Cristiano Valli
1 set

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29 ago
Gianfranco Fini pagherà la sua multa e starà buono: se si è immerso sotto la costa dei Grottoni di Giannutri, che è una cosiddetta riserva integrale e che è riservata alle spedizioni scientifiche, potrà solo raccontare di non averlo fatto apposta. C’è una regola e la devi rispettare, chiuso il discorso.
Spero si possa riaprirlo, magari più avanti, per confessare che le riserve integrali io sinceramente non le capisco. Non le riserve naturali in genere, dunque i parchi, le aree protette, le riserve speciali, le parziali, le orientate e tipologie varie: queste, semmai, andrebbero soltanto estese in un Paese sin troppo deturpato e privato di tutela. Parlo delle riserve integrali: porzioni di territorio italiano dove nessun italiano in teoria potrà andare mai (come in certe assurde basi Usa) neppure accompagnato da guide, neppure pagando e mettendosi in una lunga lista d’attesa, neppure se fosse il più rispettoso ecologista di questa terra.
Un italiano, se vuole, può partecipare a una spedizione scientifica alle Galapagos: con tutta la cura che gli consenta di non alterare ecosistemi ben più complessi dei nostri. Oppure, come lo scrivente ha fatto quest’estate, può immergersi in riserve naturali dell’Oceano indiano se ovviamente accompagnato e autorizzato. Ma a nessuna condizione può andare a Montecristo, per dire, o in una delle quaranta riserve integrali del Paese. E’ più facile che, senza che nessuno se ne accorga, possa buttare una bomba a mano su una costa calabrese.
29 ago
Mentre procedono a gonfie vele le nomination per i Macchianera Blog Awards 2008, la BlogFest si avvicina, nuovi eventi si aggiungono al programma, ed è ormai tempo di prenotazioni per coloro che desiderano soggiornare a Riva del Garda.
Sono, ovviamente, prenotazioni non obbligatorie, e riservate solo a chi desidera pernottare, dal momento che - non ci stancheremo mai di dirlo - ogni singolo evento della BlogFest è ad accesso assolutamente gratuito. Molto semplicemente, per evitare di arrivare a Riva del Garda senza sapere dove dormirete, l’organizzazione della BlogFest ha concordato una convenzione con albergatori, campeggi e ostelli per garantire a tutti i partecipanti la possibilità di sottoscrivere pacchetti soggiorno a prezzi scontatissimi e per tutte le tasche (dai 15 € per il campeggio, ai 20 € per l’ostello, ai 50 € per un hotel 3 stelle, su su fino alle camere doppie in un 4 stelle).
Da oggi, finalmente, è possibile prenotare online e pagare con carta di credito, semplicemente cliccando qui.
C’è posto per tutti, ma è quasi inutile specificare che chi prima arriva si assicura le posizioni più vicine al lago e al centro città.
Nel frattempo, tenete d’occhio il programma ufficiale, perché nuovi ospiti, nuovi sponsor e nuovi eventi vanno aggiungendosi di giorno in giorno!
27 ago

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16 ago
Un lavoro come Prete è nettamente superiore rispetto a lavorare alle Poste in quanto…
- non hai solo un “posto” garantito a vita, ma anche un’assicurazione per l’aldilà;
- hai dei benefit molto interessanti (chierichetti, mi pare si chiamino);
- le cazzate che racconti sono “la parola di dio”, mentre se lavori alle Poste e dici che un pacco arriverà entro 3 giorni, non ti crede nessuno;
- non c’è Brunetta. Se anche ti dovessero beccare a molestare bambini, al massimo ti spostano di sede (puoi conoscere altri e nuovi bambini).
ADD. Aggiungi tu nei commenti altri vantaggi…
16 ago
Ciao ragazzi, tutto a posto. Vi scrivo dal mio iPhone sorseggiando daiquiri circondato da belle pupe su una spiaggia deserta. Sì, magari. Invece sono qui nel patio di casa, con il mio vecchio portatile e una connessione a 56k, perché in spiaggia si è scatenato l’inferno ferragostano. Avete mai visto un’ammucchiata di donne represse fare acqua-gym ballando salsa a mezz’acqua guidate, a riva, da una cicciona isterica? Io sì. (continua…)
10 ago
E’ più di un decennio che mi occupo professionalmente di televisione - una televisione di prima serata, diretta al maggior numero di persone possibile. Quella che “è bella se fa tanto ascolto”, e che se va male, invece, è “brutta senza appello” o, peggio, “sbagliata”.
Bene.
Quella di Mad Men non è una televisione per tutti, e nemmeno per molti.
Quella di Mad Men è una televisione per pochi.
Il che parrebbe una contraddizione, o anzi un errore, considerato che il mezzo tramite cui viene diffusa vive non sulla qualità dell’offerta, ma sui tabulati. I quali, com’è noto, non testimoniano di emozioni, bensì di cifre.
Eppure, assistendo ai primi episodi della seconda serie, in onda negli USA in queste settimane, un pensiero nasce spontaneo: giorno verrà in cui Mad Men sarà riconosciuta come una vera, grandiosa opera d’arte metamediale, nella quale ogni singola soluzione di ogni singolo episodio (dalla sceneggiatura al production designing, dal cast alla regia, eccetera) rivela una raffinatezza senza pari, ai limiti dello stupore.
Un lavoro la cui rarefatta eleganza porta la narrazione a vertici estetici, comunicativi, emotivi, che prescindono e trascendono tanto il mezzo sul quale viene proposta quanto la sua tradizione.
Un’opera di grande profondità che arricchisce e, soprattutto, rispetta profondamente il pubblico cui si rivolge.
9 ago
“Panariello l’ho inventato io!” confessa sul Corriere il dirigente Rai.
Si attende conferma o smentita da parte della Magistratura.
31 lug
Davvero: bello schifo di Olimpiadi che ci aspetta. Internet, in Cina, rimane censurata anche per i giornalisti occidentali: non puoi neppure accedere al sito di Amnesty international, per dire, o fare una chiave di ricerca digitando «Tienanmen» senza che arrivi la Netpolice a chiederti spiegazioni. I cronisti sono precettati. Il Tibet rimane blindato. Il Dalai Lama pure. C’è uno smog tipo Londra di fine ‘800 (anche se lunedì le autorità hanno comicamente annunciato che era andato tutto a posto, le polveri erano scese di sette volte in una notte: avranno arrestato anche quelle) e per gli atleti si prepara il contrappasso delle Olimpiadi di Messico ‘68, quando sugli altopiani l’aria rarefatta favorì record su record: a Pechino c’è chi ha proposto di gareggiare con le bombole, o col berretto dei minatori per vedere almeno il traguardo. Gli unici che si battono il petto sono coloro che per risolvere un problema semplicemente lo negano: i cinesi, pronti a fare incetta di medaglie o perlomeno, gli andasse male, a copiarle. Morale: abbiamo i danni sportivi e le beffe umanitarie, ed è un’occasione persa per tutti. Spiace dirlo: è persa anche per un governo, il nostro, che sulla questione tibetana e sui diritti civili ha mostrato un profilo neppure pilatesco, neppure ascrivibile alla nenia della santissima realpolitik: siamo tornati una repubblica marinara di modesto cabotaggio mercantile, come se ministero degli Esteri e ministero del Commercio estero fossero la stessa cosa, come se in epoca di celeberrima globalizzazione (anche della politica estera, anche della realpolitik) tutto non dipendesse da tutto, e di diritti umani, di sanzioni, di boicottaggi, si potesse ufficialmente parlare solo in certe zone del mondo. Esportare la democrazia? In Cina, per intanto, hanno importato noi: ma hanno lasciato fuori dalla porta i nostri stupidi bagagli occidentali, ciarpame rimediato dopo un paio di rivoluzioni in Francia e in America. (continua…)
26 lug
Per motivi che per il momento restano assolutamente ignoti (e non potrebbe essere altrimenti, essendo fuori casa, dotati solo di un mini-portatile e di un iPhone) il database del blog di Kinder l’è sciopà, come dicono a Milano. No: niente guzzantiani hackeraggi da parte di “potenze straniere” o regioni autonome concorrenti. Un semplice errore che ha bloccato (in gergo si dice “lockato”) il file.
Niente però è andato o andrà perso: ci sono i backup e tutte quelle cose lì.
Ora resta solo che il sottoscritto si ricordi i dati della connessione, per poter rimettere a posto le cose. Nel malaugurato caso in cui non succedesse, il blog tornerà a posto al più tardi lunedì (avendo a disposizione il PC nel quale sono gelosamente custoditi i dati necessari), con le cronache e le foto della quattro-giorni blogghereccia. Nel frattempo potete sempre fare riferimento a Wittgenstein.
Scusate: non è facile lavorare sul server con mezzi di fortuna.
16 lug
Ok, il duce ha ottenuto l’impunità, la polizia può spaccarvi la testa se non gli garbate, le amanti del capo diventano ministro – ma ammetterete che rispetto al primo fascismo, va molto meglio, no? Ci vestiamo meglio, c’è più droga e la musica è molto migliore - ed è più coerente di quella del governo Prodi. Perché un anno fa a quest’epoca, sapete chi era in testa alla classifica? Miguel Bosè con Papito. Davanti a Finley, Negramaro, Biagio Antonacci, Bublè. E due anni fa? Tiziano Ferro davanti ad altri prevedibili long-seller: MiticoLiga, Nannini, Ramazzotti. E tre anni fa? Max Pezzali, Coldplay, raccolta di MiticoVasco, raccolta di Antonacci (ancora?). In top 10 sguazzavano Nek, Tommy Vee e John Cena. Singolo più venduto, I bambini fanno oh di Povia.
Oggi invece soffia un’aria nuova nel Paese. Al n.1 c’è ancora Giusy Ferreri aka Giusy la Cassiera. Il che mi costringe a rimangiare le ipotesi malignazze sulle manovre della Sony per piazzarla davanti ai pesi massimi. Che sono poi quasi sempre gli stessi degli anni scorsi: MiticoLiga al n.2 e Coldplay al n.3 (per una decina completata da Jovanotti, Giovanni Allevi, MiticoVasco, Marco Carta, Madonna, Antonacci - ancora !!!!! Come direbbe Frank Zappa, The strazio never stops - e Amy Winehouse).
16 lug
Seguono le FAQ a questo post, specifiche per i fan di Apple.
(continua…)
13 lug
Ma secondo voi l’assonanza di immunità con impunità è un fatto casuale?
13 lug
Lo sapete come inizia una moda in Italia, no? Un argomento passa di bocca in bocca. Se poi lo lancia Berlusconi viene pompato al massimo. Quindi è sicuro che dopo i campionati di air guitar arriveranno i campionati di air blow job.
Io sono un cantante che ha spaccato a metà la critica: quelli che mi volevano bene dicevano che ero il Ray Charles bianco, mentre quelli che mi volevano male dicevano che ero il Toto Cutugno nero.
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