia detto cose per cui debba essere definita una pazza, e non credo nemmeno che abbia fatto delle scoperte sensazionali…
    ha sostanzialmente detto delle verità che nessuno può negare, non è forse vero che una parte dei mussulmani che sono in Italia seguono più la loro religione che la legge italiana? basti vedere l’esempio eclatante del velo sulla foto del documento. non è forse ridicolo che sia stata fatta una bolla che in barba alla legge italiana,permetta ai mussulmani di fare la foto col velo? velo che poi copre parte del volto…
    a cosa serve una carta di identità se non permette di riconoscere una persona?
    questo è un esempio banale ma ce ne sarebbero molti altri…
    il libro della fallaci non chiede agli italiani di espellere tutti i mussulmani dall’Italia, ma gli chiede di mantenere le proprie tradizioni, la propria cultura.
    chiede agli italiani, all’occidente, di ospitare, perchè no, gli stranieri, purchè gli stranieri si adattino a noi, non il contrario.
    se io vado a cena a casa di un amico, vedrò di adattarmi alle sue tradizioni e ai suoi orari, non pretenderò certo di imporgli i miei.
    oriana denuncia invece il fatto che molti personaggi dello scacchiere occidentale moderno, si siano piegati alle troppe richieste fatte da alcuni gruppi islamici, dimenticando che alcune di esse discordano col benessere della maggioranza.
    Io personalmente sono favorevole all’immigrazione, regolare, e sono favorevole nell’accogliere a braccia aperte chiunque viene nel nostro paese ospitandolo nel migliore dei modi, buddista, mussulmano, ebreo o ortodosso che sia. anche se nei loro paesi non sono ospitato a braccia aperte.
    questo è il bello della democrazia.
    ma non dimentichiamo che la democrazia vuol dire fare le leggi per il benessere di tutti, e se non è possibile, farle per il benessere della maggioranza.
    altra strumentalizzazione fatta sulla fallaci è quella sulla guerra in iraq.
    molti ne parlano come se fosse una guerrafondaia.
    allora farebbero bene a non limitarsi a leggere solo i suoi due ultimi libri, forse si accorgerebbe come lei ha sempre ripudiato la guerra, pur definendola talvolta parte della vita (e forse non è così?).
    della guerra in iraq ne ha parlato con disapprovazione chiedendosi se vale veramente la pena di portare la democrazia a uno stato che di democrazia non ne vuole sapere?
    tuttavia ognuno ha voluto interpretarla a modo suo, vedendo, anzi leggendo solo quello che ha voluto, e parlandone poi in base al proprio schieramento politico.

    VitoBarese

  19. povero vlad, la fallaci riesce a dire quelle bestialità perchè non ha paura ne di morire ne di essere uccisa, quello che lei scrive non è altro che il futuro che vi siete costruiti addosso, continuate cosi, le vostre figli vi malediranno per il burqua che saranno costrette a portare, i vostri figli vi malediranno per essere obbligati a credere a maometto, i preti bruceranno e saranno lapidati, e voi pagherete una tassa perchè siete dei cani infedeli, è quello che stà succedendo, del resto l’identità di quelli come tè sembra essere più in palestina che a roma, maledetto angelismo sterminatore

  20. a mara, sono atterrati gli alieni, sono atterrati in medio oriente e portano il turbante, parlano di uno strano profeta e di un ancora più strano dio, dicono che sono arrivati per conquistare il mondo, ma parlando un incomprensibile idioma per farsi capire meglio uccidono, ti basta ? sono sempre io l’incosciente

  21. aho!! freccia nera che ti piglia ? apri la pagina della cronaca nera di un qualsiasi quotidiano, leggerai tutti i nomi dei mostri col turbante, e sono tanti,

  22. «E pur l’universale della popolazione non aborriva per anco i Musulmani … la voce del muezzin non facea ribrezzo nelle grandi città… onde gli eunuchi, gaiti o paggi che dir si vogliano, esercitavano gli ufficii di corte sotto quel velo sottilissimo d’ipocrisia che li facea apparire cristiani… Guglielmo accogliea con onore i Musulmani stranieri, medici e astrologhi e largìa denaro a’ poeti… i Musulmani soggiornavano in alcuni sobborghi senza compagnia di Cristiani; un qâdî amministrava la loro giustizia; frequentavan essi le moschee e ciascuna era anco scuola: fiorivano i loro mercati ».

    Si tratta di Guglielmo II d’Altavilla re di Sicilia (1169-1188)

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