
Nel mondo, c’è un omicidio in famiglia ogni 2 giorni, in 7 casi su 10 la vittima è una donna. La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 70% degli stupri) o dall’ambito familiare. Il 25 novembre è la giornata internazionale per la lotta alla violenza contro le donne. Scegliere di dire no e far sentire la propria voce è la migliore delle prese di posizione.
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Comincio dall’antefatto. Mi viene chiesto per lavoro un parere sull’efficacia della community femminile Pensierosa.it (se mi fornite la vostra opinione, ve ne sarei gratissimo! Mi serve davvero per un report…). All’interno del sito, di cui valuto le parti 1.0 e quelle 2.0, scopro questo sondaggio: cosa risulta più importante nella vita di una donna. Sulla pagina Facebook chiedo ai miei amici che cosa pensino del sondaggio. Si scatena un agone di opinioni, quasi tutte da parte di amiche e quasi tutte negative, che posso riassumere con un commento sintetico: “Ma perché ciò che riguarda la vita femminile deve essere trattato sempre in un mix tra Donna Moderna e Vanity Fair?”. Non secondaria anche la reazione degli amici che, da Facebook, hanno sovvertito la gerarchia di voto, abbattendo il primato della voce “Un uomo al tuo fianco”, rea di rappresentare una concezione della donna come ausiliaria o necessitante ausilio.
Poiché questa comunità è non soltanto comunicazione su un tema, ma anche discussione tra partecipanti, mi pare il caso di riaprire il discorso su una questione a cui tengo molto, poiché è un indice irrinunciabile di civiltà – parlo della vita vivente delle ragazze e delle donne, dei diritti che sono stati acquisiti nel tempo e che oggi (cifre alla mano) appaiono concretamente cancellati.
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Luxuria e Aldo Busi non sono gay, sono l’idea che uno spettatore dell’Isola dei Famosi ha di un gay.