…E se una radio è libera, ma libera veramente…

MacchiaRadioEcco, io questa cosa della radio ve la voglio proprio raccontare, ecchissenefrega per un giorno delle rubriche fisse, ché questo è un blog, e in un blog ognuno fa quel che gli pare.
E, insomma, c’è uno che ama la radio da sempre e, da quando lavora in internet (quindi quasi una decina d’anni, ormai, includendo il periodo in cui il massimo della gratificazione visiva era la shell di Linux per fare Ftp) sogna di metterne una online. Com’è e come non è, passano gli anni, e questa cosa non riesce a farla, se non limitatamente a sporadici esperimenti in occasione di particolari eventi presso il portale satirico che ha creato.
Anni dopo – quindi qualche giorno fa, più o meno – si ritrova in saccoccia un po’ di tempo in più, e decide che è giunto il momento.
Ignorando l’esperienza maturata in anni di vita sulla rete (regola numero uno: “i programmi che costano un sacco di soldi non sono quasi mai migliori di quelli che si possono trovare gratis e modificare a proprio piacimento”) installa un software che costa un mutuo. Sorvoliamo sul come e sul perché non l’abbia pagato e restiamo ai fatti: perde tre giorni solo per configurarlo, non è accessibile da tutte le piattaforme e, quando funziona, non funziona nemmeno bene.
Tornato in sé, ne cerca uno gratuito, e scopre che non è che l’industria dello streaming sul web abbia fatto passi da gigante: il migliore è ancora quello che conosceva, vecchio di qualche anno, ma è semplice, funzionale, standard. L’installazione gli ruba tre minuti tre e, così, tanto per fare, il tizio in questione inizia a trasmettere la musica che ha sul proprio Pc.
Finisce che ci prende gusto: riscatta il mixer ormai ostaggio della polvere, si procura cuffie e microfoni, prova il volume, attacca l’uscita audio della tv ad una delle entrate, utilizza un Pc per suonare la musica e un altro per trasmettere. Voilà: la radio è fatta. Poi, dal momento che ha un blog, annuncia con parecchio pudore alla gente in navigazione che lui è lì, sta provando l’ambaradan e che insomma, chi è proprio curioso e non ha nient’altro da fare può ascoltarlo mentre si diverte a commentare la puntata in diretta del Grande Fratello.


La radio online ha almeno un vantaggio su quella normale: sai esattamente quante sono le persone in ascolto. E così si accorge che, man mano che trascorrono i minuti, gli ascoltatori – immotivatamente – aumentano e i commenti sul proprio blog – immotivatamente – proliferano. Il popolo con l’orecchio teso ai bytes intima di mollare il Grande Fratello e, piuttosto, di trasmettere musica soddisfando le richieste provenienti dall’audience.
Nel giro di una mezz’ora il monitor del pc è invaso da e-mail, finestre di messenger, commenti di blog che richiedono questa o quella canzone, che criticano la scaletta, che propongono alternative.
E il nostro si ritrova a cazzeggiare – nel vero senso della parola – tra una canzone e l’altra, felice come una pasqua, segnalato da un tam tam di blog irrazionalmente entusiasti dell’iniziativa, immerso in un’atmosfera che, un po’ per via della sperimentazione, un po’ per l’evidente carenza di mestiere, sa di radio libera degli anni ’70.
Alla fine, quando tanti di quelli che l’avevano ascoltato mentre si impratichiva sulla console (e divideva le mani tra: reggere il microfono, regolare contemporaneamente i volumi di almeno due piste, cliccare sul file della canzone successiva e rispondere ai messaggi) gli han detto pure “grazie per avermi fatto compagnia”, ha ritrovato in qualche angolo della memoria lo stupore per quanto entusiasmanti possano a volte essere le cose piccole, inutili, fatte per gioco e alla portata di tutti.

Scrive Massimo Mantellini sul proprio blog e su Punto Informatico, condensando i post di vari blog che, nel corso della trasmissione, si son passati la notizia:

Una sera della scorsa settimana ho fatto un piccolo viaggio. Sono tornato indietro al tempo delle radio libere, un’epoca di conquista tecnologica di cui molti, per ragioni puramente anagrafiche, non avranno alcun ricordo. Un caro amico che chiameremo G. il quale gestisce un sito web molto frequentato, ha iniziato a giochicchiare con shoutcast, un plugin per winamp che consente di mettere in piedi in pochi istanti una vera e propria radio sul web. Così gli mp3 del suo archivio musicale hanno cominciato a viaggiare in rete attraverso la sua personalissima modulazione di frequenza. Esattamente come accadeva negli anni 70, splendide chicche si succedevano a dischi giustamente dimenticati, con una scaletta tanto naturale e “vera” quanto impossibile da ascoltare in una qualsiasi delle tante radio commerciali di oggi. Le canzoni di G. hanno così iniziato a fare da colonna sonora alle mie peregrinazioni sul web in quel dopocena. La vena amatoriale di tutta l’operazione non faceva altro che stimolare la mia curiosità. Poi c’era il piacere di ascoltare i dischi di una persona che si conosce quasi come fossimo a casa sua, inorridendo quando con un ghigno lo sciagurato si precipita a mettere nel lettore una vecchia canzone di Alberto Camerini.
Col passare del tempo la cosa si è fatta anche più complicata. G. ha cominciato a parlare dal vivo fra una canzone e l’altra esattamente come se fosse il DJ che non è, a rispondere “in diretta” ai commenti che gli arrivavano via IM o a quelli che venivano lasciati sulle sue pagine web, dove l’esperimento era stato timidamente annunciato senza alcun preavviso. A spiegare a noi suoi ascoltatori, con quale tipo di nastro adesivo era riuscito a bloccare il microfono dal quale ci stava parlando. Preso da una insana euforia, G. ha poi anche tentato di mandare in onda una telefonata in diretta, proprio come accade nelle radio vere. Infine ha perfino chiesto ai suoi ascoltatori, che nel frattempo erano cresciuti fino ad intasare il server, se fossero dell’idea di passare ad ascoltare in diretta l’audio il Grande Fratello, attirandosi così i peggiori improperi. Fra una dedica e l’altra qualcuno ha perfino iniziato a spedirgli qualche brano da trasmettere. […]
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12 Comments

  1. ma adesso qual’é il progetto? Lo svacco e l’anarchia o la programmazione e la professionalità?

    E in entrambi i casi, hai percaso bisogno di dj :)? (rigorosamente muti però, ho una voce da fare schifo)

  2. C’è solo un piccolo problema in tutto questo: si chiama Siae. In ogni caso in bocca al lupo, io la radio su shoutcast l’ho fatta a settembre, ma mi sono stancato presto (ho cercato di convincere altri bloggaroli a partecipare, ma ho capito che creare aggregazione “dal basso” delle volte è quasi impossibile).

  3. si Gianluca, è affascinante. E’ affascinanante perchè è proprio quello che abbiamo sempre sognato e che, anche quando lavoravamo sotto “marchi” (tu hai avuto la fortuna di fartene uno tuo con Clarence), abbiamo sempre avuto la fortuna di poter constatare come la Rete sia effettivamente ciò che quella parola rappresenta, se stimolata con i giusti meccanismi. E, data l’età media (da hit anni 80, come hai detto ieri giustamente ieri sera), penso che la maggior parte di chi ascoltava ieri abbia condiviso queste sensazioni. E poi, il fatto che ti sia preso la briga di postare questo messaggio alle 5.30 passate, non fa che venire voglia di aspettare la prossima diretta. E poi dai, magari si tiran su due lire: tra un anno potrai far leggere gli annunci pubblicitari alla Piccola Annunciatrice Rai :-)

  4. Io ti conosco da poco Gianluca e purtroppo non personalmente, ma credo di avere capito che sei uno di quelli che trasforma in oro tutto quello che tocca. Macchiaradio è appena nata ed è già grande. Complimenti.

  5. Complimenti, ho avuto il piacere di ascoltare due trasmissioni e mi sono piaciute moltissimo. In effetti le cose più belle sono l’immediatezza del tutto e l’essere libero da pastoie commerciali di qualunque tipo. Inoltre, dal punto di vista tecnico, è molto più semplice delle vecchie radio private… sarà l’evoluzione del blog? Vedremo. Continua!

  6. Macchiaradio, la radio piu’ seguita dai blogger italiani

    L’amministratore del condominio di Pandemia ne ha pensata un’altra delle sue. Stasera in questo post comparira’ il link per collegarsi da qualsiasi player a Macchiaradio. Gianluca spiega tutta la storia della radio in un bellissimo po…

  7. Ciao,

    Bella iniziativa. Cerchero’ di connettermi stasera.

    Se posso suggerire un client per lo streaming: VLC media player. http://www.videolan.org/vlc/index.html

    Leggerissimo, licenza GPL, compatibile con tutti (che io sappia) i s.o. e con una marea di formati audio/video.

    Last but not least, per chi e’ pratico e ha la banda necessaria, e’ anche possibile ri-streamare in output cio’ che si riceve in input cosi’ da creare ripetitori alla Macchiaradio. ;-)
    Bye bye

  8. GIanluca le web-radio esistono da un sacco di tempo :) Perchè non ti appoggi su web-radio già collaudate, con un sacco di banda, che hanno già altri dj che tengono viva la radio 24 ore su 24, e soprattutto che pagano la siae e si appoggiano si shoutcast :D

  9. Blog estivo e notturno

    Questo blog usa la BlogBar da quando esiste, praticamente, e non sa più vivere senza. La nuova versione pare un concentrato di tutti i giocattoli di cui questo blog si serve per superare ‘sto scorcio di torrida estate cairota

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