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Fini e Genova: come è potuto succedere

ago 31 2009 Inviato da nella categoria Opinioni

(ASCA) – Roma, 26 ago - ”Come italiano sono stato felice che la Corte europea abbia detto in modo inequivocabile che Placanica abbia agito per legittima difesa. Mi fa piacere che applaudiate, perche’ ci ricordiamo quante polemiche ci furono”.

In questi termini, intervenendo alla Festa democratica di Genova, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha commentato la decisione della Corte europea sui fatti del G8 di Genova.

E l’applauso c’è stato eccome, in effetti. Un applauso che non ti dico, nella sala Guido Rossa (già) del Porto Antico, Festa Democratica a Genova.
Documentato in video e fatto rivedere da Zoro al Dopolavoro Democratico della sera dopo, sia mai che a qualcuno venisse voglia di minimizzarlo.
Ripreso tra gli sfottò di un gongolante Giornale.
Raccontato con rassegnazione da chi, a sinistra, si è ritrovato a dovere spiegare in cosa consistesse la sentenza e quanto poco ci fosse da applaudire.
Applaudire Fini, poi. Che durante quel G8 era a Genova, a dare ordini a chi massacrava la gente.

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Francesco Pomona, da FriendFeed

lug 11 2009 Inviato da nella categoria Citazioni

La Serracchiani, alla fine della fiera, è comparsa perché ha detto “partito, che cazzo fai?.” Poi evidentemente gliel’hanno spiegato, e a naso mi pare si sia ritenuta soddisfatta.

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Perché voto Sinistra e Libertà

giu 05 2009 Inviato da nella categoria Personale

logosinistraelibertaminidi GIUSEPPE GENNA

[Una versione ridotta di questo intervento è apparsa oggi in prima pagina del quotidiano L'Altro, diretto da Piero Sansonetti - qui il file pdf della pagina]

C’è stato un tempo – novecentesco – che non vorrei riproponesse più certe sue istanze, e in particolare una, che mi riguarda: l’idea che esistano masse su cui gli intellettuali si illudono di esercitare un’illuminata influenza. Io sono un intellettuale (ma anche un lavoratore salariato) ed è senza alcuna arroganza che esprimo una speranza e un’azione concreta di ordine politico. La speranza è che il movimento Sinistra e Libertà cresca, si trasformi e trasformi la società in cui vivo. L’azione concreta è il voto che io darò a Sinistra e Libertà in queste elezioni. Continua a leggere »

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La sinistra italiana e la categoria dell’aldilà

feb 27 2009 Inviato da nella categoria Opinioni

Ma quanto ha ragione Giovanni Sartori nel suo articolo Una sconfitta cercata a lungo? Solo che secondo me non basta: per spiegare la sconfitta perpetua della sinistra italiana di oggi non basta parlare del dogmatismo ideologico del tempo che fu, della lotta per il potere fra le correnti, della stupidità del politicamente corretto, di un sindacato che difende anche quelli che rubano le valigie a Malpensa, purchè assunti a tempo indeterminato, ma non i giovani, i precari e la partite iva – o della difesa a tutti i costi di un settore pubblico che, in media, non è certo all’altezza delle necessità e delle aspettative del Paese.

Bisogna capire perchè fanno così. Io ho come l’impressione che se si vuole fare un’analisi davvero completa della situazione non si possano tralasciare due categorie fondamentali nella formazione della testa degli ex-pci: da un lato, l’aspettativa di un mondo futuro tanto perfetto quanto inavvicinabile, il comunismo; dall’altro, la certezza di essere i migliori, l’avanguardia che traghetterà – sempre al futuro – l’umanità verso questo mondo perfetto. Gli ex-dc, al contrario, sanno che il paradiso li attende nell’aldilà e quasi in ogni caso, che in Italia, come noto, anche le leggi di dio valgono solo per gli altri.

Così, mentre questi ultimi nel bene o nel male si danno da fare e si sporcano le mani in questo mondo, da chi come Prodi batte per due volte Berlusconi nonostante gli alleati (e nonostante suoi gravi errori nella seconda campagna elettorale) a chi come Follini e poi anche Casini si sgancia da una destra sempre più impresentabile, gli ex-pci sembrano non riuscire ad abbandonare uno schema mentale imparato a memoria da giovinetti: ogni cosa pare venir rimandata a un futuro nel quale i buoni e i giusti trionferanno, come giusto, e per il presente ci si accontenta di dirsi i migliori, anche se sempre sconfitti.

A sinistra, tutto è rimandato sine die, non importa che sia mandare Rete4 sul satellite, anche se lo impone una sentenza definitiva dell’Unione Europea, o battere finalmente e una volta per tutte Berlusconi, anche se ha più di settant’anni e non ce la fa più, o battersi per le coppie di fatto e, più in generale, per uno Stato laico, aperto e tollerante, per una riforma seria e non da repubblica delle banane della Giustizia, per uno Stato Sociale nuovo e al passo coi tempi, che non basta dire che in Danimarca fanno così, bisogna farlo! Che life is results; or bullshit. E questa sinistra ex-pci, spiace dirlo, è solo piena di stronzate.

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I fioretti di S. Franceschini (1)

feb 26 2009 Inviato da nella categoria Strips

franceschini-santo-pic
Pezzomamma e ornamento esteso

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La “Cosa” nostra

feb 24 2009 Inviato da nella categoria Opinioni

Il post di Francesco Costa che racconta quel che è realmente successo il giorno dell’assemblea costituente del PD e che, peraltro, sconfessa quanto dichiarato dal neo segretario Dario Franceschini a Repubblica

Ma scusate, la base qual’è? Quella dei blog o quella che abbiamo visto sabato, le 2000 persone elette con le primarie? Quella e’ gente vera, non virtuale. Convocata solo 48 ore prima, arrivata a Roma perchè glielo chiedeva il partito. Ebbene, l’81% ha detto eleggiamo il segretario subito, qui. Se non è democrazia questa.”

descrive con precisione le modalità per lo smaltimento ecosostenibile delle scorie del Partito Democratico.

Dice, ad esempio, che gli accordi stretti – e che hanno portato all’elezione del nuovo segretario lì, subito – avevano l’unico obiettivo di non spaccare il partito.

Invece no: spaccatelo, questo cazzo di partito. Spaccatelo in mille cocci, e poi saltate sopra i cocci fino a renderli polvere. Poi prendete la polvere e seppellitela, disperdetela, dategli fuoco, che non si sa mai. E assieme seppellite quel cazzo di nome, quel cazzo di logo, quelle cazzo di liste bloccate e preconfezionate e tutte le cose non dette e che invece si sarebbero potite dire negli ultimi mesi.

Poi si va tutti in vacanza: ognuno prende del tempo per sé, per scalare le montagne rocciose, nuotare nell’oceano, fare passeggiate a piedi nudi nei prati, respirare aria buona, tampinare le belle ragazze, i bei ragazzi, o anche addormentarsi davanti alla televisione della domenica pomeriggio con il filo di bava alla bocca.
Sei mesi, un anno.
Si pèrdono quelle cazzo di europee, ché si fa meglio e prima a non presentarsi nemmeno. Si lasciano lì Di Pietro a giocare con internet e a dire cose alla Beppe Grillo, e Beppe Grillo a difendere la sua rivoluzionaria palla di gomma che lava così bianco che più bianco non si può.

Poi ci si incontra di nuovo tutti assieme. Ma tutti tutti. Gli umarells che si sono fatti fare un indirizzo Gmail dal nipote per scrivere sul forum online de l’Unità, così come quelli che erano elencati con nome e cognome in quelle cazzo di liste.
Uno deve prendere il megafono e fare: “Tutti quelli tra voi che sono orgogliosi della propria diversità in materia di aborto, eutanasia, ricerca, utilizzo delle cellule staminali vengano per cortesia qui davanti. Anche lei, Rutelli. Prego: Bindi, Franceschini, Binetti, qui sotto il palco, c’è posto”.

Poi quello col megafono deve fare una lunga pausa.

E dopo la lunga pausa dire: “Sentite, noi ci abbiamo pensato, e siamo giunti alla conclusione che noi, con voi, non abbiamo nulla a che vedere. Che siamo diversi e non ci sono proprio cazzi. Quindi ora fate la cortesia di guadagnare l’uscita ordinati e senza fare troppi problemi, perché la tentazione è quella di farvela inforcare a calci nel culo. Poi, fuori di qui – possibilmente lontano da qui -, ricostituitevi in quel che vi pare, se ne avete ancora voglia, ma toglietevi dalle palle perché qui s’ha da fare”.

Alla fine, quel che resterà da fare sarà scordare di avere seppellito quei cocci, quella polvere, quel cazzo di nome e quel cazzo di logo e rifondare qualcosa. Che si chiami comunista, che si chiami sinistra, che si chiami laica, che si chiami democratica non è importante: qualcosa. Ripartendo anche da zero, chissenefrega: le vittorie che danno più soddisfazione sono quelle ottenute in battaglie che si davano per perse. E lì si riprende a lavorare tutti assieme, quelli che restano, a una Cosa che sia nuova. Una Cosa che sia nostra.

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Il pompino ombra

dic 01 2008 Inviato da nella categoria satira

La segreteria del PD ricorda quelle reti locali che trasmettono film porno riadattati per la terza serata tv. Vorrebbero eccitarti con l’ondeggiare verticale e sgranato di un ombelico, quando sanno benissimo che per godere dovresti proprio vederli mentre s’inculano.

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Il lavoro sporco

nov 20 2008 Inviato da nella categoria Opinioni

Chissà se adesso qualcuno nel Partito Democratico inizierà a capire cosa si è perso esattamente con il voto di preferenza. Perché non si tratta tanto di un alto esercizio di democrazia o del potere dato al popolo. Il voto di preferenza è semplicemente il lavoro sporco dato in mano agli elettori. Devi candidare la Binetti per far contento qualche cardinale? Zac, gli elettori non te la votano (nemmeno in un collegio blindato, ci scommetto) e tu hai salvato la faccia col clero. Devi candidare Villari per accordi tuoi che non vogliamo sapere. Zac, gli elettori lo trombano e tu puoi solo far spallucce. Certo, il rischio poi è che ti votino qualcuno che ha qualche buona idea (magari, ma senza esagerare, un po’ di sinistra), qualcuno che poi, dopo qualche anno, potrebbe anche metterti in discussione e candidarsi, che sò, a governare il paese con persone nuove e idee coragiose. Forse però è un rischio che vale la pena di correre per evitare la figura da cialtroni di oggi.

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The searchers

nov 19 2008 Inviato da nella categoria Citazioni

Ho aspettato (e aspetto ancora) la frase: “Binetti, sei fuori dal partito. Non perchè sei una cattolica, ma perchè sei violenta e intollerante nella sostanza e non nella forma”.

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We kiss in a shadow

ott 16 2008 Inviato da nella categoria Macaie vecchie e nuove

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Ah beh, allora

apr 06 2008 Inviato da nella categoria satira

Il giorno 02/apr/08, alle ore 01:40, Partito Democratico ha scritto:


E’ probabile che ti siano state recapitate e-mail moleste nell’ultimo
periodo inviate a nome del Partito Democratico italiano.
Ci scusiamo per questo inconveniente.
La politica ha raggiunto alti livelli di complessità.
Le ideologie sono remixate in accordo coi sondaggi, le promesse toccano gli istinti più bassi,
i mezzi di comunicazione bersagliati di messaggi generati casualmente.
Insomma, proprio come lo spam.

Peccato non esistano filtri efficaci.

Le porgiamo i nostri più distinti saluti.

Abbiamo ripristinato il sito www.partitodemocratico2008.org
Ultime suonerie disponibili.

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E io voto per Rosy

ott 05 2007 Inviato da nella categoria Personale

Ma perchè Veltroni ha voluto invitare Veronica Lario nel Partito Democratico? Cosa c’è nel suo pensiero o nelle sue azioni ad averlo così colpito da volerla a tutti costi nella sua squadra? I motivi per i quali è conosciuta li conosciamo, ma perchè viene così apprezzata da tutti? Viene apprezzata perchè, a differenza del marito, rifugge dalle luci della ribalta. A differenza di lui ha uno stile di vita sobrio, sottotono e silenzioso. Tanto lui parla e straparla, tanto lei tace. Nessuno di noi sa veramente qualcosa del suo pensiero o delle sue idee. La apprezziamo soltanto per il suo silenzio. Probabilmente è questo il motivo per cui Veltroni l’ha scelta. Probabilmente per lui la qualità che le donne del futuro Partito Democratico dovranno avere sarà quella di saper stare zitte. E basta.

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