Non è più la Rai /7 (Comedians DeathMatch)

RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI: il primo format che mette in palio la gestione di una rubrica su un quotidiano.
Ha ragione Natalino Russo (da) Seminara che rivendica per meriti acquisiti sul campo lo spazio nella rubrica delle lettere al direttore lasciato libero da Mattia Feltri sul Foglio o, piuttosto, se lo merita Gianni Boncompagni che, dopo anni trascorsi a forgiare le veline del domani, ha deciso di concentrarsi esclusivamente su una letterina al giorno?
A voi decretare il risultato, nei commenti.
Gianni Boncompagni:
“Al direttore – Forse, dico forse, le donne islamiche non si sapranno consolare degli errori che non hanno commesso.”

(da “Il Foglio” del 26/3/2004)
Non è più la Rai: Comedians Deathmatch Natalino Russo Seminara:
“Il primo a congratularsi con Zapatero è stato Pecoraro. Affinità elettive ed elettorali. Dalle stalle alle stelle.”

(da una lettera a Dagospia, il 15/3/2004)
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3 Comments

  1. Vedi alcune sono divertenti, alcune superflue. Quando parlavo di evoluzione intendevo che quella di oggi era particolarmente piacevole rispetto alle precedenti. Riguardo a battere Boncompagni credo tu abbia ragione.
    Ma il fatto di autoincensarti in un certo modo
    (“Leggi la mia lettera a Sette su Alda Merini e poi dimmi se hai letto qualcosa di più umano e costruttivo…”) non è sintomo di grande classe, anche fosse una lettera splendida.
    Comunque non mi sono mai permesso di darti del fascista. Ritengo, diciamo, che tu ecceda impropriamente in passione per il Cavaliere.

  2. Non fanno ridere.

    Come quelle di Boncompagni d’altronde. Tutto quest’astio verso i comici di sinistra mi sembra più che altro invidia. La cosa meno peggio che avete voi destri sono i Fichi D’India e Antonio Socci (come comico ovviamente).

    La comicità, come Fo insegna, nasce con la cultura. Se questa cultura non c’é, se al posto di questa cultura c’é un vastissimo deserto alcalino, é molto dura costruire qualcosa che faccia ridere.

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