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Grandi opere

mar 19 2010 Inviato da nella categoria Marchette gratuite,Segnalazioni


Mamma! 4 cartaceo, l’indice illustrato.

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Poi fate quel che vi pare

dic 26 2009 Inviato da nella categoria Opinioni,Personale,Tech

Io credo, ma capisco di risultare presuntuoso, che un pezzo come questo che state per leggere andrebbe su un bel giornale di carta. Quello che leggono le persone che che poi parlano con frasi quali: “vicino agli ambienti di Facebook”. Ecco per dire, uno Zambardino che per un attimo si disincanta dal prossimo Tablet di Apple del quale nessuno sa una beata mazza perché sono trentacinque anni che sull’azienda di Cupertino si fa solo Gossip, dovrebbe scriverlo lui questo pezzo qui, così poi Bruno Vespa, l’autorevole Bruno Vespa che per la sua autorevolezza viene giustamente stipendiato, la smette di pensare a Facebook come un “posto”, perché quella è l’autorevolezza del mio gatto e non è commisurata allo stipendio percepito. Questo o quell’altro guru di internet, con o senza pappagallo sulle spalle, con o senza dichiarazione ufficiali. Sai quelli che muovono l’opinione? Io dico quelli lì, secondo me sarebbe utile. Al di là delle simpatie e antipatie, riconosco la loro influenza, la usino.

Ok, per precisare, non che ce l’abbia con loro, giuro: è che ne sento la mancanza quando servirebbero. Perché secondo me sono gli stessi che da tre anni vanno in giro vagando a dire che i blog sono morti, hanno una vision a due metri di quello che succede loro attorno, e tecnicamente non evidenziano di conoscere la tecnologia più di quanto io le regole di un processo. Cioè sono degli ottimi appassionati ma da lì a dimostrare che ne “sappiano qualche cosa”, mi sento di dire che ancora ne corra. Per adesso, in tutti questi anni, ho solo letto cose abbozzate, sufficientemente sbagliate (per esempio: non sapere la differenza tra utenti unici e unici assoluti, una banale differenza che fa stare in piedi l’industria internet nel mondo) e altre cosa à la signora mia: “è la fine di un’era”, “è la fine del mondo gratis”, “se non è gratis è la fine”, “ora non siamo più liberi”.

Non siamo mai stati liberi.

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Come dipingere di pittura

ott 09 2008 Inviato da nella categoria Opinioni

Scrivere di blog è come dipingere di pittura, direbbe forse Frank Zappa.

I blog, secondo alcuni, uniscono in un’opera pop la vocazione metatestuale del writing in tutte le sue forme con l’arguzia e la spontaneità delle scritte sui muri nei bagni degli autogrill.

Altre persone con cui ho discusso dell’argomento si domandano come della scrittura, secondo la loro opinione, di basso livello possa sperare di affiancarsi al vero giornalismo e alla vera narrativa; pacatamente chiedo loro come possa allora parte del vero giornalismo, persino in Italia, sperare di affrontare sullo stesso campo il disordinato esercito, ma pur sempre un esercito, dei blogger ancora fedeli alla propria causa. Quasi tutti, infine, quando pronuncio la parola blog, chiedono qualcosa tipo: blobb? ecche è? robba che se magna?
Io sono un blogger in perenne ritardo: in ritardo sulla scoperta del fenomeno, in ritardo sull’utilizzo di una nuova forma espressiva, in ritardo nel conoscere i nuovi avvenimenti, la vita e le rivoluzioni del “mondo blog” di cui parlava la Pizia qualche anno fa. E’ per questo che, sempre in ritardo ogni settimana da quattro anni ad oggi, cerco di stimare la speranza di vita di una corrente, di un movimento quasi, che rischia sempre di finire soffocato da se stesso, e dall’ambiente in cui si è sviluppato, prima ancora che nella nostra nazione abbia acquisito una minima dignità.

Non temo una fine entro breve, ma credo, non so se a torto o a ragione, che tutto questo stia trasformandosi in un “qualcos’altro” probabilmente già sperimentato.

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