Bersani non era in vacanza. Stava decidendo con D’Alema chi candidare per le regionali. Dall’alto. Come nel PCUS.
Il primo obiettivo non è vincere, e neppure “non prenderle”. Il primo obiettivo è far fuori Vendola che è andato contro i diktat del partito lo scorso giro elettorale, osando addirittura vincere nella regione natìa dell’ex-compagno D’Alema.
Bersani, non è colpa tua se i candidati esterni al tuo partito – Vendola e la Bonino, ad esempio – sono più interessanti dei tuoi. Ammesso e non concesso che siate finalmente riusciti a mettervi d’accordo su chi sono, i vostri…
D’altronde, una vita passata a prendere ordini da Mosca e a conformarsi all’ortodossia del momento difficilmente aiuta a creare una persona interessante – al punto che sono 15 anni che un modesto cantante di navi da crociera ve le suona di brutto.
Bersani, dammi retta: per le politiche vedi di reclutare Fiorello – è l’unica speranza che avete.
(secondo la stampa Silvio Berlusconi starebbe facendo un giro di telefonate con le cancellerie europee per sostenere Massimo D’Alema alla poltrona di ministro degli esteri della UE)
(Francia)
- Cucù!
- Silviò. Nous en avons dejà discuté, pour ce cas de Battistì tu dois parler avec Carlà, elle est très pissée avec toi…donc je ne peux pas parler avec Lula pour l’extradition…
- ma no, è per D’Alema
- dalemà? le communiste?
- Volevo dire che per me è ok
- ah, bon! tu veux exchanger lui avec Battistì…je ne sais je dois parler avec Carlà, mais…
- ciao, vecchio puttaniere, e aloraaaa, Carla te l’ho lasciata io eh, ciao, ciao…(clic)
- mais… Silviò! arrete toi, ce que tu veux est dalemà exilié a Paris? Silviò! Silviò!
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La segreteria del PD ricorda quelle reti locali che trasmettono film porno riadattati per la terza serata tv. Vorrebbero eccitarti con l’ondeggiare verticale e sgranato di un ombelico, quando sanno benissimo che per godere dovresti proprio vederli mentre s’inculano.
(da leggere ascoltando I Get Up, I Get Down degli Yes o Look Into The Sun dei Jethro Tull)
Avevi ragione tu. Ci pensavo proprio l’altro giorno. Passavo per Piazza San Cosimato, e mi ha preso il magone. Così, mi sono seduto per terra, lì da qualche parte, come si faceva un tempo. Le memorie di allora si sono sovrapposte immediatamente alle immagini di oggi. Giurerei di essermi seduto nello stesso posto di trentasei anni fa. Hai voglia a dire “nulla è cambiato”. Mi veniva da piangere, Angelo. Continua a leggere »