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Seduto con le mani in mano sopra una panchina fredda del metrò

ott 07 2011 Inviato da nella categoria Personale

Il 7 giugno del 2003 (preistoria, più o meno), Luca Sofri scriveva:

“Appello per Gianluca Neri, che è quello con i mezzi: quando fai un festone? Se vuole venire Stefano facciamo anche uno spazio dibattiti, di sopra”

Trovate il reperto in questa pagina, più o meno verso la metà.

Racconto spesso – nelle interviste pre e post BlogFest - che l’ispirazione per l’incontro annuale di Riva del Garda venne proprio da quell’appello.

In questi giorni mi sono letto praticamente tutti i resoconti bloggherecci-blogfestari e mi sono ritrovato a invidiare molto chi scriveva “che bello: è davvero come una gita delle medie” o “non puoi fare due passi a Riva del Garda che incontri un blogger che ti offre uno Spritz”. Non che io non me la goda, la BlogFest, sia chiaro. E’ che farla non è la stessa cosa che partecipare: tra le tante cose che non riesci a fare ci sono, appunto, un sacco di Spritz mancati; un sacco di persone che non sei riuscito a salutare come si deve e un sacco di persone cui non sei riuscito a dedicare l’attenzione che meritavano.

Detto questo – e mancandomi molto i tre giorni del Condor che si tenevano a Gressoney – io faccio ufficialmente un appello: secondo me Luca Sofri dovrebbe organizzare un nuovo Kinder. Una festa del Post. Un Poster, o come diavolo vorrà chiamarla.

Tanta è la voglia che stavo proponendomi per aiutarlo, e poi andrebbe a farsi benedire il senso di tutto questo, ovvero partecipare, e basta. E ammazzarsi di Spritz, ovviamente. Di Genepì no, perché nessuno al mondo muore di Genepì. E’ una questione di dignità e di facciata.


Nota a margine con un anno di anticipo, perché gli amici di Internazionale prendano nota:
noi, l’anno prossimo, la BlogFest vorremmo farla il 28, 29 e 30 settembre 2012.

Un commento

Suora, l’Internazionale copia!

lug 15 2011 Inviato da nella categoria Opinioni

Sono quattro anni, quattro, che, prima di fissare le date della Blogfest, andiamo a vedere per quando è prevista la festa di Internazionale. Quattro anni. Mica per altro: abbiamo pubblici che si sovrappongono e che costringiamo a scegliere, perché non si può essere in due posti allo stesso momento.

Era successo che il primo anno le date coincidessero, così, per le edizioni successive, abbiamo sempre pensato a fare in modo che la situazione non si ripetesse più. E le abbiamo provate tutte eh: se loro l’anno prima avevano scelto l’ultima settimana di settembre noi optavamo per la prima di ottobre; se avevano scelto la prima di ottobre noi si tentava con settembre; e via dicendo.

Per quattro anni, quattro, ogni singolo anno, la BlogFest ha annunciato le date per prima, e la Festa di Internazionale è capitata negli stessi giorni, spostandosi anche lei.

Un anno – lo scorso anno – è addirittura successo questo: che la Blogfest ha annunciato le sue date e, qualche tempo dopo la festa di Internazionale ha annunciato le sue. Tu guarda a volte il caso: erano di nuovo le stesse. Ssiamo riusciti a cambiare in extremis le nostre in modo che non si sovrapponessero, ma andandoci a scontrare con le sfilate di moda a Milano e perdendo anche uno sponsor che – essendo editore e trattando di moda – si vide costretto a optare per Milano.

Era, per noi, una questione di rispetto per il pubblico: ci sono più probabilità che uno che partecipa alla nostra festa voglia prendere parte anche a quella di Internazionale (e viceversa), o che si strugga nell’attesa di assistere alle sfilate di moda?

Ora, qui non siamo complottisti: lo sappiamo che dopo l’estate gli slot liberi sono quelli, e c’è poco da fare, quindi lungi da noi l’idea che  in tutto ciò vi sia della consapevolezza, però non sarebbe bello se per un anno – non dico molto: un anno, così, tanto per provare l’ebbrezza – si riuscisse a trovare un accordo per non costringere il pubblico di ciascuno a scegliere una sola proposta invece che due?

Un commento

BlogFest, il resoconto: Piove, dio blogger

set 17 2008 Inviato da nella categoria Personale

BlogFest - sponsored by Telecom and Windows Live“Non puoi non scrivere un resoconto sulla BlogFest: uno dei pochi neuroni che non si è inumidito nella tre giorni di Riva del Garda continua a ripetere questa frase come un mantra, da quando sono tornato. In parecchi post del dopo-festa ho letto la premessa “non saprei da dove iniziare”. Ecco, figuratevi io. E siccome quando ad un post ci si pensa troppo e lo si vuole perfetto, finisce che non lo si scrive, facciamo che butto giù le cose come mi vengono, senza troppa attenzione per la costruzione o la forma.

La pioggia. Lavori sei mesi ad un evento, incastrando altri impegni in buchi che l’organizzazione della festa ti lascia liberi; chiedi permessi per le piazze; stravolgi il programma per fare in modo che anche il meno interessante degli incontri possa avere il lago o un qualsiasi altro sfondo da lasciare a bocca aperta, e finisce che sei costretto a spostare tutto in un centro congressi (dio comunque benedica chi lo ha voluto e costruito lì) rimanendo interdetto a pensare che tanto valeva organizzare tutto alla fiera di Novegro.
Al momento della tromba d’aria che ha letteralmente spazzato via e distrutto metà delle attrezzature, io ho capito che, pur conoscendole poco, volevo bene ad alcune persone. Parlo dei ragazzi dell’organizzazione di Riva del Garda che han tentato di salvare i gazebo rimanendoci attaccati, e che poi han pianto – quasi che la pioggia fosse colpa loro – perché amano la loro città in un modo che non riesco a descrivervi e avrebbero voluto farvela vedere in tutto il suo splendore.
Un giornalista mi ha chiesto “chi ha vinto, in questa BlogFest?”. Va reso onore agli avversari: ha vinto la pioggia, uno a zero, ma ora c’è la partita di ritorno.
Io, alla fine di quei tre giorni di meteo modello giudizio universale, ho capito una cosa: che se dio esiste non è un blogger. Al massimo ha un profilo su Facebook.
In ogni caso, come ho più volte ripetuto nel corso della festa a chi me lo chiedeva: abbiamo avuto un tempo orrendo e una tromba d’aria; significa che il prossimo anno nessuno potrà dire “ah, ma la prima era tutta un’altra cosa”.

Le persone. Non so voi, ma io, alla fine di una festa, ho sempre l’impressione di non aver dedicato abbastanza tempo alle persone cui tengo (e anche a quelle che mi piacerebbe conoscere). Ecco, ora immaginate che se questa l’avete organizzata, la medesima impressione permane, ma al cubo.
E’ un senso di colpa che, ve lo assicuro, batte per ko quello del peccato originale.
Per questo vorrei che tutti voi accettaste le mie scuse postume se vi sono sembrato troppo preso da altre questioni; se ho dovuto leggere il nome sul vostro badge prima di riconoscervi (non è ancora prosopagnosia, tranquilli); se ci siamo scambiati solo un saluto, poche parole o una stretta di mano; se, domenica, mi avete trovato stravaccato su un comodissimo divano del Tiffany, privo di conoscenza o in stato confusionale. Continua a leggere »

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