Arkangel
Non capisco perchè nelle schede elettorali italiane non ci sia la casella “invasione barbarica”.
Non capisco perchè nelle schede elettorali italiane non ci sia la casella “invasione barbarica”.
Ti senti rispondere che Facebook è per sfigati, che Second Life è in declino, e che il popolo dei blog, e che il popolo dei fax, e che che che noia.
E’ mai possibile che appena un fenomeno supera il massimo clamore mediatico, la si considera morta? Mai sentito parlare di Curva di Adozione Tecnologica?
Quanti anni di galera per questa vignetta? Qui ve lo svela Peacereporter. Invece qui il post con un pezzo di Alvise Spanò e la vignetta più granda.
Scrivere di blog è come dipingere di pittura, direbbe forse Frank Zappa.
I blog, secondo alcuni, uniscono in un’opera pop la vocazione metatestuale del writing in tutte le sue forme con l’arguzia e la spontaneità delle scritte sui muri nei bagni degli autogrill.
Altre persone con cui ho discusso dell’argomento si domandano come della scrittura, secondo la loro opinione, di basso livello possa sperare di affiancarsi al vero giornalismo e alla vera narrativa; pacatamente chiedo loro come possa allora parte del vero giornalismo, persino in Italia, sperare di affrontare sullo stesso campo il disordinato esercito, ma pur sempre un esercito, dei blogger ancora fedeli alla propria causa. Quasi tutti, infine, quando pronuncio la parola blog, chiedono qualcosa tipo: blobb? ecche è? robba che se magna?
Io sono un blogger in perenne ritardo: in ritardo sulla scoperta del fenomeno, in ritardo sull’utilizzo di una nuova forma espressiva, in ritardo nel conoscere i nuovi avvenimenti, la vita e le rivoluzioni del “mondo blog” di cui parlava la Pizia qualche anno fa. E’ per questo che, sempre in ritardo ogni settimana da quattro anni ad oggi, cerco di stimare la speranza di vita di una corrente, di un movimento quasi, che rischia sempre di finire soffocato da se stesso, e dall’ambiente in cui si è sviluppato, prima ancora che nella nostra nazione abbia acquisito una minima dignità.
Non temo una fine entro breve, ma credo, non so se a torto o a ragione, che tutto questo stia trasformandosi in un “qualcos’altro” probabilmente già sperimentato.
I GIORNALI: Venerdì parte la prima BlogFest (La Stampa); Bernabè: sono tornato in Telecom e l’ho fatto per tigna (La Stampa); BlogFest 2008 finisce sotto l’acqua (La Stampa); Pronti per la prima BlogFest italiana? (Corriere della Sera); Festa virtuale per i «malati» di Internet (Corriere della Sera – ViviMilano); La Woodstock dei blogger incorona Grillo (Corriere della Sera); La pioggia non ferma il popolo del web, tutto esaurito ai barcamp del BlogFest (Corriere della Sera); I guru di internet a Riva per tre giornate (Trentino); Udite udite, BlogFest è qui (Punto Informatico); Macchianera Blog Awards ’08 (MenStyle.it).
I BLOG: Chiamami pure Franco (Manteblog); La BlogFest è come la gita delle medie (Pezzi d’ufficio); Pensieri sparsi sulla BlogFest 2008 (Smeerch); Post dove si parla di feste e nel quale ci sono parecchi link (Andrea Beggi); BlogFest 2008 (e disruptive innovator) (Selvaggia Lucarelli); Molte diverse BlogFest (Manteblog); Com’era ‘sta BlogFest? (Akille.net); Viva viva, la BlogFest di Riva (La Casa Dei Giochi); Blogfester (Wouq); La blogosfera italiana alla BlogFest: il nulla vestito a festa (Livingston, il blog di Marco Mazzei); BlogFest, il resoconto: Piove, dio blogger (Macchianera); BlogFest 2008… ecco i Vincitori (mdblog.it); Rain Blogger – I blogger della pioggia (Binario unico); C’è sempre una prima volta, e questa è stata stupenda, nonostante… (Era nata racchiusa in un raggio di sole…); BlogFest /1 (Uccidi un grissino); BlogFest /2 (Uccidi un grissino); BlogFest /3 (Uccidi un grissino); BlogFest /4 (Uccidi un grissino); BlogFest /5: i quasi retroscena (Uccidi un grissino); Squallido post che approfitta della BlogFest per tentare di far aumentare gli accessi a None of the Above (None of the Above); BlogFest bagnata eccetera (Webgol); Award, macchia nera (Mauro Biani); Appunti gardesani 1 (Gaspar Torriero); Appunti gardesani 2 (Gaspar Torriero); Appunti gardesani 3 (Gaspar Torriero); BlogFest, sei foto sei e tempodimerda (Samuele Silva); Sulla BlogFest. A ritroso. (OzioAffaccendato); Badge viola e badge blu (Samuele Silva); BlogFest, dio vi abbia in gloria, ma voi aiutatelo (La pupa c’ha sonno); BlogFest: rapide considerazioni finali (Aghenor Blog); Continua a leggere »
Caro Gesù, perchè non apri un blog?
Signore,
so che avrei cose più urgenti per cui disturbarti.
La pace nel mondo, capire perchè esiste Calderoli, chiederti se in questi giorni di blogfest non era meglio far piovere su un paese africano dove la gente muore di sete piuttosto che su di noi che siamo in riva ad un lago…
Ma mi permetto di disturbarti lo stesso con qualcosa di banale eppure credo utile.
Ti scrivo dalla blogfest.
Gesù perchè non apri un blog? Pensa ai vantaggi.
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Salve gente! Mi chiamo viscontessa ho 43 anni e vengo da Firenze.
Sono simpatica, allegra e un po’ chiacchierina. Adoro stare in mezzo alla gente, mi piace conoscere gli altri e divertirmi con gli amici ma le cose che amo di più sono il sole sulla pelle e i temporali d’autunno ma solo se posso stare sotto al piumone insieme al mio amore Oreste.
Chi è Oreste? Ma il mio super tenerissimo cinghiale domestico, che vi credevate?
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Tornano, finalmente (e l’occasione per farli tornare è la premiazione finale, che avverrà nel corso della prossima BlogFest a Riva del Garda), gli MBA, ovvero i “Macchianera Blog Awards 2008“.
Ecco i vincitori degli anni precedenti: 2006 (con annessa trasmissione radio per la premiazione), 2004, 2003.
Questo, invece, è il “Red Carpet” della nuova edizione, ovvero la vostra occasione per dare supporto ai blog che più vi piacciono, che leggete assiduamente o a cui siete particolarmente affezionati.
Quest’anno si vota tramite la form automatica di Google Docs, per cui dopo il salto troverete una corposa spiegazione di come si terranno le votazioni e – finalmente – la scheda online per poter votare.
Se invece desiderate inserire la scheda di votazione all’interno del vostro blog, potete semplicemente fare un copia e incolla di questo codice:
E ora, alle votazioni:
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Infine, dopo quelli gestiti tramite WordPress, su BlogNation sono tornati online anche tutti i blog aggiornati con Movable Type (portato alla versione 4.2 Pro, che peraltro pare molto più stabile e di gran lunga più veloce delle precedenti, anche se si sa che queste cose van dette con la mano ben salda sulle balle). Il plugin antispam naturalmente ha fatto le bizze, ma ne siamo venuti capo. Sono andati persi solo alcuni post e alcuni commenti scritti nei giorni immediatamente precedenti al crollo: ce ne dispiace (ma magari le pagine nella cache del vostro browser o di Google possono esservi utili per recuperarli).
Diamo quindi il bentornato a Bambolescente, Bassoatesino, Bendix di Lia Celi, Dot-Coma, Daveblog, Dmag, Giuseppe Genna, Grassilli Warehouse, l’Indignato, La Vonorace, Lino e i Mistoterital, Net To Be, Princess Proserpina, Sandro Paté e Sasaki Fujika. Rimandiamo direi al dopo-BlogFest il passaggio per tutti a WordPress e ad un mondo finalmente libero dai moduli Perl.
Nel frattempo è anche aperto il casting per scegliere il sistemista che si occuperà della manutenzione di massima del server. Siccome c’è sempre andata bene ma capiamo che la gloria non basta, pur essendo questo un server amatoriale, qualcosa da stanziare c’è. E se non c’è ce la facciamo essere. Giriamo su Ubuntu, e facciamo ovviamente un uso intensivo di Php, MySQL e Perl. L’indirizzo è mail@macchianera.net: proponetevi, descrivetevi, quantificatevi.
Va detto che se tutto questo fosse successo in un altro momento (uno in cui non ci fossero state la trasmissione in radio e la BlogFest da preparare), forse da questa parte dello schermo la cosa sarebbe stata presa con più filosofia e meno apprensione. Alla fine – si può dire anche questo – poteva essere peggio: grazie ai backup automatici su un altro server e qualche backup manuale lanciato per puro culo qualche giorno prima della disgrazia, alla fine ce la siamo cavata anche facendo appello alle modeste conoscenze tecniche di chi vi scrive.
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Aggiornamento sullo stato del ripristino dei blog ospitati da BlogNation: sono tornati online e funzionanti tutti quelli basati su WordPress, ovvero: BlogFest, FreddyNietzsche, Guia Soncini, Kinder, Macchianera, Marileda Maggi, OzioAffaccendato, Playlist, Princess Proserpina, RadioNation e Sw4n.
Tornano visibili, ma restano ancora purtroppo non aggiornabili (e non commentabili) quelli gestiti attraverso MovableType: il softwaraccio è stato installato, ma ha mal digerito il backup del database, probabilmente a causa della tabella caratteri utilizzata al momento dell’esportazione (e valla tu a cambiare in un file di testo da 260 mega compressi). Qui dietro si continua a lavorare alacremente perché anche i cugini che non sono ancora migrati dal lato chiaro della Forza possano rivedere la luce.
Il server è stato rimesso in piedi da capo, ma è ancora ben lontano dall’essere “a posto”: bisogna fare un po’ di tuning ma intanto – toccando tutti i gioielli di famiglia – è nuovamente in piedi. In questo senso un ringraziamento particolare va a Ludo (che è stato preziosissimo, e non poteva essere altrimenti) e a Gianluca P. Ziokendo, che pur in vacanza nella terra dei crucchi e pur spossato dalle magagne di questo condominio di blogger, ha saputo dispensare consigli utili tramite il fido Blackberry.
Questo Tumblr è sempre stato qui, creato un po’ per caso, un po’ per provare, e un po’ per raccogliere citazioni e battute trovate qua e là per la rete.
Sarebbe rimasto qui, inutile come è sempre stato se ieri notte un disco di BlogNation, il server che ospita Macchianera, non ci avesse lasciato per sempre, così, senza avvisare, un biglietto, qualcosa.
Mentre vi scrivo (sono le 4 e 50 del mattino), il backup di tutto ciò che quel disco conteneva sta lentamente tornando da un server americano a quello crucco che ha fatto harakiri. Si tratta di due giga zippati di roba: anni di post, immagini, incazzature, ricordi, fesserie di una quindicina di blog. Poi, a parte, ci sono i database.
Rimettere a posto il tutto sarà una cosa lunga, difficile, stancante e che richiederà una risorsa che al momento mi manca: il tempo.
Fosse solo per me, forse mi godrei questo momento. Forse ne approfitterei per vedere come si sta un po’ senza. Forse andrei a dormire presto. Poi penso che, no, sono cose che si scrivono in post come questi, per fare un po’ i fighi. Lavorerei fino a tardi anche se domani c’è la radio, e probabilmente il tempo che mi manca lo perderei comunque leggendo cose che un giorno potrebbero tornare utili, ma nella maggior parte dei casi no.
Poi c’è la BlogFest incombente; i Macchianera Blog Awards da fare partire; ci sono i blog di Matteo Bordone, Sw4n, Guia Soncini, il Daveblog, l’Indignato e Playlist muti come pesci.
Tutte cose che risiedevano su BlogNation e che devono tornare online, al più presto. Riuscirò a far sì che succeda arrabattandomi come posso, con le conoscenze che possiedo nel rimettere in piedi un server, che restano a livello amatoriale. Manuali, un po’ di culo, e tutto tornerà a posto. Allora, forse, sarò felice. Ora no. Ora sono le 5:07 del mattino. Ora tutta questa sfiga piovuta addosso mi pare più gratuita che mai. Ora non ne avrei voglia.
Giustifico il titolo così: forse se non fosse successo non avrei scritto questo post così, di getto, come non mi capitava ormai da tempo. Forse non mi sarebbe mancato avere un blog. Forse non mi sarei ricordato che le cose migliori che ho visto nascere sono state concepite in momenti come questo, quando tutto sembra andare a puttane.
Nemmeno Dave, sul suo Daveblog (che momentaneamente si è trasferito su Splinder ad un indirizzo che non vuole rivelare, perché è curioso di sapere in quanto tempo la massa riuscirà a trovarlo), nemmeno Dave, dicevo, ha mai scritto tanti post in un giorno solo.
E’ una ben magra consolazione ma, credetemi, ci siamo fatti prendere troppo dal mezzo, dalle statistiche degli accessi, dai chissà cosa succederà se scrivo che. Siamo diventati schiavi della forma, della ricerca della notizia esattamente come un giornale, e quel che eravamo era ben lontano dall’essere un giornale. Eravamo gente che scriveva dei cazzi propri come metafora per parlare del resto del mondo attorno. Eravamo qualcosa di diverso che non siamo più, anche se non è mai troppo tardi: dovreste provare anche voi a ripartire da PageRank zero.
Curiosi di sapere che cosa succederà nel corso del MARTcamp del prossimo 12 settembre, all’interno della BlogFest?
I curatori Laura Carcano, Personalità Confusa e Luciano Lombardi, ci danno qualche indizio in un post sul sito ufficiale.
Si viene a sapere, innanzitutto, che sarà un barcamp itinerante tra le sale di un museo. Poi, che si parlerà, tra le altre cose, del matrimonio difficile tra arte e blog e ci si chiederà se i blog sono un movimento.
Maggiori dettagli, ovviamente, sul sito della BlogFest e sul wiki del barcamp.
“Dovessi spiegarti che cos’è il mio blog ti direi che è un luogo, riscaldato d’inverno ed areato d’estate, con un indirizzo e una buca delle lettere, finestre per guardarci dentro se passi nei pressi ed una porta aperta per entrare se ti andrà. L’insieme dei blog che leggiamo e di quelli che ci leggono è un villaggio particolarmente salubre fatto di abitanti che si siano scelti fra loro e non paracadutati lì dal caso”.
Sono queste le parole con cui inizia un articolo di Marino Niola su Repubblica.
Mi chiedo però perché a scrivere certe cose sia sempre gente che la blogosfera non la vive affatto.
Lo sapranno che non basta avere una connessione per poter dire che “il blog non è solo uno strumento del comunicare, ma è una potente metafora del nostro presente in rapida trasformazione e un simbolo anticipatore del nostro futuro”?
Più che un simbolo anticipatore sembra solo un tentativo simbolico.
Punti di vista.
Per motivi che per il momento restano assolutamente ignoti (e non potrebbe essere altrimenti, essendo fuori casa, dotati solo di un mini-portatile e di un iPhone) il database del blog di Kinder l’è sciopà, come dicono a Milano. No: niente guzzantiani hackeraggi da parte di “potenze straniere” o regioni autonome concorrenti. Un semplice errore che ha bloccato (in gergo si dice “lockato”) il file.
Niente però è andato o andrà perso: ci sono i backup e tutte quelle cose lì.
Ora resta solo che il sottoscritto si ricordi i dati della connessione, per poter rimettere a posto le cose. Nel malaugurato caso in cui non succedesse, il blog tornerà a posto al più tardi lunedì (avendo a disposizione il PC nel quale sono gelosamente custoditi i dati necessari), con le cronache e le foto della quattro-giorni blogghereccia. Nel frattempo potete sempre fare riferimento a Wittgenstein.
Scusate: non è facile lavorare sul server con mezzi di fortuna.