La rabbia, l’orgoglio, l’idiozia

israelflag.jpgQualche tempo fa, in un post intitolato “Non vedo, non sento, ma parlo“, ebbi da ridire sul filoamericanismo guerrafondaio di Andrew Sullivan, Christian Rocca e seguaci. Ebbene, feci un grave errore. Non quello di averli considerati filoamericani. Nè quello di averli additati come guerrafondai. Anzi: credo si vantino di entrambe le cose, ma potrei sbagliarmi. Sono, invece, colpevole di aver fatto di tutta un’erba un fascio dei blog di Sullivan, Rocca, Rolli, 1972, Bersò, I Love America, Liberopensiero. La facile battuta è che ho sbagliato in quanto, come potete constatare, i fasci sono sette. Non so: probabilmente si vantano anche di questo, ma onestamente credo di no.
Mi spiace, invece, e – credetemi – lo dico sinceramente, di aver in qualche modo equiparato il pensiero dei sunnominati ai ragionamenti biechi, agghiaccianti, infami che appaiono sulle pagine di Capperi.
Cito un intervento illuminante:

L'immagine pubblicata da Capperi
Ragionamento scandaloso, razzista: Vi siete mai chiesti perchè dovremmo essere grati agli ebrei se oggi viviamo un pò meglio? Ecco la risposta:
[segue interminabile lista di premi Nobel, N.d.R.]
E ora un ragionamento scandaloso: vi sono 12 milioni di ebrei nel mondo, vantano 157 premi Nobel, sopra solo quelli in medicina e fisica, senza contare quelli in economia e chimica. Gli arabi sono 117 volte il numero degli ebrei. A rigor di logica uno si aspetta 22.000 Nobel circa tra gli arabi. Invece? 8 (ovviamente Allah Akhbar è sottinteso) Ecco un motivo sufficiente per sperare nella vita eterna dello stato d’Israele: se i paesi arabi avessero posto fine alle violenze, oggi ci sarebbe la pace; se Israele avesse deposto le armi, oggi non esisterebbe più. Guardare qui per credere“.

Prima che continui è necessario che mi faccia coraggio per sputare una di quelle verità che non è bello, corretto o elegante dire. E cioè che alcuni ebrei hanno, francamente, rotto i coglioni. Pure certi arabi, se è per questo. Ma degli ebrei non lo dice nessuno. Nessuno che non sia filonazista. E non è bello: perché pure uno come me, che al solo pensiero dell’Olocausto è preda di crampi allo stomaco e rabbia e commozione e incredulità, deve poter sostenere – Shoah esclusa – che può capitare che un ebreo (come me, come tutti) dica una cazzata. È un diritto, un principio che chiunque deve poter vedersi riconosciuto senza dover passare per revisionista o negazionista. Voglio poter sostenere che chi ha criticato “La vita è bella” esclusivamente per il fatto che “non si può buttare in favola una tragedia” è un cretino. E che lo è altrettanto chi ha preteso si specificasse, prima dei titoli di coda, che trattavasi di favola.
Premessa terminata. Conclusione: Capperi (non solo perché fa confusione tra ebrei e israeliani, che sarebbe il meno) dice cazzate. E fa persino rabbia scriverlo, perché “cazzate” è un termine fin troppo benevolo, quasi bonario, rapportato a quanto spregevole e infame risulti uno che denuncia le leggi razziali per l’unico motivo che ad esserne oggetto sono stati gli ebrei e, al contempo, si dichiara candidamente razzista quando si parla di arabi. Un ebreo che oggi, proprio dopo l’orrore dell’Olocausto, si arrischi a teorizzare il concetto di “razza” è un abominio. E un idiota, semplicemente un idiota.

Mi piace, insomma, poter continuare a pensare che che se arrivo via mare a casa vostra sostenendo che è mia perché me l’ha promessa dio, avete tutto il diritto di mandarmi a quel paese. Uno libero, se possibile. E disabitato, che non si va a rompere le palle a casa della gente.

(Visited 21 times, 1 visits today)

22 Comments

  1. sono totalmente d’accordo con te… fossi ebrea non sarei contenta di essere rappresentata da uno come Sharon, così come, da italiana, da Berlusca…

  2. Non sono d’accordo con Fabrizio in quanto in un nome non vedo nulla di male. Noi saremmo italiani ed è giusto che ci si chiamo così perchè è quello che siamo. Stessa cosa vale per tutti i gruppi umani della terra. I nomi servono ad indicare le cose. Le accezzioni negative o positive che siano dipendono solo dalla nostra pre-disposizione. E’ tutta una questione di cultura, anzi no, meglio: è tutta una questione di conoscenza. Se si conoscesse bene la storia del popolo ebraico, la creazione dello stato di Israele, le motivazioni dell’intifada, i motivi che spingono alcuni arabi a diventare terroristi, allora non ci sarabbero posizioni come quella di Capperi. Io penso che non si tratto di orgoglio, rabbia o idiozia. Queste sono tre conseguenze della mancanza di conscenza.

  3. …e soprattutto smettiamola di confondere i popoli con chi li governa: se dico che bush è un coglione non sono antiamericano, se dico che sharon è un fascista non sono antisionista o, peggio, antisemita! anche perchè come al solito le religioni, le razze e altre cazzate qui c’entrano poco, come sempre si tratta di TERRA e di SOLDI….comunque sia messaggio chiaro ai radicali ed a quelli che parlano di unione europea con dentro israele: manco per il cazzo fin quando i loro governanti ordinano raid aerei sui campi profughi palestinesi: e sfido chiunque, ebreo o no, ad affermare che i rastrellamenti fatti nei mesi scorsi con arresto e deportazione in campi di concentramento dei familiari dei presunti terroristi non fossero provvedimenti nazisti….

  4. Simone, posso essere in parte d’accordo con la prima parte del tuo commento. Anche se c’è sempre questa cosa che se tu mi rappresenti perchè ti ho eletto è un artificio un pò poco incisivo dire che siamo persone completamente diverse. Però faccio presente, cosa che naturalmente già sapete tutti, che Sharon è solo l’ultimo di una serie di leaders che nel corso degli ultimi 10 anni si sono avvicendati perchè democraticamente eletti (straeletto due volte, nel suo caso : con percentuali significative) alla guida di Israele. Naturalmente ciò non significa che attaccare loro equivalga ad essere antisemiti : non c’è dubbio. Ma vorrei che chi esercita il giusto diritto di criticare Sharon riuscisse a spiegare a me che non lo avrei votato se fossi israeliano, ma che non mi sento filopalestinese, su quale programma di governo non utopistico ma seriamente realizzabile dovrebbe far campagna elettorale un leader politico israeliano che avesse una concreta speranza di convincere i propri concittadini. Fai finta che io sia un elettore da convincere, e tu un candidato concorrente di Sharon. Ti ascolto con grande interesse. Grazie e ciao.

  5. Mi piace, insomma, poter continuare a pensare che che se arrivo via mare a casa vostra sostenendo che è mia perché me l’ha promessa dio, avete tutto il diritto di mandarmi a quel paese. Uno libero, se possibile. E disabitato, che non si va a rompere le palle a casa della gente.

    eri uscito anche tu da un lager dove avevi perso la famiglia,eri stato trattato da appestato da tutto il mondo,o sei solo vittima di un eccesso di democrazia?ti ho sempre rispettato,ma questo ateggiamento antiebreo a prescindere lo trovo infantile e fuori luogo.Buon lavoro

  6. “Mi piace, insomma, poter continuare a pensare che che se arrivo via mare a casa vostra sostenendo che è mia perché me l’ha promessa dio, avete tutto il diritto di mandarmi a quel paese. Uno libero, se possibile. E disabitato, che non si va a rompere le palle a casa della gente”.
    Ecco perché, in fondo, sei esattamente come Capperi!
    ciao

  7. visto che il post è il mio, in Capperi, chiarisco per Neri: Bill Clinton una volta disse che gli arabi sono capaci solo a fare una cosa, chips but not chip. Neri sei mai stato In Israele? Hai mai oltrepassato il Mount Scopus? Sotto c’è il deserto! Lande e lande di deserto. Razzista stava per chiaramente una provocazione, questo voleva essere: l’idea l’ho ripresa se ti interessa da un sito ebraico, e non confondo certo tra ebrei e israeliani, visto che per dirne una un test per la Sars è stato fatto in Israele. Fate vobis, le etichette sono una cosa facile da dare, ma non potete eludere il ragionamento. Israelizzare il MedioOriente significa anche questo, scuole, cultura, libri, idee, non più fosse comuni, censure, protocolli dei savi di sion..

  8. Sono un Ebreo. E orgoglioso di esserlo. Ma alcuni ebrei hanno effettivamente “rotto i coglioni”: su questo hai ragione. Purtroppo, non sono d’accordo su quanto hai scritto sulla questione della terra promessa. Agli ebrei spetta quella terra e non perchè è stata promessa da Dio ma perchè da quei luoghi sono stati CACCIATI più volte nel corso degli ultimi 3000 anni. Il problema, semmai, è un altro: avrebbero dovuto condividerla democraticamente con i Palestinesi. Ma mi permetto di invitare chiunque si avvicini alla questione ebraica a tenere sempre presente la Storia e a comprendere con la necessaria sensibilità che un popolo che ha subito persecuzioni millenarie, si fa forte e REAGISCE. E coloro che hanno sempre vissuto nella Libertà e nella Democrazia (nonostante i vari Berlusconi), fanno fatica a comprendere questa reazione. La perdita di una Madre in un lager, è un’esperienza che può incattivire. Fate uno sforzo e comprendetelo un pochettino.
    Quindi, prima di scrivere “che non si va a rompere le palle a casa della gente”, riflettici!

  9. no no…… io confondo eccome il popolo con chi lo governa…….. stesso popolo, e stessa razza e stessa mentalità stronza, magari in ambiti differenti ma sempre stronza….

  10. “Imagine there’s no country, It isn’t hard to do, Nothing to kill or die for, And no religion too..” Lo so, sono solo canzonette.

  11. Caro Gianluca, visto che ti trovi a sputare – menzogne sotto spoglie di verità – guarda se trovi uno specchio. Mettitici davanti e continua a sputare.
    Alludendo solo ad “alcuni ebrei” ti sei lavato la coscienza e hai preso distanza dall’antisemitismo tout court.
    Poi hai recitato la solita parte di quello che la Shoah…mammia che brividi perchè hai visto Schindler’s List. Ti indigni se un uomo che ha perso tutta la famiglia, che è stato rasato, marchiato a fuoco, trattato peggio di una bestia da macello,che ha patito la fame e il freddo,che ha preso i pidocchi e ha avuto la dissenteria, dice che “La vita è bella” è una storiella e se non bene spiegata minimizza una tragedia storica.
    Sono d’accordo sulla distinzione tra ebrei ed israeliani, ma mi sembra sia tirata in ballo solo quando fa comodo e quando riappare l’ombra dell’antisemitismo tornano ad essere tutti dei “perfidi giudei”.
    Gli ebrei non sono una razza nonostante le teorie di Evola (Il mito del sangue) e di quant’altri pseudo-scienziati hanno tentato di far credere per giustificare il loro allontanamento per via del rischio della contaminazione della razza ariana.
    Ma veniamo all’esempio che ha reso lampante il tuo schieramento e il tuo subdolo e bieco antisemitismo.
    “Se arrivo via mare a casa vostra sostenendo che è mia perché me l’ha promessa dio, avete tutto il diritto di mandarmi a quel paese”.
    Così gli ebrei si sarebbero alzati un giorno e avrebbero detto “Signori bye bye ci manda D-o “.
    Non caro Gianluca la presenza ebraica in quella regione risale a molte migliaia di anni addietro. Quando il Cristianesimo e l’Islam non erano neanche stati pensati.
    Visto che le religione monoteiste discendono dall’Ebraismo ed i loro principi di fondo se non utilizzati con la follia dell’estremismo sono sani, cerca di diffondere amore e spiegare le ragioni delle parti invece di dare sentenze con presunzione di verità storica.
    Per una maggiore chiarezza sulla nuova ondata di antesemitismo vi consiglio questo link:
    http://www.conceptwizard.com/pipeline_of_hatred.html

  12. la questione è spinosa e non sarò certo io a ridurla in due slogan da quattro soldi…quello che mi pare fuori discussione è però un’altra cosa: nessuno mette in dubbio che dopo l’Olocausto gli ebrei avessero diritto ad un risarcimento, se mai esiste risarcimento per quello che hanno patito, il punto è un altro e non è il mio parere, ma quello di Montanelli: l’Olocausto è stato una colpa degli europei: erano europei i nazisti ed erano europei quelli che per lungo tempo hanno fatto finta di non sapere o addirittura sapevano ed approvavano (mussolini e le sue leggi razziali). Perchè a pagare per una colpa europea è stato chiamato un popolo che nulla aveva a che fare con l’Olocausto? In fondo non è che lo stato d’israele è stato fondato in germania, o in italia magari fra barberino del mugello e roncobilaccio, no, abbiamo detto (per voce di Churchill) siamo stati noi a farvi questo, per chiedervi scusa vi consentiamo di stabilirvi in palestina: bello questo modo di risolvere le questioni, far pagare altri (i palestinesi) per le proprie colpe (quelle degli europei). Quanto alla storia che parla di un popolo cacciato più volte dalla propria terra nel corso degli ultimi tremila anni, be, se vale per gli ebrei perchè non vale per i pellerossa, gli indios e chi più ne ha più ne metta? Cos’ha la storia ebrea che la rende più importante di popoli che quanto a persecuzioni subite certamente non se la sono vista meglio degli ebrei?

  13. Premetto di essere un bieco e subdolo antisemita, cosi’ Gallina risparmia saliva.

    Quello che non capisco è però come mai ai Palestinesi non spetta uno stato ? Forse che loro non vivevano in quelle terre ? Come mai i loro profughi non dovrebbero tornare ?
    Capisco che ci sia poco terreno da dividersi ma che entrambi i popoli abbiano diritto a due stati mi sembra sia stato piuttosto assodato. Dicono di averlo capito pure Sharon e Abu Mazen, giusto in questi commenti c’è chi non l’ha capito.
    Per quanto riguarda la questione del post idiota di Capperi: i premi Nobel non derivano dai geni ma dall’ambiente. Nel mondo occidentale moderno è più facile vincere il Nobel (dato da altri occidentali, peraltro) perchè le nostre società hanno valori diversi, la tecnologia e la scienza sono considerate importanti, e mediamente siamo più liberi che negli stati arabi (ergo scambiamo informazioni e persone facilmente). Da questo deriva che siamo DIVERSI, non SUPERIORI.

  14. Grazie del risparmio a noi ebrei piace sempre. Pensa che spesso mandiamo i film porno amatoriali indietro per vedere la scena in cui la prostituta dai soldi al cliente. Ai Palestinesi spetta uno stato di sicuro.
    Ma l’entourage di Arafat finora non ha voluto che si creasse per intascarsi i milioni di dollari di aiuti. Il problema principale dei palestinesi non sono gli ebrei ma sono i loro governanti. Senza una leadership che investa in infrastrutture, scuole, ospedali e quant’altro non ci sarà mai pace. La pace non è una mera questione di terra ne una questione prettamente economica e anche e soprattutto un problema culturale e sociale. Finchè i bambini palestinesi saranno cresciuti nell’odio non ci sarà pace.
    Comunque Israele non è un semplice risarcimento per l’Olocausto. La Shoah è stato un fattore che ha accelerato il processo innescato dal sionismo di ritorno alla terra.

  15. come per l’Afghanistan, come per l’Iraq, come l’Algeria, anche Israele è una nostra invenzione (nostra di noi europei, occidentali, cristiani).
    Fino a quando non avremo imparato una delle lezioni fondamentali della storia, continueremo a suscitare malumori del genere.
    Qual’è la lezione ? Una sola e semplice: l’imperialismo, prima o poi, ti presenta il conto. Sempre.

  16. Arrivo a metà dalla discussione, molte cose che condivido sono già state scritte e quindi non le ripeterò, certo è vero che “certi ebrei” hanno rotto i coglioni. In particolare, lo stato di Israele (che è un’entità politica con lu quale credo sia consentito dissentire) e quegli ebrei che per convinzione o calcolo non distinguono tra “ebreo” ed “israeliano”.

    Tempo fa ho trovato un articolo della destra americana (tratto dal “National Review”, http://www.nationalreview.com/derbyshire/derbyshire050902.asp) che usava tra l’altro lo stesso metro di giudizio (i premi Nobel) all’interno di un ragionamento in cui spiegava che gli arabi tutti erano pre-moderni, incapaci di democrazia, e che la soluzione migliore era semplicemente deportare i palestinesi…

    Delirante? Certo. Ma queste sono correnti culturali molto vicine all’attuale amministrazione americana… Vedi anche http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2003/02/000163.html

  17. Caro Neri, gli ebrei e gli israeliani hanno forse rotto i coglioni, ma il mondo in generale nel passato non si può dire che non li abbia rotti a loro. E nessuno è andato a rompere le palle a casa di nessuno. La Palestina era, durante la II Guerra Mondiale, protettorato inglese e ci vivevano sia ebrei che arabi. Fu l’ONU, su cui tutti finora hanno fatto affidamento perché il mondo trovasse stabilità e concordia, con una risoluzione, se non sbaglio, a decidere la creazione dello Stato di Israele, nel 1949. Certo fu una risoluzione pressata da lobby varie, la memoria dell’Olocausto era freschissima, e il denaro ebbe la sua parte. Sebbene, a quanto sembra, buona parte dei terreni fossero stati pagati, sebbene si trattasse di una risoluzione ONU, l’ostilità verso Israele fu immediata da parte degli Stati confinanti la Palestina. Furono Siria ed Egitto a muovere guerra, presero una batosta incredibile e se Dayan non si fermava arrivava a Damasco e al Cairo. Si fermò, ma loro continuarono, dagli hezbollah in poi. “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”; non sono stati gli ebrei a fare i bellicosi. Inoltre, una cosa mi fa troppo incazzare: ma con tutti i soldi che hanno gli arabi, perché, al posto di finanziare gruppi terroristici, non si impegnano per far vivere i propri “fratelli” palestinesi un po’ meglio? Forse perché gli fa comodo che piangano miseria per commuovere il mondo? E’ vero, forse come fecero e fanno gli ebrei, ma c’è una certa differenza.

  18. Di ebrei e palestinesi ho parlato fin troppo, ci tengo a ricordare solo una verita’ storica, per chiarezza: 1. gli israeliani viventi in terra di palestina nel 1948 cominciarono gli attentati terroristici contro gli Inglesi del famoso protettorato.
    2. Gli insediamenti israeliani sono sempre (ripeto sempre) stati i primi a violare i vari accordi territoriali stabiliti dal 1950 ai giorni nostri (incluso accordo di Oslo).
    3. Su Israele pendono tali e tante risoluzioni ONU di condanna per gli sconfinamenti e l’acquisizione di terre palestinesi che in confronto gli stati arabi sembrano aggressivi come Fassino.

    Giusto per ripristinare la storia.

  19. A volte, e lo dico a sproposito nel contesto del post, io ho il sospetto che la religione ha riempito di merda un sacco di menti. Che se non ci fosse le balle che raccontano le diverse religioni, qualcosa sarebbe diverso.
    Dio denaro a parte. Quello non lo detrona nessuno.
    Purtroppo.

    Pros, atea

Rispondi