Una o cinque stelle: un dilemma morale

Oggi stavo per dare una sola stella su cinque a un tassista che era indeciso tra Lega e 5stelle e ha speso mezz’ora tentando di convincermi che “non ce la raccontano giusta”; “credono che siamo scemi”; “a noi non la si fa”; “hanno rubato per anni e ora non ci lasciano lavorare”.

Era lì, davanti a me, e sembrava la caricatura di un leghista o di un grillino scritta da uno che odia leghisti e grillini. Lo guardavo e – senza emettere alcun tipo di suono per non incoraggiarlo a proseguire – mi dicevo: “Cazzo, ma allora esistono davvero: eccone qui uno in carne e ossa”.

Nella mezz’ora di monologo ha citato varie incarnazioni del “male”: Forza Italia, il PD, Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, la DC, Radio Radicale, Radio Popolare (“no come Radio Padania, che era l’unica a dire la verità, e infatti ce l’hanno fatta chiudere”), Uber, gli NCC, Amazon, i comunisti, i buonisti, il Vaticano, Roberto Burioni, Roberto Saviano, la Repubblica, il Corriere della Sera, l’Emilia Romagna, i marocchini, gli albanesi, gli zingari, i terroni, i libici (momento Ritorno al Futuro: “i libici, i libici!”), Angela Merkel, Romano Prodi, l’Euro, la Banca d’Italia “che nessuno lo sa ma è privata”, la Banca Mondiale, le banche in generale, le carte di credito, le poste, l’ANPI, i Partigiani in genere, l’ONU, Barack Obama, la moglie di Barak Obama, Hillary Clinton, i tossici, i barboni, la Rai, Mediaset, La 7 tranne Giletti, Enrico Mentana, “un gruppo di miliardari che si trovano ogni anno in un posto e decidono tutte le cose” (intendeva il gruppo Bilderberg), Lilly Gruber, Matteo Renzi (di nuovo), il PD (di nuovo). E credo di non avere dimenticato nessuno.

Insomma: sceso dal taxi stavo per dargli una stella su cinque, quando il dubbio si è insinuato in me: forse non è giusto, dal punto di vista morale, dargli un voto basso solo sulla base del suo credo politico: in fondo io dovrei solo valutare se ha fatto bene il suo mestiere, e effettivamente mi ha portato dal posto A al posto B in un tempo ragionevole. E poi ancora, mentre mi tornava in mente quella storiella sul fatto che ognuno che incontri, anche quelli che intravedi per un attimo nello sfondo, vive una vita come la tua, piena di problemi, soddisfazioni, dolori, rivincite e dubbi: cosa conosco io di lui? Che ne so di chi lo aspetta a casa e in fondo lo ama malgrado il suo leghismo/grillismo? Se ha figli, dei genitori ancora in vita, se fa fatica a sbarcare il lunario, se tifa Inter o se è preoccupato per i risultati di un esame del sangue? E, insomma, chi sono io per far calare sulla vita di uno sconosciuto un giudizio negativo totalmente gratuito, che magari influirà sul suo lavoro e significherà qualche corsa in meno, solo perché ho in antipatia la gente che ha mandato al governo e lo rappresenta?

Ma è stato solo un secondo, massimo due: poi mi sono ripreso e ho schiacciato invio.

E sti gran cazzi del punto di vista morale e delle persone sfumate che appena intravedi per un attimo sullo sfondo.

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