Spinoza
Il Papa: “Internet aumenta il senso di solitudine”. Hai aperto word, pirla!
Su alcuni quotidiani “laici” è apparsa la notizia che il processo di beatificazione di Karol Wojtyla stia subendo un rallentamento a causa di alcune lettere indirizzate dal defunto pontefice ad una amica che ha segretamente accompagnato la vita di questo uomo di Dio per oltre 50 anni. Come se fossimo in un paesino dove nessuno dice nulla ma tutti sanno tutto l’avverbio “segretamente” non pare il più appropriato. Gli incontri tra i due erano sull’agenda prima vescovile, poi cardinalizia e quindi papale di Wojtyla. Il segretario personale organizzava i momenti di privacy tra il papa e la donna e tutto “l’accaduto” di quegli incontri veniva registrato dai due protagonisti in corrispondenze che non erano occultate da chissà quale servizio segreto vaticano ma regolarmente segnate nel registro del protocollo della Camera Apostolica.
Quindi i due si frequentavano, anche in privato e si scrivevano spesso.
Veniamo al contenuto delle lettere. Prego i bigotti e gli ignoranti (spesso le due categorie coincidono) di non procedere nella lettura. I loro cuori rattrappiti potrebbero non reggere. Continua a leggere »
Dice il Papa Benedetto XVI che non è una rockstar, e fin qui eravamo tutti d’accordo. Poi che l’essere umano è solo “maschio” o “femmina”. E non vogliamo dire di no, da un punto di vista squisitamente genitale o, che so, i cromosomi. Resta il fatto che in qualche misura dovremo comunque prima o poi fare i conti con un certo numero di gay sparsi per il mondo i quali, a prescindere da quel che si racconta l’uomo-in-bianco, restano vivi e vegeti ai quattro angoli del globo. E lo dico perché anche la Chiesa stessa dovrebbe porsi il problema visto e considerato il numero di appartenenti a questa “nuova specie non ancora definita” tra le proprie fila.
Adesso: volendo possiamo far finta di nulla, è già accaduto in passato e continuerà ad accadere; gli italiani assorbono il clero per quello che è: una croce, una malattia endemica, una convivenza. Alcuni condivideranno, altri tireranno diritto per la propria vita esattamente come da sempre accade negli ultimi decenni o perlomeno da quando hanno smesso di perseguitare chi non negasse o rinnegasse il proprio pensiero a loro opposto (salvo poi recuperarlo a proprio uso e consumo, diciamo, cinquecento anni dopo).
Altrimenti potremmo provare a spiegare alla Chiesa che, nel seppur sempre più complicato e faticoso rispetto della sua imbarazzante versione della società, c’è anche della gente frocia, e che se ne facessero una ragione.
Oggi ho fatto un minuto di raccoglimento. Ho pensato a quei poveri di spirito che non possono nemmeno lontanamente aspirare alla divina condizione dei ricchi ma devono accontentarsi della santità. La santità come punto d’arrivo di una vita interamente sacrificata per gli altri. E, con infinita compassione, il mio pensiero è andato al Papa. A quanto deve aver sofferto per arrivare a tanta santità. Continua a leggere »
Ogni tanto capita che a casa passano i testimoni di Geova. Gente simpatica, ma con idee un po’ bislacche. Suonano, io apro e loro iniziano con la Torre di Guardia, la fine del mondo, il paradiso terrestre, pentiti e così via. Dico: non mi interessa, tento di chiudere ma loro continuano, mi guardano con gli occhioni, “ascolta solo cinque minuti”, e dai, e su, e giù. Io sospiro, mi giro verso la mia ragazza e le lancio uno sguardo che dice “dai, poverini, è tutta la mattina che girano, li faccio entrare cinque minuti, dicono le loro quattro fregnacce e siamo tutti più contenti”. Lei lo sa che poi si appostano per ore tentando di spacciarci il Mulino Bianco come ideale post-mortem. Mi toglie dall’imbarazzo, viene alla porta, dice “Grazie, non ci interessa” e chiude.
Oh! Saremo strani noi, ma in tutti questi anni nessuno, dico nessuno, che ci abbia accusato di laicismo esasperato, di essere venuti meno alle tradizioni di civiltà e di tolleranza dell’Italia, di essere fanatici, intolleranti, estremistici o (questa poi) veteromarxisti. Probabilmente non se ne sono accorti. Ci è andata proprio bene.