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BlogFest, il resoconto: Piove, dio blogger

set 17 2008 Inviato da nella categoria Personale

BlogFest - sponsored by Telecom and Windows Live“Non puoi non scrivere un resoconto sulla BlogFest: uno dei pochi neuroni che non si è inumidito nella tre giorni di Riva del Garda continua a ripetere questa frase come un mantra, da quando sono tornato. In parecchi post del dopo-festa ho letto la premessa “non saprei da dove iniziare”. Ecco, figuratevi io. E siccome quando ad un post ci si pensa troppo e lo si vuole perfetto, finisce che non lo si scrive, facciamo che butto giù le cose come mi vengono, senza troppa attenzione per la costruzione o la forma.

La pioggia. Lavori sei mesi ad un evento, incastrando altri impegni in buchi che l’organizzazione della festa ti lascia liberi; chiedi permessi per le piazze; stravolgi il programma per fare in modo che anche il meno interessante degli incontri possa avere il lago o un qualsiasi altro sfondo da lasciare a bocca aperta, e finisce che sei costretto a spostare tutto in un centro congressi (dio comunque benedica chi lo ha voluto e costruito lì) rimanendo interdetto a pensare che tanto valeva organizzare tutto alla fiera di Novegro.
Al momento della tromba d’aria che ha letteralmente spazzato via e distrutto metà delle attrezzature, io ho capito che, pur conoscendole poco, volevo bene ad alcune persone. Parlo dei ragazzi dell’organizzazione di Riva del Garda che han tentato di salvare i gazebo rimanendoci attaccati, e che poi han pianto – quasi che la pioggia fosse colpa loro – perché amano la loro città in un modo che non riesco a descrivervi e avrebbero voluto farvela vedere in tutto il suo splendore.
Un giornalista mi ha chiesto “chi ha vinto, in questa BlogFest?”. Va reso onore agli avversari: ha vinto la pioggia, uno a zero, ma ora c’è la partita di ritorno.
Io, alla fine di quei tre giorni di meteo modello giudizio universale, ho capito una cosa: che se dio esiste non è un blogger. Al massimo ha un profilo su Facebook.
In ogni caso, come ho più volte ripetuto nel corso della festa a chi me lo chiedeva: abbiamo avuto un tempo orrendo e una tromba d’aria; significa che il prossimo anno nessuno potrà dire “ah, ma la prima era tutta un’altra cosa”.

Le persone. Non so voi, ma io, alla fine di una festa, ho sempre l’impressione di non aver dedicato abbastanza tempo alle persone cui tengo (e anche a quelle che mi piacerebbe conoscere). Ecco, ora immaginate che se questa l’avete organizzata, la medesima impressione permane, ma al cubo.
E’ un senso di colpa che, ve lo assicuro, batte per ko quello del peccato originale.
Per questo vorrei che tutti voi accettaste le mie scuse postume se vi sono sembrato troppo preso da altre questioni; se ho dovuto leggere il nome sul vostro badge prima di riconoscervi (non è ancora prosopagnosia, tranquilli); se ci siamo scambiati solo un saluto, poche parole o una stretta di mano; se, domenica, mi avete trovato stravaccato su un comodissimo divano del Tiffany, privo di conoscenza o in stato confusionale. Continua a leggere »

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