Cultura ‘sto par di…

Diciamolo senza timore! Tutti coloro che da anni tentano di muoverci all’invidia della presunta cultura e dell’ipotetica intelligenza di Vittorio Sgarbi meritano un trattamento necessario e doloroso: una dose di tanta e bramata sapienza due volte al dì. Per via rettale, dal momento che sono gli unici a ritenere che non sia supposta. Da tempo ormai la SIAE ha dichiarato di voler mettere in regola l’onorevole: «Il suo è un lavoro che al momento viene ingiustamente non riconosciuto. – ha dichiarato il presidente Mauro MasiCreare una macchietta e farne un personaggio che dice stupidate fa parte delle mansioni da autore dei programmi satirici di cui oggi è solo bersaglio. Basta che depositi i testi, altrimenti siamo impossibilitati a tutelarlo». Intanto, la sfida tra “Striscia” e Sgarbi si fa pesante. Lo conferma la temibilissima querela ad Antonio Ricci sporta dalla mamma del sottosegretario: «Ha detto che gli ho bloccato lo sviluppo, e non è vero: a sei anni la maestra lo definiva “un piccolo stupido”, oggi lo sento apostrofare come “grande coglione”». Un innegabile progresso ottenuto senza aiuto né consigli. David Riondino arrivò troppo tardi quando, anni fa, le dedicò una rivisitazione di “Vecchio Scarpone”: “Vecchio Sgarbone quanti libri hai rubato / e quanti quadri non si trovano più / quante ragazze nel tuo letto han gridato / “non ne posso più!”. / Signora Sgarbi quel ragazzo è viziato / forse è malato forse anche di più / forse da piccolo l’avete picchiato / dovevate dargliene di più”.

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