|
|
|
|

Troppi detenuti in un carcere dove si muore troppo

nov 26 2010 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Sovraffollamento e un numero impressionante di morti dietro le sbarre. Mauro Palma, presidente del Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa, parla della situazione drammatica delle carceri in Italia.

Continua a leggere…

Un commento

Strategia della battona, paga

nov 03 2010 Inviato da nella categoria Opinioni

Senza nemmeno spremermi troppo ho trovato, e come me molti sono persuaso, un percorso logico dietro alla comparsa della nuova escort emiliana nel panorama di già desolante delle notizie di “politica interna”.

Leggete per bene, leggete le parole che dice questa. Per tre volte (ricordiamole: Patrizia D’Addario, Letizia Noemi, Ruby) siamo stati nella sexy commedia all’italiana. Due tette dal buco della serratura poi il resto te lo immagini. La Macrì, the new bitch in town, invece esplode subito con i fatti crudi, veri: sesso, pagamento, 5 mila euro, due volte (e ricominci a pensare a “sesso”, “vasca idromassaggio”). Poi racconta un po’ di lato umano, perché il lato umano, come vediamo nelle imbastite difese a tutto tondo, va sempre sottolineato. Racconta di un Silvio Berlusconi che ogni tanto le chiede cose e mi chiedo io quando. Quando ha finito? Nel mezzo? C’è una fine? Magari riesce anche due o più volte, allora glielo chiede nelle pause, lei deglutisce e non sappiamo se per imbarazzo od ingordigia, e quando le si chiede “ma lei che fa nella vita?” risponde “le marchette Presidente, che vuole che faccia?”, lui però le consiglia di no, di non dire così, non in giro, non sta bene: Versailles.

Ecco, passare dalle baresi bavette imbarazzate di Lino Banfi e Edwige Fenech a John Holmes a me suona sordo. È troppo, troppo che non ci credo. Troppo che è costruito a tavolino. Ed è costruito a tavolino perché si faccia tana facile. In una settimana. La scopri, la copri di vergogna, lei se ne frega perché è stata più che pagata e poi l’obbiettivo non è lei. Ha senso, no?
Continua a leggere »

7 commenti

Ravvedimento operoso un par di palle

mar 04 2010 Inviato da nella categoria Opinioni

La questione è stata spolpata ed analizzata ieri pomeriggio su FriendFeed a seguito di una mia segnalazione sulle impavide parole del Ministro La Russa. Diceva di “non rispondere delle proprie azioni” e che loro attendono fiduciosi i verdetti, “ma non accetteranno mai una sentenza che impedisca a centinaia di migliaia di nostri elettori di votarci alle Regionali. Chiaro?” E tondo.

Poi un commento di Lorenzo Lazzeri ha quadrato il cerchio. La Regola, semplice (temporale), prevede che una certa cosa vada fatta in un determinato tempo. La Sostanza è che ha più senso che la compagine di Governo sia rappresentata anziché no. La Forma è che se le regole le metti c’è un motivo e la Legge dice che se le cose vengono o meno fatte a norma di legge (shape fitting) la responsabilità è della Magistratura.
Se non ti piace e tiri dritto, nella migliore delle ipotesi hai un nome semplice: arrogante. Il problema è che l’arroganza in politica (il mancato rispetto delle regole che per altri valgono -ad esempio nessuno parla delle liste della Fiamma Tricolore Destra Sociale nelle provincie di Asti, Cuneo e Torino, escluse per i medesimi motivi lombardi) ha un rovescio della medaglia inaccettabile: l’eversione. Che tra parentesi è un reato non all’acqua di rose. La boutade del Ministro della Difesa Ignazio La Russa è divertente fino ad un certo punto da uno che ha il controllo dei carrarmati e paracadutisti. A seconda della gravità delle proprie azioni di norma le persone ne rispondono eccome, certe volte al tribunale dell’Aia.

Dicevo che il commento perfetto alla questione è arrivato da Lorenzo il quale, rispondendo all’argomentazione “il popolo non capisce e quel che passa al bar è che «non ci permettono di votare»”, ha trovato un buon esempio da dare in pasto al popolo che non capisce. E vediamo se così capisce, e lo dico con il cuore in mano perché è un concetto da seconda elementare, prima e dopo, in tempo fuori tempo, campanella ricreazione, quelle cose lì.

In sintesi la cosa sta tutta qui: la prossima volta che devo pagare l’IVA e sono in ritardo di un giorno “invece del ravvedimento operoso, allegherò una nota per spiegare che comunque l’ho pagata (la sostanza -ndb), e qualche giorno di ritardo (la mancata forma -ndb) è un inutile formalismo”.

Se cambi IVA con tasse vale anche per i dipendenti e, se non contiamo i preti e i camorristi, dovremmo aver coperto più o meno tutti.

4 commenti

Io invece ho ancora dei “ma” e dei “però” grandi così

dic 15 2009 Inviato da nella categoria Opinioni

Non credo nella violenza. Ma non la nego, negare la violenza tout court è da ingenui. Non credo nella vendetta. Nemmeno credo nella politica che mischia il sacro al profano: cioè la ragione all’ammiccamento popolare. Oggi si chiama “populismo” ma è un’invenzione come “esondare”“papello”“senza se e senza ma”“stigmatizzare”. Sono parole, frasi scritte, che attecchiscono su chi non sa elaborare concetti e quindi abbisogna di dizionari del momento. Due giorni e tutto passa. Questa cosa che scrivo mi costerà (almeno) lo scuotimento di testa di un amico che mi considererà troppo lieve alla vita: io ho dei “ma” e dei “però” che sono grandi così. E no, non mi tiro indietro, non me ne sto a pensare in silenzio a quel che sta accadendo, non rivoglio indietro il mio Paese, perché è sempre stato questo il mio Paese: sono io che vorrei riuscire ad abbandonarlo. È chiaro che se non l’ho ancora fatto qualche problema lungo il percorso devo averlo trovato. Continua a leggere »

17 commenti

Showdown, Roberto

ago 05 2009 Inviato da nella categoria Opinioni

Da sabato otto agosto, in questa nazione all’avanguardia, cominceranno le ronde nelle città “come piacciono al ministro Maroni”. Non so come piacciano al Ministro Maroni le ronde, non mi interessa neppure sapere come gli piacciano gli spaghetti o come preferisca scopare. La questione è che le ronde non piacciono a me e magari la cosa non importa nulla al Ministro. Ma se io posso permettermi di non prestare attenzione alle sue scalmane, lui noi. In democrazia la mia voce non vale “niente”, vale un sessantamilionesimo: se ne faccia una ragione.

E la cosa grave è la discriminante, cioè quel che impone la ronda, non giriamoci attorno: si tratta della «questione del negro».

Continua a leggere »

21 commenti

Francesco Pomona, da FriendFeed

lug 11 2009 Inviato da nella categoria Citazioni

La Serracchiani, alla fine della fiera, è comparsa perché ha detto “partito, che cazzo fai?.” Poi evidentemente gliel’hanno spiegato, e a naso mi pare si sia ritenuta soddisfatta.

Nessun commento

“Berlusconi messo a nudo”: l’editoriale de El País

giu 05 2009 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Non l’ho ancora vista online, la traduzione completa dell’editoriale con cui El País accompagna la sua prima pagina di oggi dedicata al premier italiano.
Mi prendo la briga di tradurlo un attimo, quindi, ché sento il bisogno di immortalare, a futura memoria, il momento più basso toccato dal mio paese da quando sono nata.

Berlusconi messo a nudo

Le immagini non svelano la privacy del primo ministro ma la sua deriva autoritaria

Non si confonda, Sivio Berlusconi: chi rispetta la sua intimità è la stampa democratica, mentre è lui che non cessa di metterla in discussione. Perché la pubblicazione delle fotografie delle sue feste private non risponde alla volontà di giudicarne la morale di cittadino ma a quella di dimostrare che è lui stesso, come primo ministro, a volere convertire lo spazio della politica democratica in un mero prolungamento delle sue relazioni di amicizia e dei suoi divertimenti.

E questo è esattamente ciò ha fatto, secondo le sue stesse dichiarazioni, nel preparare le liste elettorali del suo partito e finanche nell’assegnare responsabilità di governo. E lo stesso dicasi per quanto riguarda l’uso dei mezzi che lo Stato mette a disposizione del premier per ottemperare ai suoi obblighi istituzionali. Trasportare invitati a feste private non è compito degli aerei ufficiali, sia che si tratti di ballerine o di presentatrici televisive. E il fatto che il primo ministro abbia fatto approvare nel 2008 una legge per estendere a qualsiasi accompagnatore l’uso dei voli di Stato non rappresenta una copertura giuridica a tale prassi: mette in evidenza, piuttosto, un clamoroso abuso di potere.

La stampa italiana ha denunciato lo scandalo. Il premier, per tutta risposta, non si è limitato a negare o minimizzare i fatti, presentandosi come un paterno protettore di fanciulle di cui ammira, a quanto assicura, i particolari talenti artistici o politici; ha tentato persino, confondendo di proposito interessi pubblici e privati, di screditare quei cittadini che, come la sua stessa moglie, erano in condizione di confermare la veridicità delle denunce a suo carico. E proprio queste pressioni dimostrano che, con Berlusconi al potere, la libertà di espressione è in pericolo. La magistratura italiana, d’altro canto, ha sequestrato l’intero archivio del fotografo autore delle immagini.

Questo scandalo mette a nudo Berlusconi non come cittadino ma come politico.
Se, fino ad ora, le sue intemperanze erano state prese a mo’ di scherzo, da oggi esistono nuovi e gravi motivi per rendersi conto che ciò che il primo ministro mette in pericolo è il futuro dell’Italia come Stato di diritto. E un’Italia che scivola lungo la china in cui Berlusconi la sta trascinando è motivo di preoccupazione non solo per gli italiani, ma per tutti gli europei.

27 commenti

Ehud Olmert

mag 20 2009 Inviato da nella categoria Citazioni

Sono orgoglioso di essere cittadino di un Paese che indaga sul primo ministro. Lascerò l’incarico in modo onorevole e dopo proverò la mia innocenza.

3 commenti

Sulla pelle di generazioni di ragazzi

apr 23 2009 Inviato da nella categoria Opinioni,Segnalazioni

Vedo che sono in rete alcune intercettazioni telefoniche a Don Gelmini – quello della comunità Incontro, della “Cristoterapia” per curare i drogati, degli abusi sessuali agli stessi e via elencando – da cui emerge:

[...] il quadro evidente di una organizzazione verticistica finalizzata ad influire sul territorio ed a manipolare il corso delle indagini, con pesanti e a volte intimidatori toni nei confronti di personaggi di primo piano delle strutture del potere non facilmente malleabili.
Ricorrono discussione sugli appalti Asl che forniscono alla comunità sovvenzioni continue basate sul numero degli internati. Più gente Sert e Asl inviano, più grandi i ritorni; lo stesso vale per i tribunali che possono conferire pene alternative al carcere. Le cifre superano i 200 euro al giorno per detenuto o “paziente”

Un sacco di bei nomi, ricorrono nelle intercettazioni: parlamentari (Gasparri, Santanché), alti papaveri dell’Esercito e della Finanza, persino magistrati che paiono insabbiatori. E poi appalti pilotati per fare avere alla Comunità Incontro immobili di proprietà dell’ASL, e pressioni, intimidazioni. Tutte cose così.
Il ritrattino di un paese, in sintesi, in cui c’è una destra che fa leggi che abbandonano, nelle mani e all’arbitrio di chi gestisce queste comunità, ragazzi, ragazzini e gente indifesa di ogni tipo, ciascuno dei quali frutta agli amici – e sono carissimi amici – dei legislatori 200 euro al giorno, e chiama questo sconcio “lotta contro la droga”, quando sarebbe più esatto definirlo “Come ti trasformo il derelitto nella mia ricchezza personale“. Il tutto, grazie a una rete di complicità estesa ad ogni possibile livello di potere.

Io, dentro di me, non ne trovo manco più, di energie per indignarmi. Non so agli altri, ma a me ne è rimasta davvero poca. Quella poca, però, la spenderei per ‘sti ragazzini che credono di curarsi, mettendosi nelle mani di simili squali, e per le loro disgraziatissime famiglie.

3 commenti

La sinistra italiana e la categoria dell’aldilà

feb 27 2009 Inviato da nella categoria Opinioni

Ma quanto ha ragione Giovanni Sartori nel suo articolo Una sconfitta cercata a lungo? Solo che secondo me non basta: per spiegare la sconfitta perpetua della sinistra italiana di oggi non basta parlare del dogmatismo ideologico del tempo che fu, della lotta per il potere fra le correnti, della stupidità del politicamente corretto, di un sindacato che difende anche quelli che rubano le valigie a Malpensa, purchè assunti a tempo indeterminato, ma non i giovani, i precari e la partite iva – o della difesa a tutti i costi di un settore pubblico che, in media, non è certo all’altezza delle necessità e delle aspettative del Paese.

Bisogna capire perchè fanno così. Io ho come l’impressione che se si vuole fare un’analisi davvero completa della situazione non si possano tralasciare due categorie fondamentali nella formazione della testa degli ex-pci: da un lato, l’aspettativa di un mondo futuro tanto perfetto quanto inavvicinabile, il comunismo; dall’altro, la certezza di essere i migliori, l’avanguardia che traghetterà – sempre al futuro – l’umanità verso questo mondo perfetto. Gli ex-dc, al contrario, sanno che il paradiso li attende nell’aldilà e quasi in ogni caso, che in Italia, come noto, anche le leggi di dio valgono solo per gli altri.

Così, mentre questi ultimi nel bene o nel male si danno da fare e si sporcano le mani in questo mondo, da chi come Prodi batte per due volte Berlusconi nonostante gli alleati (e nonostante suoi gravi errori nella seconda campagna elettorale) a chi come Follini e poi anche Casini si sgancia da una destra sempre più impresentabile, gli ex-pci sembrano non riuscire ad abbandonare uno schema mentale imparato a memoria da giovinetti: ogni cosa pare venir rimandata a un futuro nel quale i buoni e i giusti trionferanno, come giusto, e per il presente ci si accontenta di dirsi i migliori, anche se sempre sconfitti.

A sinistra, tutto è rimandato sine die, non importa che sia mandare Rete4 sul satellite, anche se lo impone una sentenza definitiva dell’Unione Europea, o battere finalmente e una volta per tutte Berlusconi, anche se ha più di settant’anni e non ce la fa più, o battersi per le coppie di fatto e, più in generale, per uno Stato laico, aperto e tollerante, per una riforma seria e non da repubblica delle banane della Giustizia, per uno Stato Sociale nuovo e al passo coi tempi, che non basta dire che in Danimarca fanno così, bisogna farlo! Che life is results; or bullshit. E questa sinistra ex-pci, spiace dirlo, è solo piena di stronzate.

22 commenti

Arkangel

dic 10 2008 Inviato da nella categoria Citazioni

Non capisco perchè nelle schede elettorali italiane non ci sia la casella “invasione barbarica”.

Un commento

Laughing to keep from crying

nov 08 2008 Inviato da nella categoria Macaie vecchie e nuove

2 commenti

Cosa sarà di noi?

ott 17 2008 Inviato da nella categoria Marchette gratuite,Opinioni

E’ difficile, in questi giorni, scrivere lucidamente di come le politiche attuate dal governo sotto l’egida dell’efficienza e del risparmio siano l’equivalente di una tonnellata di C4 sotto le chiappe del paese. E’ difficile, sono troppi gli interventi il cui esito distruttivo è evidente e disperante. I rifiuti occultati, la scuola massacrata, l’università dissanguata e privatizzata, i ricercatori espulsi. Qui non si tratta di alternanza, di politiche differenti, di dissenso marginale: si tratta di guardare Brunetta e la Gelmini e compagnia bella che rotolano veloci e inesorabili come palle da bowling, e i birilli siamo noi. E’ tutto il paese.

E’ difficile scriverne lucidamente, ripeto. Per cui lascerò parlare qualcuno che vive il problema sulla sua pelle, direttamente, e indirettamente ci avverte: non preoccupatevi per noi. Preoccupatevi per quello che succederà a voi, quando il paese sarà completamente paralizzato nel nome dell’efficienza. L’e-mail che segue è stata pubblicata oggi sul Corriere.it, e viene da un giovane ricercatore di Roma, dal quale mi separa solo un grado di Kevin Bacon.

Continua a leggere »

62 commenti

Pensieri da sala prof

ott 12 2008 Inviato da nella categoria Opinioni

Si diceva in sala prof che, certo, sciopereremo, ma che senza blocco degli scrutini non ci si filerà mai nessuno, e che i colpevolissimi sindacati possono aggiungerlo al già gravoso carico che portano sulla coscienza, l’avere disattivato l’unica nostra arma dotata di efficacia. In realtà, poi, sullo strumento del blocco degli scrutini la confusione regna sovrana: è illegale o no? Io, con molti altri, pensavo di sì, ma questo link della Gilda ci smentisce. (Ecco, una cosa buona di questo governo è che mi sta finalmente facendo studiare cose a cui, prima, manco pensavo.)

Scioperare si deve e lo farò, ovviamente, ma sarebbe opportuno uscire dalla logica autolesionistica che ci contraddistingue e che ci rende la categoria più innocua d’Italia – e quindi la più sbeffeggiabile, in questo paese che ama i furbi e gli arroganti. Tre sacrosanti giorni di sciopero a Ottobre vogliono dire circa 200 euro in meno in busta paga (madonna santissima) nonché le consuete corse successive per recuperare voti, programma e quant’altro. Benissimo: ma il senso dello sciopero è creare disagi fuori, e non solo a se stessi. Io, quindi, colma di ammirazione per le maestre delle elementari (che ho visto in azione la settimana scorsa durante un’assemblea e mi sono spellata le mani ad applaudirle, ché di donne fiere ed agguerrite così non mi pare di averne mai viste, da noi alle superiori) faccio mia anche l’idea dello sciopero bianco e col cavolo, che quest’anno muovo un dito al di fuori di quello che è strettamente il mio dovere.

Continua a leggere »

100 commenti

Fiducia

ott 10 2008 Inviato da nella categoria Strips

Vignetta ingrandisci col clicco

2 commenti

Succ »