Perch&eacute: “Quarantadue”?

Guida Galattica per AutostoppistiAi tanti che han scritto (ora che la rubrica “Quarantadue” è diventata ufficialmente un blog) per sapere come mai la mia rubrica si intitola così:

La scelta del titolo “Quarantadue” vuole rappresentare un omaggio di Clarence a Douglas Adams e alla sua “Guida Galattica per Autostoppisti” (The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy), uno dei libri più surreali, comici e geniali che siano mai stati scritti. Anzi, una “trilogia di cinque libri” (capita di cambiare idea in corsa) concepita inizialmente come come “serial” radiofonico” da trasmettere sulla BBC. Molte delle cose che vi capita di visitare in Internet trovano ispirazione dalla “Guida”: il servizio di traduzioni di Altavista, per esempio si chiama “BabelFish“, e non è nient’altro che il “Pesce Babele” che appare nei vari libri e, inserito in un orecchio, aiuta a capire le lingue straniere. Douglas Adams ha abbandonato la nostra dimensione l’11 maggio 2001. Se volete, trovate il sito originale della “Guida”, da lui stesso fondato, cliccando qui. Se invece avete deciso che non potete fare a meno della “Guida”, la trovate (completa) su Bol o Internet Bookshop. Addio, Douglas, e grazie per tutto il pesce!

…Ed ecco la pagina della Guida Galattica in cui, finalmente, si spiega perché “Quarantadue“:


Guida Galattica per AutostoppistiUna razza molto curiosa un giorno volle conoscere la madre di tutte le risposte, la risposta sulla vita l’universo e tutto quanto. Per ottenerla costruì Pensiero Profondo, il computer più grande e più potente dell’Universo. Gli pose la domanda e poi attese per sette milioni e mezzo di anni la risposta. Finalmente arrivò il bel giorno della risposta, il giorno in cui i lontani discendenti di Pensiero Profondo avrebbero trovato la risposta a domande come “Chi sono io?”, “Qual è lo scopo della mia vita?”, “Dal punto di vista cosmico ha veramente importanza se non mi alzo per andare a lavorare?”.
Due uomini vestiti in modo austero erano gli incaricati, dopo settantacinquemila generazioni, di cogliere la risposta dal grande computer.
Dopo lunghi minuti di ansiosa attesa davanti alla console di Pensiero Profondo che poco alla volta si rianimava i due uomini si sentirono dire: – Buongiorno – era Pensiero Profondo che parlava.
Ho la risposta per voi – disse Pensiero Profondo. I due uomini rabbrividirono. La lunghissima attesa non era stata vana, c’era una risposta.
C’è davvero una risposta? – chiesero per conferma.
C’è davvero una risposta – confermò Pensiero Profondo.
A Tutto? Alla grande Domanda sulla Vita, l’Universo e Tutto quanto?
.
Nonostante fossero preparati da una vita a quel momento i due uomini erano ansimanti.
Sei pronto a darci la risposta? – chiesero ansiosi.
.
Adesso?
Adesso – disse Pensiero Profondo.
I due s’umettarono le labbra.
Anche se penso che non vi piacerà – disse Pensiero Profondo.
Non importa! – disse uno dei due uomini. – Dobbiamo saperla.
Va bene – disse il computer, e tacque.
Non vi piacerà davvero – disse dopo un attimo Pensiero Profondo.
Diccela!
D’accordo – disse Pensiero Profondo. – La Risposta alla Grande Domanda…
Sì…?
Sulla vita l’Universo e Tutto…– disse Pensiero Profondo, e fece una pausa.
Sì….?
È…
Sì…?
Quarantadue – disse Pensiero Profondo con infinita calma e solennità.

(Douglas Adams – Guida Galattica per Autostoppisti)
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