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Effetto Obama: rivoluzionata anche in Italia la Sanità!

mar 22 2010 Inviato da nella categoria Marchette gratuite

da Ripubblica.net
Code? Dimenticatevele. Mesi di attesa per un esame? Un lontano ricordo. Sporcizia e malasanità? Non più. Sull’onda dell’entusiasmo per la riforma della Sanità imposta da Obama, che l’assicura a 32 milioni di americani e non l’assicura più a chi l’assicurava cioè alle assicurazioni, è stato annunciato a Roma un tavolo unico per una riforma sanitaria italiana all’avanguardia del mondo. Non si conosce ancora chi guiderà fattivamente la concertazione per la riforma: è una carica che decade dopo 130 anni, per cui si è pensato a Don Verzè, a Silvio Garattini o a Giobbe. L’annuncio verrà dato in serata da Fazio, uno qualunque dei tre.
Ecco, in real time, il comunicato ufficiale del Welfare, raccolto in anteprima da Ripubblica.net (in un cassonetto vicino al Fatebenefratelli):

Italiani e italiane,
quante volte ci avete maledetto per le code all’accettazione in ospedale? Avete dovuto attendere mesi con un tumore in corpo per iniziare la chemio? Per un’ecografia chiesta ad aprile vi veniva data disponibilità a ottobre? Vi hanno operato la gamba sinistra al posto della destra? Si sono dimenticati le garze nella pancia? Avete dovuto fare il giro turistico visitando i magnifici ruderi dei nostri pronto soccorsi? Vi siete lamentati del costo dei farmaci? I medici non vi ricevevano? Da oggi tutto questo finisce. Nel senso che finisce proprio. Non c’è più la Sanità. Mo’ sono cazzi vostri…

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Quella riforma a quota 20

gen 19 2010 Inviato da nella categoria Senza categoria

Le feste a cavallo tra il 2009 e il 2010 sono state dominate dal dibattito sulla riforma fiscale, lanciato a più riprese dal centro-destra con le ripetute interviste a Tremonti sulla necessità di riformare uno schema impositivo che risale agli anni ’70 e con l’appoggio da novanta di Silvio Berlusconi, riemerso dalla convalescenza post Tartaglia con un sacco di buone idee, a suo dire, purtroppo prontamente “Tremontate” (un neologismo per dire delle idee di Tremonti che tramontano da sole) subito dopo la Befana. Perché non se ne farà nulla, ammissione di Giulio, prima del 2013. Guarda caso scadenza elettorale.

Continua a prevalere, nell’impostanzione dei “falchi” del Ministero del Tesoro, l’idea che l’immobilismo in tempo di crisi economica sia la soluzione migliore per non peggiorare la situazione delle casse pubbliche (che non sempre le conseguenze seguono le intenzioni, dato che ci sono almeno 100 miliardi di debito in più negli ultimi 12 mesi). Si teme, in un periodo di turbolenza, di fare qualcosa che comprometta per sempre la stabilità, di svitare la vite sbagliata, di smuovere l’assicella fatale.

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Severi Maestri

ott 23 2008 Inviato da nella categoria Strips

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