WhiskyLicks – Cable n. 2 – 01/11/2011
The White House spokesman commented Berlusconi’s new joke on Obama’s skin color saying that “nobody’s perfect”. The Italian Premier’s spokesman replied that “in fact Silvio Berlusconi is nobody”.
The White House spokesman commented Berlusconi’s new joke on Obama’s skin color saying that “nobody’s perfect”. The Italian Premier’s spokesman replied that “in fact Silvio Berlusconi is nobody”.
Obama si dà tante arie per questa riforma, ma voglio vedere cosa dirà quando qua tra due anni sconfiggeremo il cancro.
1) Una coppia ha speso n-o-v-e-c-e-n-t-o-c-i-n-q-u-a-n-t-a-q-u-a-t-t-r-o euro a La Malmaison, il ristorante milanese di Davide Lacerenza, compagno di Stefania Nobile, figlia di Wanna Marchi. E senza bere una goccia di vino! Commentano tutti, Lacerenza compreso.
2) Una donna che allattava nel ristorante dell’Hotel Spinale di Madonna di Campiglio è stata allontanata. A) Medioevo. B) Se era una necessità… C) Giusto così.
3) Il caldo è insopportabile e tutti guardiamo dentro al frigo. E che ci troviamo? Sorpresa: molti, moltissimi bevono prosecco.
4) Al ristorante Gusto di Roma l’acqua del rubinetto filtrata costa più dell’acqua in bottiglia. E non solo lì.
5) La birra artigianale italiana costa troppo per l’Happy Hour di Obama (o Summit della birra)?
6) Per la serie FAI DA TE di Dissapore: 5 cocktail per l’estate.
7) Questa settimana ci siamo chiesti quale bottiglia di prestigio fosse più adatta a dilapidare le nostre sostanze.
8) Una coppia di giapponesi ha denunciato il ristorante romano Il Passetto per un conto da 695 euro. E’ intervenuta MV Brambilla offrendo un risarcimento. “No, grazie“, hanno risposto i giapponesi al Ministro del Turismo: “sarebbe una spesa inutile fatta con le tasse del popolo italiano”.
9) Avanti o pop. Come te lo spiego il vino? Con parole semplici tipo Jovanotti. Troppo pop?
10) Ristoranti in Sardegna/Costa smeralda, Dissapore consiglia.
— Lesa cucina. Per non essere più giudicato dalla guida che lo ha bistrattato, il ristorante famoso grazie alle guide manda sms e lancia una petizione. Se la poteva risparmiare, francamente.
— Lesa critica. Come se non bastasse un Laudadobermann© si è avventato su critici e giornalisti gastronomici.
— Il problema è che cenare al ristorante diventa sempre più complicato. Gli Obama, per dire.
— Perfino impossibile quando il ristorante ha liste d’attesa che fanno impallidire la Singapore Airline. Tipo il D’O, fuori Milano, grazie alla cucina pop di Davide Oldani.
— Milano, dove capita di mangiare male spendendo molto.
— Se volete evitare sorprese spiacevoli scaricate sui vostri iPhone la guida Michelin. Spiacevole sorpresa: costa 7.99 €.
— Troppo? Va bene, tanto dall’adescatore mangiaspaghetti sapete come difendervi, credo.
— E’ primavera. Firenze | Tour delle gelaterie.
— E’ primavera. Avanzata | Padma vedo-non-vedo. Soprattutto vedo.
Intendiamoci,
Silvio Berlusconi non è l’unico capo di stato che si sia periziato di consigliare investimenti in Borsa: mentre i guru della finanza alzano le braccia (Warren Buffet ha dichiarato di non aver la minima idea dove i prezzi delle azioni saranno nei prossimi 12 mesi) i politici sembrano avere le idee molto chiare tanto che anche il presidente americano Obama, come fece Nixon nel 1970, ha dichiarato che se avesse dei soldi, ora, investirebbe in azioni.
La differenza con le raccomandazioni di Silvio sta nella prudenza. Obama ha invitato ad investire solo quelli che hanno una prospettiva di lungo termine (non i 18-24 mesi del Premier) e non ha citato singole azioni su cui puntare, rimanendo sul vago. Un’altra differenza sta nel timing. Obama ha parlato agli inizi di Marzo che per il momento è il “fondo” raggiunto dalle quotazioni azionarie e da allora i mercati finanziari hanno recuperato almeno il 20% mentre Silvio, parlando ad Ottobre, ha visto le azioni scapicollare giù del 20% nei giorni successivi. Maggiore intuito? Lungimiranza? Influsso di quell’alone magico-messianico che circonda il presidente americano ed a cui Silvio non sembra avere accesso nonostante le frequenti auto-investiture? Vedremo. Continua a leggere »
In termini di marketing, un candidato alla presidenza degli Stati Uniti, non è molto diverso da un detersivo: deve riuscire a vendersi alle masse, conquistare la fiducia di milioni di persone, incarnare determinati valori e impegnarsi a rispettarli. Un futuro Presidente deve distinguersi dai propri avversari (unique selling proposition) mettendo in luce i propri aspetti migliori (plus). Deve fare agli elettori una promessa forte (main promise), spiegarne i vantaggi (benefit) e motivarli (reason why). Una volta eletto, il Presidente avrà a disposizione quattro anni per mantenere le proprie promesse e se ci riuscirà, potrà sperare di essere riconfermato, altrimenti dovrà farsi da parte e lasciare spazio a qualcun altro più democratico o più repubblicano, più giovane o più vecchio, più nero o più bianco. Purché nuovo e diverso. Continua a leggere »

In questo disegnino di Patrick Moberg (via Phonk, ovviamente) vedete ritratti sommariamente i 44 presidenti degli Stati Uniti. Riuscite a riconoscere Obama?
a) Per forza, è in fondo alla fila
b) Ma certo, ha i capelli neri e il sorriso di noi ggiovani
c) Dai, non stiamo a prenderci per il culo. Continua a leggere »
Una domanda per Obama. Ci invadete spontaneamente o dobbiamo proprio rifarlo tutto, il fascismo?
Ragazzi, complimenti a tutti. È la cosa più bella capitata a questo mondo dal 1989.
Martedì, una giornata come tante: lavoro, studio, autunno. Fa anche freddino. Ma all’ora in cui le carrozze diventano zucche, dall’altra parte del fuso orario qualcuno diventerà il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.
Questa notte Macchiaradio, in collaborazione con i maggiori produttori di caffè, sigarette alcolici e pigiama, presenta: “Tutti i voti del Presidente“.
A partire dalle 23 ora italiana su Radionation, la solita cricca seguirà i risultati delle elezioni presidenziali americane 2008. Vincerà Mister Magoo o Sam Cooke? L’esperienza del reduce o il fascino del cambiamento? Lo scopriremo durante la notte. A costo di stare alzati fino all’alba.
“Tutti i voti del Presidente“: tutti, fino all’ultimo.
Dietro ai microfoni: Matteo Bordone, Laura Carcano, Paolo Landi, Paolo Madeddu, Ilaria Mazzarotta, Gianluca Neri, Simona Siri, Luca Sofri, Simone Tolomelli.
Chi perde la puntata potrà rifarsi con il podcast.
| …oppure clicca “Play” per ascoltare la puntata in questa pagina Clicca qui per aprire direttamente il file se il player sopra non ti funziona (la puntata dura 7 ore e 15 minuti; così giusto per avvertire) |