Dopo due anni (l’ultima puntata andò in onda live dalla BlogFest del 2009) torna – a grande richiesta, questo si può dire – SabatoNotte.
L’occasione è rendere omaggio a Steve Jobs. Lo ricorderemo a modo nostro: cazzeggio, buona musica e i rumori della città in sottofondo. Si parte alle 23:30.
Tra un po’ quando un disco vende, ci fanno il film come ai libri.
Il vostro film di Natale, VIVA I ROMANTICI dei Moccià! Risate giovani da Rtl, RDS e Radio Italia! La carica sexy di Salvami, traccia “molto sentita da Kekko Silvestre – in quanto scritta in un momento di sconforto e rappresenta un dialogo tra lui e Dio”! Con l’amichevole partecipazione di Carlo Pastore e Carlo Gabardini e Carlo Antonelli e Carlo Lucarelli e Carlo Rossella e Carlo Conti. TRAILER: “Forse sì, è quel mio essere bastardo che se ci penso è quello che, che, che ti piace di me – spogliati”, dice il giovane ragazzo in sella a uno scooter (“Fàmolo vède, sto marchio”) alla giovane ragazza acqua e sapone (col sapone in mano) (e pure una bottiglietta da 0,5 l di acqua) (“Amore togli le dita dall’etichetta altrimenti pare che stai a bève Levi, l’acqua dell’ebbrei”). Oppure, il vostro film di Natale, CHOCABECK di Zucchero (n.11)!!!. TRAILER: “Francamente, cara, me ne infischio” “Ti spiezzo in due” “Io sono tuo padre!” “…Rosebud!”. Un film scritto e sceneggiato interamente da Zucchero. Ok, basta, scusate, oggi mi sono svegliato blandamente faceto. La miserabile verità è che al n.1 c’è un disco che mi è indifferente come pochissimi: Solo 2.0, di Marco Mengoni (direttamente dal talent X Factor). Al n.2 c’è Emma (direttamente dal talent Amicidimaria), al n.3 c’è Giorgia (direttamente dal talent Sanremo) e perciò io rendo onore, al n.4, ad Adele: il suo album non mi tira matto perché dopo i primi due pezzi gagliardi si va di piantini come fosse Dido, però averla lì dopo i nostri talent-i illude un pochino di essere nell’eurozona della musica. Perché voglio dire, al n.7 ci sono gli Stadio e al n.8 Marco Masini. Ma è al n.5, che casca l’asino.
Al n.5 c’è The Dark Side of the Moon. Rimasterizzato.
Racconto spesso – nelle interviste pre e post BlogFest - che l’ispirazione per l’incontro annuale di Riva del Garda venne proprio da quell’appello.
In questi giorni mi sono letto praticamente tutti i resoconti bloggherecci-blogfestari e mi sono ritrovato a invidiare molto chi scriveva “che bello: è davvero come una gita delle medie” o “non puoi fare due passi a Riva del Garda che incontri un blogger che ti offre uno Spritz”. Non che io non me la goda, la BlogFest, sia chiaro. E’ che farla non è la stessa cosa che partecipare: tra le tante cose che non riesci a fare ci sono, appunto, un sacco di Spritz mancati; un sacco di persone che non sei riuscito a salutare come si deve e un sacco di persone cui non sei riuscito a dedicare l’attenzione che meritavano.
Detto questo – e mancandomi molto i tre giorni del Condor che si tenevano a Gressoney – io faccio ufficialmente un appello: secondo me Luca Sofri dovrebbe organizzare un nuovo Kinder. Una festa del Post. Un Poster, o come diavolo vorrà chiamarla.
Tanta è la voglia che stavo proponendomi per aiutarlo, e poi andrebbe a farsi benedire il senso di tutto questo, ovvero partecipare, e basta. E ammazzarsi di Spritz, ovviamente. Di Genepì no, perché nessuno al mondo muore di Genepì. E’ una questione di dignità e di facciata.
Nota a margine con un anno di anticipo, perché gli amici di Internazionale prendano nota:
noi, l’anno prossimo, la BlogFest vorremmo farla il 28, 29 e 30 settembre 2012.
Non che conti più di quel che deve contare (e cioè abbastanza poco, contrariamente a quanto alcuni si ostinano a credere): è solo una piccola soddisfazione per uno ha trascorso gli ultimi giorni a elaborare e impaginare classifiche di premi in cui i premiati erano gli altri.
Ecco, era per dire: grazie.
A beh, poi, certo: anche per spernacchiare Sofri e Mantellini.
Se vi siete persi la premiazione dal vivo che si è tenuta la sera del 1° ottobre scorso a Riva del Garda, nel corso della BlogFest (trovate comunque tutte le foto nel gruppo ufficiale della BlogFest su Flickr, cliccando qui, ecco qui di seguito, voto per voto, tutti i nominati e tutti i premiati nell’edizione 2011 dei Macchianera Blog Awards.
Per chi fosse curioso, ecco i vincitori degli anni precedenti: 2010, 2009, 2008, 2006, 2004, 2003.
La serata di premiazione della settima edizione dei Macchianera Blog Awards, che si è tenuta la sera di sabato 1° ottobre 2011 presso la Rocca di Riva del Garda, nel corso della BlogFest.
Presentano Andrea Delogu e Gianluca Neri.
I R.e.m. si sono sciolti. Oooooh, no. Bonelli è morto. Oooooooh, nooo. Mirigliani è deceduto. Mmmh – qui, battute. Poi di nuovo: il ventennale di Nevermind (“oooh). Il ventennale di Miles Davis (“Ci manchi”). Il venticinquennale del decennale del ventennale dei due trentennali di Scott Fitzgerald – ooooooh. Jeezus Christ (… “RIP. We miss you”). Su Facebook, è Lutto Continuo. Ed elaborazione del lutto continua. E schizofrenica. Metà, si scaraventano entusiasti a scrivere battute di very grande spasso per Spinoza (per Pippo Baudo presumo che l’eccitazione fosse a livelli sessuali) (…e mi auguro sinceramente che MiticoVasco – n.6 – migliori, perché gli voglio bene, e perché odio le battutine pirla anche più dei kadetti del komandante). L’altra metà si duole per la perdita, per qualsiasi perdita, generando la sensazione di un mondo che non fa che perdere i pezzi.
C’è anche da dire che mai pensavo che Zuckerberg fornisse un sistema moderno, per milioni di tipetti appesi alle app, per emulare con colpevole ritardo mia zia Elsa e mia zia Carmen alle prese, negli ultimi decenni del secolo XX, con le fondamentali “pagine dei morti” dell’Eco di Bergamo (soprannominato Il Bugiardino, e dai suoi stessi affezionati lettori). Ogni giorno leggevano, controllavano, e sospiravano su qualche foto di trapassato/a delle valli che aveva un volto un po’ più giovane o sorridente, e concordavano tristemente che non se lo meritava – però si sa che Dio ha una meritocrazia molto ambigua. E parlando di necrologi: ci sono otto album di Lucio Battisti in classifica (erano nove, la settimana scorsa – Anima Latina ha lasciato l’edificio). E non c’è niente al n.1.
Tra le tante cose che accadono nella giornata di sabato alla Blogfest, una in particolare ha a che fare con il mondo dei blog e i blogger italiani.
Alle ore 12 di sabato, presso la Rocca di Riva del Garda (ma anche in streaming live su vari siti, tra cui quello della Blogfest) Marco Patuano, AD di Telecom Italia incontrerà la blogsfera, rappresentata dai 4 “ambasciatori della rete” Marco Zamperini, Massimo Mantellini, Diletta Parlangeli e Stefano Quintarelli.
Voci incontrollate parlando anche di una presunta moderazione dell’incontro da parte del sottoscritto, che in realtà non sarà che una normale introduzione: i 5 sul palco han già molto da dire da soli.
L’evento sarà trasmesso in video streaming e si potrà intervenire postando domande tramite Twitter. L’hashtag per i poco fantasiosi è #blogfest. Quelli più creativi sapranno cosa inventarsi.
Nuova n.1, Giorgia. Un atto dovuto. Se ben ricordo è arrivata nel palagio dei nomi che contano nel periodo in cui Berlusconi è diventato re. La loro affermazione è stata una sorta di atto dovuto. Cioè, gli italiani ogni tanto ragionano così, dicono “Beh, come fai a tenerlo fuori”. L’Italia rispetta la forza di inerzia. E’ così che fui eletto capoclasse in quarta elementare, per quanto spettacolosamente inaffidabile già allora. Gli altri bimbi hanno pensato: “Magari è il tipo di cosa che lo neutralizza”. E’ il fortunato ragionamento che ha portato al potere Hitler e Bossi. Io non credo di dire una roba enorme se dico che da questo quasiventennio di Giorgia faticherei a tirar fuori una cassettina da 46 minuti intitolata “I suoi brani immortali”. Come del resto da questo quasiventennio di Silvio faticherei a tirar fuori un libriccino di 4-6 pagine intitolato “Le sue leggi immortali”. Ma il problema di Giorgia è finanche più angoscioso. Giorgia ha quella voce. Giorgia è molto simpatica e intelligente, più della media. Giorgia è carina (più di quel che sembra) ma non è la bonona che si rivolge direttamente all’ormone maschile (cosa che nella canzone italiana non porta tutta ‘sta fortuna, a dimostrare che il matriarcato regge bene: Giorgia, Laura Pausini, Gianna Nonnini, Fiorella Mannoia, Elisa hanno l’approvazione delle italiane perché non visitano i sogni erotici dei loro partner) (…le vaccone canterine, Beyoncé, n.22, Jennifer Lopez, n. 38, Rihanna, n.37, o Katy Perry, n. 28, le dobbiamo tutte importare – ma non ne vedrete mai una al n.1).
Io ve lo assicuro: ce l’ho messa tutta. Non sto scherzando. Ho anche ripreso a mangiarmi le unghie, pur di non scriverne.
Ma loro continuano.
Quelli della pubblicità di Rocchetta e Uliveto, dico. Continuano a mandarla in onda. Segno che a) ha successo; e allora chiedo l’Armageddon, subito, per cortesia: estinguiamoci; oppure, b) i pubblitari che l’hanno concepita ritengono in tutta onestà che sia bella. O divertente. O efficace.
Ora, prima di spendermi per una legge che imponga l’esilio di cotanti idioti in luoghi in cui il ruolo di scemo del paese sia vacante, mi sono detto: ragiona. Non possono essere davvero così tanto scemi. Ci deve pur essere un senso in tutto questo: un significato recondito, un messaggio, una morale.
Ci ho perso un sacco di tempo, a raccapezzarmici. Poi, un giorno, improvviso, lo scoop: la trascrizione dell’incontro durante il quale i creativi di un’agenzia di pubblicità di cui per pietà non facciamo nome hanno partorito quel ributtante spot.
Lì, d’un tratto, tutto è stato chiaro. E ho ricominciato con le benzodiazepine.
MILANO SUD – LOCATION: QUARTIERE POPOLARE CHE UN TEMPO FACEVA CAGARE MA OGGI È UN POSTO MOLTO FICO – INTERNO GIORNO
L’estate e i suoi inganni sono finiti. Là fuori fa buio alle quattro. E’ pieno inverno. Mi spiace, qualcuno ve lo doveva dire. E chi meglio di me.
Oi, era tanto che non scrivevo. Avete temuto che non sarei più tornato? Dai, dai, ditemi di sì. “Abbiamo avuto tanta paura”. (…ci vuole poco a farmi contento)
Se dobbiamo credere alla FIMI/Gfk e alle sue questionabili classifiche, quest’estate in top ten hanno trionfato dischi usciti in pieno inverno, alcuni dei quali solo questa settimana sono finalmente usciti dalla decina che conta. Sono album venuti dal freddo quelli di Modà (n.3), Jovanotti (n.6), Adele (n.9), Zucchero (n.12), Gianna Nonnini (n.13). Il disco di MiticoLiga, no – però è uscito 69 settimane or sono e il suo primo Natale lo ha ben vissuto. Quelli di Amy (n.7 e n.15), di Natali ne hanno festeggiati come minimo cinque. Alla fine i cd più freschi (non esageriamo: tiepidi) che le masse (…non esageriamo: le massette) hanno portato alla cassa erano Maria Gadù (n.11), Lady Gaga (n.14), MiticoVasco (n.5). E naturalmente, l’accattivante tormentone dell’estate, My Life In The Bush Of Ghosts di Brianìno e (omissis), n.33, da 33 settimane in classifica, e ve lo giuro, sto diventando isterico su questo stupido disco. Se un giorno dovessi vedere qualcuno che lo compra – e lo immagino con le occhiaie e la barba – lo aggredisco. Ché lo immagino anche fiacco, sprovveduto e meno allenato di me, già che ci sono.
Nella prima settimana di settembre, la top ten è improvvisamente stata invasa da un vento di novità. Ben 4 dischi nuovi. Red Hot Chili Peppers, n.1. J.Ax, n.2. David Guetta, n.4. Lenny Kravitz, n.8. E sono io stesso sorpreso nel constatare che li approvo tutti.