Un Messia ad orologeria…

Inutile provare a fare una recensione di “The Passion” con tutti i crismi. O meglio, liquidiamola così: un film minore di Roland Emerich in altri contesti, nulla di rilevante, in questa passione c’è poca passione.Tutto il resto che si può dire esula dal discorso strettamente cinematografico.

Cominciamo dal sangue? In effetti credo si sia esagerato nelle critiche. La crocefissione non sarà stata certo una passeggiata, le versioni acqua e sapone precedenti ci hanno abituato male (e lavato le coscienze). Quindi anche il sangue rientra in quel discorso di fedeltà ai fatti (anche se paresse mettercela tutta per non sembrare glucosio di seconda scelta, un Oscar come non protagonista!), discorso che comprende anche il ricorso all’aramaico ed al latino e ad un’attore di 33 anni

Peccato che…

cominciamo col dire che lo slogan è così che è andata fa un po’ pena. Se vogliamo far riferimento ai testi canonici, di invenzione filmica e non filmica ce n’è. Se vogliamo allargare il campo (tanto i diritti d’autore sono tutti scaduti, e così non appariamo troppo estremisti) finiamo alla stessa conclusione. Nessuno ce lo dirà mai, e Dio salvi l’invenzione filmica.

Quindi possiamo sopportare un po’ di spargimento di sangue, considerati i tempi, ed ammettere pure l’esasperazione della violenza con i frequenti rallenty (anche se mi sorge il dubbio che servissero a far arrivare il film a 2 ore… un polpettone holliwoodiano – perchè quello è – se non dura due ore che polpettone è?!!), ma perchè insistere su certi particolari splatter (chiodi divelti, stille di sangue…) se non per puro scazzo?! Mah.

Non sono ferratissimo ne’ in latino ancor meno in aramaico, ma non credo che quel latino che ho sentito nel film fosse quello che si parlava correntemente, ed ho più volte colto un chiaro accento americano nei dialoghi in aramaico. Simpatica poi la cosa di utilizzare attori romani più o meno noti per le parti degli antichi romani (iperbole gibsoniana!): fa tanto “sughi-pronti-star”.

E perchè girare tra i sassi di Matera? (se non per elemosinare un riferimento a Pasolini) invece che a Gerusalemme (problemi coi permessi?!)

Peccato pure che Caviezel (che, Darwin alla mano, somiglierebbe al Cristo come io somiglio al buddha) non abbia 33 ma 36 anni.
Ed entriamo nel campo di bufale che in un delirio di frasi fatte si può ricondurre alla voce sapiente azione di marketing: sostituire sapiente con bassa e marketing con un termine a piacere.

Bufale che comprendono anche dichiarazioni positive del Papa sul film, e svariati aneddoti sulla lavorazione del film tipo la storia del braccio che inchioda Cristo alla croce appartenente allo stesso Gibson…

Dico io: ma se uno vuole lanciare un messaggio del genere (meritorio, anzi di più) perchè non entrare in scena col cappellino da regista, martello, chiodo e via così? Certo molto più originale dell’ambiguo satanasso con prole ciribiribì-kodak al seguito che gironzola per tutto il film con tanto di ola sul finale.

Insomma, l’unico messaggio decente che si può trovare nel film (perchè quello di Cristo è giusto schizzato) e tu me lo fai girare come voce… Senza tacere di due cose che sono tanto campate in aria quanto fuori luogo: le accuse di antisemitismo e le convinzioni religiose di papà Gibson.

Una soddisfazione però l’ho avuta da questo film: veder sbavare di rabbia Zeffirelli! Ora date uno zuccherino a Messori, rimettetegli il morso e vi sarò grato per la vita.

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12 Comments

  1. Due soli rilievi….per tutti: proclamo ammirazione eterna per qualcuno che riesca a cogliere inflessioni americane nell’aramaico. Immagino che il tuo lavoro sia ordinario di lingue orientali alla Normale di Pisa per questi tuoi meriti linguistici.
    E poi, credi davvero che gli israeliani, se li chiamassi ebrei qualcuno potrebbe pensare che ce l’ho con loro, avrebbero dato a Gibson il permesso di girare a Gerusalemme senza imporre la loro censura ? Ma andiamo….
    Quanto alle voci più o meno ufficiali sui commenti del Papa e altri….ma dove le leggi le notizie ? Sul Corriere dei Piccoli ? Perchè se credi veramente a tutte le leggende metropolitane che si creano sull’onda di fenomeni come questo siamo messi male.

  2. Stabiliamo che quella della lingua è questione di lana caprina. Una parola so di aramaico (e ho precisato di saperne poco): Adonai. E mi pare di averla sentita pronunciare con chiar inflessione yankee. Non è di certo questo l’elemento svalutante dell’intero film (insieme alle altre). Insomma, succo del discorso: avrei gradito un film valido, girato tutto in studio con attori truccati perfettamente doppiati in italiano perfettamente pronunciato secondo i dettami della dizione (sic!), ma senza tante chiacchiere attorno. Che tra l’altro non rende giustizia all’oggetto del film. Per chi ci crede, ovvio.

  3. Nel film non si parla solo aramaico ma anche parecchio ebraico. Quest’ultimo lo parlo benissimo e l’armaico posso leggere. Ha ragione Luca che parlavano tutte e due le lingue con forte inflessione americana e l’ebraico sopratutto tendeva al ridicolo. Un’esempio su tutti e sicuramente il piu’ eclatante: Quando Ponzio Pilato chiede al popolo ebraico cosa fare con Gesu’ gli rispondono a gran voce “sara’ crocifisso”. In ebraico pero’ stanno gridando “Yztalev” che e’ la costruzione del futuro riflessivo e che vuol dire letteralmente “crocifigera’ se stesso”. Non so se e’ particolarmente importante per il giudizio sul film, il quale, tra l’altro, ho gia’ espresso in questo blog, ma e’ sicuro che poteva prendere consiglieri linguistici migliori o far a meno di questo finto realismo.
    p.s. Adonai e’ in ebraico e non in aramaico e vuol dire Mio Signore (intendendo Dio, naturalmente).

  4. Forse i dialoghi in lingua sono stati la cosa più interessante del film, dato che si conosceva la sceneggiatura nei minimi particolari e non erano contemplati colpi di scena.
    Per il resto le musiche assordanti, le scene al rallentatore (ho potuto contare con tutta calma circa 64 ferite nel braccio destro del Cristo) e gli effetti speciali hanno riportato il film nella sua dimensione: una macchina per far soldi.
    Quanto al Papa, il portavoce vaticano si è premurato di smentire un suo apprezzamento, non credo che si sia trattato di una leggenda metropolitana, quanto di una pesante forzatura da parte della gerarchia cattolica più integralista.

  5. Gibson dice di aver usato l’aramaico per fedelta’ al testo. E perche’ mai, visto che i Vangeli sono stati scritti ( dall’80 al 120 dopo Cristo) in greco? Ha forse preso il testo greco ed e’ andato in Siria o in Palestina a farlo tradurre?
    Nemmeno nella storia della pittura sacra c’e’ molto sangue nella passione di Cristo fino ai Benedettini che lo usano per illustrare le loro prediche. Gli americani se non sono presbiteriani, mennoniti, pentecostali, battisti, quaccheri luterani, calvinisti, avventisti, sono ebrei quindi quasi tutti iconoclasti. Gibson fa a loro lo stesso effetto che fecero i pittori del seicento al soldo dei vari Papi. La figura emblematica di Ponzio Pilato poi, ricorda loro gli stessi tormenti su verita’ e giustizia che stanno tormentando ( secondo loro) Bush e gli invasori del Terzo Mondo.
    Eppoi un sacco di puttanate, nei Vangeli che conosciamo ( ricordo che a Qumran ne sono stati ritrovati altri 12 tenuti gelosamente nascosti per oltre trent’anni)non c’e’ nessuno sotto la croce, c’e’ un vago accenno alla fustigazione e non si trova una parola che dica che Gesu’ Cristo abbia portato la Croce.
    Insomma, un film ( come i Vangeli d’altronde) che vale come strumento di riflessione personale ma niente di piu’

    Aldo Vincent

  6. Questo film non è d’orrore, non è splatter, non è inutilmente cruento. E’ una cosa soltanto: verosimile. E non capisco perchè questo che non è uno slogan, ma la realtà, faccia pena. Basta leggere qualunque libro di storia (dalla terza elementare in su) per conoscere la subumana bestialità con cui i romani torturavano i condannati a morte. La crocifissione era addirittura “elegante” come morte… l’impalatura aveva quel certo non so che di più truculento. La base della sceneggiatura di Gibson non si fonda soltanto sui 4 vangeli ufficiali, nei quali c’è scritto poco e niente essendo ovviamente concentrati sulla vita di Cristo e non sulla sua morte. Essa trae spunto dai vangeli apocrifi, dalla tradizione storica, e soprattutto sulle visioni della passione di A. Katharina Emmerick nella trascrizione di Clemens Brentano. La moglie di Pilato non è un invenzione di Gibson come hanno scritto i molti cicaleggianti detrattori. In ” Vita di Gesù” di Ernest Renan (1863) pag 168: ” Secondo una tradizione, gesù trovò un appoggio nella moglie stessa del procuratore. Costei aveva forse intravisto il Galileo da una finestra del palazzo che guardava sui cortili del tempio” Il demonio è qualcosa di deforme, inumano, schifoso. Almeno nella nostra iconografia. Hai mai visto le immagini che decorano vecchie edizioni della Divina Commedia? Al confronto il demonio di gibson era persino poetico. Se non avesse fatto ciribiri-kodak e fosse stato un mostro digitale come il gollum del signore degli anelli forse non si sarebbe sbeffeggiato così tanto. Ancora in Renan puoi leggere la spiegazione e gli antefatti del comportamento di Ponzio Pilato con cui concordano praticamente tutti gli storici. In altre parole davvero poco di questo film è un invenzione folle del regista. Nessuno sa come suonassero l’aramaico e il latino semplicemente perchè come succede anche oggi in tutto il mondo la lingua aveva inflessioni diverse da regione a regione. Nel film di Zeffirelli ( tralaltro innegabilmente bello), Gesù è un po’ troppo efebico e tutto il film sembra sottotitolato “Un mondo d’amore” scambiando un rivoluzionario massacrato a morte con il figlio di Gianni Morandi.

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