Uno scandalo ideologicamente italiano

ParmalatItalia. E’ stata rinviata a data da destinarsi la proposta del ministro alle Attività Produttive che aveva chiesto alla collega ministra dell’Istruzione di istituire al più presto nelle scuole “lo studio dei casi di eccellenza degli imprenditori italiani”. Gli “eccellenti”, da proporre solennemente a esempio e monito delle giovani generazioni, da qualche tempo in qua non hanno molto tempo per impartire lezioni di vita; che peraltro, per ministro e ministra, sarebbero i più qualificati a impartire, a parte questi noiosi contrattempi. Il contributo del governo italiano – e diciamo pure della classe dirigente italiana – al crac Parmalat è principalmente questo; ideologico, vale a dire. Da una ventina di anni in qua, e da tre-quattro anni in modo sempre più ossessivo, la filosofia del regime è che il Vip Non Sbaglia Mai. Tranvieri, disoccupati, parroci, carabinieri in pensione, cococò, operai: tutti corporativi o qualunquisti, nostalgici di un passato “sociale” obsoleto, indigeni polinesiani di fronte ai missionari del progresso. Su questo, fra destra e “sinistra”, c’è una (inconsapevole) convergenza, che va molto oltre i governi.
Lo scandalo Parmalat è ideologicamente italiano. Ma da un punto di vista tecnico è globale. Il governo (e la Banca d’Italia) non hanno vigilato. Ma le maggiori banche (che sono ormai transnazionali) erano implicate. I conti esteri, le Cayman, gli affidavit finanziari, le “consulenze” pelose erano senz’altro multinazionali. Questo non è un altro caso Enron: è *il* caso Enron, cioé l’assoluta irresponsabilità del management finanziario, che finalmente arriva *anche* in Italia. Quel tizio dalla barbaccia antipatica probabilmente ci avrebbe fatto su un libro – o forse l’ha già fatto.

In Italia, secondo statistica, sono ormai in sei milioni i lavoratori dipendenti ad aver superato la soglia della povertà; dai due milioni di lire ai mille euri il confine è esattamente questo. E il ceto medio-alto, quest’anno, le feste le ha passate – con stupore – a casa sua.


Italiani. La maestrina, l’immigrato, il barbone, il ferroviere, il prete. Bambini salvati dal terremoto, persone tirate fuori dal mare in tempesta, ragazze difese contro il branco, viaggiatori sottratti all’incidente mortale, ragazzi che annegavano portati a riva… Ha fatto bene il presidente della Repubblica, a nome di tutto il popolo italiano, a chiudere l’anno premiando pubblicamente questi cittadini. Italiani qualunque, come voi e me, di quelli che non vanno mai sui giornali se non una volta sola nella loro vita. Carmela Coniglio, Mohamed Abdennaceur, Natale Morea, Vincenzo Praticò, don Stefano Gorzegno: l’Italia che conta è tutta qui, il resto è soltanto polverone.

Anarkici. Di anarchici insurrezionalisti ne ho visti passare diversi in vita mia. Uno era Merlino, “insurrezionalista” col botto (lo usarono per cercare d’incastrare Valpreda) che poi risultò militare invece nell’estrema destra. Un altro era Bertoli, anche lui molto “insurrezionalista” (attentato alla questura a Milano) ma infine smascherato come uomo dei servizi segreti. Poi ci sono gli “insurrezionalisti” del ’77 (una famosa foto li immortalò mentre sparavano travestiti da “autonomi”, ed erano agenti in borghese) e quelli di Genova, i black-bloc: anche loro, ahimé, fotografati a braccetto non di Bakunin ma della questura. I brigatisti, viceversa (quelli di ora), sembrerebbero autentici: ne bastano una trentina, fanatici al punto giusto, per fare un bel po’ di danno; anche loro, peraltro, facilmente manovrabili (stolidi e prevedibili) da chiunque ne abbia interesse. Nell’ottocento, il capo dei terroristi russi risultò alla fine al servizio – per oltre dieci anni – della polizia segreta zarista. Alla fine non sapeva neanche lui se era più terrorista o più sbirro: come terrorista ammazzava i compagni “morbidi”, e come poliziotto li ficcava in galera. In tutto questo casino, l’unica cosa che si capisce è che hanno cominciato a fare gli attentati al candidato dell’opposizione. Ma l’Italia non è la Colombia, dici tu: mica qui c’è la mafia al governo. Sarà. Comunque, stiamo in campana.

Befana. A novembre Bossi ci aveva promesso un bel regalo per l’anno nuovo, e cioè l’abbandono delle poltrone e la caduta del governo. Non s’è visto niente. Ora aspettiamo, speranzosamente, l’Epifania.

Palestina-Israele. Novecento nuove famiglie di coloni saranno installate – annuncia il governo Sharon – sul territorio del Golan, appartenente alla Siria ma occupato da più di vent’anni dall’esercito israeliano.

Cronaca. I soliti cento feriti per i botti di capodanno: fra gli ordigni di quest’anno il “kamikaze” da mezzo chilo. Gli italiani sono i Bin Laden di se stessi.

Cronaca. Palma di Montechiaro (Agrigento). Incendiata l’auto di don Angelo Portelli, prete del paese, in prima fila nelle iniziative antimafia e contro l’usura.

Cronaca. Palermo. “Negli ambienti più insospettabili della società”: con queste parole si conclude il rapporto dei carabinieri che fa, come ogni anno, il punto sulle attività criminali di Cosa Nostra.

• AntonellaConsoli wrote:

Dedicata a un uomo

< Tronfia e sazia
la schiera dei corvi attendeva in silenzio
Il messaggero arrivò:
obbiettivo colpito, giugulare bruciata,
stasera la strada porta un rosso eccitante.
Scalza e riarsa da una sete perenne
la piccola Gioia smise di piangere
tremò
nemmeno lei seppe mai perché.

Qualcuno morì, nessuno si mosse.

Crollava il cielo di un uomo
le nostre stelle furono aghi di ghiaccio:
gl’infilzarono il cuore, le labbra, il cervello
inchiodandolo qui
sulle vesciche roventi d’una città sfregiata.
Orrida impotenza le mie mani perfette
e il mio cervello
convulsa onda di stupore.
Ancora una volta un bacino di sangue
rompe i confini d’una sagoma di gesso,
orrida impotenza la mia vita intera. >

(Visited 31 times, 1 visits today)

7 Comments

  1. ho letto”Il governo (e la Banca d’Italia) non hanno vigilato.”

    sono d’accordo con tutto quello che hai scritto meno che con questo.di organismi che dovevano vigilare ce ne erano a dozzine, dare in questo caso la colpa solo alla banca d’italia e’ veramente ingiusto, nonche’ superficiale

  2. Credevo di essere il solo (insieme a mia moglie) a cui gli anarco-insurrezionalisti puzzassero.

  3. non è che qualche perquisioncina gli iperimpegnati magistrati antiberlusca la potevano fare anche alla parmalat eh? sìssì, tutto ideologicamente italiano

  4. Ah gli italiani, meraviglioso popolo di Poeti, Santi, Navigatori, Pecoroni e AFFARISTI CIALTRONI!!!

Rispondi