Lia Celi
Errore di traduzione nel Catechismo per i giovani, la Chiesa lo ritira. Eh no: anche se è malformato deve tenerselo!
Errore di traduzione nel Catechismo per i giovani, la Chiesa lo ritira. Eh no: anche se è malformato deve tenerselo!
Clicca per vigna granda in postmater. E su Mamma! il pezzo di Ulisse Acquaviva: Nella vita c’è sempre chi dà voti alla tua fede, e perché la scuola dovrebbe fare eccezione? Scrutinateci anche l’anima, tanto ci siamo abituati Basta con l’ipocrisia laica: riconosciamo alle religioni il sacro e santo diritto di farsi i cazzi nostri. Anche a scuola. Qua il pezzullo.
Cari Amici, Buona Pasqua nel Signore.
1) Buona Pasqua alle famiglie abruzzesi colpite dal terremoto. Ci sentiamo vicini alle vostre ferite e alle vostre perdite. Risorgerete dalle macerie e tutta l’Italia vi aiuterà a farlo.
2) Buona Pasqua a chi la festeggia dopo aver perso una persona cara. Il significato di questa festa è ricordare che la morte non ha l’ultima parola ma che loro rimangono con noi.
3) Buona Pasqua a chi ha ricevuto cattive notizie e non riesce più a vedere il futuro. Si passa sempre per il venerdì santo prima dell’alba della risurrezione. Corraggio e non arrendiamoci mai.
4) Buona Pasqua a chi ha ricevuto buone notizie e ora sente di aver ritrovato la forza per continuare il cammino: condivida la gioia di questi giorni con chi è più sfortunato.
5) Buona Pasqua a chi è senza lavoro. Non sarà mai senza dignità. La Chiesa vi è vicina, camminiamo insieme in questi mesi di crisi: chi è imprenditore e può assumere lo faccia, vi prego, per donare pace e vita almeno ad una famiglia disperata.
6) Buona Pasqua a chi ha il cuore inacidito dal rancore e dalla vendetta. Non se li meriterebbe gli auguri: ma quella condizione è la morte del cuore; speriamo che possa risorgere con Cristo anch’esso.
7) Buona Pasqua a chi coltiva un sogno: possa realizzarlo pensando che nulla è impossibile a chi ama, vive, riempie di gioia il mondo.
8) Buona Pasqua a chi deve fare i conti con la salute. Arrivi la guarigione e la vicinanza di parenti che ricordano che il legame di sangue deve essere il primo amore da servire.
9) Buona Pasqua ai dottori, agli infermieri, ai poliziotti, a tutti quelli che lavoreranno anche in questi giorni: grazie di quello che fate. Grazie perchè anche oggi ci siete.
10) Buona Pasqua a tutti voi, brava gente. Andate a messa, scambiatevi l’augurio della Pace, portate un pò di gioia a chi avete vicino.
Tra le chiese e le case vanno (ri)costruite prima le case, perché Dio non ha freddo.
Il Vaticano ha messo in atto lo stop, dal 1° gennaio 2009, al recepimento automatico delle normative della Repubblica Italiana. Non sarebbe il caso che noi si facesse altrettanto?
Dice il Papa Benedetto XVI che non è una rockstar, e fin qui eravamo tutti d’accordo. Poi che l’essere umano è solo “maschio” o “femmina”. E non vogliamo dire di no, da un punto di vista squisitamente genitale o, che so, i cromosomi. Resta il fatto che in qualche misura dovremo comunque prima o poi fare i conti con un certo numero di gay sparsi per il mondo i quali, a prescindere da quel che si racconta l’uomo-in-bianco, restano vivi e vegeti ai quattro angoli del globo. E lo dico perché anche la Chiesa stessa dovrebbe porsi il problema visto e considerato il numero di appartenenti a questa “nuova specie non ancora definita” tra le proprie fila.
Adesso: volendo possiamo far finta di nulla, è già accaduto in passato e continuerà ad accadere; gli italiani assorbono il clero per quello che è: una croce, una malattia endemica, una convivenza. Alcuni condivideranno, altri tireranno diritto per la propria vita esattamente come da sempre accade negli ultimi decenni o perlomeno da quando hanno smesso di perseguitare chi non negasse o rinnegasse il proprio pensiero a loro opposto (salvo poi recuperarlo a proprio uso e consumo, diciamo, cinquecento anni dopo).
Altrimenti potremmo provare a spiegare alla Chiesa che, nel seppur sempre più complicato e faticoso rispetto della sua imbarazzante versione della società, c’è anche della gente frocia, e che se ne facessero una ragione.
Crollano le Borse e le banche, solo la parola di Dio – ha detto il Papa – e’ una realtà solida. Ma non ci paghi il mutuo e non ci mangi. Cioè, voi sì, e alla grande, che ci avete costruito un business e una macchina da soldi che dura da duemila anni e in confronto al quale Windows, Adwords e l’Ipod fanno ridere – senza contare che tiene meglio di quei business anche durante le recessioni. Ma gli altri no, la gente onesta con la parola di dio non mangia.
Io non capisco questa storia dei medici “obiettori di coscienza”. Se mi iscrivo all’Università in Cattolica, se divento io obiettore di coscienza io e decido che non voglio dire l’ave maria, il padre nostro etc, non mi lasciano laureare. E’ già successo, con Mario Capanna, ad esempio. Già io non sono d’accordo con questa cosa, perchè il pezzo di carta che ti rilasciano è un pezzo di carta che dice Laurea della Repubblica Italiana. Come minimo, ma proprio minimo, in casi come questo dovrebbe farsi avanti una corrispondente Facoltà di una Università Statale e offrirmi di accettare tutti i miei esami, tranne le minchiate di teologia, e andare avanti da loro.
Ora, tu, medico, vai a lavorare in un Ospedale Statale. E cosa pretendi di poter fare, di non voler praticare un aborto, quando è legale in Italia? O, addirittura, cosa vergognosissima, di non voler somministrare degli anti-dolorifici a una donna che tanto ha già abortito? Io dico che glieli avrebbe somministrati anche Gesù Cristo in persona. Solo che questi hanno usurpato il brand di Cristo ma certo mica seguono i suoi insegnamenti. Non vuoi a che fare con gli aborti? Benissimo, diventa dentista. O ortopedico. E invece no, questi colonizzano di proposito i reparti di Ostetricia degli Ospedali di Stato per negare un diritto che le Leggi dello Stato riconoscono alle donne. Questi vanno licenziati tutti. Subito.
Oggi ho fatto un minuto di raccoglimento. Ho pensato a quei poveri di spirito che non possono nemmeno lontanamente aspirare alla divina condizione dei ricchi ma devono accontentarsi della santità. La santità come punto d’arrivo di una vita interamente sacrificata per gli altri. E, con infinita compassione, il mio pensiero è andato al Papa. A quanto deve aver sofferto per arrivare a tanta santità. Continua a leggere »