Scarpa, sei peggio di Rimbaud

Allora, caro Tiziano Scarpa, Autore Autorizzato, ti meriti pure una risposta. Ecco qui:

Sommario di questo post:
1. Non ci si comporta così su internet, sciocchino.
2. La prossima volta preparati meglio
3. La tua idea di letteratura è adolescenziale, quando cresci?

Comunque mi sei simpatico…


Credo che tu abbia capito più o meno cos’è un blog, e questo, per uno scrittore italiano, non è poco. Col tuo articolo hai messo a fuoco una serie di problemi autentici, e soprattutto ti sei comportato come si comporta un vero intellettuale onesto davanti a una realtà spiacevole: la accetta, la dichiara al mondo, la mette nero su bianco, anzi, grassetto su bianco:

Perché è inutile nasconderlo. Tutto ciò erode il mio status, il senso del mio mestiere, il mio ruolo sociale.

Hai perfettamente ragione. I blog erodono lo status degli scrittori. (Lo status dello “scrittore italiano”, poi, è talmente fragile che basta un paio di buone erosioni per ritrovarsi a terra).

Detto questo, devo cercare di spiegarti il perché il tuo pezzo, del tutto legittimo, è, come dire, inelegante. Tu hai fatto una cosa che su internet si può fare. Che tutti possono fare: segnalare la fuffa. Hai pescato due o tre citazioni sparse per dimostrare che sui blog ci sono soltranto “spiritosaggini, resoconti di seratine, episodietti, aneddotini… sempre e solo cazzeggio”.

Tutto questo non è vietato, per carità: e in un certo senso hai anche ragione. La maggior parte dei blog sono pieni di inutili dettagli.

Però… non ci si comporta così. Perché?

È un vecchio dibattito, che esiste da prima dei blog. Ha a che vedere con Internet, che in questa fase della sua evoluzione (la fase dell’open publishing) è una rete anarchica. Non esistono regole e ci sono ancora molti server gratuiti a disposizione. Il risultato è un’anarchia reale, vale a dire un far west. Tutti possono scrivere quello che vogliono, ma devono anche guardarsi alle spalle. Non esistono leggi. Ma esiste una specie di etichetta, un vago codice di comportamento. Provo a spiegartelo (purtroppo ogni tot mesi mi tocca spiegarlo a qualcuno).

Vedi, noi tutti diamo per scontato che internet è piena di fuffa, anzi, di merda. Lo sappiamo da sempre, non ci volevi senz’altro tu a farcelo presente. E non perdiamo tempo a criticare queste cose, perché è inutile. Chi scrive idiozie non smetterà di scriverle perché tu gli fai la morale, o perché tu gli chiedi di scrivere come Proust o Henry Miller. Continuerà invece a scrivere idiozie, godendo se mai del piacere di scandalizzare qualcuno, finché i server continueranno a essere gratis. (Inoltre, proprio perché dà uno sfogo a tanti produttori di fuffa, il blog ha una profonda utilità sociale, come si è detto a suo tempo qui, se hai voglia di dare un’occhiata).

Ciò non toglie che ci si debba battere per la qualità di internet, ma in un modo diverso da quello che predichi tu. Lo ripeto per l’ennesima volta: la fuffa non si processa, non perché sia giusta, ma perché è inevitabile. L’unico modo di migliorare internet è contribuirvi con contenuti di qualità. Ogni giorno, se possibile. Come si dice ai critici di Indymedia: invece di lamentarvi perché postano sciocchezze, postate interventi intelligenti. Coi blog vale la stessa cosa.

Per cui, capisci, i blog sono una piccola rivoluzione copernicana. Una volta c’erano pochi scrittori ‘di classe’ e molti lettori passivi. Oggi la piramide si rovescia: tutti scrivono (e la maggior parte, ovviamente, scrive male). Poi c’è un’élite di lettori che riesce a discriminare il buono dall’inutile. Naturalmente la ricerca non è mai infallibile e non è mai finita. Ma tutto sommato il modello funziona: ci sono varie comunità, un intreccio di link abbastanza attendibili, un sistema che non è poi così impenetrabile alle novità, altrimenti si sarebbe fossilizzato da mesi.

Per questo, caro Tiziano Scarpa, Autore Autorizzato, devo avvertirti che il tuo intervento è ancora più antipatico di quanto tu non avessi creduto scrivendolo. Sei arrivato in un mondo che non conosci ancora molto bene, e invece di cercare le cose buone che ci sono, e di capire come funziona il sistema, hai pensato subito di giocare la carta del provocatore. Per te dovremmo metterci tutti a scrivere come Catullo, Agostino, Montaigne, Proust, Céline, Henry Miller, Anais Nin, Paul Léautaud. Ohibò, una cosa da niente. Io non credo di aver mai scritto come Catullo, Agostino, ecc..

Ma se anche avessi scritto qualcosa di paragonabile al Multas per gentes di Catullo, dì la verità:
tu te ne saresti accorto? No.

E se avessi scritto un pezzo in grado di competere con Agostino o Céline, tu l’avresti trovato? No. Eri troppo occupato a cercare frammenti qua e là per dimostrare che i blog sono “peggio di Liala”.

Miei cari blogger, datevi una scossa. E’ arrivato il momento di fare un salto di qualità, di intensità. Perché non mi raccontate qualcosa che vi costi vergogna, e dolore? Perché vi fermate sempre sulla soglia della camera da letto, come Liala? Sulla soglia del salotto, del bagno, della cucina, sulla soglia dell’aria aperta. Vi fermate sempre sulla soglia di qualcosa! Perché non mi raccontate i vostri conflitti duri, sul lavoro, in famiglia, a scuola?

Tu vorresti che i blog diventassero un movimento letterario. Beh, non è male come idea.

Ma sei proprio sicuro che per me la Letteratura sia “il rischio, l’oltranza, il tuffo nell’abisso, il volo verso l’alto, l’azzardo”? Dove hai trovato quest’accozzaglia di sostantivi? in qualche sottospecie di Rimbaud?

Sai cos’hanno in comune gli autori del tuo canone: Catullo, Agostino, Montaigne, Proust, Céline, Henry Miller, Anais Nin? Sono piuttosto noiosi. Spesso di una noia sublime, ma in ogni caso molto rischiosa da riprodurre. Tutti questi rischi, queste oltranze, questi tuffi negli abissi, a diciotto anni mi piacevano, ma in seguito… Del resto anche Rimbaud si stancò presto di tutti questo assoluto: è una cosa molto adolescenziale, ma le adolescenze, prima o poi, finiscono. Il blog è una prassi quotidiana: non ci si può buttare nel vuoto tutti i giorni, con la gente che ti linca e lascia i suoi commenti. È una cosa un po’ invereconda: non ci si comporta così in società.

Il che non significa che non si possa riuscire a far ridere, piangere, addirittura a far pensare i propri lettori. Ma bisogna adoperare una strategia più sottile, come dire, più adulta. Non direi minimalista, è un aggettivo che non mi piace. Preferirei crepuscolare: in ogni autore di blog c’è la stoffa di un borghese onesto. E sotto quella stoffa, l’anarchia di un vero libertino. Ma ci vuole un po’ di esperienza per accorgersene. I blog sono per gli adulti.

Anzi, posso permettermi un giudizio letterario? Sai secondo me cosa c’è che non va negli scrittori italiani? Non scrivono male. Ma quando cercano di imitare Proust, Céline, Henry Miller, Anais Nin… sono patetici. E non tanto credibili. Visto che vivono nello stesso mondo che viviamo noi, e noi lo sappiamo bene che non è un mondo di rischi, oltranze, abissi e voli. Invece è un mondo di file in autostrada, rincari nei supermercati, grandine in luglio e pessimi cappuccini. Questo è il nostro mondo, questo bisognerebbe descrivere. E non è difficile: se ci riescono i blog, perché non dovrebbe riuscirci chiunque. E allora, coraggio, ragazzini. Basta voli e basta abissi, mettetevi un vestito decente e cominciate a scrivere come si deve.

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31 Comments

  1. Chiedo scusa: per ora mi sembra che il pezzo non continui affatto (ci devono essere problemi con GNU). Nel frattempo, se bruciate di leggere, trovate lo stesso intervento sul mio blog (altrimenti aspettate un po’, senz’altro Neri sta lavorando per voi).

  2. la risposta è da manuale ma era davvero necessaria? insomma, sul serio, chi cazzo sarebbe tiziano scarpa per meritare attenzione?

  3. Simone, Tiziano Scarpa è uno che ha scritto sette, cazzo, ben SETTE libri :o) non posso rivendicare la paternità dalla battuta, però.. solo che non mi ricordo se è di Sir Squonk o del Dott. Effe!

  4. Sono d’accordo con Leonardo, ma non capisco perché non sia GIUSTO scrivere anche qualche stronzata. E poi, chi stabilisce che una cosa è una stronzata e un’altra invece no? I punti di vista, a volte, sono devastanti. Saluti

  5. Ciao. volevo commentare anch’io, ma a questo punto non so se sono autorizzato.
    Sono uno di quelli che spesso si fermano sulla porta del bagno, perchè spesso c’è già dentro qualcun’altro.
    Inutile dire che in bagno ci si va sovente per produrre qualcosa, ma quel qualcosa in genere è una cagata.

  6. “inutile dire”… poi l’ho detto lo stesso. Sono fatto così, fuffa che cammiana. Comunque ho apprezzato moltissimo l’intervento di Leo. Grande. Magari lo linko sul mio blog, così prima o poi se ne accorge e linka me…. ma forse sto entrando nel merito di un altro post.
    Il gioro in cui ci vorrà un patentino per tenere un blog lascerò perdere tuto e comincierò a scrivere sui muri, se quell’imbecille che continua a scriverci che margherita è bella lascerà uno spazio libero

  7. “inutile dire”… poi l’ho detto lo stesso. Sono fatto così, fuffa che cammiana. Comunque ho apprezzato moltissimo l’intervento di Leo. Grande. Magari lo linko sul mio blog, così prima o poi se ne accorge e linka me…. ma forse sto entrando nel merito di un altro post.
    Il giorno in cui ci vorrà un patentino per tenere un blog lascerò perdere tuto e comincierò a scrivere sui muri, se quell’imbecille che continua a scriverci che margherita è bella lascerà uno spazio libero

  8. “inutile dire”… poi l’ho detto lo stesso. Sono fatto così, fuffa che cammiana. Comunque ho apprezzato moltissimo l’intervento di Leo. Grande. Magari lo linko sul mio blog, così prima o poi se ne accorge e linka me…. ma forse sto entrando nel merito di un altro post.
    Il giorno in cui ci vorrà un patentino per tenere un blog lascerò perdere tutto e comincierò a scrivere sui muri, se quell’imbecille che continua a scriverci che margherita è bella lascerà uno spazio libero

  9. gentilmente, chi ne ha facoltà, potrebbe eliminare le prime due copie del mio commento, che mi è scappata una botta di Parkinson?

  10. Un piccolo appunto… Rimbaud non si stancò nè subito nè mai dell’assoluto… la scelta di abbandonare la letteratura è l’ultima ed estrema conseguenza della sua ricerca…

  11. beh, giusto per mettere le cose in chiaro, secondo me Scarpa è uno degli scrittori italiani più interessanti in giro (prendersela con dei “nessuno” non è divertente.

  12. Forse quel che sfugge al signor scarpa è che un diario è un diario (è un diario)
    indipendentemente dal supporto che lo ospita. E non tutti siamo Anna Frank.
    Personalmente ho iniziato il mio blog per me stesso, e per informare le persone
    che mi conoscono (o cui interessa) delle cose che mi succedono.
    Ci sono, a volte, grossi lassi di tempo tra un post e l’altro. Le dice niente?
    La vita di molti di noi, caro Signor Scarpa, è fatta di routine, di autobus presi al volo,
    di conti da pagare, di stanchezza nelle
    gambe e di svaghi nemmeno tanto economici come film, libri, tv…
    Non sempre capitano cose interessanti, e ciò che lo è per noi, potrebbe non esserlo per altri.
    Nessuno (penso) inizi un blog per diventare scrittore. Nessuno vuole “rubarle il mestiere”
    (anzi forse, chissà… da alcuni potrebbe anche avere qualcosa da imparare).
    Le propongo un patto, Signor Scarpa. Un patto che richiede una premessa.
    Quando ognuno di noi si reca in libreria, per cercare il sogno di un’altro che
    lo aiuti ad evadere dalla routine quotidiana, non sa cosa lo aspetta, e non sa
    se quello che prenderà lo soddisferà o meno in questa sua ricerca.
    Quello che sa per certo è che, prima di scoprire se ne vale la pena o meno, dovrà pagare.
    Qui, in rete, ognuno scrive quello che vuole, pensa, gli o le succede.
    Senza pretendere niente. Senza volere giudizi. Senza pretendere un seguito di fans.
    (ad alcuni può anche succedere, ma è un “effetto collaterale”)
    Lei vorrebbe leggere storie interessanti? Vorrebbe analisi psico-romanzesce sul dolore di esistere?
    Senza pagare?
    Allora ecco il patto. Lei scelga un blogger a caso. Uno qualunque…
    Lo paghi.
    Non dico i 20 euro di una rilegata Mondadori o i 10 di una brossurata Feltrinelli.
    Nemmeno i 7euro e cinquanta di un multisala…
    Diciamo i 6euro e 99centesimi di un SuperPocket.
    E quello le darà ciò che vuole…
    Forse!

  13. Mi deludi Leonardo. Per la prima volta davvero, e molto. Ti sei rivolto a Scarpa come se fosse un povero coglioncello che non capisce nemmeno le cose più elementari [Provo a spiegartelo (purtroppo ogni tot mesi mi tocca spiegarlo a qualcuno).
    ]. Mi hai ricordato quei ragazzini che trattano con saccenza i loro nonni perché non sanno cos’è una playstation (senza pensare che quei “poveri deficienti rinsecchiti” alla loro età magari avevano sperimentato la guerra VERA sulla propria pelle). Che cos’ha osato fare questo Scarpa (complimenti a quelli che si chiedono “chi cazzo è questo qui”, complimenti davvero)? Si è permesso di dare un giudizio, a mio modo di vedere, ponderato e scevro da secondi fini, sui blog, lui che blogger non è?? Sacrilegio! Come si è permesso? Ora gli faccio vedere io, io che so scrivere bene, e che a differebnza di lui HO UN BLOG. Bloggo e dunque posso dare giudizi? Siamo arrivati a questi livelli, dunque? Se è così che funziona qua dentro mi fa schifo.
    Ora: premettendo che del mio senso di nausea di fronte a certi atteggiamenti giustamente non te ne può fregare di meno, quello che io rivendico è la libertà di espressione, di chiunque, a prescindere. In particolar modo di chi, come Scarpa, ha un cervello che funziona molto bene. Quando ho letto il suo articolo nemmeno per un attimo mi sono sentita offesa o colpita sul vivo; l’ho letto fino in fondo ed ho riflettuto. Gli spunti intelligenti erano tanti, ma vedo che ci hai glissato sopra tout-court. Io non l’ho certamente visto come un attacco personale e mi chiedo come mai per molti non è stato lo stesso. Davvero. Mi domando perché.

  14. allora, Invasiva, cerco di spiegarti. Il fatto che io ho un blog non fa di me una persona intelligente. Scarpa ha scritto una provocazione, io gli ho risposto per le rime. Trattava i blog con superiorità (“forza piccirilli, coraggio!”), io l’ho trattato con la stessa superiorità. Non perché io mi senta superiore a lui; semplicemente per smontare il suo apparato retorico. Ci tratta da ragazzini e io gli ho fatto presente che qui ci sono persone adulte, che se mai il ragazzino è lui quando persegue un certo tipo di ideale letteratura. Poi, viva i ragazzini, viva la letteratura, abbasso i blog che montano in cattedra. Si potrebbe discutere di tutto questo pacatamente, ma siccome lui aveva una gran voglia di litigare (si capiva dalle prime tre righe del suo post), perché non soddisfarlo.

  15. E perché soddisfarlo, chiedo io? E poi, che c’è di male a fare i ragazzini? Dov’è l’offesa? Comunque sia, come ho già scritto, la libertà d’espressione vale per tutti: se tu in qualche modo ti sei sentito offeso è stata cosa buona e giusta replicare. La mia vis polemica stamane è a livello 0, dunque termino così. Grazie della risposta, soprattutto perché educata.

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