Sillogismo


Chiedo ai vari Sullivan addicted, a Rocca e a chiunque ne abbia voglia, di provare a seguire il ragionamento:

• La pace è un concetto.
• Gli Stati Uniti sono una nazione.
George W. Bush, presidente degli Stati Uniti, sostiene che questa guerra è inevitabile ma, in linea di massima, non è contro la pace. Anzi: dice che vuole riportarla in Medio Oriente.
• Anche Silvio Berlusconi ritiene questa guerra necessaria, ma loda la pace come concetto.
• Tutti i partiti di governo dicono che è un peccato che questa guerra sia imprescindibile, ma che lo è proprio perché il fine ultimo è garantire la pace.
l’Unità esce in edicola con la bandiera della pace in allegato.
• A Vittorio Feltri l’iniziativa de l’Unità non piace e decide di fare ciò che secondo lui è l’esatto contrario: regalare ai lettori di Libero una bandiera americana.

Ora, dal momento che Libero è cosa vostra e in nome della causa che sostenete, ci pensate voi a spiegare a Feltri che il richiamo ad un ideale universale non può essere antitetico al simbolo di uno stato; che la nazione in questione sostiene di avere orchestrato questo pandemonio contro il terrorismo e quindi in nome del suddetto concetto e che, a rigor di logica, le due bandiere dovrebbero essere complementari?

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36 Comments

  1. concordo con te. dovrebbero essere complementari. per molti lo sono, tutto bene. per coloro che hanno scambiato pacifismo per antiamericanismo, no. se io sostenessi che tutti quelli che espongono la bandiera della pace sul balcone sono antiamericani sarei ridicolo, personalmente non lo penso. però ce ne sono alcuni, non sono tutti, ma ce ne sono. la mia bandiera americana sul balcone è dedicata a loro e alla loro mistificazione, e convive tranquillamente con quella pacifista della sciura del piano di sotto.

  2. Il ragionamento fila. Molte volte la pecca di Feltri è quella di volersi distinguere a tutti i costi. La sua paura è proprio quella dell’accostamento tra il movimento per la pace ed uno sfrenato antiamericanismo.

  3. Chi vuoi che perda il suo tempo tentando di spiegare qualcosa a Vittorio Feltri?
    Si fa prima a cercare di convincere Berlusconi, poi Feltri verrà di conseguenza.

  4. penso sia abbastanza arduo cercare di spiegare qualcosa alla mente eccelsa e illuminata del nostro vittorio. la mia domanda è: ma perchè non si arruola e va a combattere questa guerra? magari lo usano come bomba poco intelligente! ciao

  5. Con chi ce l’aveva Vittorio Feltri? Con chi se la stava prendendo nel suo editoriale titolato “Gli smemorati?”. Forse abbiamo risolto un dilemma che anzitutto va riepilogato. Allora. Chi sono gli smemorati? Seguiamo la pista e sbirciamo l’apertura di Libero del 27 dicembre scorso: “IRAQ, MA CHI CE LO FA FARE?”. Occhiello: “La guerra contro Saddam è inevitabile ma non convince: troppi misteri, nessuna prova”. Poi c’era un editoriale che diceva così: “All’apparenza il ragionamento di Bush non fa una grinza. Se però andiamo a verificare i punti su cui si basa, si rivela sballato. Primo. Gli ispettori dell’Onu non hanno trovato traccia di armi chimiche e atomiche… Secondo: Nessuno, nemmeno Bush, può dimostrare che il satrapo ha occultato gli arsenali… L’Onu ha accertato che non esiste traccia di atomiche e roba simile. Però Bush, anziché scusarsi e sotterrare l’ascia, avanza dubbi e sospetti e minaccia di radere al suolo l’Irak perché il dittatore è falso e bugiardo. Qui se c’è qualcuno che si rimangia la parola è proprio Bush… Sentiamo puzzo di imbroglio. Nell’ostinazione statunitense vi è qualcosa di oscuro”. E che cosa? Due giorni dopo, il 29 dicembre 2002, Feltri non ha ancora risolto il mistero: “Nulla è stato trovato in territorio iracheno che giustifichi una guerra preventiva – dice un altro editoriale – … non esistono momentanemente le condizioni per un intervento armato. Questo è sicuro. Non lo diciamo noi, bensì fonti americane e delle Nazioni Unite… Perché Bush punta i missili su Bagdad? C’è qualcosa di misterioso… ragioni che ignoriamo e perciò ignoreremo finchè Bush non le avrà spiattellate… Se pensa di liquidare la questione dicendoci: fidatevi di me e seguitemi, si sbaglia…. Se la guerra preventiva è legittima, prima va fatta al desposta atomico accertato, poi a Saddam”. Bene. Da allora a oggi sono state trovate armi atomiche? No. Armi chimiche? No. Altro di signicativo? No. L’imbroglio è stato sbrogliato e il mistero è stato svelato? No e no. Il che non toglie, beninteso, che si possa ugualmente sostenere la guerra senza riserve: resta che quelle di Libero sono rimaste irrisolte. Ed eccoci. Libero, l’altro giorno, titolava così: “SI’, STIAMO CON L’AMERICA”. Occhiello: “Dopo l’11 settembre chiunque diceva: siamo tutti americani. Noi lo diciamo ancora”. Poi c’era un editoriale di Feltri che diceva così: “Troppo comodo gridare siamo contrari alla guerra… bisogna optare: o di qua o di là”. Giusto. E’ per questo che il giorno dopo, cioè su Libero di ieri, la scelta di campo evolveva direttamente nel tifo: senza riserve e senza misteri. Titolo: “INVASIONE”. Occhiello: “Forza Usa, riportate la pace vera in Iraq… Prenota dal tuo edicolante la bandiera a stelle e strisce”. L’editoriale era appunto titolato “Gli smemorati” e diceva così: “Ci si è dimenticati dell’11 settembre… ci si è dimenticati che la guerra è cominciata lì… Ci si è dimenticati che Bush disse a Saddam: vattene e risparmieremo il tuo Paese, la tua gente. Saddam rispose con un ghigno: rimango… E siamo contenti di aver allegato la bandiera a stelle e strisce… vi preghiamo di prenotarla dal vostro edicolante… L’Italia non è soltanto un corteo di pacifisti… Ci siamo anche noi. Coerenti con quanto dicemmo l’11 settembre”. Ci si è dimenticati questo. Ci si è dimenticati quello. Gli smemorati. Ecco con chi ce l’aveva, Feltri: ce l’aveva con se stesso. Non è che ha cambiato bandiera: è che la vende.
    Quanto avete appena letto, se l’avete letto e non avete subito sbirciato in fondo, l’ho pubblicato sul Giornale qualche giorno fa.

  6. Il ragionamento, in teoria, fila. In pratica le cose sono un filino piu’ complicate. Qui l’essere antamericani o meno in senso assoluto non c’entra quasi nulla. Feltri e quelli come lui lo sanno fin troppo bene e ci marciano. Non sei d’accordo con la guerra come modalita’ di risoluzione dei conflitti? Sei antiamericano. Vuoi che sia l’ONU a decidere? Sei antiamericano. Chiedi come mai la Convenzione di Ginevra debba valere a Bassora ma possa essere ignorata a Guantanamo? Sei antiamericano.
    Sicuramente tra le fila di quelli contrari alla guerra ci sono anche degli antiamericani “veri”. Altrettanto sicuramente chi espone la bandiera americana, la regala insieme al proprio giornale o propone replicahe dell'”USA day” (Giuliano Ferrara) e’ a favore di questa guerra e di molte altre, con tutto quel che ne consegue, e non considera affatto la bandiera della pace complementare a quella USA. La “pace”, come ideale astratto e’ un concetto che va bene a tutti; piu’ di uno ti verra’ a dire che morire per la patria o per una giusta causa e’ eroico e bello, ma nessuno ti dira’ mai che e’ meglio che vivere in pace e liberta’ senza dover combattere. Il problema e’ quando metti i piedi nel piatto e chiedi di arrivarci a questa benedetta pace. Quindi devi spostare confini, o crearli, togliere di mezzo dittatori, aiutare le popolazioni, etc. Insomma, quando cominci a fare gli interessi di una parte o dell’altra, piuttosto che di un concetto, perche’ nel mondo reale, se accontenti qualcuno, facilmente scontenti qualcun’altro, e devi fare in modo che questo scontento non si tramuti in guerre e attentati. Come la guerra non e’ quella roba idealistica di eroismo e virilita’ che piaceva tanto a D’Annunzio, ma ferite devastanti, sangue, tanto sangue, milze e polmoni spappolati, bambini ammazzati e donne violentate, la pace non e’ solo un concetto, ma ha a che fare, in modo concreto con la politica, la democrazia, la liberta’, il rispetto, il lavoro, quello che ci piace chiamare vita.

  7. dunque…:
    (1) esporre la bandiera della pace in generale vorrebbe dire essere per la pace, ma siccome nn vuol dire niente (chi nn lo è?) vuol dire essere contro questa guerra
    (2) esporre la bandiera degli USA dovrebbe significare amicizia con gli USA, ma siccome gli USA stanno facendo una guerra alla quale molti sono contrari e quelli contrari espongono la bandiera della pace, esporla significa essere a favore di questa guerra (nel senso ke si pensa ke è stato meglio farla)…quindi
    (3) le due bandiere al momento NN sono complementari ma in opposizione

  8. Già che siamo in mezzo al tentativo di instaurare un rapporto maieutico con Feltri(!)potremmo tentare di farlo anche con quelli che la bandiera amercicana la espongono DAVVERO e di fianco ci attaccano anche quella della marina italiana? Andate a vedere,se non ci credete,viale montenero angolo via anfossi,a milano.

  9. Gli ispettori non avrebbero trovato nulla neanche in sei anni di ricerche. e non era, del resto, compito loro, era Saddam a dover dimostrare di avere distrutto le armi che – anche lui ha ammesso – aveva. ma non lo ha fatto. anzi, dopo aver dichiarato che non aveva scud, durante la guerra finalmente ha incominciato a disarmare… ha lanciato gli scud sul kuwait… notizia di ieri: occhio che è “forte”: trovate tute antigas e laboratori per armi chimiche in territorio iracheno. Vogliamo scommetere che, tra un po’, come gli scud, usciranno fuori anche le armi di distruzione? Insomma basta: la guerra è più che legittima, anche se drammatica. e senza Saddam (ancora una volta grazie all’America) il mondo sarà certamente migliore.Volete dare addosso a chi si schiera con Bush e “pacificamente” espone la bandiera sul suo terrazzo?

  10. ….che il mondo senza saddam sia migliore è forse vero (ma se non ci avessero martellato il cervello per mesi a qualcuno ne fregherebbe qualcosa?) che senza decine di migliaia di poveri cristi bombardati il mondo continui a migliorare però mi lascia veramente preplesso (a rigor di logica, anche qui vale pa larentesi di sopra, comunque). velerio, la tua bandiera gronda sangue, mettiti la spilla che è più discreta.

  11. caro valerio…..la domanda sorge spontanea……ma le armi di distruzione di massa se le è fatte lui o le ha comprate da qualcuno? e da chi?

  12. Neri mi chiede e io rispondo al suo (inutile) sillogismo.
    Premesso che Feltri non “regala” la bandiera ma la vende, e accertato che la sua iniziativa non è nata in contrapposizione con quella dell’Unità, ma prima, e semmai dunque è la bandiera dell’Unità a essere stata venduta dopo quella di Libero, ma chissenefrega, non si può pretendere che diciate la verità, accecati come siete.
    Ecco la risposta, dunque: “Bravo gianluca neri”. Il tuo sillogismo è perfetto, condivisibile. Io penso a Feltri, ci pensi tu a dire a Furio Colombo e ai suoi compagni, magari anche a Guglielmo Epifani, che – per usare le parole del tuo sillogismo – “in nome della causa che sostenete il richiamo ad un ideale universale non può essere antitetico al simbolo di uno stato”?
    Ci pensi tu a dire ai tuoi compagni né-néisti che “a rigor di logica, le due bandiere dovrebbero essere complementari?”
    Grazie.

  13. alberto, in buona parte sono d’accordo con te, ma a mio avviso gronda molto più sangue la bandiera della pace – chiarisco: solo quando viene sventolata ipocritamente contro questa guerra (e non contro le altre 70 che si svolgono nel mondo e a cui il Papa fa costanti richiami). Secondo te, qual’è stato il sentimento più diffuso dei pacifisti che sono scesi in piazza? (mi riferisco alle bandiere americane bruciate, a quelle del guerrigliero Che, a quelle inneggianti il regime di Stalin ecc). La mia bandiera americana vuole anche “dimostrare” contro questa ipocrisia pecoreccia. Ma una spilla, hai ragione, è più discreta.
    Per la domanda di Roew la risposta già c’è (è su molti giornali, non solo su Libero): la Francia (che del resto, fino a oggi, usufruisce del 70 % del petrolio iracheno) e la Russia.

  14. valeio…..hai mai visto rambo III???? rambo parte per l’afghanistan x salvare il suo capitano e si fa aiutare dal (cito) valoroso popolo talebano a sconfiggere i russi cattivi. memorabile anche una partita a polo fra il muscoloso rambo e i talebani!! che ti suggerisce??? la guerra è ancora in corso e in america hanno già fatto le gare d’appalto per la ricostruzione del porto e per lo spegnimento dei pozzi in fiamme! non ti suggerisce un piccolo conflitto d’interessi??? ah già, forse tu pensi che anche qui non ci siamo conflitti d’interesi………valerio,valerio…..peccato!!

  15. Rocca, è comunque meglio che tu non dia dell’accecato a nessuno. Per il resto: la bandiera della pace, oggidì, è demagogico neutralismo vetero-ideologico; e la bandiera americana, oggi, è infantile esterofilia neo-ideologica. Il neutralismo e l’esterofilia, insieme, rappresentano parte delle ragioni per cui l’Italia discute di tante bandiere ma è incapace di dare un significato alla propria.

  16. ROEW: …ma hanno anche detto (firmando un documento) che il petrolio RIMARRA’ agli iracheni. e non più nelle casse di un dittatore come Saddam. Forse un “filino” di conflitto di interesse c’è (chi è che non lo crede?) ma, rispetto a quello degli altri, direi che è marginale. Almeno aiuta gli interessi ANCHE del popolo iracheno. (scusa per le scritte in ALTO, non volevo urlare ma solo essere chiaro). Adesso: non c’è peggior sordo…

  17. Un applauso (non ironico) da parte mia a Facci per il suo articolo su Feltri.
    A proposito, ma quanta gente cerca di te su google! Ma perch&rgrave; non ti apri il tuo sitarello?

  18. Per Filippo Facci.
    Esterofilia? Veramente pensavo che gli americani combattessero anche per noi, che noi fossimo loro alleati e che ne condividessimo le esigenze di sicurezza e di libertà. E siccome al fronte ci sono loro e non noi, e loro sono la parte che naturalmente dovremmo sentire vicina, più che esterofili mi sembra senso di appartenenza e condivisione degli obiettivi. Quando in battaglia ci saremo noi a difendere un concetto di civiltà esporremo la nostra bandiera.
    Il tuo è un discorso “neutralista” in fondo. Mi spiace per te.

  19. lo sapevo. come al solito sono fuori dal tempo e/o dal mondo. io che ho la bandiera della pace e quella dell’america (certo, non le ho comprate insieme, mica sono scema, a dire il vero non le ho comprate proprio. la prima e’ un dono della suocera, la seconda di un amico americano ai tempi delle 2 torri). io non mi sento in conflitto con niente e nessuno. ieri sera bordon ha ricordato che chi e’ contro questa guerra non e’ necessariamente contro gli americani, anzi. chè io all’america sono grata per tanti motivi. perche’ ci hanno aiutato a salvarci il culo nella seconda guerra mondiale, perche’ hanno scoperto e/o inventato un sacco di cose belle e utili, perchè pur con tutte le loro contraddizioni sono un paese libero per quanto giovane (non ci scordiamo che sono freschi freschi, noi con 600 anni di storia scarsi non eravamo ancora usciti dal medioevo), perche’ tutti i miei amici americani sono delle persone ragionevoli (il che per la legge dei grandi numeri mi spinge a pensare che ce ne debbano essere diversi come loro), perche’ sappiamo tutti quanti perche’ ci siano. Poi anche loro fanno cazzate. Anche il LORO presidente fa cazzate (sono in buona compagnia del resto, di che stupirsi). Ma basta dire che chi e’ contro la guerra e ha una bandiera arcobaleno e’ antiamericano, e basta dire anche il contrario. Tanti luoghi comuni sono degni di una sala d’attesa di un parrucchiere di periferia, per quanto nella sala d’attesa di quella che frequento io, si sia a volte meno squallidi e accecati dai propri pregiudizi.

  20. Stamattina ho pensato che quando io ero ragazzo, nelle camere di molti miei amici erano appese bandiere americane, e a nessuno dicevano nient’altro che una passione per le molte cose che ci venivano da là e per cui noi ragazzi andavamo matti. Stelle e strisce erano riprodotte innocuamente in molti posti. Se oggi volessi appendere fuori da una finestra una bandiera americana per semplici ragioni estetiche e decorative, o perché mi piacciono gli eagles e Richie Cunnningham, come si faceva allora, non sarebbe più la setssa cosa. Qualcuno dirà che l’America è cambiata, e un po’ è vero, ma mi pare che siamo cambiati soprattutto noi. Abbiamo reso importanti le bandiere, disastro di cui qualcuno dovrebbe rendere conto, un giorno.
    L’esibizione della bandiera, lo dico piano, cercando di non sporcare e di non dar fastidio a nessuno, comincia ad avere qualcosa di deludente, con tutto che l’effetto di tutte queste finestre colorate è bello assai. Sta cominciando a prevalere un istinto di affermazione di appartenenza, un narcisistico bisogno di affermare la propria presenza nel mondo, iscrivendosi a qualcosa. Registrando se stessi e il proprio balcone, inserendosi in una lista. La logica delle curve, io milanista contro voi interisti o io interista contro voi milanisti, è dilagata in Italia da un pezzo e risparmia pochi. Si iniziano gli interventi dicendo “premetto che io eccetera” e si mette a verbale da quale parte si sta. È importante stare da una parte.
    Quelli che hanno vinto, in tutto questo, sono quelli per cui è importante stare da una parte: quasi tutti vogliono che si sappia che ci sono anche loro e che stanno da una parte.
    Aggrovigliato ragionamento che forse avrei potuto rendere più chiaro, o forse no: ma queste finestrine di commento sono dannatamente piccole, forse a ulteriore conferma di quel che ho scritto. Basta la bandiera, il commento è superfluo.

  21. Cosa mi tocca sentire ! Ne ho davvero le palle piene di ‘ismi’, di classificazioni bambinesche, di scontri ideologici. Tornate sulla Terra e per un momento cercate di dimenticare tutte le vostre dicotomie destra/sinistra, pace/guerra, buoni/cattivi ! Ma e’ mai possibile che non vi rendiate conto che vi portano a una visione semplicistica e classista della realta’ ?
    Per una volta vorrei sentire qualcuno parlare dei FATTI, della realta’ delle cose che ACCADONO e stanno per accadere.
    Ho un paio di domande da fare, a TUTTI:
    Quali sono le ragioni di questa guerra ? Ne ho sentite molte, e probabilmente sono quasi tutte vere, o almeno contribuiscono, magari in piccola parte, alla “verita’”. Petrolio, liberta’, difesa preventiva, ecc. ecc. Ma perche’ l’America ha iniziato solo oggi questa guerra ? Perche’ non hanno destituito il dittatore 10 anni fa, invece di fermarsi poco prima ? Perche’ non fanno la guerra contro tutti gli altri stati “cattivi”, il cui elenco, mi pare, e’ piuttosto lungo ? Mi sembra che la ragione PRINCIPALE sia la scelta di una precisa strategia contro il terrorismo, elaborata dopo l’11 settembre: il regime di Saddam e’ stato identificato, a ragione o a torto, come uno dei principali appartenenti dell'”Asse del Male”, e per questo costituisce un obiettivo importante per la lotta contro il terrorismo. Sbaglio o e’ stato il governo americano a definire questa come LA motivazione della guerra ? Questo e’, secondo me, uno dei punti cruciali della situazione: giustifica la necessita’ della guerra, e per questo vorrei sapere cosa ne pensate. Siete d’accordo sulla motivazione addotta (indipendentemente dalla sua verita’) ? Se escludiamo la lotta al “terrorismo delle Torri Gemelle” restano sufficenti giustificazioni alla guerra ? Cosa ne pensate ? Secondo me no.
    Se siete disposti ad accettare questa come una guerra al terrorismo vorrei farvi un’altra domanda: cosa insegna la storia al riguardo ? A me vengono in mente tre principali vicende (sono un ignorante): quella irlandese, quella spagnola, e naturalmente quella palestinese. Mi sembra che in tutti i casi l’uso della forza non abbia risolto i problemi, anzi, abbia acuito i conflitti. A me sembra anche naturale pensare che, essendo il terrorismo un fenomeno sociale, non sia risolubile con la “polizia”. Quello che noi chiamiamo terrorismo e’ l’espressione estremista dell’odio della gente verso chi considera nemico. Qualcuno pensa forse che l’IRA sia un gruppo isolato dal resto della popolazione ? Pensate forse che i palestinesi che non si fanno scoppiare considerino “cattivi” i kamikaze ?
    Esistono solo due soluzioni a questi problemi: 1) lo sterminio totale della popolazione. 2) eliminare le ragioni dell’odio. La storia insegna che piu’ forti sono le repressioni attuate, piu’ forti sono le attivita’ terroristiche. Badate, non sto facendo considerazioni etiche: non mi interessa se sono prima i “cattivi” o prima i “buoni” ad iniziare; non e’ importante neanche chi sono i buoni e chi i cattivi. Quello che conta e’ RISOLVERE IL PROBLEMA. Possiamo avere tutte le “ragioni” dell’universo, ma se non risolviamo il problema possiamo andare avanti a litigare per generazioni (il che mi ricorda qualcuno).
    I terroristi arabi NON SONO SOLO SADDAM HUSSEIN. NON SONO NEANCHE SOLO BIN LADEN. Sono il prodotto di centinaia di milioni di arabi che provano risentimento e odio nei nostri confronti. Quali saranno le conseguenze di questa guerra ? E’ chiaro che non ridurra’ il terrorismo, anzi lo fara’ aumentare, cosi’ come fara’ aumentare la distanza tra il popolo occidentale e quello arabo. Non mi interessa se gli arabi “ci devono ringraziare” per averli liberati da un dittatore. Non mi interessa se loro sono stupidi perche’ non se ne rendono conto. Quello che mi interessa e’ quello che FARANNO, non quello che DOVREBBERO FARE.
    Cosa si potrebbe fare, dunque, in alternativa ? La soluzione e’ estremamente semplice e, allo stesso tempo, irraggiungibile per la non volonta’ della gente. “isti” di ogni genere: voi cosa ne pensate ?

  22. Io in tempi normali concorderei con quanto detto da Luca, ma il problema è che non siamo in tempi normali: c’è in atto una guerra, e di fronte a eventi così estremi e drammatici prendere una posizione chiara, schierarsi da una parte o dall’altra, è non solo auspicabile ma doveroso, penso. Il problema sorge dal fatto che mentre chi avversa questa guerra (come me) è convinto che bisogna scegliere tra l’essere pro o contro il conflitto, per chi la appoggia la scelta da fare è invece se schierarsi con Bush o con Saddam. E per entrambi i campi, tertium non datur. Ecco, da questa diversità nel modo di impostare il problema della scelta ineludibile nasce l’assoluta incomunicabilità tra i due schieramenti. Forse, se ci si mettesse d’accordo su questo punto preliminare, ovvero qual è la vera natura della scelta da compiere, tra chi sta da una parte e chi sta dall’altra potrebbe almeno iniziare un barlume di confronto e discussione (anche accesa e appassionata). Ma temo che sia più facile che il centrodestra e il centrosinistra trovino un accordo sulle riforme istituzionali.

  23. Facci ha perfettamente ragione (entrambi i commenti). La cosa mi stupisce piacevolmente (ma non arriverò mai al punto di leggere il Giornale). Suggerirei al suddetto di farsi un blog e piantarla di infestare di commenti quelli degli altri.

  24. Io non sono neutralista nè neutrale. Scusate la similitudine calcistica, che va da tanto di moda: c’è una partita in corso, ormai c’è, la vediamo, non possiamo non farne parte nostro malgrado: perchè, appunto, c’è. E io spero che vincano gli americani, nel senso: spero che il problema Saddam sia risolto il prima possibile e che la carneficina finisca il prima possibile. Tuttavia vorrei tanto sapere, questa partita, a quale campionato è intenzionata a iscriversi. Il progetto americano, ormai chiaro e delineato in fior di documenti, peraltro non da ieri, è chiaro. E parla di qualcosa che mi vede fortissimamente contrario e che giudico pericoloso. Pericolossimo. Ideologico. In questo momento, ripeto, io non sono contro gli Stati Uniti: anche senon andrei mai a manifestare in loro favore come feci dopo l’11 settembre (pur forzando me stesso) ma per una giusta causa: la mia. La mia di occidentale. Eravamo davvero tutti americani, allora. Solo i cretini non lo capirono, e io stesso ci misi un po’ a capirlo. Ma io, diciam così, sarò fortissimamente contro gli americani non appena avranno vinto questa guerra. In un libro che sto leggendo si dice che Napoleone, nel suo Mémorial de Sainte-Hélène, voleva realizzare pure lui la pace perpetua per mezzo dello Stato unico, permettendo così all’industria e al commercio di realizzarsi pienamente. Anche l’internazionalismo proletario, che ha fornito all’Unione sovietica la base ideologica per porre sotto il proprio tallone metà dell’Europa, aveva come scopo finale un mondo unito e finalmente pacificato. Lo stesso Hitler, nientemeno, si poneva il problema della fine della guerra e quindi della pace che il Regime dei mille anni avrebbe garantito. E sarà una forzatura, lo sarà sinchè volete: ma chiunque voglia esportare un modello in tutto il mondo, si chiamasse pure democrazia (ma quale?), a me fa paura. Molta paura. Eccolo, il famoso scontro di civiltà. Gli Stati Uniti sono una nazione insterilita, da essa francamente in questo periodo non colgo messaggi rassicuranti, non mi sembra una società serena e in grado di esportare modelli: il fatto che abbiano le armi (e l’Europa no) per ora non mi è ancora sufficiente perchè io mi senta in colpa. Vorrei lavorare per il mio Paese, cambiarlo profondamente, dargli un’identità e una bandiera riconoscibile: non aderire a modelli che in ogni caso non sono i miei. E basta con questa cosa del fatto che ci abbiano salvato dal nazismo: gli Stati Uniti fecero semplicemente il proprio interesse nel momento in cui (non prima, badateci) si ebbe a manifestare. Coincise con il nostri e vivvaddio.La guerra è questa, di guerra umanitaria non nè è mai esistita una al mondo, mai. Spero che gli americani liquidino Saddam il prima possibile. Ma io non sono americano. E sono contrario alla guerra degli americani perchè è degli americani e non mia. E forse sono contrario anche perchè ho studiato.

  25. dopo aver visto esporre le bandiere multicolori dai soliti pacifisti a senso unico che conosco da decenni, ho esposto la bandiera a stelle e striscie perche” gli americani,ancora una volta combattono anche per me.Ci mancherebbe altro che nel nostro paese si possa solo fare il tifo per Saddam(vedi Rais 3).God bless America e bravo Feltri.

  26. io credo che su quello che ha detto Filippo le cose più sensate siano quelle sostenute da Emma Bonino. Se Filippo ce la fa a sopportare l’idea di (ri)leggersi il foglio di due giorni fa lo troverà, suppongo, condivisibile : non si tratta di esportare la democrazia, ma di far crescere quel seme che c’è già. Ed è vero che gli americani ci liberarono anche per i loro interessi, ma sarebbe necessario entrare nel dettaglio, perchè se fai base 100 dei motivi per cui vennero quaggiù il loro interesse non arrivava al 20, 25 percento ( per me, naturalmente ). E’ giusto scambiare questa percentuale ( o quella che ritenete voi ) per il tutto ?

  27. A volte capita. Spesso nei momenti più impensati, e quasi sempre per i motivi più strani. Per dire, a me è successo a causa del commento di LUCA (Sofri, suppongo). Questa notte, alle 4 (niente di meglio da fare, eh?) mi sono svegliato, e le sue parole ronzavano come mosche. Ho sempre avuto piuttosto in uggia le badiere, pur cogliendone la valenza simbolica. E pericolosa: il simbolo è un’espressione violentemente sintetica di idee e sentimenti. E questo può andare bene -forse- sinché sono le idee a produrre i simboli. Forse, oggi (solo oggi?) avviene il contrario: la bandiera produce le idee, e noi ci si accoda/accomoda. E questo vale sia per i filo-tizi che per i contro-cai. Anche per me, ovvio. Non ho mai posseduto una bandiera; oggi l’arcobaleno penzola garrulo dal mio balcone. Non odio gli americani (come potrei, ho un ottimo amico, Brian, che suona il sax in qualche punto degli States, per me lui è “gli americani”). Ma ammetto di condannare senza riserve la politica estera USA, militare e non, delle ultime decadi. Ammetto che la mia bandiera arcobaleno significa anche questo. Ammetto di non averla esposta per altre guerre altrettanto ingiuste; e però, se il clangore d’armi viene non dal Burkina Faso, ma dai gendarmi del mondo, questo non fa più paura, non comporta un obbligo di controllo dei controllori? Ammetto tutto. Ma non toglierò il multicolor dal balcone; solamente, lo lascerò anche dopo l’Irak.

  28. Emma Bonino ha quasi sempre ragione, ma in effetti bisognerebbe entrare nel dettaglio. Il piano dei Radicali – i migliori, sempre – tuttavia è ben diverso da quello degli Usa. I radicali vorrebbero esiliare Saddam (provarci) e gli Usa vogliono farlo fuori. I radicali hanno come fine ultimo il rispetto dei diritti umani (da sempre) e gli Usa utilizzano questa preteso rispetto – che nella loro politica estera è comunque novità assoluta – più come mezzo che come fine. Nota a margine: una delle battaglie più macroscopiche di Emma Bonino e dei Radicali, battaglia che è semplicemente impossibile non condivere, è quella sull’infibulazione. Ci fosse in giro uno stronzo (in Europa, figurarsi negli Usa) che desse loro una mano.

  29. La tristezza più nera, nera come il petrolio che a fiumi sporca quel che resta di un popolo, quello Iracheno, che oltre alla dittatura, all’embargo, alla fame e all’ignoranza deve adesso anche far fronte alle bombe … Chiediamoci a CHI serve questa guerra, a CHI serve il petrolio iracheno, a CHI VERAMENTE interessava se Saddam avesse o meno le “superarmi” di distruzione di massa (…forse giusto un pelino a Israele, visto che ce l’hanno di fianco, ma Bush&Blair ?!?). Per salvarli dobbiamo radere al suolo le loro città ? Distruggere quel poco che un dittatore di merda ha concesso al suo popolo ? Forse se se ne salvano pochi, costerà meno a rimetterli in sesto … Isn’t that clever ? IO STENTO A CREDERE CHE IL PROSCIUTTO CRESCA SUGLI ALBERI, MA CHE QUALCUNO POTESSE AVERCELO AUTOPRODOTTO -TIPO ESCRESCENZA- SU OCCHI E ORECCHIE…!! UN BEL RISPARMIO, BEATO LEI . (commento di seconda mano , già inserito come risposta all’Olifante – che mi ha risposto – … ma era per Valerio Lo Monaco)

  30. Dear Filippo Facci , le battaglie dei radicali sono sempre state “GIUSTE”, sempre dalla parte dei diritti umani , persino di quelli di Saddam e soprattutto della sua gente …
    Il problema dei radicali è sempre stato il NON AVERE APPOGGI ECONOMICI DI RILIEVO ……. ma chi ha interesse nel finanziarli quelli ?
    La vera meraviglia è che continuino ad esistere , e finchè lo faranno avranno tutto il mio appoggio.

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