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La settimana che ci fatto immaginare una splendida ultima cena: la nostra

set 20 2009 Inviato da nella categoria Segnalazioni

L'ultima cena1 – Okay, meglio non trovarcisi. Ma dovendo proprio prevederla questa ultima cena, voi, cosa scegliereste? Le risposte.
2 – Questa settimana vi abbiamo chiesto quali cereali da colazione contengono più calorie di un uovo fritto e più zuccheri di una Coca Cola.
3 – A un anno dal fallimento della Lehman Brothers, abbiamo finalmente scoperto cosa prenderà il post della fast-economy, il modello finanziario degli ultimi 30 anni. Slow Food.
4 – Anvedi! Mangiare il wurstel come una porno-star non è cosa da Alessia Marcuzzi. Vuoi mettere la classe di Angela Merkel?
5 – Non lo sapevamo. Scrivere su internet che il pesce di un ristorante è “fritto con olio da motore”, porta in tribunale. Sia chi lo ha scritto, che il sito (anche se pubblica contenuti degli utenti).
6 – Rondismo | “Che cazzo vuoi, fammi vedere il permesso di soggiorno”, ha detto il militante leghista al cameriere albanese di un ristorante veneziano. Poi sono arrivati altri tre che hanno rovesciato tavoli e sedie, sfasciato mezzo locale e picchiato il cameriere.
7 – Vi abbiamo raccontato il passaggio dello spritz da aperitivo dei veneziani a mania nazionale.
8 – Scopri le differenze | Okay, ci sono blog che copiano e incollano dai siti dei grandi quotidiani. Ma quando i siti dei grandi quotidiani (Repubblica.it) copiano e incollano dai blog, fa sempre un po’ impressione.
9 – Quando il blog è uno stato mentale non esistono condizioni estreme. Traction-man immobilizzato all’ospedale, fotografa, pubblica e chiede ai suoi lettori cosa c’è nel piatto. Cosa c’è? Cose che voi umani…
10 – Dicono tutti che Le Marche sono la nuova Toscana. Specie per i vini. I nostri consigli.

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La settimana cui dobbiamo l’inarrivabile teoria del pacchero

mag 24 2009 Inviato da nella categoria Segnalazioni

La teoria del pacchero—Mangiare, bere, e farsi pagare dal giornale. Abbiamo scodellato l’inarrivabile teoria del pacchero per spiegarvi come si diventa critici gastronomici.
—Ancora su Mangiare, bere, e farsi pagare dal giornale (in questo caso: Repubblica). Abbiamo constatato che si può fare senza nemmeno una vaga idea di come scrivere per internet. Brucia ma è così.
—Pensavamo che in caso di caduta della torre di Pisa, non sarebbe male se Giulia passasse di lì. Giulia è la ragazzina che ci molesta nello spot anti-crisi della Coca Cola.
—Crisi? Ci si comincia a chiedere quante calorie valgono i nostri soldi.
—Il sito del Corriere chiama Bambi i caprioli che divorano germogli delle viti nell’aristocratico Chiantishire mentre i cacciatori si preparano alla mattanza. Nobile causa, però chiariamoci una volta per tutte: Bambi era un cervo, non un capriolo.
—Letti i commenti, per dirimere il caso Vizzari (in quanto giudice di ristoranti) vs Don Alfonso (in quanto ristorante che rifiuta i giudizi) proponiamo una seduta di analisi collettiva.
—Altro caso: il ricco e potente Oscar Farinetti di Eataly. Imprenditore illuminato o giornalismo inginocchiato?
—Abbiamo radiografato come nasce uno “scoop” di Dagospia.
—A chi si bulla di conoscere tutti quelli che contano, abbiamo chiesto di indovinare in quale ristorante si è svolta la festa di Natale del Milan, sì, quella di Noemi e mamma Anna sedute al tavolo presidenziale. Scoprendo che
—Poche balle Pringles, non sei snack, sei patatina. Fanno 100 milioni di multa. In sterline.

Un commento

Trova le differenze

ago 07 2008 Inviato da nella categoria Opinioni,Personale

Sarà il sonno mattutino o la voglia di ferie, ma lì per lì non avevo capito di aver aperto le home page di due giornali diversi.

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Blog termoautonomo, no perditempo

lug 29 2008 Inviato da nella categoria Opinioni

“Dovessi spiegarti che cos’è il mio blog ti direi che è un luogo, riscaldato d’inverno ed areato d’estate, con un indirizzo e una buca delle lettere, finestre per guardarci dentro se passi nei pressi ed una porta aperta per entrare se ti andrà. L’insieme dei blog che leggiamo e di quelli che ci leggono è un villaggio particolarmente salubre fatto di abitanti che si siano scelti fra loro e non paracadutati lì dal caso”.
Sono queste le parole con cui inizia un articolo di Marino Niola su Repubblica.
Mi chiedo però perché a scrivere certe cose sia sempre gente che la blogosfera non la vive affatto.
Lo sapranno che non basta avere una connessione per  poter dire che “il blog non è solo uno strumento del comunicare, ma è una potente metafora del nostro presente in rapida trasformazione e un simbolo anticipatore del nostro futuro”?
Più che un simbolo anticipatore sembra solo un tentativo simbolico.
Punti di vista.

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