Non è più la Rai (Comedians DeathMatch) /1

A Natalino quel che è di Natalino. L’umorista di Seminara (che di sè dice: “Sono meglio di Serra, Benni e Altan messi assieme”) ritiene che lo spazio lasciato libero da Mattia Feltri sul quotidiano “Il Foglio” gli spettasse di diritto. La battuta quotidiana del Feltrino nella rubrica delle lettere al direttore è stata invece arbitrariamente assegnata a Gianni Boncompagni. Macchianera è al fianco di Natalino, il cui estro da serial killer del calembour è stato colpevolmente ignorato, e lo sostiene in questa battaglia con una nuova rubrica ad hoc: Non è più la Rai: Comedians Deathmatch.
Votate per la battuta del giorno che preferite!

Gianni Boncompagni:
“Al direttore – Alcuni vecchi errori che fanno ridere a crepapelle la Montalcini. Il giardino prensile. Le sedie di Rimini. Alle pernici di monte Mario. Il bolero di Ravenna. L’uccello di fuori. L’Ave Maria di Schumacher.”

(da “Il Foglio” del 3/3/2004)
Non è più la Rai: Comedians Deathmatch Natalino Russo Seminara:
“Un congiunto della Boccassini radiato dalla Magistratura. Pare che bevesse, giocasse e andasse a donne. Lo zio è il padre dei vizi.”

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30 Comments

  1. Io invece voto fuscornelio. Non ho capito cosa non ha capito (Boncompagni? Natalino? il sondaggio? le regole del gioco?) e proprio per questo merita il voto di “piu’ grottesco”.

    e in assoluto w feltrino

  2. Gianni Boncompagni può tenere al massimo una rubrica di memorie di quando stava con la Carrà o una su come cogliere le fanciulle in fiore(questa la leggerei, però). Comunque Neri, lei sta dalla parte di Natalino solo per toglierselo dai piedi e questo non è bello.

  3. Erano anni che non sentivo più il termine “congiunto”..beh Natalino ha una sua utilità,rammentarmi che quel termine non fa ridere.

  4. la prima cosa che leggevo del foglio erano le fulminanti battute di feltrino. ora ci sono boncompagni e crippa le cui battute 10 volte non capisco e quell’unica volta che le capisco non mi fanno ridere. Un po’ come le vignette di forattini. che palle!

  5. sto rivalutando le battute di sergio paoletti su topolino che hanno rovinato la mia infanzia… mi sembrano comunque a un livello superiore. In ogni caso, non leggendo il Foglio, non mi importa.

  6. Natalino.. quel posto che pretendi è occupato da Brontolo, se poi pensi che possa spettarti di diritto.. beh, Gneri non aspetta altro, farà un altro bannerino con photoschioppe e quindi un altro “postuculo”..

    Per Gneri: se mi censuri anche questo, ti prego di spiegarmi i motivi in privato.

  7. Per Natalino,
    non vorrei dire una fesseria, ma ricordo un breve racconto di Gianni Rodari narrante un processo tra zio e nipote causato proprio dal gioco di parole “lo zio è il padre dei vizi”.

  8. Si, ma in definitiva: “lo zio è il padre dei vizi” anche se fosse la battuta più inedita dell’Universo è una battuta che fa cagare.
    Come praticamente TUTTE le battute di Russo Seminara.
    Non fanno neanche pena o simpatia, fanno cagare.

  9. Gianluca, stavo per dire la stessa cosa. La battuta (che non era vista come battuta, ma come errore ortografico che scatena il processo di cui parla Gianluca) io l’ho letta per la prima volta su un libro di favole di Rodari, intitolato “Favole al telefono”. Quindi, posso dirlo con cognizione di date, la battuta è più vecchia di me, che non sono nemmeno più tanto giovane.

  10. Io voto per NRS perché almeno non è mai stato spacciato (se non da se stesso) come un rivoluzionario genio della televisone, dello spettacolo e dell’intrattenimento. Alla fine preferisco i poveracci.

  11. Premesso che in un qualsiasi seminario ci sono seminaristi molto piu’ spiritosi di un Seminara che semina battute semiologiche e semilogiche, trovo la prosopopea dello stesso NRS davvero grottesca; se (come dice) ha la casa piena di libri umoristici, si rilegga quelli di Achille Campanile: “lo zio e’ il padre dei vizi” e’ battuta sua, se non addirittura del Marco Aurelio (1940 o giu’ di li’…).

  12. Il signor Russo Seminara si legga per cortesia quanto può trovare a questo link “http://www.bdp.it/Rodari/studio/autobio/natolibroerrori.htm” (la data di riferimento è 1964) Comunque io uno che parlando con chi si chiama Achille fa battute sul tallone lo trovo originalissimo.

  13. Dicevate così anche per bombolo, poi appena morto tutti a rivalutarlo. Sara così anche per te mitico natalino. Non ti curar di loro non capiscono la tua grandezza.

  14. abbandono il match per manifesta inferiorità mentale.per cortesia non chiedetemi se la mia o quella di Natalino Rosso(da) Seminara(cavolo però..con sto nome può fare le serate in discoteca tipo Costantino (di) Uomini e donne,Masha del Grande Fratello..)

  15. Ah un’ultima cosa sempre per il david letterman de noantri : i miei umoristi di riferimento sono wodehouse e achille campanile e i tuoi? pippo franco e pingitore?

  16. Leonardo, quello da Vinci (giusto per evitare confusioni con Davide Ognibene) non sosteneva affatto che da genitori che si amano nascano figli intelligenti. Essendo lui stesso “figlio dell’amore” (nato da tale Caterina e dal notaio fiorentino Ser Piero d’Antonio, relazione extraconiugale) ebbe a scrivere una volta come a suo parere da un rapporto sessuale appassionato e volitivo nascano ingegni vivaci, mentre da un rapporto svogliato, dovuto meramente “a la noiosa lussuria de la foemina”, nascano persone di grossolano ingegno.
    Gli idioti insomma nascono da scopate noiose. A parere di Leonardo. Potrebbe anche essere vero, ma quando me lo disse a voce non fui del tutto d’accordo.

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