Avvicendamenti

da Herzog, il blog di EFFE:
“Sig. Giornalista c/o Ordine Professionale. Si è dimesso il direttore del Corsera. Si è dimesso il direttore del New York Times. Sicuri che per Feltri non si possa fare proprio nulla?”

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10 Comments

  1. Anche Mauro pare ci abbia fatto un pensierino. Ma poi ha deciso che in Italia ci dovesse essere almeno un direttore di giornale che fosse realmente indipendente: lui.
    Ecchecaspita.

  2. la morte di Brontolo porta tra i vari interrogativi anche quello di dover trovare un erede, se non altro per non mettere in difficoltà Neri, visto che il nano bloggatore forniva il 50% dei post della rubrica “il meglio della settimana”. Se c’è da votare io voto per Herzog.

  3. anche io voto per herzog, il quale è forse *marginalmente* meno spiritoso di brontolo ma è parte della blogsfera anziché anomalia nella medesima. una cosa che io apprezzo. de gustibus eh? :-)

  4. Herzog esisteva da prima di brontolo.. e appena fu “scoperto” brontolo mi arrivò una mail da Gonio facendomi notare le forti somiglianze. C’è chi dice che Herzog ha chiuso Brontolo, e quindi Effe era Brontolo.

  5. sbaglio o stiamo costruendo la mitologia della rete? non che mi dispiaccia eh, aggiungi due effetti speciali, una lotta tra il bene e il male e ZAC, hai un bestseller. gireranno mai il film? una cosa tipo the blogtrix?

  6. [per fatto personale, con toni un pò’ tromboni] la mia ipotesi non era cosmogonica (mai detto che herzog nasca come zeus dalla castrazione di un urano nano) ma solo banal-letteraria. Il primo Herzog faceva (se po ddì?) scempio del modello di Saul Bellow così come Brontolo pareva il Barney del blog (e pensare che tutti dicevano che la versione di Barney era una mediocre rifirttura dell’herzog di Bellow)Ciò premesso e – crogiolato in mio psicanalitico odioamore – ho conosciuto di persona il buon Effe (che condivide il mio stesso e improbabile nome di battesimo e lavora in pascoli a me sgradevolmente noti) e posso dire: che la sua mimesi Pestalozziana (aka Stanislao Moulinski) è la cosa più autentica e indicativa della blogosfera e che la sua erudizione barocca non può distillare cinismo ma sta invecchiando (in barrique, ahimè) e maturando uno dei blog più godibili del momento. Con infinite scuse per l’intromissione

  7. “Pascoli sgradevolmente noti”… Ecco, una cosa che ho notato già un po’ di tempo fa. In Italia, diversamente da altri paesi europei, quasi nessuno ti dice ad esempio “SONO un medico, SONO un giornalista, SONO un impiegato”.. quasi tutti usano, per descrivere il proprio mestiere un’altra allocuzione: è assai più comune dire “FACCIO il medico, il giornalista, l’impiegato”.. ma sono qualcos’altro, in effetti. Questa mancata identificazione con la propria professione fa pensare ad un intero popolo di aspiranti navigatori, poeti, eroi che finalmente nel blog hanno trovato la possibilità di realizzare le proprie aspirazioni ed esplicitare il proprio vero IO :o)

  8. Si, l’idea era quella, ma Santi m’è parso francamente un po’ eccessivo.. c’è ancora qualcuno che aspira alla santità oggi? Mah, forse si, e avrei anche un’idea sul chi e sul come.. Cordialità

  9. [a margine dell’essere e del fare] tralasciamo la dimensione del blog come terapia/viadifuga e consimili amenità (ipotesi vera ma fuorviante per questa tesi): per una mediocre considerazione di sistema (è il mercato, bellezza) pochi hanno la possibilità di professare (Beruf?) secondo le effettive inclinazioni e i talenti. Il resto è mestiere (senza pretese di arte), è un fare (bene e con dedizione) generalmente distante dall’essere che (con qualche presunzione) si voleva realizzare attraverso studi rigorosi (e astrattamente teorici). Tecnicamente io sarei un professional, banalmente io faccio. E sono altro (anche dal blog :-p)

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