Un giudice, un cavaliere, uno stalliere. E non è una gara di equitazione.

Diciamo pure che in un universo parallelo, in una dimensione opposta a questa, io potrei anche essere di destra.
Meglio specificare: qualcosa un po’ meno a destra di Rolli, un po’ più di Goebbels.
Con la differenza, rispetto alla prima, che a) se fossi disonesto, me ne starei quatto quatto nel mio angolino per non alzare altra polvere su Berlusconi e Schifani; b) se fossi onesto, chiederei scusa per Berlusconi e Schifani; c) se fossi intelligente, mi vergognerei e basta.

Scrive (sempre Rolli), titolando Magnifico Berlusconi: È matto da legare, quando ci si mette. Geniale!”, e ancora: “Credo non ci sia un solo italiano, di destra, di sinistra, anarchico o come ti pare, che pensi che Borsellino o Falcone fossero dei matti. La malafede che leggo invece nelle parole di Rita Borsellino e di chi se ne fa scudo, quella sì, invece è grave”.

Se ne deve desumere che Paolo Borsellino (due mesi prima di saltare in aria) non dichiarò quanto segue (in audio e video, nello splendore del Technicolor) perché era matto. Nè perché era di sinistra. Nè perché era in malafede.

Dunque lei dice che è normale che Cosa Nostra s’interessi a Berlusconi?

«È normale il fatto che chi è titolare di grosse quantità di denaro cerca gli strumenti per potere questo denaro impiegare. Sia dal punto di vista del riciclaggio, sia dal punto di vista di far fruttare questo denaro. Naturalmente questa esigenza, questa necessità per la quale l’organizzazione criminale a un certo punto della sua storia si è trovata di fronte, è stata portata a una naturale ricerca degli strumenti industriali e degli strumenti commerciali per trovare uno sbocco a questi capitali e quindi non meraviglia affatto che, a un certo punto della sua storia, Cosa Nostra si è trovata in contatto con questi ambienti industriali».

E uno come Mangano può essere l’elemento di connessione tra questi mondi?

«Ma, guardi, Mangano era una persona che già in epoca ormai diciamo databile abbondantemente da due decadi, era una persona che già operava a Milano, era inserita in qualche modo in un’attività commerciale. È chiaro che era una delle persone, vorrei dire anche una delle poche persone di Cosa Nostra, in grado di gestire questi rapporti».

Però lui si occupava anche di traffico di droga, l’abbiamo visto anche in sequestri di persona…

«Ma tutti questi mafiosi che in quegli anni – siamo probabilmente alla fine degli anni ’60 e agli inizi degli anni ’70 – appaiono a Milano, e fra questi non dimentichiamo c’è pure Luciano Liggio, cercarono di procurarsi quei capitali, che poi investirono negli stupefacenti, anche con il sequestro di persona».

(A questo punto Paolo Borsellino consegna dopo qualche esitazione ai giornalisti 12 fogli, le carte che ha consultato durante l’intervista) «Alcuni sono sicuramente ostensibili perché fanno parte del maxiprocesso, ormai è conosciuto, è pubblico, alcuni non lo so…». Non sono documenti processuali segreti ma la stampa dei rapporti contenuti dalla memoria del computer del pool antimafia di Palermo, in cui compaiono i nomi delle persone citate nell’intervista: Mangano, Dell’Utri, Rapisarda, Berlusconi, Alamia.

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26 Comments

  1. Be’, in fondo Rolli ha ragione: non c’è un solo italiano, di sinistra o di destra, che crede che Falcone o Borsellino siano dei pazzi (con l’eccezione di Berlusconi, Bondi, Schifani e pochi altri, che confermano la regola). Comunque, nella famigerata intervista del Cav., non è stata abbastanza messa in risalto l’affermazione che più è sintomatica della sua paranoia globale, quella che all’epoca ha dovuto vendere la Standa perché i comunisti la boicottavano non andandoci a fare spese.

  2. Sei proprio squallido Neri !!! sei troppo coglione per essere di destra ! Stare quatti quatti vuol dire come hai fatto tu che in tutto Agosto e Settembre sul tuo sito non hai fatto nemmeno un post piccolo piccolo sulle cazzate che raccontano Mortadella-Ranocchio_Cicogna?? nemmeno quando Fassino prima dice di non saperne niente eppoi che era in missione speciale per gli Stati Uniti ?? nemmeno ora che sono stati trovati 120 milioni di dollari frutto di riciclaggio ESATTAMENTE come aveva detto Marini (con i giudici che , trovando pieno riscontro alle parole di MArini, lo definiscono INATTENDIBILE : però tu difendili , non sono affatto matti !! d’altronde Prodi, con le sue sedute spiritiche, può sempre aiutarli a trovare qualche altro cadavere) !! Eppoi che tristezza vedere questa ennesima strumentalizzazione di Borsellino: sai benissimo che quei giornalisti erano andati lì per cercare prove della colpevolezza di Silviuzzo e , per quanto si sforzassero, non hanno trovato un cazzo !! A meno che nell’intervista , Borsellino non abbia dato loro le prove dei crimini mafiosi di Silvio : come dici scusa ??? non c’è niente di tutto ciò ??? Nel pezzo da te citato si capisce benissimo che Borsellino si trovava a disagio con quei giornalisti che volevano fargli dire cose che, onesto qual’era , non poteva dire non avendo la minima prova :così si limitò a dire cose più che banali che solo Santoro , Travaglio e tu, ancora usate al contrario !!! e nota la differenza: giudice di simpatia destrorsa che non si sbilancia nemmeno un pò contro un industriale allora considerato amico di Craxi e di sinistra : che differenza con i giudici di sinistra che hanno sempre certezze contro chi non è delle stesse idee politiche ( fino a 20 anni fa Andreotti mafiosio,poi tuttto d’un tratto si converte) !!!
    Eppoi genuflettiti e scusati , ma per quelli che hai votato tu, che tanti soldi hanno rapinato alle tasche degli italiani a partire da Telekom Serbia !!! Ah già : il tuo blog è più a livello del riporto di Schifani che delle porcate di Mortadella !!

  3. Sei proprio squallido Neri !!! sei troppo coglione per essere di destra ! Stare quatti quatti vuol dire come hai fatto tu che in tutto Agosto e Settembre sul tuo sito non hai fatto nemmeno un post piccolo piccolo sulle cazzate che raccontano Mortadella-Ranocchio_Cicogna?? nemmeno quando Fassino prima dice di non saperne niente eppoi che era in missione speciale per gli Stati Uniti ?? nemmeno ora che sono stati trovati 120 milioni di dollari frutto di riciclaggio ESATTAMENTE come aveva detto Marini (con i giudici che , trovando pieno riscontro alle parole di MArini, lo definiscono INATTENDIBILE : però tu difendili , non sono affatto matti !! d’altronde Prodi, con le sue sedute spiritiche, può sempre aiutarli a trovare qualche altro cadavere) !! Eppoi che tristezza vedere questa ennesima strumentalizzazione di Borsellino: sai benissimo che quei giornalisti erano andati lì per cercare prove della colpevolezza di Silviuzzo e , per quanto si sforzassero, non hanno trovato un cazzo !! A meno che nell’intervista , Borsellino non abbia dato loro le prove dei crimini mafiosi di Silvio : come dici scusa ??? non c’è niente di tutto ciò ??? Nel pezzo da te citato si capisce benissimo che Borsellino si trovava a disagio con quei giornalisti che volevano fargli dire cose che, onesto qual’era , non poteva dire non avendo la minima prova :così si limitò a dire cose più che banali che solo Santoro , Travaglio e tu ancora usate al contrario !!! e nota la differenza: giudice di simpatia destrorsa che non si sbilancia nemmeno un pò contro un industriale allora considerato amico di Craxi e di sinistra : che differenza con i giudici di sinistra che hanno sempre certezze contro chi non è delle stesse idee politiche !!!
    Eppoi genuflettiti e scusati , ma per quelli che hai votato tu, che tanti soldi hanno rapinato alle tasche degli italiani a partire da Telekom Serbia !!! Ah già : il tuo blog è più a livello del livello del riporto di Schifani che delle porcate di Mortadella !!

  4. a Kagliò,mettiti il cuore in pace e accetta il fatto di votare e sostenere un volgare traffichino.mammamia come ve arrampicate male sugli specchi

  5. D’accordo, d’accordo. Non è che fosse proprio matto. Un originale, ecco. E di sinistra. Un po’ meno di Andreotti, e un po’ più di Bertinotti. E comunque, sono stato frainteso.

  6. Troppo coglione per essere di destra? Non vale più la massima: “Per essere di destra non è necessario essere coglioni, però aiuta.” ?

  7. caro Kagliostro anche se Mortadella&co. risultassero colpevoli di qualche cosa non significa che Silvio sia uno stinco di santo.Se gli avversari sono colpevoli questo non annulla certo le ben maggiori colpe,le maleffatte di B.Insomma in ogni caso devi vergognarti per il tuo capo e per le cazzate che spara.

  8. Ebbravo il kagliostro che pur di difendere l’indifendibile si mette le fette di salame sugli occhi e fa finta di legger male. Nell’articolo de “il Nuovo” da te citato (Rolla) si scrive:”[…] sul’azienda attraverso la quale sarebbe transitata una parte dei 120 milioni di dollari “sporchi” provenienti dall’ex Jugoslavia, la presunta tangente diretta a politici italiani per l’acquisto di Telekom Serbia da parte di Telecom Italia, secondo il protagonista delle rivelazioni che stanno facendo discutere il mondo politico italiano ” . Notare l’uso del condizionale nella frase che indica che non è stato ancora ne’ trovato ne’ provato niente: per ora sono solo le dichiarazioni del truffatore (in quanto già condannato più volte per truffa) Marini.

  9. Garantisti dei miei stivali, vi siete eretti a difensori dello Stato di diritto e adesso vi comportate peggio del peggior giudice-poliziotto. Sto parlando con te Kagliostro, continuate a regolare i vostri (non tuoi spero ma della parte politica di cui fai parte) conti attraverso risorse dello Stato senza governare, come si dovrebbe, il nostro paese.
    Sia d’esempio l’atteggiamento isterico del vostro capo, dice che i giudici sono pazzi e poi si affida alla giustizia per richiedere danni a Fassino.
    Avete sputato sopra ogni tipo di “pentito” e adesso pendete dalle labbra dal pentito Marini.
    Fate pena perchè siete meschini come quelli che avete sempre accusato.
    Sii almeno furbo e evita ‘ste sparate con tanto di maiuscole.

  10. A Kagliotto non te devi incazza così…sino te scoppia na vena… che poi se non viene fuori niente da quella storia (a parte che leggi male gli articoli che citi) te je fai na doppia figura de merda, in primis perché dovevi da esse garantista e te sei dimostrato forcajolo eppoi perché come ar solito invece de fà le persone serie e a modo e beccà quelli che c’hanno magnato veramente avete fatto finì tutto ‘n caciara. Bravi…continuate così.

  11. Mah! Come ho gia’ detto altrove, il problema e’ che per governare ed amministrare un condominio, un’azienda, un paese ci vogliono persone oneste e preparate.

    In questo caso, non sta a me dire se sussista il primo requisito (l’onesta’), quella la giudicheranno gli elettori, certo e’ che la preaparazione ahime’, manca, e’ carente. Ehhhhhhhhhhhhhh santa pazienza!!!

    Tassiamoci tutti per far fare un corso d’inglese a chi rilascia interviste all’estero!!
    TASSIAMOCI! E’ un’opera a fin di bene!

  12. Fantastico: che scooooooooop!!!! Da dovwe l’hai tiratya questa intervista: dal baule della nonna? Oppure aspiri a diventare un piccolo travaglio? o un minuscolo santoro?
    Roba vecchia, caro neri. Inventati qualcos’altro.

  13. Caro Kagliostro, si vede chiaramente che sei troppo nervoso, accecato dalla rabbia e aggressivo nel toccare questo tasto che, a quanto pare fa troppo male, a voi di destra. Non fate così! ok, le cose non vi stanno andando benissimo ma sono convinto che la calma e la tranquillità, alla fine, vi premieranno!. Non è colpa vostra ed io vi capisco. Avete un capo che spara solo delle cazzate a raffica obbligandovi a farle diventare concettualmente vostre (siete da ammirare perchè non è facile). Ma non potete farlo tacere, l’intoccabile per eccellenza! E non potete neanche pretendere che, chi non gli lecca il culo, o chi non l’ha votato, lo difenda. Questo duro lavoro è compito vostro e devo dire che non vi invidio. La nostra punizione è dover assistere impotenti allo schifo che si sta compiendo per colpa vostra. Adesso lasciateci parlare.

  14. Kagliostro, il tuo nano pelato e i suoi tirapiedi sono come quei prestigiatori da sagra paesana che sono così maldestri che i loro trucchetti da strapazzo vengono scoperti anche dai bambini. Tana per il nano. E mo’ tu e Feltri come vi mettete? A pecora, come al solito.

    I FATTI

    Nel giugno del 1997, il gruppo Telecom Italia, tramite la propria controllata Stet International Netherlands N. V., acquisto’, per circa DM 893 milioni, una partecipazione del 29 per cento in Telekom Serbia, l’operatore nazionale serbo per la telefonia su rete fissa. A quella data, il capitale della Telecom Italia era posseduto per il 61 per cento dal Ministero del Tesoro della Repubblica Italiana.

    Nel febbraio del 2003, il gruppo Telecom Italia, ormai privatizzato, rivendette la partecipazione del 29 per cento in Telekom Serbia per 193 milioni di euro.

    LE ACCUSE

    Tralasciando le accuse di tangenti, sulle quali sta indagando la magistratura di Torino e per le quali il presidente della Commissione Europea Romano Prodi ha già dato incarico ai propri legali di tutelare in tutte le forme opportune il suo onore, in relazione alla vicenda Telekom Serbia sono stati sollevati nei confronti del governo italiano allora presieduto da Romano Prodi i seguenti addebiti:

    a) Con l’operazione Telekom Serbia il governo Prodi avrebbe aiutato un regime criminale.
    Il pagamento del prezzo di acquisto della partecipazione in Telekom Serbia si sarebbe tradotto in un sostegno finanziario al presidente serbo Milosevic e, dunque, nel rafforzamento di un regime criminale.

    b) L’operazione Telekom Serbia sarebbe stata approvata dal governo Prodi.
    Deliberata dal consiglio d’amministrazione di Telecom Italia il 9 giugno 1997, l’operazione Telekom Serbia sarebbe stata di fatto approvata dal governo dato che l’intero consiglio d’amministrazione era espressione dell’azionista pubblico.

    c) Il governo Prodi avrebbe cambiato i vertici Telecom per cacciare chi si opponeva all’affare Telekom Serbia.
    Il rinnovo dei vertici di Telecom Italia deciso dal governo del gennaio 1997, pochi mesi prima della conclusione delle trattative per l’acquisto della partecipazione in Telekom Serbia, sarebbe stato determinato dalla volontà di estromettere un presidente e un amministratore delegato contrari all’operazione.

    d) Approvando l’operazione Telekom Serbia il governo Prodi avrebbe provocato una ingente perdita di denaro pubblico.
    La differenza tra il prezzo di acquisto e il successivo prezzo di rivendita della partecipazione in Telekom Serbia avrebbe comportato una pesante perdita di denaro pubblico della quale sarebbe responsabile il governo in carica al momento della conclusione della transazione.

    A ciascuno di questi addebiti è facile rispondere in modo preciso e dettagliato.

    LE RISPOSTE

    a) Un aiuto ad un regime criminale? No. L’operazione Telekom Serbia è del 1997. La guerra del Kosovo è di due anni dopo.
    La firma del contratto per l’acquisto della partecipazione in Telekom Serbia avvenne il 10 giugno 1997, in un periodo di progressiva normalizzazione dei rapporti con la Serbia.

    Con gli accordi di Dayton del 21 novembre 1995 di cui lo stesso Milosevic era stato uno dei firmatari e che, nel sancire il nuovo assetto costituzionale della Bosnia Erzegovina, costituivano un vero trattato di pace, si era aperta nei confronti della Serbia, dopo gli anni del conflitto in Bosnia e, prima ancora, di quello in Croazia, una stagione di rinnovato dialogo. Il 1° ottobre 1996, otto mesi prima della conclusione dell’operazione Telekom Serbia, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite aveva revocato le sanzioni economiche contro Belgrado.

    All’inizio del 1997 Italia e Serbia conclusero due accordi per evitare la doppia imposizione fiscale e per la tutela e la promozione degli investimenti.

    In questo contesto, molte imprese occidentali, e numerose in particolare del settore delle telecomunicazioni, guardarono con interesse al mercato che si stava riaprendo. Nella nuova situazione politica non c’erano, da parte né dei governi europei né di quello americano, obiezioni di ordine politico a una ripresa degli investimenti.

    Questa, nel quadro di una politica tesa ad aiutare la Serbia a ritrovare la strada della democrazia e dello sviluppo, era anche la posizione del governo italiano.

    Qualificare un investimento nella Serbia del 1997 come “aiuto ad un regime criminale” e come finanziamento “del genocidio di un popolo” sulla base delle responsabilità di Belgrado nel conflitto con il Kossovo di due anni dopo costituisce, prima e più ancora che un inaccettabile metodo di polemica politica, un falso storico.

    b) Un’operazione approvata dal governo? No. Una autonoma decisione dell’impresa.
    Il 6 giugno 1997, l’amministratore delegato Tomaso Tommasi di Vignano informò il consiglio d’amministrazione di Telecom Italia dell’acquisto di una partecipazione del 29 per cento di Telekom Serbia.

    Si trattava di un’operazione impostata sotto la precedente gestione dell’azienda e che .. non necessitava di alcuna delibera in quanto già discussa e deliberata dal precedente consiglio che aveva dato in proposito un apposito mandato all’amministratore delegato.

    Nessuna autorizzazione fu chiesta e nessuna informazione fu trasmessa al Ministero del Tesoro. Così prevedevano le procedure che regolavano i rapporti tra il Tesoro e le società partecipate.

    Quando, nel dicembre del 1996, aveva rilevato dall’Iri la maggioranza della Stet, la società finanziaria del settore delle telecomunicazioni che controllava la società operativa Telecom, il Ministero del Tesoro aveva dato piena autonomia alle società così acquisite, sino al punto di liberarle dall’obbligo di informare il proprio azionista di controllo.

    Il governo Prodi aveva deciso di procedere in tempi rapidi ad una vasta privatizzazione delle imprese ancora sotto il controllo dello Stato. In questa prospettiva, il Ministero del Tesoro scelse di adottare nonne e procedure che potessero garantire i mercati della assenza di qualsiasi interferenza di tipo politico.

    Nessuno, dunque, in relazione alla conclusione dell’operazione Telekom Serbia, chiese autorizzazioni o informò il Ministero del Tesoro. Nessuno, a maggior ragione, né direttamente né indirettamente, informò il Presidente del Consiglio.

    c) Un cambio dei vertici Telecom deciso per favorire l’operazione? No, una sostituzione decisa per facilitare la privatizzazione.
    Nel gennaio 1997, il governo Prodi si preparava alla fusione tra Stet e Telecom per poi procedere alla privatizzazione della nuova società.

    Prima di allora erano state privatizzate banche, società di assicurazione e del settore meccanico. Per il settore di attività, per l’avvio del processo di liberalizzazione che si sarebbe così avviato, per le dimensioni finanziarie che sfidavano le capacità di assorbimento dei mercati finanziari, quella della Telecom era la più complessa di tutte le privatizzazioni sino a quel momento realizzate dallo Stato italiano.

    In questa prospettiva, il governo ritenne, anche sulla base di precise indicazioni dell’advisor, Morgan Stanley e Euromobiliare, che le persone allora al vertice della società, notoriamente avverse al processo di privatizzazione così come impostato dal governo, non avessero le caratteristiche adatte per condurre al meglio l’operazione di privatizzazione e per guidare il gruppo in un mercato pienamente aperto alla concorrenza.

    Per queste ragioni, il governo decise la sostituzione dei vertici della finanziaria Stet. Al posto di Biagio Agnes, presidente, e di Ernesto Pascale, amministratore delegato, venero nominati Guido Rossi, avvocato, professore di diritto all’Università Bocconi già presidente della Consob, la Commissione di vigilanza sulle società e sulla Borsa, e Tomaso Tommasi di Vignano, già amministratore delegato di lritel e responsabile del dipartimento internazionale e dei rapporti con i clienti di Telecom.

    Come ebbe modo di dichiarare l’allora ministro del Tesoro in un’audizione alla Camera, “era un momento di frattura tra il passato e il futuro. ..; si è ritenuto di dare maggiore importanza a professionalità più squisitamente specializzate nelle due operazioni che si debbono fare, perché non è più la sola privatizzazione ma anche la fusione…; si è ritenuto di utilizzare questo momento di cesura per assicurare ai vertici aziendali caratteristiche più appropriate ai due nuovi momenti che la società deve affrontare”.

    d) Una operazione senza senso industriale e una perdita di denaro pubblico? No. Un’operazione analoga a tante altre senza riflessi sui conti dello Stato.
    Osservando che la partecipazione in Telekom Serbia acquistata nel 1997 fu rivenduta nel 2003 è stato detto che l’intera operazione era priva di senso industriale.

    Senza volere in alcun modo sostenere le scelte a suo tempo e in piena autonomia operate da Telecom Italia, è bene ricordare che, nel quadro dell’operazione per l’acquisto della partecipazione, il gruppo Telecom Italia stipulò un accordo con il governo serbo che gli garantiva specifici diritti riguardanti la gestione di Telekom Serbia. Detto accordo prevedeva anche il pagamento di commissioni sul fatturato di Telekom Serbia quale corrispettivo dei servizi del know-how che il gruppo Telecom Italia avrebbe trasferito a Telekom Serbia.

    In base a tale accordo – come bene evidenziato nel prospetto per l’offerta pubblica di vendita nel capitolo “Investimenti regionali” alla voce “Serbia” – era altresì previsto che Telekom Serbia operasse per otto anni in regime di monopolio i servizi di telefonia fissa nell’ambito di una concessione ventennale rinnovabile e che la stessa Telekom Serbia fosse titolare di una concessione ventennale non esclusiva avente ad oggetto la realizzazione e gestione della futura seconda rete cellulare per l’offerta di servizi di telefonia mobile GSM.

    Telekom Serbia aveva circa 2 milioni di abbonati mentre il suo fatturato era stato, nel 1966, di oltre 600 miliardi di lire con un margine operativo lordo di 375 miliardi di lire.

    Insieme agli italiani, entrò nel capitale di Telekom Serbia anche la società Ote, il gestore nazionale greco dei servizi di telecomunicazione, che per circa 675 milioni di marchi tedeschi acquistò una partecipazione del 20 per cento, pagando un prezzo per azione superiore a quello di Telecom.

    L’acquisto della partecipazione in Telekom Serbia si inserì in un quadro allora segnato, tanto su scala italiana quanto su scala europea e mondiale, dalla corsa all’espansione internazionale da parte delle maggiori imprese di telecomunicazione.

    La stessa Telecom Italia, nel periodo antecedente la privatizzazione, aveva operato acquisizioni in moltissimi paesi, tra i quali la Bolivia (comprando per 610 milioni di dollari il 50 per cento della Entel Bolivia che nel 1966 aveva realizzato ricavi per 224 miliardi di lire), il Brasile (partecipando per 230 milioni di dollari all’acquisto di una concessione della durata di 15 anni), il Cile (comprando per 301 milioni di dollari il 20 per cento di Entel Chile che nel 1966 aveva fatturato 319 milioni di dollari), a Cuba (comprando per 305 milioni di dollari il 29,29 per cento di Etec), in Austria (comprando per 1.175 miliardi di lire il 25 per cento di Mobilkom Austria che, nel periodo 24 aprile-31 dicembre 1966 aveva realizzato un fatturato di circa 635 miliardi di lire), in Francia (comprando per 490 miliardi di lire il 19,6 per cento di Boygues Decaux Telecom a sua volta titolare del 55 per cento di Boygues Telecom che nel 1966 aveva realizzato un fatturato di 45 milioni di dollari), in Spagna (partecipando per 672 miliardi di lire all’acquisto del 70 per cento di Retevision), in India (comprando per circa 67 milioni di dollari il 2 per cento della Bharti Cellular e per circa 400 milioni di dollari il 20 per cento della Bharti Televentures).

    E’ stato detto che lo Stato italiano avrebbe perduto nell’operazione Telekom Serbia circa 250 milioni di euro, una cifra pari all’intera differenza tra il prezzo di acquisto del 1997 (circa 893 milioni di marchi, equivalente a circa 825 miliardi di lire) e quello di vendita del 2003 (193 milioni di euro).

    Pochi elementi sono sufficienti per dimostrare che si tratta di un calcolo del tutto privo di fondamento.

    Quotate a 8.409 lire il 9 giugno 1997, il giorno della firma del contratto per l’acquisto della partecipazione in Telekom Serbia, le azioni Stet salirono il giorno dopo a 8.567 lire e continuarono ad apprezzarsi per tutto il mese successivo, sino a toccare le Il.461 lire il 18 luglio, ultimo giorno prima della quotazione delle azioni Telecom Italia risultanti dalla fusione Stet- Telecom. Analogo comportamento mostrarono i titoli Telecom, passati dalle 4.564 lire del 10 di giugno alle 4658 lire dell’11 giugno e alle 6.434 lire del 18 luglio.

    Quotata a 10.988 lire il 21 luglio 1997, primo giorno di contrattazione dopo la fusione Stet- Te1ecom, l’azione ordinaria Telecom Italia fu fissata a 11.425 lire il 24 ottobre 1997, ultimo giorno di offerta prima della privatizzazione.

    Il prezzo definitivo per l’offerta pubblica di vendita fu, come annunciato, il minore tra il prezzo di mercato dell’ultimo giorno di offerta ridotto del 3 per cento, il prezzo massimo e il prezzo riservato per gli investitori istituzionali fissato in 1.200 lire per azione.

    I risparmiatori che aderirono all’offerta pubblica di vendita furono oltre 2.060.000, per una richiesta di quasi tre miliardi di azioni ordinarie Telecom, registrando una domanda di circa 4,2 volte superiore il quantitativo minimo di azioni inizialmente fissate per l’offerta.

    Il valore complessivo della privatizzazione di Telecom Italia risultò pari a circa 26.000 miliardi di lire.

    Acquistata, come detto, per circa 893 milioni di marchi, la partecipazione in Telekom Serbia figurò per l’equivalente in lire di 825 miliardi di lire nel bilancio 1997 dell’azienda. Le verifiche e i controlli operati al momento della privatizzazione nell’ottobre del 1997 (Mediobanca e Barclays de Zoete Wedd Linrited ne furono i joint global coordinators) confermeranno, infatti, la valutazione originaria.

    L’operazione Telekom Serbia non influì, quindi, in alcun modo sul ricavato che il Tesoro ottenne dalla vendita al pubblico delle azioni Telecom.

    Principalmente come conseguenza dei danni all’economia serba e alle attività della stessa società determinati dalle operazioni dì guerra, la partecipazione in Telekom Serbia venne svalutata a 754 miliardi nel bilancio 1998, a 556 miliardi nel bilancio 1999 e, infine, a 378 miliardi nel bilancio 2000, una cifra, quest’ultima, non molto distante dal prezzo ricavato tre anni dopo dalla definitiva cessione (come già detto, 193 milioni di euro). Ben maggiori di quelle sopportate per Telekom Serbia furono, pur senza le distruzioni che colpirono la regione dell’ex- Yugoslavia, le svalutazioni che il gruppo Telecom Italia dovette operare sulle partecipazioni in quel periodo acquisite nell’America latina.

    La perdita di valore della partecipazione Telekom Serbia, riflessa nei conti Telecom Italia a partire dall’esercizio 1988, era, dunque, già quasi interamente recepita nel bilancio 2000.

    Calcolando che, dal 61 per cento del capitale al momento dell’investimento in Telekom Serbia, la partecipazione del Tesoro si ridusse al 44 per cento un mese dopo per scendere al 5 per cento nel gennaio 1998, al termine dell’offerta pubblica di vendita e, al 3,9 per cento alla fine del 1998, la quota parte della minusvalenza sulla partecipazione Telekom Serbia teoricamente attribuibile all’azionista Ministero del Tesoro sarebbe stata pari a meno del 4 per cento, cioè a circa 10 milioni di euro.

    In ogni caso, definire tale teorica partecipazione dell’azionista Tesoro a una minusvalenza su una singola partecipazione nel bilancio Telecom Italia come una perdita di denaro pubblico costituisce un nonsenso contabile ed economico.

  15. «Quando il giudice mi ha interrogato mi sono accorto che mi trovavo di fronte ad un ammalato. Se dietro a varie scrivanie dello Stato ci sono degli psicotici la colpa non è mia. Perché non fanno delle visite adeguate a questa gente prima di affidare loro un ufficio?»

    Luciano Liggio, boss mafioso, intervistato da Enzo Biagi a «Il Fatto», 20 marzo 1989 (tratto da L’UNITA’ del 6 Settembre 2003)

  16. Caro Gianluca, non abbiamo altro che cercare di ribadire e ripetere. Le parole dette veramente, le date vere, i fatti accertati, i rapporti realmente intercorsi. Ripeterli più di quanto loro ci bastonino di menzogne con i mezzi mediatici di cui dispongono sarà impossibile, ma noi non possiamo non farlo. E adesso direi di rispolverare la vicenda Bossi-Milosevic, che nessuno stranamente cita in questi giorni. Sperando non facciano saltere anche noi :)

  17. … uno cerca con disperazione di evitare di leggere bestialità e un altro che le stesse bestialità rigetta gliele mette sotto il naso: se ti fa schifo legittimamente che roba del genere abbia spazio, perchè gli dai spazio ? Smettila di far pubblicità ad un prodotto scadente…

  18. Bongo, lasci indietro parecchi dati utili. Rispondi a questo. Perchè di fronte all’impossibilità di certificare il bilancio per mancanza di elementi atti a giudicare corretti i conti di telekom serbia si procedette lo stesso a spendere i soldi degli italiani ? Perchè si credette ai conti inventati del venditore, di quel venditore, non rinunciando a comprare un bene del quale non era possibile dare una minima valutazione ? Perchè si dipinge Milosevic come uno dalla coscienza ripulita da Dayton quando era un criminale plurigenocida sotto l’osservazione di tutte le organizzazioni umanitarie, che contrariamente a quanto promesso a Dayton non collaborava con il tribunale penale internazionale sui cirmini in Yugoslavia, che aveva annullato antidemocraticamente regolari elezioni tenutesi prima del 1997 e vinte dalla sua opposizione ? Perchè lo stesso Milosevic è stato intercettato quando diceva “quei mafiosi italiani” e poi si zittisce quando gli spiegano che la sua tangente nasce dalla supervalutazione del bene in vendita ? Perchè il collegio sindacale telecom nel 2001 giudica negativamente tutta l’operazione, censurando l’operato di dirigenti che hanno comprato una società senza nemmeno poter fare una due diligence ? Perchè nessun membro del governo rispose all’interrogazione parlamentare urgente presentata dal senatore radicale Milio il 25 giugno 1997 ? Perchè Agnes e Pascale oggi dichiarano che non è vero niente che erano contrari alle privatizzazioni ? Perchè i sindacati serbi di telekom scioperano a più riprese contro la dirigenza che ha venduto il 49 % dell’azienda sostenendo a gran voce che in realtà i soldi se li è presi Milosevic ? Perchè il compratore foraggia le succulente parcelle dei consulenti del venditore pagate con soldi dei contribuenti italiani a personaggi di dubbia fama e dalla fedina penale internazionalmente sporca ? Perchè l’affare lo fa Stet Netherland se tutti gli altri li fece Stet International, creata apposta per fare ciò ? Perchè Mario Agliata, direttore finanziario di Stet International, dice che la decisione di fare l’affare nasce molto più in alto del cda di Telecom ? Perchè il cda di Telecom impiega 8 minuti per decidere un’operazione del genere, derubricata sotto il punto all’odg “varie ed eventuali” ? Perchè Repubblica prima fa lo scoop e poi si pente ? Perchè c’è in quel governo un sottosegretario ai Balcani se poi non sa nulla dei Balcani e nulla deve sapere ? Perchè i 14 (quattordici) fax disperati dell’ambasciatore italiano a Belgrado che supplica di non fare questa cazzata perchè i soldi se li beccherebbe Milosevic non vangono minimamente presi in considerazione ? Perchè Dini dice che Fassino sapeva mentre Fassino dice che non sapeva ? Perchè se il cda Telecom aveva un membro nominato dal tesoro (Lucio Izzo) se non doveva rispondere al Ministro del Tesoro ? Perchè si reputa normale che nessun membro del governo affermasse di sapere che venivano spesi 878 miliardi a favore di un genocida mediante una public company, mentre agli italiani si chiedeva di tirare la cinghia e pagare una eurotassa per entrare nell’area dell’euro, finanziandosi con il deficit in periodo di alti tassi d’interesse ? Perchè i diplomatici americani tirati in ballo da Fassino (che quando vuole considera l’America un interlocutore da tirare in ballo, e quando invece non vuole ci marcia contro) lo sbugiardano ? Perchè Telecom, la telecom pubblica, non risponde alle domande poste da esponenti radicali intervenuti nelle assemblee in cui partecipano come rappresnetanti dei piccoli azionisti ? Perchè parte del pagamento viene pagato in contanti (dentro a sacchi di iuta, con aereo privato) e depositato su Cipro ? Perchè Fassino parla di burattinaio a palazzo chigi quando lo scandalo è partito da Repubblica, e prima c’erano state un’interrogazione radicale e una verde ? Perchè nessun altro paese oltre Italia e Grecia si è premurato nemmeno di provare a fare questo grande affare, che ora viene dipinto come normale ? Perchè i serbi dell’opposizione a Milosevic manifestavano con 20 gradi sotto zero contro chi aveva già massacrato tre popoli sostenendo che con i soldi di Telekom Serbia il loro tiranno ci avrebbe comprato armi da usare nel Kosovo (che non era il paradiso terrestre, come si vorrebbe far credere, perchè i piani di pulizia etnica Milosevic li annunciava dai primi anni ’90 in tutti i suoi comizi, e difatti puntualmente si sono avverati e non sono piombati dall’alto) ? Perchè lo stesso Ranieri, sottosegretario agli esteri in quota ds (senza delega ai Balcani, quella ce l’aveva Fassino, quello che non sapeva nulla perchè si stava laureando e bisogna capirlo), ammette in un’intervista al tempo di qualche giorno fa che il governo sbagliò a legittimare il dittatore ? Perchè lo stesso Guido Rossi (senatore del pci, uomo di sinistra) si dimise in polemica con l’operato dell’amministratore delegato messo lì dal governo Prodi ? Perchè fai finta di far credere che gli italiani non ci hanno rimesso nulla, quando la svalutazione delle azioni Telekom Serbia in bilancio della Telecom Italia è stato ampiamente ripagato con l’aumento del costo della fatturazione a tutti i cittadini ? Perchè Bongo, sappiamo benissimo tutti che se oggi una public company italiana controllata dal governo strapagasse sopravvalitandola una public company regalando soldi pubblici ad un dittatore come Milosevic, e poi Tremonti, Frattini e Berlusconi (sottosegretari con delega ai Balcani non ce n’è, adesso) dicessero che non ne sanno nulla, sinsorgerebbero tutti i girotondi facendo un baccano cento volte più rumoroso di quello che sta avvenendo oggi. E tutto garantendo la presunzione di innocenza (e meno male, sacrosanta, la condivido al mille per mille), cosa che il centrosinistra si è ben guardato dal fare quando accusati erano componenti del centrodestra.

  19. Naturalmente non sono in grado di rispondere a tutti i tuoi quesiti. Ma ci sono i magistrati di Torino che potranno farlo chiarendo le posizioni di tutte le parti in causa. Lo spero sinceramente e senza alcun pregiudizio di parte.
    Francamente fatico a credere che la bolletta del telefono degli italiani sia aumentata per un affare sbagliato (se così è stato).
    Ecco, questa demagogia da Gabibbo mi puzza di strumentalizzazione: ma come, prima si parlava di corrotti che avevano intascato mazzette; adesso si corregge il tiro e si dice che i soldi degli italiani sono stati sciupati in un cattivo affare? Si sa: la corruzione è un reato (anche se potrebbe essere presto depennato a colpi di maggioranza), l’errore imprenditoriale non lo è. E tra i due, se proprio dovessi scegliere il male minore, non avrei alcun dubbio.

  20. Il fatto che siano stati buttati soldi dei cittadini italiani regalandoli ad un ditattore non esclude che si possa indagare circa il presunto, da dimostrare giro di tangenti. Nessuno corregge il tiro, i due piani (politico e giuridico) sono diversi tanto è vero che la commissione parlamentare non può addentrarsi nelle conseguenze penali di quanto scopre, ma lascerà questo compito ai giudici. Concordo naturalmente sul fatto che è meno grave l’errore della corruzione : ma chi era al governo non dovrebbe avere poi la faccia tosta di ricandidarsi per governare di nuovo, con quell’accidenti di cazzata che hanno commesso. Quale altra fetecchia ci dovremmo aspettare con i nostri soldi ? Sotto il loro naso cos’altro dovrebbe passare ? Quanto alla demagogia da gabibbo – perchè con la maiuscola ? :-) – epiteto che davvero non ti fa onore, mi sembra una descrizione che si addice di più alla tua descrizione dei fatti parziale e superficiale, tanto da omettere tutte le questioni sulle quali ho posto quelle domande. Non per niente è rosso, il gabibbo :-)

  21. Gabibbo è un nome proprio (in tal caso G maiuscola) o un nome di cosa (G minuscola)? Proprio non saprei. Sul vocabolario non c’è. Ma non disperiamo: tra un po’ lo troveremo sui libri di storia contemporanea e mi si chiarirà il dubbio. Io gli avevo dato dignità di persona (o personaggio) visto che milioni e milioni di italiani lo vedono, lo ascoltano e gli credono ogni sera. Come credono a tante altre cose che lo stesso editore del Gabibbo dice da sedi ben più autorevoli. Quanto alla faccia tosta di ricandidarsi dopo un errore commesso (se così è stato), ebbene credo che ce ne voglia molta, ma molta di più, a “scendere in campo” dopo aver corrotto giudici, dopo aver falsato bilanci, dopo aver ospitato nella propria casa un mafioso spacciatore, dopo essere stato scoperto piduista, dopo aver esportato capitali all’estero, etc. etc. ….(ad libitum).

  22. sono convinto del fatto che la scelta degli italiani quando si va a votare non debba essere per forza su chi è meno indegno di candidarsi. Io non voto Berlusca, non voto centrosinistra, sono radicale. Posso concordare con te, non votandolo, circa il fatto che ci voglia faccia tosta a governare (e ripresentarsi) come fa il berlusca, non so dire se più o meno rispetto a prodi, fai tu per me va bene. l’importante è che non si giustifichi l’indegnità di uno sostenendo che, però, l’altro è peggio. direi che dovrebbe essere una corsa a chi è più bravo, non a chi è meno idiota. o no ?

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