(…continua /13)
- Mi scusi un attimo…
- Prego.
- …
- …
- Rieccomi.
- Cos’è successo?
- Niente, la folla qui fuori rumoreggiava.
- Ah sì? Che cosa gridava? E’ in pericolo? La stanno minacciando?
- No, nessun pericolo, e non gridava nessuno: uno, in fondo, ha tossito.
- Uno?
- Sì. E’ alquanto fastidioso, non trova?
- Uno di non mi ricordo quanti miliardi siete intorno a quella cabina del telefono?
- Tremiliardi centosessantottomilioni quattrocentoundicimila settecentoventinove, compreso me.
- E vuole farmi credere che stanno tutti lì in silenzio?
- Devono, se vogliono che io la senta.
- Nessuno che rumoreggi, fischi, borbotti, si lamenti o preghi?
- Mi scusi?
- Lei sta gestendo da solo una situazione non facile, per questo le chiedevo se qualcuno non si fosse messo a fare rumore, a fischiare…
- No, l’ultima cosa che ha detto.
- Non c’è nessuno che si sia messo a pregare?
- A pregare chi?
- Beh, che ne so: Dio.
- E dovremmo pregarlo di fare cosa?
- Di risolvere il vostro problema, per dirne una.
- E perché dovrebbe riuscirci?
- Direi innanzitutto perché è Dio, e quindi, se ci credete, credete anche che sia onnipotente.
- Probabilmente non stiamo parlando della stessa persona.
- Non capisco: voi non avete un Dio?
- Certo che ce l’abbiamo, ma deve sapere che ci abbiamo litigato. Continua a leggere »