Dillo con parole tue/2

Un consiglio: il lunedì mattina è assolutamente da dedicare al lascivo piacere di lasciarsi travolgere dal treno di luoghi comuni consunti che è la rubrica “Pubblico & Privato” di Francesco Alberoni, sul Corriere della Sera. Le banalità del sociologo risultano appaganti in ogni caso: sia per chi valuta le proprie capacità intellettuali inferiori a quelle dell’autore, e pensa che le sue parole descrivano alla perfezione ciò che si è sempre pensato ma mai riuscito a spiegare; sia per chi si chiede se è mai possibile che il primo quotidiano debba concedere tanto spazio ad una tale mitragliatrice di ovvietà. Abbiamo appurato che Alberoni utilizza il giornale per parlare dei cavoli suoi, motivo per cui abbiamo lanciato la campagna contro lo spreco: lasciamogli la rubrica, ma intitoliamola “Dillo con parole tue”. Tre righe. Bastano. Prendiamo ad esempio il pezzo di ieri, intitolato “Le donne sanno comandare meglio degli uomini, però…”. Alcuni passaggi sono geniali equazioni di insulsaggine creativa: «Dopo il mio libro “L’arte del comando”, molti mi chiedono la differenza tra maschi e femmine… Le donne portano nel lavoro le piccole suscettibilità della vita privata. Possono provare invidia per una che ha i capelli più belli, o perché ha un vestito troppo scollato». Traduzione: «Io sono Rettore allo IULM e chi vanno a fare direttore dell’Espresso? Una donna! No, dico: una di quelle piagnucolose iene rompiballe femministe dei miei coglioni. E almeno comprate il mio nuovo libro, cazzo!».

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