Sapienza, tiè: Papa Ratzinger inaugurerà l’anno accademico del Cepu!

Grazie alla famosa università a distanza, Benedetto XVI potrà rompere le balle a studenti e professori senza muoversi dal Vaticano: «Ne ha il sacrosanto diritto – confermano i suoi tutor – visto quel che gli facciamo pagare». Anche da sinistra si critica la protesta dei docenti della Sapienza contro il Papa: «Discriminato uno studente lavoratore straniero». Il Viminale: «Eppure alla Sapienza c’erano tutte le garanzie di sicurezza: da anni Scattone e Ferraro non frequentano più l’ateneo». L’Osservatore Romano riporta d’attualità la vicenda di Giordano Bruno: «Non è stato bruciato, ma termovalorizzato». Nuovo testimonial d’eccezione per il Cepu: «Giuliano F., 60 anni, ateo ed ex comunista, ha laureato la sua intolleranza ed è diventato teologo». Detto fra noi, l’ottanta per cento dei giovani italiani non sa perché si alternano il giorno e la notte: chi ha offeso di più Galileo, la Chiesa della Controriforma o la scuola della riforma Moratti?

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14 Commenti

  1. Guarda che ti ho letto e riletto, anche in questo tuo ultimo intervento. Sono d’accordo con te. Spero che anche tu mi abbia letto però.

    Figurarsi se io penso che Giovanni Paolo II sia il modello di Papa buono e aperto. Tutt’altro. Questo distinguo lo fanno piuttosto certi cattolici tra cui non mi conto.

    Però nell’affare Galileo, che è quello su cui si discute, ricordo che Giovanni Paolo II ritrattò, posizione che diede molto adito a chiacchiere sulla modernità della Chiesa, il suo atteggiamento tollerante e altre balle del nonno. Poi si fa largo Benedetto XVI che smentisce e una fetta consistente del mondo cattolico tace come sua millenaria abitudine. Non so tu, ma io questa la chiamo ipocrisia o/e opportunismo, come l’immagine che oggi dell’Aula Magna della Sapienza abbiamo visto in tv.

    Quello che non capisco del tuo intervento è il fatto che tu sia in disaccordo con chi oggi protesta mentre sottolinei l’omertà del 2003. Era allora che bisognava opporsi e ora non? Non bisognava proprio opporsi né allora né oggi? Bisogna opporsi sempre?
    Se il dipartimento di Fisica ha da ridire sulle opinioni del Papa x, mentre la facoltà di Giurisprudenza allora ha fatto finta di niente nei confronti del Papa y, credi sia in base all’immagine pubblica del Papa x?

  2. Pepitol sono sicuro che siamo molto più vicini idealmente di quanto si evinca dalle nostre chiacchiere da blog.

    fatto sta che a me fa incazzare il pre-giudizio.

    io penso che qualunque papa possa intervenire a LA SAPIENZA (senza i papi ci sarebbe stata?), soprattutto se lo invitano.

    poi lo ascoltiamo (oppure nemmeno) e allora lo critichiamo, senza regalargli lauree idiote stile mike bongiorno o costanzo.

    mi fa incazzare la cecità dello studente che magari lotta contro il papa nazista e poi va a salutare il corpo del papa buono.

    non usano la propria testa

    tutto qui

  3. “Poi si fa largo Benedetto XVI che smentisce”

    Forse qualcuno non lo ha ancora capito, quindi ripeto:

    Nel 1990 Ratzinger citava una frase di Feyeranbend (ateo) su Galileo, non una sua opinione.

    Nel 1990 Ratzinger citava una frase di Feyeranbend (ateo) su Galileo, non una sua opinione.

    Nel 1990 Ratzinger citava una frase di Feyeranbend (ateo) su Galileo, non una sua opinione.

    Nel 1990 Ratzinger citava una frase di Feyeranbend (ateo) su Galileo, non una sua opinione.

    Non è ancora chiaro che ‘sta storia di Galileo era solo un pretesto per rompere i maroni?

    vedi: http://vaticandiplomacy.wordpress.com/2008/01/15/estratto-del-discorso-su-galileo-galilei-pronunciato-a-parma-il-15-marzo-1990-dallallora-card-ratzinger/

  4. Ahem, Schustenberg, non so come dirtelo…ma vedi che quella frase non fosse di Ratzinger ma di Feyeranbdnd i firmatari lo sapevano.

    Dalla lettera dei 67 firmatari

    ” Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella città di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un’affermazione di Feyerabend”..

    ” RIPRESO “, presente? E ” un’affermazione di Feyerabend” , il che, guarda che cosa arrivo a pensare, vuol dire che i firmatari lo SANNO che l’affermazione non è di Ratzinger.

  5. MJ, non capisco se ci sei o ci fai.
    RIPRESO vuol dire CITATO. Non significa che fosse d’accordo.
    Se avrai la bontà di cliccare sul link che ho postato, scoprirai che Ratzinger stava trattando il tema del rapporto fra scienza e modernità, e che non si è dichiarato d’accordo con la frase incriminata.
    Il problema è che ne tu ne i nostri famosi 67 avete fatto questa semplice verifica delle fonti.

    E sai perchè? Perchè quello che interessava ai magnifici 67 era un pretesto qualunque.

    Se vuoi sapere quello che pensa davvero Ratzinger del rapporto fra scienza, ricerca universitaria e fede leggiti il testo del mancato discorso.

    Dubito che lo farai, purtroppo: è lungo e pieno di parole difficili al contrario dei titoloni del Manifesto.

  6. ” Se vuoi sapere quello che pensa davvero Ratzinger…leggiti il testo…”

    Non solo l’ho letto,Schustenberg. Ma ne ho anche letto la disamina da parte di chi, secondo me,nel merito, ne capisce più del Papa. Sia di Galileo, sia , più modestamente, di Feyerabend

    http://www.galilean-library.org/blog/?p=76

    Oh, tu puoi anche pensare che invece quelli del sito ne sappiano meno del Papa, ovvio. Anzi, secondo me, lo penserai sicuramente, a vedere quell’automatismo mentale che ti porta a citare il Manifesto.

    Per il resto, la tua è una precisazione inutile, visto che nel tuo primo commento avevi solo scritto che il Papa citava,non che non condivideva l’affermazione. Prossima volta, sìì più preciso.

  7. L’opinione di Feyerabend è a dir poco sciocca; lampante la facile dietrologia.Dunque ognuno si faccia responsabile delle proprie fonti, Ratzinger incluso. Forse l’intento di Ratzconi era quello di presentare i filosofi atei come dei veri pirla, in modo certamente riuscito!

    Parlavo l’altro giorno con un mio amico astrofisico sull’argomento.
    Emerse chiaramente che l’unica obiezione a Galileo può arrivare dalla scienza: obiezione, non grave censura. Dal punto di vista cinematico e allo stato delle conoscenze dell’epoca, il sistema misto propugnato da Brahe (le sue erano le più accurate osservazioni astronomiche dell’epoca) era più compiuto dell’eliocentrismo puro. Tutto qui.

    La Curia, per quanto mi risulta, di questioni sociali e responsabilità ad esse legate, non si è mai troppo preoccupata. Piuttosto sembra presa dai valori e le verità (tutte tranne quelle che riguardano se stessa).

    Caso mai, a difesa della Chiesa (dell’epoca) sono altre le cose da ricordare. Ad esempio che non condannò mai come eretiche le idee eliocentriche, cosi come ritenne le tesi Copernicane suscettibili di correzione, ma non oggetto di anatema.
    Che debba essere proprio un ateo a dirle queste cose!

  8. Allora, Ratzinger nello stesso discorso ha citato:
    1. Bloch
    2. Feyerabend
    3. Von Weizsacker

    Con quale criterio i magnifici 67 hanno attribuito al Papa la posizione n.2? Perchè non la 1? La 3?

    Altra domanda: se il rettore invece del Papa avesse invitato lo stesso Feyerabend?
    I magnifici 67 si sarebbero opposti?
    Ma non prendiamoci in giro…

  9. MJ, il link che dai è estremamente interessante, ma nel passaggio in questione credo che l’anonimo estensore commetta un grossolano errore di traduzione dall’italiano: la prima frase citata da Ratzinger è nell’originale riferita al pensiero di Bloch, mentre il traduttore finisce per associarla a quello di Feyerabend. In questo modo finisce con l’identificare la posizione del papa con quella di feyerabend, cosa che nell’originale ratzingeriano non è.

    Che poi il processo a Galileo si presti a controversie estremamente attuali lo testimonia il fatto che una delle posizioni più moderne tra quelle che si fronteggiano è la seguente:

    “Perché il dire, che supposto che la terra si muova et il sole stia fermo si salvano tutte l’apparenze meglio che con porre gli eccentrici et epicicli, è benissimo detto, e non ha pericolo nessuno; e questo basta al mathematico…”

    Ed è la posizione di Bellarmino!

  10. John, premetto che ho riportato quel link giusto per mostrare al commentatore che è partito in quarta con le sue supposizioni, lì, tal Schustenberg. NOn volevo avallare nessuna opinione nel merito.

    Comunque, tu scrivi

    ” ma nel passaggio in questione credo che l’anonimo estensore commetta un grossolano errore di traduzione dall’italiano: la prima frase citata da Ratzinger è nell’originale riferita al pensiero di Bloch, mentre il traduttore finisce per associarla a quello di Feyerabend.”

    ???

    NOn capisco, a quale frase ti riferisci? Nel mio link ci sono quattro virgolettati che ci intreessano.

    1-Se qui entrambe le sfere di conoscenza vengono ancora chiaramente differenziate fra loro sotto il profilo metodologico, riconoscendone sia i limiti che i rispettivi diritti, molto più drastico appare invece un giudizio sintetico del filosofo agnostico-scettico P. Feyerabend. Egli scrive:..( Ratzinger , in italiano)

    2-La Chiesa dell’epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione.”( Feyerabend , in italiano )

    3-The Church at the time of Galileo not only kept closer to reason as defined then and, in part, even now; it also considered the ethical and social consequences of Galileo’s views. Its indictment of Galileo was rational and only opportunism and a lack of perspective can demand a revision.” (p125 in the Verso 2002 edition)( Feyerabend, in inglese )

    4-if we distinguish between methodological spheres and acknowledge their limits, we arrive at a more synthetic position like that of the agnostic-skeptic philosopher P. Feyerabend( Ratzinger, tradotto in inglese )

    Curioso , però, che tu dica che la posizione più ” attuale ” sia quella di Bellarmino. Certo, forse finchè non si contraddicevano apertamente le sacre scritture Bellarmino poteva permettersi delle aperture. Ma sicuramente Bellarmino sembra straordinariamente elastico in confronto ad un, non so…Buttiglione?:)

  11. MJ, la 4 non è la traduzione della 1. Il periodo iniziale della 1 (“se qui…”) si riferisce non alla frase che seguirà, ma a quella che precede, come è chiaro leggendo l’originale ratzingeriano

    http://vaticandiplomacy.wordpress.com/2008/01/15/estratto-del-discorso-su-galileo-galilei-pronunciato-a-parma-il-15-marzo-1990-dallallora-card-ratzinger/

    In altre parole, il “se qui” vale un “mentre qui”, che avversa la posizione presentata immediatamente dopo, ossai quella di Feyerabend. Che la contrapposizione esista è sottolineato anche dall'”invece” che segue nella frase di ratzinger e che l’anonimo traduttore evita di tradurre, componendo una frase dal senso assai differente e che porta a identificare le posizioni ratzingeriane a quelle di Feyerabend.

    Peraltro il discorso di Ratzinger è filosoficamente ben fondato e interessante, e rigurada il rivolgersi della modernità verso le sue stesse fondamenta. Il caso Galileo è presentato a paradigma dei mutamenti di sensibilità che hanno attraversato nel secolo scorso la percezione del senso del moderno.

    Ed è proprio a questo proposito che, ribadisco, la posizione epistemologicamente più corretta non è quella che pretende di provare che sia la terra a girare attorno al sole, ma che il modello in cui si assume il sole al centro sia di più facile descrizione. Curiosamente era la posizione di Bellarmino. E coincide con quella di un qualsiasi fisico del ventunesimo secolo.

  12. Italia città di Munnezza e di abbruttiti comunisti dalle facce ilari della medio-alta borghesia che sputano dove mangiano insultando il diritto alla parola persino ad un Capo di Stato.
    E cosa importa se quel Capo di Stato rappresenta Gesù Cristo, il primo ‘comunista’ in senso lato della storia, non fummo forse, cari amici comunisti, tutti uniti a punire gli esecutori di tale misfatto ai danni di una persona che parlava di UNIONE, non fummo forse i primi ad urlare la parola PACE allorché la prima bomba al Napalm fu fatta esplodere in Vietnam? Non fummo forse sempre noi ad appendere fuori dalle finestre quella inutile bandiera della pace allorché Baghdad fu presa da mano americana? Non continuiamo forse a parlare di dialogo INCESSANTEMENTE?
    E allora spiegatemi, perché mi è incomprensibile capire, per quale motivo Il Santo Padre non ha potuto parlare davanti alle vostre facce abbruttite in un freddo pomeriggio di gennaio.
    Avreste preferito invitare Ahmadinejad? Oh certo che sì, vi sareste inchinati alla potenza dell’islam, al terrore, all’uomo che ha avuto la freddezza di dire che i misfatti dei nazisti sono dicerie di quartiere, rinnegando la vostra religione, le vostre radici, la vostra stessa madre in nome del dialogo con un essere immondo simile, in nome della tolleranza e amenità affini che vi sono tanto care.
    Luci a festa, cori di giubilo, drappi rossi, tappeti chilometrici se il nemico numero uno del MONDO si fosse presentato bussando alla vostra porta un pomeriggio di gennaio, non è così?

    Porgiamo l’altra guancia certamente, perché allora non cominciare proprio dall’esponente di spicco di colui che per primo ebbe il coraggio di dire quelle parole?

    Paura? O cosa?

    Abbruttiti comunisti che avete avuto il coraggio di sbattezzarvi, sì, siete voi che armati di chissà quale ferocia disumana avete preteso e trovato firme in tutta Italia, in tutto il mondo, per il diritto a togliere quello che di più caro i vostri genitori potessero donarvi, il battesimo.

    La vostra scienza è messa in pericolo dite? Da chi? Da cosa? Da una istituzione CHIESA che sempre è esistita e sempre ci sarà? Adesso avete gli strumenti per combatterla dite? Adesso avete gli strumenti per fare una grande figuraccia agli occhi del mondo.
    Cosa rimproverate al Santo Padre? Ancora di aver messo in carcere Galilei nel 1610? Di avere bruciato al rogo centinaia di migliaia di eretici e streghe? Di essersi appropriati di ricchezza e lusso? Di aver gozzovigliato alle spalle dei più deboli? Suvvia cari comunisti, e voi cosa avete fatto?

    Il vostro sogno è morto ancor prima di vedere la luce nei gulag e vi ostinate ancora a non vedere con gli occhi della storia. Futuri dottori in scienza a cui mancherà il dono più importante ai fini di una buona riuscita nel proprio lavoro: la comprensione, il dialogo, e non per ultimo l’appoggio di Dio.

    Non credo in voi e adesso men che meno, gettate la testa nel fango e abbiate il coraggio di non rialzarla più. Dannati.

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