Mai fumato una stecca?!

D’accordo che l’economia deve girare, ma a volte gira ben altro.
I fatti. Com’è è notorio lo stato italiano ha il monopolo sui tabacchi, e ancor più notorie sono le campagne antifumo (banali e simil-terroriste come molte campagne sociali) del ministero della salute.

Questa situazione paradossale (e ipocrita) mi si è materializzata in questi ultimi giorni in un oggetto (altrettanto paradossale e ipocrita): pacchetti di sigarette con su un manifestino a lutto che grida “Il fumo uccide”.

La considerazione. non sarebbe più facile ed economico legalizzare le canne? Non rovinano i polmoni e nessun altro tessuto, non danneggiano il cervello e non creano dipendenza. E non solo non me lo sono inventato ma è risaputo da decenni!

(e prima che pensiate a male: io non ne ho mai fumata una!)

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40 Comments

  1. e che aspetti? che la legalizzino?
    Vabbè me ne fumo io una anche per te…ecco accendo…..mmmm buona quest’erbetta …. cough, cough, cough… aspe’ un sorso di ananas…. un altro tiro, così………aahhhhh, forte sto chitarrista qui, Craig Chaquico…. un altro tiro e……..wow che craniata, non me la’spettavo….. ah ah ah ah ah…. ah ah ah ah ah ah ….. (ad libitum)…….

  2. e che aspetti? che la legalizzino?
    Vabbè me ne fumo io una anche per te…ecco accendo…..mmmm buona quest’erbetta …. cough, cough, cough… aspe’ un sorso di ananas…. un altro tiro, così………aahhhhh, forte sto chitarrista qui, Craig Chaquico…. un altro tiro e……..wow che craniata, non me l’aspettavo….. ah ah ah ah ah…. ah ah ah ah ah ah ….. (ad libitum)…….

  3. non da dipendenza, può essere assunta in diversi modi, potrebbe essere inserita in una legislazione simile a quella dell’alcool. Non dimentichiamo poi che potrebbe essere usata da un punto di vista medico, che non ha nulla a che vedere con l’uso “ludico”. Potremmo levarla dal commercio illegale e quindi mafioso, visto che se un comportamento illegale non viene recepitro tale da una stragrande maggioranza di cittadini dovrebbe per lo meno essere modificato. Legalizzazione? io sono per l’autoproduzione. e visto che trovo assurdo i sedicenni che fumano tabacco pensa te quello che penso se fumassero maria

  4. Uiallalla, Davideh, attenzione ai luoghi comuni. Non lasciate mai staccato il cervello. Attualmente, purtroppo, non esistono studi attendibili sugli effetti del THC. Alcuni dicono che e’ perche’ studi attendibili dimostrerebbero la scarsa nocivita’ della sostanza. Vero o falso che sia non lo possiamo sapere, purtroppo. Non tutto quello che viene presentato sotto forma di articolo medico e scientifico e’ attendibile. Un esempio: nel sommario presentato, il sig. Giuseppe R. Brera (linkato da Davideh) scrive: “che un consumatore di derivati della cannabis rischia 6 volte più di un non consumatore di divenire schizofrenico; tale rischio è proporzionale alla frequenza del consumo “. C’e’ una piccola incongruenza, se non l’avessi notato. Proporzionale significa, in senso generico, y = f(x); y = 6 non e’ proporzionale, e’ costante. A parte queste piccolezze, per valutare l’attendibilita’ di uno studio bisogna conoscere il campione e le modalita’. Non mi stupirei se, per esempio, sottoposti all’assunzione per via orale di 20 gr al giorno di ashish tutti i pazienti sclerassero. Allo stesso tempo esistono studi che, in base allo stesso principio, riportano “nessun effetto secondario”. Io non mi fido in entrambi i casi.

  5. bravo Yoshi, un punto di vista non dettato da “ideologie” dovrebbe ispirare una seria legislazone in materia anche in Italia. PIANTIAMOLA!!!!

  6. ..e smettere di fumare no? ok ok forse chiedo troppo! Cmq il problema non è se fa male o no.. ma è se si guadagna di più a legalizzarla o no! Alla fine, ognuno è libero di avvelenarsi come vuole, tanto di sano c’è rimasto ben poco, il pesce è inquinato, la carne è pazza, la frutta è gonfiata o transgenica, gli alimenti contengono più conservanti e coloranti dei capelli di Cher, ecc..

  7. Davideh: nell’articolo di Brera, tutti gli articoli citati, vecchiotti, parlano di abuso (non di uso: per la stessa ragione bisognerebbe vietare anche l’alcool). Uno di questi dice che non esiste cannabis-induced psychosis (CIP), contrariamente a quel che dice Brera dove lo cita. Ci sono anche articoli piu’ recenti di opinione contraria (es. Degenhardt L et al. Testing hypotheses about the relationship between cannabis use and psychosis. Drug Alcohol Depend. 2003 Jul 20;71(1):37-48.).
    Certo che se uno si fumasse in canne l’equivalente di due pacchetti di sigarette al giorno il cancro verrebbe lo stesso…
    (AH: io non fumo ne’ sigarette ne’ canne, al massimo quelle del vicino ed i gas di scarico delle automobili).

  8. raga, non per guastarvi la festa, ma tra dire che le sigarette fanno male e dire che le canne sono innocue c’è una differenza abissale.
    sapete che in individui predisposti genera dipendenza, allucinazioni, stati piramidali, etc? e non parlo per sentito dire, purtroppo…

  9. Proporzionale vuol dire y=f(x)? Ma cosa mi dite!!! Proporzionale vuol dire y=ax dove a è la proporzione, nel caso a=6. Se le sigarette hanno la probabilità x di fare danno ad una certa frequenza di assunzione, le canne hanno probabilità 6x. E questo per fare chiarezza a tutti. Secondariamente, quello che fa male nelle sigarette è presente anche in una canna, quindi ritengo che, a parità di consumo, esse facciano venire il cancro tanto quanto le canne. Quindi se sulle sigarette c’è un bel quadratone nero funereo con le belle scritte intimidatorie (tra l’altro, non so se avete mai comprato un pacchetto in inghilterra, ma la scritta è molto più in evidenza e terrorizzante che da noi), anche il pacchetto di canne della philip morris (perché credete che anche questo non cadrà in mano alle multinazionali?) avrà il suo bel necrologio nero.

  10. che le canne vadano legalizzate lo sostiene anche mia nipote di 2 anni.
    a me quello che non mi riesce di capire è perché, considerata tra l’altro la situazione paradossale e ipocrita sottolineata da uiallallà e premessa la sacralità dell’informazione e della tutela del non fumatore, questo impiego nevrastenico di risorse venga utilizzato per salvaguardare la salute di chi sceglie con coscienza e piacere di rovinarsela, piuttosto che utilizzarlo, esempio, nella tutela di coloro che non impiegano anni a morire per propria colpa, ma crepano sul colpo per guadagnarsi uno stipendio che a malapena gliel’ ha concesso, quel vizio.
    Per coerenza sulla busta paga di ciascuno dovrebbe esser scritto:
    D.L.19/09/1994 n. 626: se non applicato sappi che: IL DATORE DI LAVORO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE/ IL DATORE DI LAVORO PROVOCA INABILITA’ TEMPORANEA O PERMANENTE/ OGNI ANNO IL TUO DATORE DI LAVORO CONCORRE ALLA MORTE DI CIRCA DUE MILIONI DI PERSONE/ IL TUO DATORE DI LAVORO UCCIDE.

  11. Ok, mettiamoci a sindacare sulla matematica. Secondo me y=Kx e’ una proporzione lineare mentre, per esempio, y=x^2 indica una proporzione quadratica, ma puo’ darsi che mi sbagli. In ogni caso, qualsiasi sia la funzione implicata, dire che il consumatore ha una probabilita’ di ammalarsi di schizofrenia 6 volte maggiore di un non-consumatore indica che il rapporto tra le probabilita’ e’ costante (6), cioe’ NON DIPENDE dalla quantita’ consumata. Viceversa, se la probabilita’ dipende dalla quantita’ consumata (come mi sembra probabile – e come viene riportato nella proposizione immediatamente successivadel sig. Brera) allora il rapporto non puo’ essere costante; il tipo che fuma poco avra’ una probabilita’, per dire, 2 volte maggiore (y=2x); quello che fuma un macello magari 10 volte (y=10x). Naturalmente nelle ricerche scientifiche di questo genere, che sono basate su indagini statistiche, bisogna sempre andarci coi piedi di piombo sui numeri. Motivo in piu’ per dubitare dell’articolo del signor Brera, che cita un 6 cosi’ disinvoltamente.

  12. …e per l’ennesima volta, si parla di droghe e saltano fuori le ideologie e le ipocrisie, quando invece si tratta di una questione puramente medica. L’organismo è in grado di difendersi da solo da piccole quantità di sostanze tossiche, ma non dagli abusi. Una canna non può far male a nessuno, ma mangiatevi un panetto di fumo e finite dritti all’ospedale. Due sigarette al giorno vengono assorbite ed espulse, due pacchetti no. Un bicchiere di vino è OK, tre litri di whisky ed è subito coma etilico. Lo stesso discorso vale per i medicinali e persino per i veleni. C’è poi il discorso della dipendenza, che sopraggiunge solo con l’assunzione costante e quando si superano certi limiti: in questo caso, gli studi più seri indicano che il rischio di dipendenza da THC è di molto inferiore a quello da nicotina; ma anche se gli studi fossero sbagliati, è sempre una questione di quantità, non di ideologia. Informazione ci vorrebbe, altro che leggi. Che palle l’ipocrisia di Stato: questo sì questo no, quando si tratta in fondo della stessa cosa. Ti dico che le sigarette fanno male così mi lavo la coscienza, ma siamo in un paese libero e se proprio vuoi farti del male te le vendo io, così ci faccio qualche soldo. Ma siccome sull’erba non ci guadagno una fava, ecco che il paese non è più tanto libero. W la faccia di bronzo. Quasi quasi rimpiango i tempi della ‘modica quantità’: era un’ipocrisia anche quella, ma più accettabile.

  13. Visto che ho scatenato diverse reazione con il mio link e poi ipocrisia bla bla luoghi comuni etc etc bacchettoni puf puf, volevo dire che io bevo e mi faccio le canne e l’alcool non fa meno male della cannabis però stiamo attenti a dire certe cose con certtezza dove certezza non ce n’è.

  14. Davideh: e chi se ne frega di quello che fai tu ? Io non ho mica commentato il tuo stile di vita o la tua coscienza etica. Il tuo commento, cosi’ come l’hai scritto, io lo interpreto come: “guardate, qui’ e’ dimostrato scientificamente che le canne fanno male”. Io ci tenevo a puntualizzare che “li’ non e’ DIMOSTRATO un bel cazzo di niente. Sono solo alcune testimonianze (piu’ o meno attendibili) degli effetti nocivi delle canne.”. Secondo me contribuisce a formare, nella testa di chi non e’ abituato a ragionare, una visione parziale del problema. Punto.

  15. Sono d’accordo con te: le droghe leggere vanno liberalizzate e legalizzate. Primo perche’ nonostante il divieto, la maggior parte dei giovani si fa le canne, quindi il divieto non funziona. Secondo perche’ il mercato delle droghe leggere non legalizzate foraggia le tasche e gli affari di mafiosi e criminali che si arricchiscono proprio grazie al divieto. Tutti lo diciamo da anni, ma nessun governo ha mai avuto il coraggio di seguire l’esempio legislativo di molti Paesi europei che sono all’avanguardia su questo tema. La solita Italia cattolica e falso-perbenista…

  16. Vi devo dire due cose. La prima è che io sono nato l’11 maggio 1967. La seconda è che sono membro onorario di Forces international, una bella organizzazione che potrebbe piacere a qualcuno di voi. Perchè? Perchè a New York, dal qualche giorno, è vietato fumare in qualsiasi bar o ristorante o nightclub. La multa è di 400 dollari e non sono ammesse aree riservate: il sindaco Michael Bloomberg, nonostante la crisi di bilancio, ha fatto assumere dieci nuovi poliziotti che affianchino gli agenti delle squadre antifumo. Nella Grande Mela è da poco entrata in vigore, parentesi, anche una legge contro l’obesità che è preludio al dimagrimento di massa per legge, mentre in altri stati americani è già prevista la scritta “nuoce gravemente alla salute” anche per le bottiglie di vino. Questo mentre il governo ha comminato alle multinazionali del tabacco una multa da 289 miliardi dollari (non è un refuso) perché avrebbero manipolato i livelli di nicotina per oltre cinquant’anni. Già nel 1998 i produttori di sigarette avevano sborsato 206 miliardi a quarantasei stati americani: in molti di essi è vietato fumare anche nei condomini perchè dicono che il fumo filtra dalle porte di casa. In Canada, se fumi e se hai figli, possono toglierti la patria potestà.
    Il fumo negli ultimi anni è stato bandito da tutti i voli aerei. Il divieto fa risparmiare alle compagnie circa mille dollari per ogni tratta transoceanica. Su un aereo dove si fuma bisogna cambiare il novanta per cento dell’aria e farne ricircolare il dieci per cento, mentre se non si fuma le percentuali sono invertite; nel primo caso c’è quindi un notevole risparmio di energia (di carburante) perché le pompe funzionano a ritmo ridotto: però l’aria è più inquinata da virus, batteri, spore e legionella. L’Organizzazione mondiale della sanità infatti ha registrato un’esplosione di Tbc attiva fra chi vola. In Inghilterra, proseguendo, se un fumatore si ammala finisce in fondo alle liste d’attesa sanitarie perché spreca risorse ed energie del corpo medico. In Francia, in maniera ancor più macabra che in Italia, sui pacchetti di sigarette c’è scritto che se fumi “morirai di morte lenta e dolorosa”. In Italia il presidente dell’Istituto Mario Negri, Silvio Garattini, ha detto tche i fumatori sono dei parassiti sociali e ha proposto che i medici fumatori siano radiati dall’albo. Ha pure detto che bisognerebbe vietare il fumo anche ai parlamentari e agli insegnanti perché danno il cattivo esempio. Da Pasqua, in ogni caso, fumare sarà vietato sui treni locali come già lo era per i treni regionali (niente più carrozza fumatori) e il divieto sarà esteso anche ai treni diretti e interregionali, con riserva di valutare quando estenderlo ai treni a lunga percorrenza. Multe sino a 3000 euro. L’Antitrust italiano intanto ha sanzionato la Philip Morris perché avrebbe fatto una scorretta politica dei prezzi: dovrà sborsare 50 milioni di euro. Per finire: a parte una verificata e indiscutibile relazione tra fumo e tumori al polmone, sono state associate al fumo, su mera base statistica, altre 103 patologie tra le quali in un caso, è stato incluso il lesbismo. Altre statistiche, in egual modo affidabili, hanno rilevato che la calvizie aumenta le possibilità d’infarto del 40 per cento negli uomini sotto i 55 anni, che il colluttorio aumenta del 50 per cento le possibilità di cancro alla bocca, che lo yogurt aumenta del 100 per cento le possibilità di cancro alle ovaie, che il consumo di dodici hot dog al mese aumenta dell’850 per cento le possibilità di prendere la leucemia, e che l’uso del reggiseno, per tutto il giorno, aumenta le possibilità di cancro al seno del 12mila per cento. Avete letto bene. Per correttezza: buona parte delle cose che avete appena lette le avevo già scritte (e pubblicate) e quindi ho fatto un copia/incolla. Se siete giunti sin qui, forse le avete trovate interessanti lo stesso.

  17. Uno che scrive “… a parte una verificata e indiscutibile relazione tra fumo e tumori al polmone”… !!! a parte? A PARTE?!? bravo, continua cosi’…

  18. Non credo che Facci abbia bisogno di un esegeta. Io so solo che più va avanti questa campagna di demonizzazione dei fumatori, più il sottoscritto mai troverà la voglia di smettere. Una volta mi è capitato, in una vacanza in California, di subirmi la collera di una madre-con-passeggino perchè fumavo, per strada, mentre incrociavo lei con il bimbo. Per strada. All’aria aperta. E giuro di non essermi chinato sul passeggino ad espirare in faccia al pupo. Facci, non ho ben capito cosa sia Forces International, ma gradirei che Lei mi desse informazioni su come ci si iscrive. In quanto alle canne, io devo ancora trovare un posto sulla faccia della terra dove siano proibite e contemporaneamente acquistarne una non sia la cosa più semplice del mondo. Ed anche questo avrà una sua ragione.

  19. d’accordo con te facci.perché io che fumo devo sentirmi più idiota e in pericolo di un simpaticone salutista che in piena ora di punta fa jogging sull’olimpica ?? (tumore ai polmoni, verificato e indiscutibile ) o più cretina e in pericolo di una donna che si ti tinge i capelli due volte a settimana?? (tumore alla vescica) o più tonta e in pericolo di chi fa uso frequente di superalcolici??? ( tumore alla bocca, trachea fegato e quant’altro, verificato e indiscutibile) e perché più sprovveduta e in pericolo di chi va avanti a lampade o si espone al sole senza adeguata protezione? ?? (tumori alla pelle verificato, e indiscutibile) e perché più insulsa e in pericolo di chi mangia sovente carne alla brace?? (tumore allo stomaco, verificato e indiscutibile ) perché più imbecille di chi vive attaccato al cellulare? (tumore al cervello) e perché più stolta e in pericolo di un qualunque bastardo cacciatore?? (non pochi si sono impallinati a vicenda, grazziaddio. verificato e indiscutibile) e potrebbe continuare per pagine..
    ok, grazie mi avete informata, messa in guardia, allertata, spaventata, allarmata e sbigottita e ho capito, il fumo fa male: buono a sapersi, cercherò di farmene una ragione, come per tutte le altre cose che quotidianamente è controindicato fare. non sarà che, semplicemente, è insalubre vivere?

  20. non divaghiamo per cortesia!!sta filosofia spicciola.
    si parlava di uso e abuso e legislazione, poi arriva questo con la solita tiritera liberal liberista figaiola sul fumo. Fumare fa male, ha dei costi sociali altissimi (quindi della comunità), ma nessuno ti impedisce di procurarti le tue sigarette, il resto si vedrà, ci sono lobbies, esagerazioni etc etc. io mi autoproduco la maria, coltivando piantine per un uso “casalingo” perchè sono contro il foraggio indiretto della mafia (anche se a volte mi trovo costretto) e sono soggetto a sanzioni. Io non voglio sbandierare stili di vita voglio solo fumarmi una cannetta la sera (1 canna non è una sigaretta come quantità di fumo) ma per la legge non esisto o sono un criminale tutto qua.
    Ma tu sei il Faccia che Tavaglio massacra sull’Unità di Oggi? condoglianze.

  21. ..legale o no un pò di verità credo indiscutibili:
    1)le canne se le fa un sacco di gente
    2)me compreso
    3)i soldi spesi in fumo e maria finiscono dritti dritti nelle tasche delle varie mafie
    4)i soldi così guadagnati vengono investiti in altre attività criminali

    fin qui tutti daccordo?
    io vedo una sola soluzione al problema, vedetela come male minore, vedetela come volete, ma per me la soluzione migliore è quella la.
    Se qualcuno ha idee migliori si faccia avanti.
    Grazie

  22. A chi interessa Forces Italia: http://www.forcesitaly.org , o scrivete
    a redazione@forces.org.
    Sono dei pazzi meravigliosi.
    Quella che segue è un’intervista al fondatore della sezione italiana.

    Il Giornale, domenica 13 ottobre 2002

    Una mattina di cinque anni fa, l’ufficiale sanitario canadese incaricato di tenere due ore settimanali di lezione nella scuola di Vancouver frequentata da Derek e Lora Turci, figli dell’imprenditore italiano Gian Turci, si avvicinò con aria sospetta ai due alunni e cominciò ad annusare i loro abiti. “I vostri genitori fumano, dite la verità!”, inarcò il sopracciglio. Derek e Lora si sentirono perduti. Perciò fecero quello che fanno di solito i bambini in simili frangenti: negarono disperatamente.
    La settimana dopo, la scena si ripeté: “Su, confessate!”. Derek e Lora scoppiarono a piangere: “Sì, è vero, papà fuma”. L’ufficiale sniffatore sibilò: “State lontani da vostro padre! Lui può uccidervi, così come sta uccidendo se stesso. È vostro preciso dovere salvarlo. Bisogna che smetta subito di fumare”.
    A quel tempo Gian Turci si concedeva una ventina di Du Maurier al giorno, sigarette canadesi mild, cioè né forti né leggere, le stesse che oggi recano impresse sul pacchetto la fotografia di due bambini e l’implorazione “Don’t poison us”, non avvelenarci. Sua moglie meno ancora: una decina. “Ma l’ingranaggio infernale s’era messo in moto a nostra insaputa”, mi racconta il papà di Derek e Lora, rifugiato politico – non saprei in che altro modo definire il suo status – in un piccolo appartamento che non puzza affatto di fumo, a Genova, la città dov’è nato 52 anni fa. “Dopo due settimane l’ufficiale sanitario venne nella mia azienda. Pensavo che volesse parlarmi di qualche grana relativa agli scarichi fognari. Invece mi aggredì: “Ho interrogato i suoi figli. Lei fuma. Li sta uccidendo!”. Ah sì, e in base a quali prove può affermarlo?, mi venne spontaneo replicare. “In base all’evidenza scientifica”, rispose. “Comunque la sua opinione è irrilevante. Se non smette di fumare, le togliamo la patria potestà”. Lo presi per il bavero e lo buttai fuori. “Non finisce qui”, furono le sue ultime parole”.
    Per paura di perdere i figli, la moglie rinunciò immediatamente alle sigarette. “Io no: mi sembrava una prevaricazione intollerabile. Qualche tempo dopo arrivò una notifica di avviamento delle pratiche giudiziarie per la revoca della patria potestà. Mi volevano togliere Derek e Lora, capisce? Mi cercai un avvocato. Spesi un sacco di quattrini per oppormi. Niente da fare: rischiavo l’arresto per “assalto a minore”. Dovetti cedere l’azienda al mio socio e scappare in Italia, per fortuna un Paese ancora libero, che non sbatte in galera i fumatori, anche se non so per quanto tempo ancora… I miei figli hanno voluto seguirmi. La madre invece è rimasta là. M’è toccato reinventarmi una vita da emigrante alla rovescia, cercarmi lavoro come traduttore e interprete simultaneo. Ho ancora la doppia cittadinanza, ma in Canada non potrò mai più rimettere piede: sulla mia testa c’è un carico pendente”.
    Non occorre molta fantasia per capire come mai adesso Gian Turci sia presidente di Forces Italia, dopo essere stato fondatore di Forces Canada. Forces è un acronimo che sta per “fight ordinances and restrictions to control and eliminate smoking”, lotta alle ordinanze e alle restrizioni per controllare ed eliminare il fumo. La consorteria mondiale dei fumatori. La sezione italiana include nel comitato d’onore il dissidente sovietico Vladimir Bukovsky, il ministro Antonio Martino, l’economista Sergio Ricossa. “Non mi chieda se fumano, non saprei risponderle. Il nostro è soprattutto un movimento liberista che vede il proibizionismo come la punta di un iceberg di immense dimensioni”.
    Proviamo ad andare alla base dell’iceberg.
    “Alla base c’è una pericolosa mentalità che delega allo Stato le decisioni sullo stile di vita personale e sull’educazione dei figli. Lo psichiatra statunitense Thomas Szasz, anch’egli nel nostro comitato d’onore, lo chiama Stato terapeutico”.
    E come funziona questo Stato terapeutico?
    “Il ministero dominante è quello della Salute, percepito come incorruttibile, infallibile, non politico, interessato solo al benessere dei cittadini. I quali devono, loro malgrado, rinunciare oggi a piaceri, libertà, tradizioni, valori, abitudini per il bene collettivo di domani”.
    Girolamo Sirchia nei panni del Grande Dittatore non ce lo vedo.
    “Nello Stato di New York è appena entrata in vigore una legge contro l’obesità che prelude al dimagrimento di massa per legge. Sirchia è sintonizzato sulla stessa lunghezza d’onda. In taluni Stati americani è apparsa sulle bottiglie di vino la dicitura “Nuoce gravemente alla salute”, prima obbligatoria soltanto per le sigarette”.
    Ci costringeranno a bere Coca-cola.
    “Anzi! Si sostiene che la celebre bevanda dà assuefazione, non a caso colui che la inventò nel secolo scorso, John Pemberton, era un farmacista, no? Gli ufficiali sanitari lavano il cervello ai bambini fin dalle scuole elementari. Alcol, caffè, merendine, il cibo in generale, sono parificati alle droghe. Il salutismo è la nuova religione del terzo millennio”.
    Alla voce salutismo leggo sul dizionario: “Atteggiamento di attenzione scrupolosa alla conservazione della salute”. Che c’è di male?
    “Ha trasceso questa definizione. È diventato una dottrina morale. Oggi non si discrimina più per colore della pelle, sesso o religione, bensì per stile di vita. Già si accendono i primi roghi”.
    Per bruciare chi?
    “Nella Provincia canadese della Nuova Scozia hanno messo al bando i profumi: disturbano l’olfatto della maggioranza. Una sindrome inedita. Sensibilità chimica multipla, la chiamano. Negli uffici del Chronicle Herald di Halifax sono stati vietati persino deodoranti, dopobarba e colluttori orali. A Ottawa i mezzi pubblici sono interdetti a chi usa l’acqua di colonia. Un liceo di Toronto è stato dichiarato fragrance free, libero da profumi. Ora nel mirino ci sono l’aglio, il fumo dei barbecue e anche le gomme da masticare, perché la gente le sputa per terra e rimangono appiccicate ai marciapiedi”.
    A che età ha cominciato a fumare?
    “A 18 anni. Sono andato in tabaccheria e ho chiesto una Nazionale senza filtro. Allora si vendevano sciolte. Tornato a casa, me la sono fumata. Così, per il gusto di provare. Un po’ come per gli spinelli. Chi può dire di non essersi mai fatto almeno uno spinello in vita sua?”.
    Io, per esempio.
    “Be’, io no, ho voluto provare anche quello. Ma ho smesso subito: fa sentire ubriachi. Insopportabile, per un astemio completo come me che beve solo acqua”.
    Adesso quanti pacchetti di sigarette fa fuori?
    “Mai stato un grande fumatore. Chi eccede non gode. Mi bastano una o due sigarette dopo i pasti. E mi accendo la pipa in media cinque volte al giorno. Altri vizi non ne ho. Sono moderato per natura, tranne che nelle idee. Potrei vivere in un convento. Mangio poco: peso 67 chili”.
    Il suo stato di salute?
    “Va bene”.
    Dalla raucedine e dai colpi di tosse non si direbbe.
    “Ho un problema alle corde vocali: un polipetto. La malattia dei cantanti e degli oratori. Tra pochi giorni mi farò operare col laser. L’intervento in sé non mi spaventa. Ciò che mi terrorizza è non poter parlare per dieci giorni”.
    Colpa del fumo?
    “È quello che ho subito chiesto anch’io al medico dell’ospedale San Martino, dov’ero andato due mesi fa per un fastidioso abbassamento di voce: dottore, se è un cancro me lo dica. “Ma no, cosa va a pensare?”, m’ha risposto. “Questi polipi sono di origine virale. Vengono anche ai non fumatori””.
    Scusi se mi sono permesso.
    “Ci sono abituato. Oggigiorno il fumo è la causa di tutto. Che non sia un toccasana lo capisco anch’io, essendo uno dei pochi abilitati a parlarne con cognizione di causa”.
    Perché?
    “Innanzitutto sono un esperto di gas. La Technocarb, l’azienda che ho creato a Vancouver, brevetta e costruisce sistemi per convertire ai gas alternativi i motori a benzina: metano, propano, butano, Gpl. Nel mio piccolo credo d’aver contribuito a eliminare qualche milione di tonnellate fra polveri sottili e agenti inquinanti. Ne esistono quattromila, dal benzene al biossido di zolfo. E poi mi considero un sensore vivente”.
    Sensore vivente?
    “Nell’84 mi sono avvelenato col monossido di carbonio. Ho fatto la cosa più stupida di questo mondo: un sabato mattina mi sono messo a misurare per conto mio i gas di scarico di un motore. C’era una perdita. L’ultima cosa che mi ricordo è il bancone di lavoro. M’hanno salvato in extremis. Sei ore in coma. Il monossido di carbonio forma dei legami molecolari permanenti negli alveoli polmonari. In pratica, se davanti a me c’è il tubo di scappamento di un diesel, mi sento morire, devo ricorrere all’aerosol. Cosa che non mi capita quando frequento un ambiente saturo di fumo delle sigarette”.
    Questo che cosa dimostrerebbe?
    “Che il fumo passivo è una truffa, un’invenzione. Non esiste alcuna prova scientifica che esso sia di danno al non fumatore. Il salutismo si basa sulla parascienza, meglio conosciuta in America come junk science, scienza rottame: asserzioni non provate o impossibili da dimostrare, statistiche tendenziose presentate come se fossero dati scientifici inequivocabili”.
    Il British Medical Journal, che non è una rivista parascientifica, pubblicava già vent’anni fa uno studio epidemiologico del professor Takeshi Hirayama, che confrontava due gruppi di donne sposate giapponesi, omogenei per stato di salute, istruzione, età, condizione economica, esposizione allo smog. L’indagine dimostrò un aumento del 26% dei tumori polmonari nel gruppo di donne che avevano mariti fumatori.
    “Non prova nulla. L’epidemiologia considera statisticamente significativo soltanto un incremento di rischio dal 200% in su. La patogenesi del cancro è ignota. In altre parole, quando tutto provoca il cancro, nulla provoca il cancro, e viceversa. Il tumore è una malattia multifattoriale: sono non meno di 40 le cause conosciute o ipotizzate che contribuiscono a farlo insorgere. Ora uno studio epidemiologico multifattoriale diventa tanto meno accurato quante più sono le cause che provocano il male. Un’indagine sul cancro non è come un’indagine sulla poliomielite, malattia monofattoriale, nella quale si possono misurare con accuratezza incrementi dello 0,0002 per cento. E che dire dell’asma? Le concause di questa malattia sono addirittura tremila. Eppure continuiamo a sentir dire che il fumo passivo provoca l’asma”.
    Non vorrà negare che l’incidenza dei tumori al polmone sia elevatissima fra i fumatori?
    “È una mezza verità. Il 90% dei cancri polmonari vengono a fumatori, questo è un fatto. Ma non si precisa che l’età media delle persone colpite è di 72 anni. Cioè l’età nella quale il cancro in genere falcia oltre un terzo della popolazione”.
    Facciamo gli scongiuri, ma se lei dovesse un giorno sviluppare un tumore ai polmoni, accetterebbe di curarsi a sue spese anziché a carico del Servizio sanitario nazionale?
    “Questo presuppone che io, avendo fumato, debba espiare. No, non lo accetterei. Ma se lo Stato mi restituisse tutti i soldi che mi ha preso per la sanità pubblica o sotto forma di tasse sulla sigarette, accetterei”.
    Può sostenere di non aver mai visto nessuno ammalarsi per il fumo?
    “Mia madre è morta di cancro al polmone. Era una fumatrice moderata. L’ha uccisa il fumo? La considero una possibilità, non una certezza. Forse avrebbe rischiato di più se avesse bevuto quattro caffè al giorno, considerato che un espresso ha la stessa tossicità di dieci sigarette. Tecnicamente un rischio relativo è solo un’associazione statistica: un’apparente relazione tra l’esposizione al rischio e la malattia. Si possono fare le associazioni più strampalate. Vuol sapere quali aumenti del rischio relativo sono stati documentati dalla scienza rottame? Calvizie in uomini sotto i 55 anni e infarti: + 40%; uso di colluttorio e cancro alla bocca: + 50%; assunzione di yogurt e cancro alle ovaie: + 100%; consumo di 12 hot dog al mese e leucemia: + 850%; uso del reggiseno tutto il giorno e cancro al seno: + 12.000%. Ha senso tutto ciò?”.
    Il fumo è un vizio?
    “Una scelta. Purtroppo i fumatori non si rendono conto che contro di loro è stata dichiarata una guerra mondiale. In che cosa consiste una guerra? Nell’infliggere al nemico il maggior danno possibile al fine di piegarne la volontà. Questo non è più un dibattito. Qui ti ammazzano prima che parli”.
    Esagerato.
    “In Florida un quindicenne ha ucciso a pugni e calci un bambino di 13 anni. Lo ha affrontato dicendogli: “Hai dato al mio fratello più piccolo una sigaretta”, e lo ha massacrato. Prima l’ha cercato per quattro giorni. Un delitto premeditato, non giustificato dall’ira. S’è sentito autorizzato ad ammazzare per una cicca. E questa come me la chiama? Io la chiamo guerra. Quindi non mi resta che combattere. Lo faccio anche per lei”.
    Non si disturbi: mai fumato in vita mia.
    “Però, se permette, mi pare che abbia un discreto girovita. Si tenga pronto: il suo turno sta arrivando. Dove ho vissuto fino a quattro anni fa, sono state introdotte soprattasse per i cibi ipercalorici, i datori di lavoro vengono incentivati a scegliere dipendenti magri, si progetta di rendere obbligatorie le assicurazioni sanitarie per i cittadini grassi. Nelle scuole del Colorado una direttiva invita a non scoraggiare gli alunni che prendono in giro i loro compagni di classe ciccioni. Siamo alla persecuzione nazista. Non a caso i primi manifesti di propaganda antifumo furono concepiti dal Terzo Reich. Quando la civiltà non esprime più valori morali, quando il messaggio politico diventa confuso, quando si decide di licenziare Dio, il nuovo dio diventa il Corpo”.
    È innegabile che l’obesità abbia costi sociali enormi: negli Usa 300mila morti l’anno e 100 miliardi di dollari.
    “Ma nessuno ricorda che il governo federale cambiò con un trucco lo standard che definisce il sovrappeso. Alterando le direttive prodotte dal National heart, lung and blood institute, nel giugno ’98 circa il 55% della popolazione americana diventò obesa da un giorno all’altro, contro l’11-13% precedente. L’argomento fu liquidato con un flash dell’agenzia Associated press, datato 3 giugno: “Il governo riduce la soglia dell’obesità”. Da allora, la nuova soglia è stata adottata anche dall’Oms, Organizzazione mondiale della sanità. Conseguenza: “epidemia” mondiale. Ora si afferma che un sesto della popolazione del pianeta è obesa, mentre con la vecchia soglia, usata per quasi 80 anni, tale percentuale sarebbe stata di circa un ventesimo. Si contano oltre 300 milioni di “obesi” persino in Cina, dove la popolazione fatica a mettere insieme il pranzo con la cena”.
    Resta il fatto che i magri godono di più salute.
    “Ma chi ha stabilito che il nuovo secolo debba essere no smoking, no eating, no drinking? Senza fumo, senza cibo e senza vino diventa no living, non vita. Preferisco vivere 50 anni da malato come scelgo io, piuttosto che 100 da sano come mi impone lo Stato”.
    Quanti siete rimasti in Italia a fumare?
    “Secondo le statistiche ufficiali 30 su 100. Con l’occhio dell’ignorante, io dico uno su due. Non possiamo sopportare che lo Stato, dopo aver prelevato ogni anno dalle nostre tasche 30mila miliardi di lire sotto forma di tasse sul tabacco, pretenda di farci scendere nelle catacombe o di andare a fumare solo per strada, come le puttane”.
    Dove vorrebbe essere libero di fumare?
    “Ovunque”.
    Anche negli ospedali?
    “Solo nelle sale d’aspetto. Ricordo ancora con gratitudine l’infermiera che mi offrì le sue sigarette mentre attendevo con ansia la nascita della mia primogenita”.
    Anche sugli aerei?
    “Sì. Secondo uno studio del Dipartimento dei trasporti Usa, condotto nell’89, il passeggero della fila più vicina ai posti riservati ai fumatori dovrebbe volare per cinque anni e mezzo senza sosta per respirare il fumo di una sola sigaretta”.
    Non ho ben capito perché sugli aerei abbiano introdotto il divieto di fumo per motivi di sicurezza. Per anni e anni hanno consentito ai passeggeri di fumare. Erano tutti voli a rischio?
    “La sicurezza non c’entra. È che il divieto di fumo fa risparmiare alle compagnie circa mille dollari per ogni tratta transoceanica. Su un aereo dove si fuma bisogna cambiare il 90% dell’aria e ricircolarne il 10%. L’esatto contrario se non si fuma. Quindi, c’è un notevole risparmio di energia, e cioè di carburante, perché le pompe funzionano a ritmo ridotto. Sparisce la puzza di fumo, in compenso l’aria è più inquinata da virus, batteri, spore, legionella. Infatti l’Oms registra un’esplosione di Tbc attiva fra chi vola”.
    Vorrebbe fumare anche in chiesa?
    “Dove per tradizione non s’è mai fumato, io non voglio fumare. Il luogo più sacro è quello in cui ci sono persone che non vogliono fumare. Però anche casa mia o il mio ufficio sono sacri: lo Stato non si azzardi a mettervi piede”.
    Che cosa trova di bello nel fumare?
    “Mi piace il sapore. Ma fumo soprattutto perché è proibito. Perciò cerco di farlo dove c’è un cartello di divieto: negli aeroporti, nelle stazioni, sui treni, al ristorante. Cerco disperamente di buscare una multa per non pagarla. Voglio andare in galera”.
    Forces è finanziata dalle multinazionali del tabacco, confessi.
    “Magari! Non ci sarebbe nulla di immorale. Invece mi tocca lavorare gratis”.
    Autorevoli istituti scientifici legano il fumo passivo alla mortalità o morbilità per tumore dei seni nasali, accidenti cardiovascolari, polmonite pneumococciche, patologie neonatali, infezioni respiratorie, asma.
    “L’hanno legato a 103 malattie, per l’esattezza. Incluso il lesbismo, che non so se sia da considerarsi una malattia”.
    Facciamola corta: il fumo passivo sarà anche innocuo, come sostiene lei. Però dà fastidio, irrita naso, gola, occhi. L’aria è di tutti: posso pretendere che non la ammorbi sì o no?
    “Ni. In democrazia dovrebbe prevalere il diritto della maggioranza. Ma con la buona educazione si risolve tutto”.
    Secondo lei allora perché i fumatori ricorrono a cerotti, graffette nelle orecchie, sedute di psicoterapia, sigarette finte pur di smettere? E come mai gli ex fumatori descrivono con accenti epici la fine della loro dipendenza dalla sigaretta?
    “Perché si credono, o si credevano, drogati. Meglio, gliel’hanno fatto credere”.
    Chi?
    “La lobby medico-farmaceutica”.
    Abbia pazienza: la lobby medico-farmaceutica avrà più interesse a farci ammalare per poi curarci, suppongo.
    “Mica vero. Nel mondo ci sono un miliardo e 300 milioni di fumatori che si stanno convincendo d’essere tossicomani. Ergo, hanno bisogno di droghe sostitutive, chiamate prodotti di cessazione, quasi tutti a base di nicotina. La quale crea dipendenza se a produrla è la Philip Morris, però disintossica se a venderla è la Johnson & Johnson. Si stanno contendendo il mercato mondiale della nicotina. Solo negli Usa è un business da oltre 600 miliardi di lire l’anno”.
    Un bel giro d’affari.
    “E continua a crescere, anche perché cerottoni transdermici, inalatori e gomme da masticare alla nicotina risultano all’85% inefficaci. In Italia finirà come oltreoceano, dove sono prescritti dagli ufficiali medici scolastici a partire dai 12 anni, come misura preventiva. In pratica i fumatori alterneranno sigarette e prodotti di cessazione. Sempre di nicotina si tratterà. Ci sono passeggeri che salgono in aereo con due cerottoni sulle gambe per paura di una crisi d’astinenza. Ma la sigaretta al massimo può dare dipendenza psicologica, non fisica. Io non ho bisogno di pillole. Mi vede? Sono già tre ore e 10 minuti che non fumo”.

    _______________________

  23. Realtà alternativa: Piersilvio beccato con una canna.
    Se abbiamo fortuna fanno una Cirami-Pannella, un bel “libera tutti”; se abbiamo sfortuna un Lodo Schifani-Pannella che consente solo alle massime autorità dello stato e relativi figli di fumarsi quello che vogliono.
    Seguono nell’ordine: articolo non firmato sul Foglio che afferma che le canne hanno sempre fatto benissimo e solo il perbenismo di sinistra le proibiva, articolo di Belpietro sul Giornale che incolpa Rosy Bindi di averle sempre bloccate, mentre lo stato etico si deve tenere lontano dalle libere scelte dei cittadini, post di Facci a favore della nuova legge, in risposta ad una battuta di Brontolo, comprensivo di attacco a Travaglio e Boccasini, per non perdere l’allenamento. Infine Rolli riscrive l’intervento di Facci sul suo blog e aggiunge che se le è sempre fumate (questo spiegherebbe molte cose).

  24. Facci ha copia/incollato un sacco e mi ha confuso.
    Comunque, sono d’accordo che Bloomberg è deficiente, non si può impedire a tutti di fumare, in ogni luogo.
    Ancora più scemi sono i canadesi ad arrivare a togliere la patria podestà per il tabagismo.
    In Italia siamo lontanissimi da questi eccessi, il fumo fa male, questo è un fatto, ma soprattutto, personalmente, mi da fastidio.
    Per cui la legge fatta da sirchia è una buona legge: “vuoi fumare? ok, ma non puoi imporre il tuo fumo agli altri, quindi lo fai solo negli spazi dedicati, se un non fumatore ci vuole entrare ci entra ma LIBERAMENTE”.
    La dipendeza psicologica non credo sia peggiore rispetto a quella fisica, anzi, gli effetti sono gli stessi.
    C’è un business intorno ai prodotti per smettere di fumare? Perchè intorno ai prodotti per fumare non c’è? Che discorsi sono?
    Io non fumo e rivendico il diritto di non respirare il fumo, m’interessa poco se fa male o meno, degli altri, anche per il semplice fatto che il lo posso ritenere una puzza, un fastidio, detto questo non mi sognerei mai di andare in casa di qualcuno a spegnergli le sigarette.
    Cosa vuol dire che in democrazia vince la maggioranza? A questo tizio il fumo gli ha fatto davvero male, il mio diritto di singolo? Calpestato? La buona educazione? Che male c’è se nei ristoranti si potrà fumare solo nei luoghi dedicati? I fumatori educati non avranno problemi, quelli non educati si dovranno attenere.
    In generale spaventa anche me uno stato che controlla quasiasi cosa, ma non uno stato che informa, educa senza obbligare tutti i cittadini a farsi del bene, o almeno, a non fare del male agli altri.

  25. Dottore, il ragionamento dell’altro paziente, quello biondo austriaco, il Facci, non solo non regge, ma nemmeno può chiamarsi ragionamento. Questo per una elementare regola che fa da fondamento a tutte investigazioni umane sulla natura. Poniamo, come dice Facci, che esistano mille, ma che dico mille, facciamo diecimila, ricerche condotte senza criterio scientifico che dimostrano che il fumo provoca l’asma. Il fatto che queste esistano non inficia, e dico NON inficia, l’unica ricerca che dimostra scientificamente che il fumo provoca l’asma. Mi sono spiegato, dottore? Facciamo un esempio terra terra, facile facile, in modo che anche il paziente Yoshi (quello delle proporzioni lineari e quadratiche, una cosa esilarante). Io affermo: la terra è rotonda perché me l’hanno detto gli alieni provenienti da Giove. Voi potete dire che la mia affermazione non si basa su prove scientifiche, ma non potete dire che non è vero che la terra sia rotonda. In altre parole, esistono studi con alto valore scientifico che affermano che il fumo provoca alcune malattie mortali, e questi bastano, a dispetto della pletora di studi parascientifici che affermano la stessa cosa. Spero di essermi spiegato con chiarezza, dottore. Un’ultima cosa: la nicotina non è la sostanza che fa male nelle sigarette, è quella che provoca la dipendenza, sono due cose estremamente diverse.

  26. Come ha smontato la mia tesi, Dottor Facci!!! Gli argomenti portati sono veramente interessanti. Di fronte ad essi mi ritiro in buon ordine… Ha perfettamente ragione, dottor Facci!!! Mi scuso per osato contraddirLa. Mi prosto ai suoi piedi e mai più discuterò con lei perché so, con la certezza che mi viene dall’aver fatto solo l’asilo, che Lei avrà sempre ragione, soprattutto quando risponde in questa maniera così pregnante alle mie umili obiezioni.

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