Marcello! Marcello! Come here!
Fino al 1992 è concorso esterno in associazione mafiosa. Dopo il 1992 è Politica.
Fino al 1992 è concorso esterno in associazione mafiosa. Dopo il 1992 è Politica.
“I boss non si catturano. O si vendono o muoiono.”
Così ripeteva spesso Luigi Ilardo, boss mafioso del catanese e collaboratore del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) nei primi anni ’90, ai suoi confidenti dell’Arma dei Carabinieri sulle tracce dello Zio Binu, il latitante superboss Bernardo Provenzano.
Ed è più meno sempre così. E’ sempre stato così. Chi si ricorda di qualche cattura di latitanti con scontri a fuoco tra carabinieri e mafiosi? E quanti picciotti difendono i capi della cupola di Cosa Nostra quando questi vengono sorpresi dietro una botola di qualche casolare di campagna? Fateci caso: ma nemmeno nella serie TV dei Soprano ci sono morti ammazzati quando lo Stato rompe gli indugi giudiziari e oltrepassa la sottile linea che lo divide dal crimine. Perché è questa l’essenza del fenomeno mafioso, l’Antistato non è mai davvero antitetico allo Stato, ma organico e complementare alle sue deviazioni morali e sociali, con una dialettica a volte ruvida ma quasi mai assassina, di contrapposizione ideologica ultima e definitiva. Continua a leggere »
Postmater.
La finta memoria delle stragi passate e il vero disinteresse per le vittime future. Basta con le chiacchiere, Falcone lo abbiamo ucciso noi. E’ tempo che l’Italia si guardi allo specchio: l’indifferenza e il silenzio trasformano i vivi in morti che camminano. L’articolo di Carlo Gubitosa su Mamma!

di Riccardo Orioles, da “la catena di s. libero” n. 372 – 13 ottobre 2008 n. 371
“Io, Vincenzo Santapaola, vi dico…”. Uno degli ultimi contenuti de La Sicilia di Catania, sotto forma di lettera, ma senza alcun intervento redazionale, è un vero e proprio editoriale di un boss mafioso. Contemporaneamente, e da oltre un anno, Ciancio vieta ai suoi cronisti di pubblicare dichiarazioni e notizie su Claudio Fava. Un episodio gravissimo, che segna un punto di non-ritorno. E la Magistratura? Ponzio. E l’Ordine dei Giornalisti? Pilato.
Il gravissimo episodio di Catania – un esponente mafioso che usa il giornale di Ciancio per mandare i suoi messaggi – non ha suscitato le risposte istituzionali che sarebbero state prontamente date in ogni altra città. Continua a leggere »