Spinoza
Il Papa: “Internet aumenta il senso di solitudine”. Hai aperto word, pirla!
Prima o poi ne capita uno a tutti. Se ancora non avete incontrato il vostro, ecco un veloce prontuario per riconoscerlo.
E’ già tramontata (mi veniva da dire “tremontata”) l’ipotesi di tassare la banda larga per sussidiare i giornali online, proposta lanciata dall’incauto Malinconico della FIEG pochi giorni fa.
Pare difficile, in una fase in cui si tagliano i sussidi pubblici da parte del governo, che si proceda a una “tassa privata” imposta agli operatori telefonici, sempre una tassa verrebbe considerata e il governo verrebbe sospettato di fare il gioco delle tre carte.
In ogni caso penso che il sussidio all’editoria online sia sbagliato dal punto di vista della teoria economica. Ho già scritto che trovo sensata una tassa di scopo (distratta dall’IVA) per la pirateria musicale: nel caso degli Mp3 piratati c’è una chiara violazione della legislazione sul copyright, lo Stato non riesce a far rispettare la legge e a tutelare gli aventi diritto, il sussidio pubblico sarebbe dunque una equa riparazione fiscale per danni oggettivi dell’industria. Continua a leggere »
Io credo, ma capisco di risultare presuntuoso, che un pezzo come questo che state per leggere andrebbe su un bel giornale di carta. Quello che leggono le persone che che poi parlano con frasi quali: “vicino agli ambienti di Facebook”. Ecco per dire, uno Zambardino che per un attimo si disincanta dal prossimo Tablet di Apple del quale nessuno sa una beata mazza perché sono trentacinque anni che sull’azienda di Cupertino si fa solo Gossip, dovrebbe scriverlo lui questo pezzo qui, così poi Bruno Vespa, l’autorevole Bruno Vespa che per la sua autorevolezza viene giustamente stipendiato, la smette di pensare a Facebook come un “posto”, perché quella è l’autorevolezza del mio gatto e non è commisurata allo stipendio percepito. Questo o quell’altro guru di internet, con o senza pappagallo sulle spalle, con o senza dichiarazione ufficiali. Sai quelli che muovono l’opinione? Io dico quelli lì, secondo me sarebbe utile. Al di là delle simpatie e antipatie, riconosco la loro influenza, la usino.
Ok, per precisare, non che ce l’abbia con loro, giuro: è che ne sento la mancanza quando servirebbero. Perché secondo me sono gli stessi che da tre anni vanno in giro vagando a dire che i blog sono morti, hanno una vision a due metri di quello che succede loro attorno, e tecnicamente non evidenziano di conoscere la tecnologia più di quanto io le regole di un processo. Cioè sono degli ottimi appassionati ma da lì a dimostrare che ne “sappiano qualche cosa”, mi sento di dire che ancora ne corra. Per adesso, in tutti questi anni, ho solo letto cose abbozzate, sufficientemente sbagliate (per esempio: non sapere la differenza tra utenti unici e unici assoluti, una banale differenza che fa stare in piedi l’industria internet nel mondo) e altre cosa à la signora mia: “è la fine di un’era”, “è la fine del mondo gratis”, “se non è gratis è la fine”, “ora non siamo più liberi”.
Non siamo mai stati liberi.