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La settimana spesa a dare a bio quel che è di bio

ago 09 2009 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Bio è morto1) Bio è morto, ha detto l’organismo per la sicurezza alimentare degli inglesi. Mangiare cibi biologici o prodotti convenzionali non fa alcuna differenza. 67 commenti dopo possiamo dire che qualche dubbio rimane.
2) Bio o non bio, abbiamo radunato il meglio in 10 indirizzi. Per quando tornerete a Roma.
3) Se invece andate a New York… (Il caldo deve averci dato alla testa).
4) Torniamo in Italia. Siamo il primo Paese in Europa per il consumo di acqua in bottiglia: 196 litri a testa ogni anno. E pur di farlo siamo disposti a pagarla 1000 volte più di quella che esce dal rubinetto. Ora però, con le Case delle acque
5) Per la serie I ristoranti di Agosto, siamo andati allo Scoglio di Marina del Cantone (NA). Da Bono a Sienna Miller ci sono passati tutti.
6) Venendo al vino, la moda del momento è declassare il Brunello di Montalcino fuorilegge (annate 2003 e 2007) con stile. Alcuni casi.
7) “La politica del locale non ammette i bambini”. Rimane fuori dal bar di Porto Cervo il figlio di Massimiliano Ossini (Rai Uno). Che per rifarsi va al ristorante: DUE piatti e UN antipasto DUECENTOCINQUANTA euro.
8- Chef Express scende con rancore da Trenitalia, sale Tanto&Buono con Slow Food. Sarà la volta che torneremo a mangiare in treno?
9) Di bio non c’è soltanto il cibo. Per esempio, il vino del futuro non è né bianco né rosso. Il vino del futuro è verde!
10) Col caldo che fa non abbiamo saputo resistere alla tentazione. Ghiaccio e limone sono finiti nel nostro bicchiere di vino. E altri peccati…

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La settimana di Roma tornata Ladrona

lug 05 2009 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Scontrino e ricevuta fiscale del Passetto— 1 – Due turisti giapponesi hanno denunciato il ristorante Passetto di Roma dopo un conto da 695 euro. Per la metà gli avevano offerto il Colosseo.
— 2 – Cuochi e camerieri vogliono restituire la mancia ai turisti giapponesi (115 euro). Si gira Un’estate al Passetto, il cinecocomero dell’anno
— 3 – Basta! Mandiamo volontari travestiti da turisti per controllare l’andazzo nei ristoranti. Nascono le “Ronde Piadine“.
— 4 – Nel frattempo, ogni categoria di vippume ha invaso le località balneari. La direttiva impartita dalle guide è stata prontamente recepita: I ristoranti migliori sono in Campania. Noemi Letizia sceglie la Torre Normanna di Maiori, Sienna Miller Lo Scoglio di Positano. Imburinisce meno.
— 5 – Se tanto mi dà tanto. Poi non meravigliamoci se il Consorzio del Prosciutto di San Daniele trova spiritoso marchiare la coscia di Belen Rodriguez.
— 6 – Generone 1 | Il romano ricco spende 500 euro per una camicia ma trova scandaloso pagare una bottiglia di vino più di 8 euro, non sa bere bene; non sa mangiare bene. Non a caso il ristorante Cuoco Nero ha chiuso.
— 7 – Generone 2 | Il romano ricco spende 500 euro per una camicia… tutte balle. Non a caso il ristorante L’Arcangelo fa sempre il pieno.
— 8 – Incontrando lo chef Simone Rugiati ci siamo chiesti se non è troppo bello per essere bravo.
— 9 – 200, Fifth Venue, New York, è il nuovo indirizzo di Eataly, il supermercato del gusto.
— 10 – Chi sono i milanesi saliti a 50 metri di altezza per mangiare la Simmenthal?

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A heart in New York

feb 28 2009 Inviato da nella categoria Personale

A New York sono già stato lo scorso novembre, e potrei sostenere che ci torno per scrivere un libro, come dicono potrebbe fare Waltere, ma non è così.

Ci torno perché non ci si può non tornare, e perché dopo averla visitata una prima volta voglio che la vedano i miei, che non sono mai stati oltreoceano. Non che in loro compagnia non si potranno fare altri viaggi in futuro – sicuramente sarà così -, ma so che non voglio trovarmi, un giorno, a pensare che questa cosa avrei potuto farla e invece ho rimandato.

L’ultima volta ci sono stato con Ilaria per fare – dichiaratamente – bieche cose da turisti. Ho scritto di almeno 14 cose che ho imparato, ma ne ho tralasciate migliaia e, nel frattempo, non sono riuscito a mettere su Flickr nemmeno un quinto di tutte le foto scattate in quei giorni.

Qualche giorno prima di partire pubblicai un post che conteneva una mappa di Google. Sulla mappa segnai tutti i posti che avremmo voluto vedere (ben sapendo che non sarebbero bastate tre vite). Oggi vedo che quella cartina, realizzata per noi due e condivisa con qualche amico e sul blog, ha ricevuto qualcosa come 75.000 visite: a qualcuno è servita, e a me fa piacere.

Per questo motivo rimetto in piedi tutto l’ambaradan. Le istruzioni sono piuttosto semplici: qui di seguito trovate due mappe di Google sulle quali suggerire – se ne avete voglia – posti da visitare, ristoranti in cui mangiare, negozi in cui fare shopping. La prima è quella che utilizzeremo effettivamente. La seconda raccoglie invece tutte le indicazioni ricevute che non sono state ancora “spostate” sulla mappa ufficiale.

L’alternativa alle mappe di Google è utilizzare TripIt, che sembra essere la cosa duepuntozzero al momento più figa per combinare i propri viaggi e i social network. Per i più curiosi, comunque, sarò come al solito qui (e se vedo Blair ve la saluto).

Ci si risente tra una settimana. Nel frattempo niente Macchiaradio, e anche Il Grande Elenco Telefonico della Terra e pianeti limitrofi (Giove escluso) ne approfitta per fare una pausa (anche se non è mica detto: nove ore di aereo sono lunghe). Questo comunque non vi esime dal continuare ad invitare sul gruppo di Facebook tutti gli amici cui pensate possa interessare.

Mappa di interessi (New York):


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New York, New York

nov 08 2008 Inviato da nella categoria Personale

Avrei voluto scrivere qualcosa di significativo sulla partenza, sulla destinazione, sul viaggio, ma a pochi minuti dalla partenza in realtà le domande che ti passano per la testa hanno ben poco di poetico: il passaporto, oddio, dov’è il passaporto? Qual è l’alimentatore della macchina fotografica? Mi sarò portato dietro abbastanza telefilm per trascorrere nove ore di volo? Perché quei puzzoni di Vodafone non hanno una tariffa agevolata anche per gli Stati Uniti? Come faccio a vedere le mappe personali di Google sull’iPhone? Ho abbastanza addattatori per le prese elettriche? Ma, soprattutto, sono quelli giusti? Quanto tempo trascorrerò all’immigrazione dal momento che ho il passaporto nuovo? Cose così, insomma.

L’emozione pre-partenza è quella del first timer: farò cose da turista senza provare la benché minima vergogna. Guarderò New York con gli occhi di uno che la conosce quasi a memoria senza esserci mai stato.

E farò anche finta di non sapere che cinque giorni fa quello in cui sto andando era un paese di gran lunga meno accogliente di quanto sia ora.

Chi tra voi c’è invece già stato trova qui di seguito due mappe di Google sulle quali suggerire – se ne ha voglia – posti da visitare, ristoranti in cui mangiare, negozi in cui fare shopping. La prima è quella che utilizzeremo effettivamente. La seconda raccoglie invece tutte le indicazioni ricevute (e sono state parecchie, dal primo post in cui sono state pubblicate le due mappe).

Voi fate i bravi: ci si rivede tra una settimana.

Mappa di interessi (New York):


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New York for dummies

ott 20 2008 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Qualche anno fa, sapendo che avrei avuto l’occasione di trascorrere a Roma qualche giorno (e non dedicarle il solito mordi-e-fuggi), utilizzai questo blog per chiedere consigli ai lettori: quale albergo scegliere? Dove andare a mangiare?
Fui letterlamente inondato dai suggerimenti – tutti molto più che validi -, al punto che al primo post ne seguirono un secondo, un terzo e, addirittura, una WikiGuida di Roma (oggi non più attiva, per questioni di tempo) contenente tutte le indicazioni ricevute.

Ora, non so se a voi succede la stessa cosa, ma a me capita sempre più raramente di dover andare in un posto o comprare qualcosa senza prima avere consultato diverse opinioni su blog, forum e newsgroup, evitando accuratamente i siti ufficiali.

Così, quando l’altro giorno, ho utilizzato FriendFeed per chiedere consiglio a proposito dell’albergo da scegliere per una settimana a New York, non mi sono stupito più di tanto nel constatare la quantità e la qualità di segnalazioni che mi sono poi arrivate. Tante, e così accurate e motivate, che uno, volendo, avrebbe potuto redigerci una guida.

Qualcuno, in quell’occasione, ha pensato di condividere la propria “mappa degli interessi” a New York realizzata su Google. Io lo imito, pensando che tutti i suggerimenti ricevuti potranno essere d’aiuto in futuro a qualcun altro oltre che a me.

E’ una di quelle cose, questa della collaborazione, per cui internet sarà sempre cinque minuti avanti rispetto a qualsiasi pezzo di carta, per quanto bene stampata. E anche il motivo per cui a nessuno di voi verrebbe in mente di acquistare un’enciclopedia vera e propria quando esiste (pur con tutti i suoi limiti e le sue inevitabili inesattezze) Wikipedia.

Ecco quindi due mappe di Google. La prima è quella che io e Ilaria utilizzeremo effettivamente nel nostro viaggio a New York a metà novembre. La seconda (dopo il salto di pagina), è invece editabile da chiunque: vi si possono aggiungere punti di interesse, suggerimenti su posti da visitare, ristoranti in cui mangiare, negozi in cui fare shopping, semplicemente cercando un indirizzo o il nome di un posto (poi è sufficiente cliccare sul pulsante “Edita”, scegliere il risultato e salvarlo sulla mappa collaborativa). Su New York tutti han qualcosa da dire, quindi perché non stare ad ascoltare?

Mappa di interessi (New York):


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